Wiki Loves Monuments, il libro

10:15, Friday, 25 2022 November UTC

Presentazione giovedì 1° dicembre, Milano, Biblioteca Parco Sempione, ore 18.00

“Wiki Loves Monuments” è il libro realizzato per i dieci anni in Italia dell’omonimo concorso fotografico: il più grande al mondo, dedicato alla documentazione del patrimonio culturale. Per questa ricorrenza, Wikimedia Italia pubblica con Ledizioni il libro che raccoglie i 100 scatti vincitori delle prime dieci edizioni.

Pensato come un database di schede dedicate ai monumenti, il volume raccoglie immagini e testi interamente provenienti da Wikipedia e dai progetti collegati. Rimescolando foto e voci enciclopediche, il libro dimostra come sia possibile produrre nuova conoscenza partendo dai contenuti condivisi dei volontari dei progetti Wikimedia. Non solo: sfruttando il concetto del link tra le voci, che ha fatto la fortuna di Wikipedia, il volume crea collegamenti e cortocircuiti, avvicinando luoghi e argomenti apparentemente distanti.

Capita allora, grazie ad un panorama della Val d’Orcia, di partire alla scoperta della via Francigena, di Federico Barbarossa e della mummia di Zagabria, tutti citati nella stessa voce enciclopedica. La mareggiata di Polignano a Mare – scatto vincitore del 2012 –  offre la possibilità di leggere dell’Amazzonomachia, del Metropolitan Museum of Art e di Monica Vitti; mentre la Fontana del Nettuno di Bologna accosta la California, la Maserati e il critico Gian Carlo Argan.

“Wiki Loves Monuments”, ideato dal laboratorio di comunicazione Baringo in collaborazione con lo studio grafico TOMO TOMO, è un’opera radicale per come si presenta al lettore con la copertina blu che cita il colore dei link di Wikipedia, ma anche per la scelta dell’Open Access. Tutti i contenuti del libro sono infatti disponibili per essere consultati e riutilizzati, citando sempre gli autori e applicando le licenze Creative Commons compatibili.

Questo libro raccoglie le fotografie vincitrici di dieci anni di concorso ma in realtà, ancora più centrale per il senso e il significato di Wiki Loves Monuments, sono le oltre 180.000 immagini prodotte in Italia che non hanno vinto premi ma hanno trasformato i puntini rossi dei monumenti ancora non fotografati in blu, contribuendo così alla documentazione libera. Lo dedichiamo alle migliaia di volontari italiani che ogni giorno scrivono, modificano e aggiungono foto a Wikipedia, Wikimedia Commons, Wikidata e a tutti i progetti Wikimedia e che documentano il patrimonio sulle mappe di OpenStreetMap.

Iolanda Pensa, presidente Wikimedia Italia

La presentazione

Giovedì 1° dicembre partecipa alla presentazione del libro. L’appuntamento è alle 18.00 in Biblioteca Parco Sempione, a Milano. Intervengono Iolanda Pensa, Matteo De Mayda e Cosimo Bizzarri di Baringo e Davide De Gennaro di TOMO TOMO.

Richiesta l’iscrizione online

Il libro “Wiki Loves Monuments” (244 pagine, 30 €) sarà disponibile sul sito di Ledizioni dal primo dicembre e in tutte le librerie dal 12 dicembre, con la possibilità di preordinarlo.

Inventori farlocchi del tostapane

03:04, Monday, 21 2022 November UTC

Adam Atkinson mi ha segnalato questo articolo della BBC in cui si racconta come per dieci anni la voce inglese sul tostapane indicava come suo inventore una persona inesistente di nome Alan MacMasters. A quanto pare, durante una lezione universitaria il professore sconsigliò gli studenti di usare Wikipedia come fonte, facendo l’esempio della voce “toaster” dove si diceva che l’inventore era un tale Maddy Kennedy. L’Alan MacMasters reale era uno di quegli studenti, e un suo amico modificò la voce indicando come inventore appunto “Alan Mac Masters”. Il guaio è che poco dopo il Daily Mirror osannò MacMasters come un grande inventore scozzese, e le citazioni continuarono a crescere, anche perché MacMasters creò una voce sul suo inesistente omonimo con tanto di fotografia (ovviamente ritoccata per farla sembrare ottocentesca). MacMasters fu addirittura proposto come personaggio da raffigurare nelle banconote scozzesi, anche se a quanto pare la Bank of Scotland ebbe dei dubbi e lo scartò. Solo poco tempo fa un ragazzino ebbe dei dubbi sulla biografia di MacMasters e mise in moto le squadre wikipediane di verifica, che hanno scoperto la burla.

E in Italia? MacMasters non è mai stato inserito nella voce, ma nel 2018 un anonimo aggiunse il seguente capoverso:

nel 1897 Carlos Decambrè, inventò il ”tost” che si diffuse in tutta europa. questo tost veniva fatto con del pane normale, prosciutto,tacchino e diversi formaggi. Esso garantiva un buon pranzo per i nobili perchè all’epoca i salumi e i formaggi era cibo considerato da ricchi.

Peccato che le uniche occorrenze in rete del cognome Decambrè siano del tipo “Carlos Decambrè inventò il tostapane”, ovviamente senza fonti perché scopiazzature da Wikipedia senza chiaramente citarla. Questo a parte il fatto che se mi fosse capitato di vedere un’aggiunta sgrammaticata simile l’avrei cassata al volo perché senza fonti attendibili…

SheSaid: cosa dicono le donne

09:18, Wednesday, 02 2022 November UTC

È iniziata il 20 ottobre la campagna SheSaid su Wikiquote, per aumentare la raccolta di citazioni di donne e aumentare la rappresentazione femminile anche su questo progetto. Scrittrici, politiche, pensatrici e ricercatrici: ci sono migliaia di donne che hanno negli anni condiviso idee originali, che possono essere d’ispirazione o utili a documentare processi più ampi. È il momento di recuperare le loro vere parole, tenerne traccia e renderle disponibili a tutti e tutte.

SheSaid è una campagna internazionale, promossa da Wiki Loves Women e realizzata in Italia da WikiDonne, che premierà i contributori più attivi in Italia.

Cos’è Wikiquote

Come si legge nell’homepage del progetto, Wikiquote è “l’antologia libera e multilingue di aforismi e citazioni che tutti possono consultare e migliorare”. Oltre che con le fonti, le citazioni vengono messe in collegamento con le voci di Wikipedia e con Wikisource, per aiutare i lettori ad approfondire la conoscenza di personaggi e argomenti.

L’edizione i italiano è dal 2021 la più ricca di tutte, anche di quella in inglese. Merito di una comunità molto attiva di appassionati alle citazioni, che mantengono vivo e aggiornato il progetto.

Come partecipare a SheSaid

C’è tempo fino al 20 dicembre per andare su Wikiquote e cominciare ad aggiungere citazioni di donne e relative fonti. Si possono aggiungere nuove citazioni ai profili di donne già esistenti, oppure anche creare nuovi profili.

Le donne devono essere note e riconoscibili e le citazioni attribuite a fonti attendibili. Ogni volta che si aggiungono nuove citazioni, si può aggiungere il tag #SheSaid nel pannello di commento, per aiutare a misurare il numero di citazioni aggiunte.

Iscriviti sulla pagina dedicata

Immagine: WLW SheSaid puzzle logo, di Islahaddow, CC BY-SA 4.0, attraverso Wikimedia Commons

Arrivano i vincitori di Wiki Loves Monuments

08:51, Wednesday, 02 2022 November UTC

Procedono le fasi di valutazione delle oltre 22.500 foto caricate per Wiki Loves Monuments 2022. Il 3 dicembre si saprà quali sono i vincitori dell’edizione nazionale del concorso fotografico dedicato alla documentazione dei monumenti più grande del mondo.

La premiazione nazionale si terrà al castello di Formigine, in provincia di Modena. Appuntamento alle 17.00 del 3 dicembre, per scoprire i vincitori del concorso, in un evento organizzato insieme all’Istituto Italiano dei Castelli. Per chi poi volesse completare l’esperienza, alle 15.00 sempre al castello di Formigine inizierà una maratona di scrittura su Wikipedia, proprio a tema castelli e fortificazioni: il filo rosso dell’edizione 2022 di Wiki Loves Monuments.

A novembre le premiazioni in Calabria, Veneto e liguria

Già alla fine del mese di novembre saranno resi noti i vincitori di Wiki Loves Calabria, che quest’anno prevede anche un premio speciale dedicato alle foto dei musei calabresi e delle loro collezioni.

Grazie alla collaborazione con la Direzione regionale Musei Calabria, la premiazione del concorso locale sarà ospitata sabato 26 novembre al Museo archeologico nazionale della Sibaritide a Cassano all’Ionio, in provincia di Cosenza. Il museo farà un’apertura speciale per la stessa serata, durante la quale inaugureremo la mostra delle foto vincitrici.

La cerimonia di premiazione del concorso regionale Wiki Loves Veneto sarà invece ospitata dall’Università degli Studi di Padova, nel complesso universitario di Santa Caterina, venerdì 18 novembre alle ore 17.00. A seguire, l’esposizione dei migliori scatti del Veneto verrà inaugurata nel suggestivo chiostro del complesso. Tra gli scatti in mostra vi sarà anche il premio speciale per la migliore immagine dei beni culturali dell’ateneo patavino.

Sempre prevista per il 26 novembre a Genova la premiazione di Wiki Loves Liguria, che sarà ospitata alle 11.00 a Palazzo Doria-Tursi. Oltre 800 le foto di monumenti liguri caricate quest’anno, tra le quali saranno scelti i vincitori dell’edizione 2022.

Altre premiazioni in arrivo

Premiazione e inaugurazione della mostra in arrivo anche per Wiki Loves Puglia. Anche quest’anno l’evento, previsto per il pomeriggio del 10 dicembre, sarà ospitato dal Palazzo della città metropolitana di Bari.

Appuntamento invece il 13 dicembre alle 20.00 al teatro sociale di Como per la premiazione di Wiki Loves Lake Como.

Immagine: Castello con lampo, di Rondinone Carlo, CC BY-SA 4.0, attraverso Wikimedia Commons

Slow science, a Bologna si parla di conoscenza aperta

08:39, Wednesday, 02 2022 November UTC

Inizia il 7 novembre il ciclo d’incontri “Slow Science”, ospitato dalla Biblioteca Dario Nobili dell’Area Territoriale di Ricerca del CNR di Bologna. Il primo appuntamento è dedicato a Wikipedia, con Giuseppe Profiti invitato a presentare la filosofia che sta alla base dei progetti Wikimedia. “Conoscenza aperta, libera, dal basso: Wikipedia e altri progetti collaborativi” è infatti il titolo dell’incontro, che vuole affrontare il tema del rapporto tra informazione, progetti collaborativi e vita di tutti i giorni.

Spiegano gli organizzatori:

La grande disponibilità di informazioni necessita di un maggiore impegno di analisi, collegamento e valutazione delle fonti. Usando come spunto Wikipedia, un progetto che ci accompagna ormai da oltre 20 anni, vedremo come dei progetti online di conoscenza creati dal basso da gruppi (spesso volontari) influiscono sul mondo e sulla vita di tutti i giorni. Come la partecipazione non sia limitata alla scrittura di una enciclopedia e come ogni contributo aiuti a creare qualcosa di più grande della somma delle parti.

Scopri come partecipare all’evento

Una collaborazione che continua

L’evento si inserisce all’interno di una collaborazione che continua da mesi tra i volontari Wikimedia e la Biblioteca Dario Nobili, che gestisce anche il progetto NILDE, un software e un network pensati per favorire lo scambio di documenti tra biblioteche.

Nel 2022, grazie al bando per musei, archivi e biblioteche la biblioteca ha cominciato a mappare su OpenStreetMap le biblioteche dell’Emilia Romagna che aderiscono al network. Un primo passo per aumentare in maniera collaborativa la qualità delle informazioni disponibili online e produrre insieme conoscenza aperta.

Immagine: Biblioteca Dario Nobili, dettaglio anello superiore, di M.Musca (GLAM NILDE), CC BY-SA 4.0, attraverso Wikimedia Commons

Patrimonio culturale online, il convegno a Verona

14:55, Tuesday, 25 2022 October UTC

L’Università di Verona ospita venerdì 4 novembre 2022 il convegno dedicato al tema della digitalizzazione e divulgazione del patrimonio culturale italiano. In Italia rimane ancora poco chiaro a molti addetti ai lavori cosa sia possibile fare rispetto alla digitalizzazione delle opere d’arte e dei monumenti e come le riproduzioni digitali possano circolare online o essere riutilizzate dagli utenti.

Cercando di fare chiarezza tra Piano Nazionale di Digitalizzazione, direttive europee, codice dei beni culturali e consuetudini più o meno radicate, il convegno si propone come un incontro formativo con esperti sul tema, per chiarire i dubbi più evidenti sulla produzione, il riuso e la divulgazione di riproduzioni digitali dei beni culturali.

Il programma

“La Direttiva (UE) 2019/790 e le Linee guida del Piano nazionale di digitalizzazione del patrimonio culturale (PND) tra diritto d’autore e Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio” è il titolo ufficiale dell’evento, che tra gli interventi prevede:

  • Introduzione alle Linee guida del Piano nazionale di digitalizzazione del patrimonio culturale (PND), di Tiziana Mancinelli (Digital Library)
  • I diritti sulle riproduzioni digitali dei beni culturali, di Marco Ciurcina (Studio Legale Ciurcina)
  • Acquisizione, circolazione e riuso delle riproduzioni dei beni culturali in ambiente digitale: quali obblighi per i soggetti pubblici?, di Ernesto Belisario (Studio E-Lex)
  • L’Open Access e la normativa sulle riproduzioni di beni culturali: opportunità o conflitto?, di Daniela Brunelli e Andrea Brugnoli (Università di Verona)
  • La normativa sulle riproduzioni di beni culturali e la fruizione pubblica: l’esempio Wikipedia, di Piergiovanna Grossi (Università di Verona, Wikimedia Italia)

Leggi il programma completo

Iscriviti all’evento online

Come partecipare all’evento

Il convegno si svolge dalle 14.00 di venerdì 4 novembre all’interno del Polo Santa Marta dell’Università di Verona.

Promosso nell’ambito del Progetto di Eccellenza “Le Digital Humanities applicate alle Lingue e Letterature Straniere” del Dipartimento di Lingue e Letterature Straniere e dal Sistema bibliotecario di Ateneo, in collaborazione con Wikimedia Italia, il convegno è aperto a tutti, sia in presenza che online.

Immagine: Piazza delle Erbe a Verona, di Albert Kappis, pubblico dominio, attraverso Wikimedia Commons

Wiki800unipd l’ultima tappa

09:03, Monday, 10 2022 October UTC

Si conclude mercoledì 12 ottobre la serie di editathon di Wiki800unipd: le maratone di scrittura su Wikipedia dedicate agli 800 anni di storia dell’Università di Padova. Dopo i cinque incontri già realizzati da settembre 2021 ad oggi, mercoledì 12 ottobre, all’interno della Settimana della Scienza, si svolgerà l’ultimo incontro, che vedrà anche la premiazione dei partecipanti alle maratone precedenti.

L’appuntamento, aperto a tutti, è a Palazzo Moroni, mercoledì 12 ottobre alle 9.00.

Iscriviti online o attraverso la pagina Wikipedia dell’evento.

L’evento è realizzato grazie alla collaborazione tra Wikimedia Italia, il Dipartimento di Filosofia, sociologia, pedagogia e psicologia applicata (FISSPA), il Dipartimento di Scienze storiche, geografiche e dell’Antichità (DiSSGeA), l’ufficio Digital Learning e Multimedia dell’Università di Padova e il Comune di Padova.

Wikimediani in residenza

L’Università di Padova è stata la prima in Italia ad accogliere due wikimediani in residenza: esperti dei progetti Wikimedia che si stanno occupando di portare online, su Wikipedia e sui progetti collegati, il ricco patrimonio di conoscenza dell’ateneo che nel 2022 festeggia 800 anni.

Tra i risultati di questa collaborazione, non solo le editathon e le attività all’interno dei corsi universitari, ma anche l’apertura del patrimonio artistico dell’ateneo a Wiki Loves Monuments e la realizzazione di due MOOC dedicati a tutti quelli che vogliono imparare a contribuire su Wikipedia.

Cosa sono i MOOC su Wikipedia

Un Massive Open Online Course (MOOC) è un corso online aperto a chiunque per l’apprendimento da remoto. Grazie alla collaborazione tra Wikimedia Italia e Università di Padova nel 2022 sono stati realizzati due MOOC: uno per chiunque voglia imparare a diventare un contributore su Wikipedia e uno più specifico per gli insegnanti.

Per la loro natura di corsi aperti, i MOOC sono pensati per tutto il pubblico italiano e possono essere seguiti da chiunque, non solo dagli studenti e dal personale dell’Università di Padova.

Immagine: Liridon, CC BY-SA 4.0, attraverso Wikimedia Commons

Che cos’è Wikidata oggi

06:24, Monday, 03 2022 October UTC

Wikidata è il grande database collaborativo dei progetti Wikimedia. Come Wikipedia e tutti i progetti Wikimedia, Wikidata è un progetto aperto a tutti, libero e collaborativo, pensato per essere sviluppato e consultato in più lingue e per fornire sempre la fonte delle informazioni che offre.

Nato il 29 ottobre 2012, Wikidata festeggia nel 2022 i suoi primi 10 anni e si presenta ormai come uno dei progetti più promettenti dell’ecosistema Wikimedia.

Un database consultabile da uomini e macchine

Nato per essere un archivio di dati centralizzato per tutti i progetti Wikimedia, in modo che per esempio non fosse necessario riscrivere la data di nascita di Garibaldi su Wikipedia, Wikisource o Wikimedia Commons ogni volta che comparisse questo personaggio storico, oggi Wikidata è usato anche al di fuori dei progetti Wikimedia.

Per esempio, vengono da Wikidata molte delle informazioni con cui i motori di ricerca rispondono alle nostre domande. Non solo per dirci date di nascita o statistiche, ma anche per darci definizioni sintetiche o per presentarci immagini esemplificative.

Il pregio di Wikidata infatti è che può essere consultato e arricchito sia delle persone sia dai computer, creando dati strutturati, cioè descritti, messi in relazione tra loro e organizzati.

Gli esempi dell’uso di Wikidata

Wikidata non raccoglie solo enormi quantità di dati riorganizzandoli, ma li rende disponibili a tutti per qualsiasi uso. Luca Martinelli, amministratore di Wikidata, racconta per esempio le ricadute positive del progetto su Wiki Loves Monuments in Italia:

Da quando abbiamo deciso di usare Wikidata come hub per gestire i dati sui monumenti, le possibilità di riuso dei dati sono schizzate alle stelle. Basta vedere tutti i tool che abbiamo prodotto sul tema negli ultimi anni.

Un altro utente particolarmente attivo su Wikidata è Camillo Pellizzari, che si occupa di migliorare l’interconnessione tra Wikidata e altri database biografici, come gli archivi di autorità delle principali biblioteche italiane e internazionali, i repository della ricerca delle università italiane e molte altre risorse online, a cui lavora anche con il gruppo Gruppo Wikidata per Musei, Archivi e Biblioteche.

I dati di Wikidata – spiega Camillo Pellizzari – sono usati ad esempio per aumentare le informazioni disponibili nel catalogo della Biblioteca della Pontificia Università della Santa Crocee nelle schede biografiche presenti nella piattaforma del COBIS, una rete di biblioteche torinesi. Gli utenti di questi cataloghi, grazie a Wikidata, ottengono maggiori informazioni sugli autori dei libri che cercano e possono ulteriormente approfondire tali informazioni tramite Wikipedia o tramite le altre risorse cui Wikidata rimanda.

Luca Martinelli conclude:

Wikidatiani e bibliotecari condividono molte cose, fra cui la capacità di sistematizzare la realtà che ci circonda. Non è solo un affare di codici, quanto di affidabilità dei dati che ci scambiamo. Anzi, bisognerebbe insistere maggiormente proprio sull’interscambio di dati con gli altri database, che sarà una priorità per il futuro.

Festeggia i 10 anni di Wikidata

Se Wikidata ti incuriosisce, comincia a scoprire cosa puoi fare tu per far crescere il progetto. Se già lo conosci, preparati a festeggiare i 10 anni di Wikidata, il 29 ottobre 2022.

Immagine: WD10 – landscape background – heart shape – dark, di Lea Lacroix (WMDE), CC BY-SA 4.0, attraverso Wikimedia Commons

Il suono della conoscenza umana

06:24, Monday, 03 2022 October UTC

Il movimento Wikimedia sta cercando il proprio suono. Non come i cantanti o i gruppi emergenti, ma come l’insieme di progetti collaborativi che ogni giorno raccolgono, producono e riordinano la conoscenza umana, disponibili a tutti.

Per trovare un “logo sonoro” dei progetti Wikimedia, fino al 10 ottobre c’è un concorso aperto a tutti. Per presentare le proprie proposte non serve essere ingegneri del suono o produttori musicali esperti. Wikimedia Foundation infatti mette a disposizione consigli e strumenti per elaborare le proprie idee, che poi verranno valutate e migliorate anche con l’aiuto di esperti.

Scopri il progetto del logo sonoro

A cosa serve un suono per i progetti Wikimedia

Grazie agli assistenti vocali, internet e le ricerche online stanno diventando sempre meno legati alla scrittura e sempre più al parlato. Se è possibile chiedere al proprio telefono dove è nato Garibaldi e sentirselo dire a voce, raramente agli utenti è chiaro che queste informazioni vengono da Wikipedia o Wikidata, per citare due dei progetti più riutilizzati.

Per riconoscere il valore dei progetti e dei volontari che li sviluppano ogni giorno, il movimento Wikimedia vuole trovare un suono semplice, riconoscibile e accattivante, che possa nel tempo far associare le informazioni ascoltate alle loro effettive fonti.

Wikipedia e i progetti fratelli sono fatti da volontari, che si impegnano per produrre conoscenza libera disponibile a tutti. Lo fanno gratuitamente, a patto di veder riconosciuto il proprio lavoro quando dati, testi e immagini vengono riutilizzate. Il nuovo suono di Wikimedia servirà proprio a questo.

Proponi il tuo logo sonoro

Immagine: Sound Logo Blog Header Image, di KMpumlwana (WMF), CC0, attraverso Wikimedia Commons

Archivio Meraviglioso, due secoli di storia online

06:23, Monday, 03 2022 October UTC

Con il progetto Archivio Meraviglioso, l’Istituto dei Ciechi di Milano mette online quasi due secoli della propria storia. Non solo digitalizzando documenti, bollettini, foto delle attività e quadri dei benefattori, ma rendendoli anche consultabili in maniera interattiva e riutilizzabili liberamente.

Il progetto Archivio Meraviglioso si presenta quindi come un esempio di condivisione accessibile a tutti, grazie ad un lungo lavoro di co-progettazione tra Fondazione Istituto dei Ciechi, cheFare e Wikimedia Italia, con il supporto dello studio design Calibro, dell’Archivio di Stato di Milano, del laboratorio di digitalizzazione Icas 94 e con il contributo di Fondazione Cariplo.

La via della digitalizzazione

La chiusura forzata degli spazi della cultura imposta dalla pandemia – contrapposta alla necessità di continuare a fruire delle informazioni e delle opere che musei, archivi e biblioteche contengono – ha fatto capire come la digitalizzazione sia una delle strade da percorrere per rendere questi luoghi veramente accessibili anche in futuro.

Enrica Panzeri, archivista dell’Istituto dei Ciechi, spiega che:

La digitalizzazione è la strada maestra degli archivi oggi. Quando la pandemia ha reso difficile entrare nei luoghi che conservano i faldoni, abbiamo sentito l’urgenza di dare nuova vita a un patrimonio che merita di essere approfondito da un pubblico più ampio e diversificato. Nell’ambito del progetto Archivio Meraviglioso sono stati digitalizzati tutti i bollettini storici dell’Istituto e una parte di essi sono stati caricati in libero dominio sulla piattaforma digitale Wikisource. Questa operazione è di grande importanza anche per gli utenti con disabilità visive, che potranno finalmente accedere a questi contenuti grazie ai programmi di sintesi vocale in grado di riprodurre i testi digitalizzati.

L’approdo sui progetti Wikimedia

Archivio Meraviglioso è quindi un progetto di digitalizzazione professionale, con immagini in alta qualità pubblicate su Internet Archive, ma anche un sito consultabile e navigabile per percorsi tematici. Tra storia, curiosità e visualizzazioni grafiche sarà possibile seguire l’evoluzione dell’istituto e dell’approccio al sostegno alle persone con disabilità visiva dal 1840 ad oggi.

Naviga nel sito del progetto

Grazie alla consulenza di Wikimedia Italia, tutte le opera digitalizzate sono state pubblicate con licenza aperta, disponibili e riutilizzabili da tutti. Un lavoro particolare è stato fatto sui bollettini “Il buon cuore” dell’istituto, resi disponibili come fonti storiche su Wikisource e collegati a Wikidata. In questo modo, tutti i dati prodotti dal progetto saranno consultabili e riutilizzabili da tutti, anche per studi e ricerche future.

Immagine: Design di studio Calibro, CC BY-SA 4.0

Si è conclusa il 2 ottobre a Verbania itWikiCon 2022, la conferenza dei volontari dei progetti Wikimedia in italiano. Come da tradizione, sono stati premiati anche i volontari più attivi. La commissione – composta dai precedenti vincitori dell’importante sebben poco nota onorificenza – ha selezionato cinque vincitori all’interno dell’ampia comunità italofona.

L’enciclopedicità del riccio

Perché il riccio, a rappresentare i migliori Wikimediani? Narra la leggenda, risalente al 2018, che il riccio sia stato scelto come animale guida dei Wikimediani italofoni in risposta alla tradizione, diffusasi in nord Europa, di assegnare un gufo come premio ai migliori volontari.

In perfetto stile open source, l’idea della mascotte-premio è stata ripresa, riadattata e consegnata alla comunità in forma nuova. Perché, spiegano:

l’animale più rappresentativo, a nostro parere, del volontario “wikimediano” è… il riccio. Operoso, simpatico, tra ottobre e maggio  si rintana fra le foglie ad editare, se si sente attaccato si  appallottola e si difende coi i suoi aculei e, come si è scoperto con i  ricci addomesticati, adora giocare per esempio con le palline.

I vincitori dei WikiRicci

Direttamente dal framapad riservato della giuria selezionata, ecco i vincitori dei WikiRicci 2022.

Ruthven

Un wikipediano di lunga data, appena divenuto admin. Da bravo sperimentatore, ha davvero provato a “cancellare Wikipedia” col tool per le cancellazioni di massa. Per fortuna poi è molto migliorato e ora è presentissimo in moltissimi progetti, sysop su Wikipedia, su Commons, su ‘source e su Wikisource in napoletano, progetto per cui estorce edit a tutti e con qualunque mezzo.

ValeJappo

Premiamo un giovane (di età) utente che ha mostrato impegno e entusiasmo per il tema dell’accoglienza dei nuovi arrivati. In particolare si è interessato all’attivazione degli strumenti Growth senza farsi scoraggiare dallo scetticismo e dai brontolamenti di molti, ha sviluppato un bot per il progetto accoglienza e ha risposto personalmente a tantissime domande in talk e allo sportello informazioni.

Ferdi2005

Un utente che si è contraddistinto per il suo incontenibile entusiasmo nel diffondere wiki nella sua regione. Ha portato il suo dirompente entusiasmo in un talvolta noioso mondo adulto che ancora non gli appartiene e tutti noi speriamo che non perda questa energia quando entrerà a pieno titolo nell’età adulta. Come ha detto scherzando chi si è trovato coinvolto e travolto dalle sue iniziative: “è difficile dire di no a Ferdi, ma ci sto lavorando con la mia psicologa”.

Syrio

Spicca per gentilezza e disponibilità. Ha riempito Commons a tappeto di immagini della sua regione e anche di altre cose piccine e striscianti. Siamo andati a rileggere la sua pagina utente e i commenti nelle sue riconferme (e già vi abbiamo svelato che è un admin) e tra i molti commenti di apprezzamento ci è piaciuto un “andrebbe clonato”. Purtroppo non si può e dobbiamo accontentarci di premiare UN Syrio. 

AmaliaMM (premiata dagli organizzatori itWikiCon 2022)

Cosa ci fa un’insegnante di musica in pensione su Wikipedia? Scrive voci di musica, ovviamente, ma anche di letteratura, di sport paralimpico e di teatro. Poi succede che le viene assegnato per quattro anni consecutivi il WikiOscar Topo di biblioteca; strabiliante, soprattutto considerando il fatto che è un’utente attiva da soli 4 anni e 9 mesi.
 Stiamo parlando di AmaliaMM, utente ipovedente che, come scrive nella sua pagina su Wikipedia, “vede oltre”. Se uniamo questo alla sua gentilezza e… al suo amore per i gatti, il WikiRiccio è meritatissimo.

Immagine: Logo WikiRiccio con sagoma (adattato), di Dario Crespi, CC BY-SA 4.0, attraverso Wikimedia Commons

“contrafforte volante”?

02:04, Monday, 04 2022 July UTC

Premetto che ho molti amici traduttori :-) (e un paio di loro sono anche tra i miei ventun lettori… ma ovviamente non sto parlando di loro). In un libro (tradotto dall’inglese) che ho appena letto ho trovato a un certo punto scritta l’espressione “contrafforte volante”. Ora, come penso molti di voi io so più o meno cos’è un contrafforte, ma l’ultima volta che ne ho sentito parlare sarà stato all’inizio del liceo, cioè 45 anni fa (per me che sono anzyano: your mileage may vary). Tra l’altro manco sapevo come si dica in inglese “contrafforte”: sono andato a cercare e ho scoperto che è “buttress”. Una rapida ricerca mi ha fatto trovare la voce di Wikipedia in inglese “flying buttress”: l’ho aperta, ho controllato qual è il nome della versione in italiano e ho scoperto che si dice “arco rampante”. (Ok, a questo punto il mio neurone ha tirato fuori il disegnino dei contrafforti ad archi rampanti, ma questa è un’altra storia)

La mia domanda è semplice. È possibile che un traduttore trovi scritto “flying buttress”, traduca parola per parola, e non si renda conto che il sintagma in italiano non ha senso? È possibile che non gli sia mai venuto in mente di usare Wikipedia in questo modo non standard ma utilissimo per la terminologia tecnica? (E comunque anche Wordreference riporta la traduzione).

Fino al 15 giugno il Ministero della Cultura (MIC) ha indetto una consultazione pubblica sul Piano nazionale di digitalizzazione del patrimonio culturale:

la visione strategica con la quale il Ministero intende promuovere e organizzare il processo di trasformazione digitale nel quinquennio 2022-2026, rivolgendosi in prima istanza ai musei, agli archivi, alle biblioteche, agli istituti centrali e ai luoghi delle cultura statali che possiedono, tutelano, gestiscono e valorizzano beni culturali.

Ho letto le linee guida per la circolazione e il riuso delle immagini, e ho capito che la linea del MIC – “cacciateci i soldi” – non è cambiata di una iota. La cosa peggiore è che il piano pare essere un patchwork: le sue premesse sono assolutamente condivisibili, ma nella fase di assemblaggio qualcuno ha ben pensato di disattendere tali premesse per una presunta capacità di ottenere ricavi.

Tanto per essere chiari: non c’è nulla di male se il MIC vuole creare e vendere degli NFT a partire dalle opere che ha in cura. Io non riesco a capire perché uno vorrebbe mai avere un NFT, ma è evidente che c’è gente che invece li vuole; e allora che li si faccia e li si venda. Tanto quelli sono per definizione entità non copiabili, o se preferite uniche. I problemi sono altri. Per esempio,l’avere un sistema NC (non commerciale) per default sui contenuti in pubblico dominio, cosa che è incompatibile con i progetti Wikimedia e OpenStreetMap. Il tutto con una “licenza” (non lo è, e anche nelle linee guida la cosa viene rimarcata) “MIC Standard” che porterà a risultati parossistici. Mi spiego meglio. Se qualcuno chessò negli USA pubblica una traduzione non autorizzata del mio Matematica in pausa caffè, il titolare dei diritti (Codice Edizioni) può contattare le autorità statunitensi, bloccare la vendita e citare a giudizio il malcapitato editore. Questo perché le leggi sul diritto d’autore sono state (più o meno) armonizzate in tutto il mondo, e quindi i diritti di sfruttamento economico sono tutelati ovunque. Ma se lo stesso qualcuno usa commercialmente un’immagine del Colosseo con l’etichetta – esplicita o implicita – “MIC Standard”, il ministro può strillare quanto vuole ma non succederà nulla, perché dal punto di vista delle autorità USA quell’immagine è nel pubblico dominio. Insomma, gli unici eventuali guadagni arriverebbero dai nostri compatrioti, mentre all’estero potrebbero fare quello che vogliono.

Per quanto riguarda Wikipedia Commons, c’è persino una citazione esplicita:

Il download di riproduzioni di beni culturali pubblicati in siti web di terze parti non è sotto il controllo dell’ente pubblico che ha in consegna i beni (ad es. le immagini di beni culturali scaricabili da Wikimedia Commons, realizzate “liberamente” dai contributori con mezzi propri per fini di libera manifestazione del pensiero e attività creativa, e quindi nella piena legittimità del Codice dei beni culturali). Rimane nelle competenze dell’istituto culturale l’applicazione di corrispettivi per i successivi usi commerciali delle riproduzioni pubblicate da terze parti.

Rileggete questa frase. Ve la traduco in italiano corrente: Wikimedia Commons viene trattata alla stregua di una vetrina pubblicitaria dove l’unico lavoro da parte dello stato è farsi dare i soldi da chi prende da lì del materiale. Come forse immaginate, non è che la cosa ci piaccia più di tanto…

Ah: al MIC non piace proprio la CC0, la licenza che formalizza il rilascio di un oggetto o un’informazione nel pubblico dominio. Infatti (grassetto mio) si legge che

l’uso di dati e riproduzioni digitali del patrimonio culturale per finalità di studio, ricerca, libera manifestazione del pensiero o espressione creativa, promozione della conoscenza, che non abbiano scopo di lucro diretto è libero per legge;

Quindi anche i metadati – a differenza per esempio di Wikidata, dove tutti gli elementi presenti hanno licenza CC0 – sono sotto una licenza di tipo NC. La digitalizzazione dei metadati è insomma qualcosa che si può fare solo per offrirlo poi gentilmente al MIC che sicuramente ci farà tanti soldi. Che gioia, vero?

L’età dei personaggi pubblici

02:04, Tuesday, 17 2022 May UTC


Magari qualcuno si può chiedere perché l’anno scorso GQ ha pensato di dedicare un articolo a Stefania Rocca per il suo… quarantaseiesimo compleanno. A parte Valentino Rossi, il 46 non è che dica molto, non è mica il quarantadue! Se questo qualcuno è curioso, però, magari dà un’occhiata all’URL dell’articolo e scopre che c’è scritto “stefania-rocca-50-anni-rock”. In effetti, ricordare il cinquantesimo compleanno ha molto più senso, su questo non ci piove. E in effetti si fa in fretta ad andare sull’Internet Archive e vedere che l’articolo originale si intitolava “Stefania Rocca, i primi 50 anni di un’anima rock”.

L’altra settimana, però, la signora Rocca e/o il suo agente hanno deciso che il passato era passato, e quindi l’età della signora Rocca è di soli 47 anni. Per posti come GQ ci devono essere argomenti molto convincenti per fare riscrivere un articolo pubblicato l’anno scorso; su Wikipedia la cosa potrebbe sembrare banale ma in realtà è un po’ più complicata, come potete vedere. Mi è stato riferito (ma potrebbe essere una malignità…) che l’agente in questione ha mandato alla Wikimedia Foundation un codice fiscale della signora Rocca dove risulta il 1975 come data di nascita… ma il codice fiscale in questione corrisponde a un maschio e non a una femmina.

Ad ogni modo, la signora Rocca non è certo l’unica persona a cercare di inserire su Wikipedia una data di nascita diversa da quella che era sempre stata considerata tale in passato. Il primo caso che mi viene in mente è quello del mago Silvan (simsalabim!), ma anche Elisabetta Sgarbi, come già scrissi, afferma di essere nata nel 1965 come anche riportato dalla Treccani: il talento della signora Sgarbi si notava fin da ragazza, considerando che ha conseguito la laurea in farmacia nel 1980… Avevo anche segnalato alla Treccani che nel sito c’era stato uno scambio di caratteri, e il 1956 che è la data di nascita della signora Sgarbi era diventato 1965, ma non mi hanno mai risposto. Non so se Wikipedia abbia più errori della Treccani, ma sicuramente correggerli è più semplice!

Cina, Wikipedia e copyright

10:12, Thursday, 12 2022 May UTC

Probabilmente non ve ne sarete accorti, visto che la notizia è passata solo su Wired (dove il titolista fa ancora fatica a distinguere Wikipedia da Wikimedia…) e CorCom: per il terzo anno consecutivo la Cina ha bloccato l’ingresso del movimento Wikimedia come osservatore in WIPO, l’agenzia delle Nazioni Unite che ha lo scopo di incoraggiare l’attività creativa e promuovere la protezione della proprietà intellettuale nel mondo. Dopo due anni in cui Wikimedia Foundation ha inutilmente cercato di essere accreditata, stavolta le richieste sono state fatte da alcuni capitoli nazionali (Francia, Germania, Messico, Svezia e Svizzera oltre all’Italia), e la richiesta esta stata portata al Comitato Permanente sul Copyright e i Diritti Connessi (SCCR) di WIPO. Niente da fare: come le altre volte, la Cina ha dichiarato he anche i capitoli Wikimedia locali sono complici nel diffondere disinformazione. Negli anni passati il dito veniva puntato contro Wikimedia Taiwan, indicato come eterodiretto dalla Foundation: quest’anno direi che non c’è nemmeno stato bisogno per i cinesi di cercare di spiegare quale disinformazione sul copyright cinese viene propagata da Svezia o Messico. A questo punto Nicaragua, Bolivia, Venezuela, Iran e Russia hanno colto la palla al balzo e fatto rinviare la decisione sull’accreditamento per mancanza di unanimità.

Anche ammettendo che Wikimedia Taiwan faccia opera di disinformazione assoldando persone che scrivano sulle varie edizioni linguistiche di Wikipedia, resta il punto di partenza. Qui stiamo parlando di un comitato che parla di copyright e diritti connessi – cosa che ci ha sempre visti coinvolti come Wikimedia Italia. Essere membri osservatori non ci avrebbe per definizione dato il diritto di voto, ma ci avrebbe permesso di far sentire meglio la nostra voce su temi di cui ci occupiamo da sempre. Invece nulla da fare, e questo per ragioni prettamente politiche e indipendenti dal tema istituzionale. Non che ci aspettassimo chissà cosa, ma resta un peccato…

Su Valigia Blu, Bruno Saetta spiega la decisione della Corte di Giustizia europea su una richiesta da parte della Polonia (fatta nel 2019…) a proposito dell’articolo 17 dell’ormai famosa direttiva copyright. La Polonia chiedeva che fossero abolite le norme per cui i fornitori di servizi digitali devono attivarsi per fare in modo che nei loro servizi non siano disponibili opere in violazione dei diritti d’autore, o in subordine, se queswto non fosse tecnicamente possibile perché l’articolo non sarebbe rimasto in piedi, abolire tutto l’articolo. La ragione della richiesta era semplice: per controllare preventivamente tutto il materiale postato dagli utenti, i fornitori di servizi sarebbero stato costretti ad applicare sistemi di filtraggio automatico, cosa che sarebbe andata contro il diritto alla libertà di espressione e di informazione degli utenti.

La Corte di Giustizia europea ha respinto la richiesta, e quindi le cose restano come ora. È però importante capire come ha giustificato la sua decisione, perché si scoprono molte cose. Innanzitutto, il filtraggio preventivo è in effetti una limitazione al diritto alla libertà di espressione e di informazione degli utenti; quello che fa la direttiva è trovare un punto di compromesso tra questi diritti fondamentali e quelli dei proprietari dei contenuti. Attenzione: diritti dei proprietari, non degli autori! Saetta ricorda tra l’altro che se le aziende del copyright ci tengono a precisare che anche loro difendono i diritti fondamentali – un caro saluto a Enzo Mazza, già che ci sono… – il relatore ONU per i diritti culturali ha fatto presente che nel campo della proprietà intellettuale i diritti fondamentali sono solo i diritti morali, vale a dire affermare che l’opera è mia. E questi diritti, a differenza di quelli economici, non sono trasmissibili.

La seconda cosa da notare è che proprio perché si afferma che c’è una limitazione ai diritti degli utenti si ammette implicitamente che il filtraggio automatico è imposto dalla direttiva: altrimenti il problema non si porrebbe. Eppure, come leggete per esempio qui, l’ineffabile relatore Axel Voss aveva twittato dicendo che questo era una falsità e che quindi non ci fosse più motivo per non approvare la direttiva. (Come? il tweet originale non esiste più? Ah, signora mia, che vergogna! Non ci si può fidare di nessuno!) Vabbè, ma tanto questo lo sapevamo già.

Seguono infine i paletti (o se preferite, le garanzie) a tutela degli utenti finali: dalle segnalazioni dei titolari dei diritti che devono essere circostanziate (insomma, non basta dire “avete roba mia”) al non dover bloccare i contenuti leciti (e una parodia è un contenuto lecito) a un meccanismo di reclamo funzionante se qualcuno cancella del materiale che riteniamo essere lecito. Ma soprattutto, i fornitori non hanno alcun obbligo di sorveglianza generale dei contenuti immessi dagli utenti. Non sono loro a dover giudicare se un contenuto è stato caricato illegalmente, ma i giudici.

Il tutto funzionerà? Probabilmente no. Quello che pare certo è che al momento le uniche implementazioni della direttiva che rispettano questi principi sono l’austriaca e la tedesca. Quella italiana no, ma non lo sono neppure la francese e la spagnola che pure dicevano di essere stati bravissimi. Aspettatevi altri ricorsi…

Che ne sapete del Digital Services Act?

10:04, Tuesday, 26 2022 April UTC

La scorsa settimana il trilogo ha approvato una formulazione più o meno finale per il Digital Services Act, che assieme al gemello Digital Market Act rappresenterà la regolamentazione dell’Unione Europea per i servizi digitali. Anche Wikipedia ne sarà toccata; stasera alle 21:30 chiacchiererò con Marco Schiaffino nella trasmissione di Radio Popolare Doppio click. Spero di sapervi dare qualche notizia… i documenti ufficiali non sono infatti ancora stati pubblicati.

Truppe d’assalto a Wikipedia

02:04, Friday, 01 2022 April UTC

Dopo il caso Orsini è arrivata la nuova campagna contro la fascistissima Wikipedia. Da mercoledì sera la casella di posta dei comunicati di Wikimedia Italia ha ricevuto questi messaggi.


– Stefano V.:
Salve, leggo che Wikipedia è un Enciclopedia libera, quindi mi spiega perché della porcata sulla pagina della Strage di Odessa? Perché dopo 8 anni avete cambiato proprio ora? Ha una spiegazione a questo?


– E. Bosisio:

Buonasera,

Ritengo vergognosa la manomissione della pagina Wikipedia riguardante il rogo avvenuto nel 2014 nel palazzo dei sindacati ad Odessa.

Sono stati rimossi i riferimenti ai carnefici, cioè i gruppi paramilitari nazionalisti e nazisti ucraini, che poi influenzeranno la vita politica del paese.

Spero venga ristabilita la verità nella pagina.


– Rossella C.:

Vergognatevi


– vitojc.:

Reclamo in allegato: hanno manipolato la Vostra pagina. Non riceverete più contributi se mantenete e continuate falsificazioni storiche. [l’allegato è un’immagine con doppio screenshot della voce, “prima” e “dopo”]


Il tutto a quanto ho capito è partito da un post Facebook di La fionda, ripreso da L’antidiplomatico.

Cosa è successo? Per avere un’idea, ecco alcune versioni della voce.

&diamond prima versione, novembre 2020, con il nome “Rogo di Odessa” (e non certo filoucraina)

&diamond aprile 2021, subito prima della sua rinomina, fatta senza nessuna discussione da un utente con la motivazione “Rinomino in strage, come viene riportata su numerose fonti attendibili”; le fonti diverse nella voce erano tre e usavano rispettivamente “strage”, “rogo”, “incendio”. (differenze)

&diamond Fine 2021, prima dell’escalation che poi ha portato all’attacco russo (differenze)

&diamond 21 marzo 2022, prima di un’aggiunta di altre notizie e del ritorno al nome originale. (differenze)

&diamond versione del 30 marzo 2022, quella attuale al momento in cui scrivo (differenze)

Insomma: è un po’ difficile affermare che in otto anni si è cambiato solo ora, visto che la voce ha due anni e che aveva preso quel nome dieci anni fa. Nella versione attuale, qualunque sia il titolo della voce, a me pare che siano chiare le responsabilità dell’Ucraina nel cercare di insabbiare l’operato dei neonazisti, e il Pravyj Sektor è regolarmente citato. Ma non vale la pena spiegare le cose ai signori di cui sopra, che non credo abbiano alcun interesse a leggere davvero cosa c’è scritto: altrimenti si sarebbero accorti che nella pagina web dove si trova l’indirizzo a cui mi stanno scrivendo è specificato che Wikimedia Italia non ha alcun controllo sulla voce. (Non starete mica pensando che ci sia qualcuno che dica “scrivete a press, così vi farete ascoltare!”?)

Un’ultima chicca. Non sono molte le versioni di Wikipedia che hanno una voce al riguardo, anche quella inglese ne parla all’interno degli scontri del 2014. Però c’è quella russa, che si intitola Пожар в Одесском доме профсоюзов, cioè incendio al palazzo dei sindacati di Odessa. Evidentemente i nazisti si sono infiltrati anche lì, con la scusa che la Russia sta bloccando l’accesso a Wikipedia lasciando liberi i nazisti russofoni all’estero di vandalizzarla…

aggiornamento: (7 aprile) stanotte alle 2:20 ha scritto all’indirizzo di Wikimedia Italia un tal “ivan tighi” (google non mi ha dato nessuna occorrenza, quindi scrivere nome-e-cognome non dovrebbe essere un problema di violazione di privacy) cominciando con “Caro Jimmy,” (e scrivendo in italiano, ça va sans dire). Magari capite perché non rispondo nemmeno più: se uno è convinto di scrivere direttamente alla Wikimedia Foundation è inutile cercare di spiegargli come funzionano le cose.

No, Orsini non è stato “oscurato” da Wikipedia

10:00, Saturday, 26 2022 March UTC

Sono più di vent’anni che esiste Wikipedia, e più di vent’anni che almeno i nostri giornalisti non hanno ancora capito come funziona. (Oppure che non gliene importa un tubo, o ancora che pensano che mettere Wikipedia in un titolo porti più visualizzazioni e quindi più soldi…) Prendete questo articolo del Corsera e guardate il titolo: quello che si può capire è che Wikipedia ha oscurato la voce su Alessandro Orsini perché “ha detto cose scomode” o qualcosa del genere.

La verità è un’altra. Fino all’altra settimana, nonostante l’evidente narcisismo di Orsini, non esisteva nessuna voce di Wikipedia su di lui: insomma, non se lo filava nessuno. Dopo che il Messaggero l’ha – se non ho capito male – censurato, i suoi solerti seguaci hanno scambiato Wikipedia per un social network e hanno cercato di creare la sua fanpage, che è stata regolarmente e immediatamente cancellata in tutte le sue incarnazioni dai nomi improbabili (“Alessandro Orsini (giornalista)”, “prof Alessandro Orsini”…). Tutto qua.

La vera domanda è un’altra. Orsini è da considerarsi “enciclopedico”, cioè una personalità rilevante, secondo le regole di Wikipedia? Beh, probabilmente sì. Nel 2010 vinse infatti il Premio Acqui Storia che dovrebbe essere importante – uso il condizionale perché non è il mio campo, e non per nulla io non sono nemmeno entrato nella discussione che si sta avendo al riguardo. In questo caso, non appena il polverone mediatico si sarà posato, immagino che la voce su di lui verrà scritta, e queste polemiche saranno riportate con la corretta enfasi come per esempio nel caso di Donatella Di Cesare. La censura insomma non c’è, checché ne pensino i solerti seguaci di cui sopra e forse anche l’estensore dell’articolo…

Dopo il primo articolo della scorsa settimana riguardo alla voce sull’invasione dell’Ucraina, ieri è stato pubblicato sul digitale (e credo oggi sul cartaceo) un articolo più completo (putroppo riservato agli abbonati).

Lasciamo da parte il fatto che continuino a parlare della fantomatica “Wikipedia Italia” (e dire che invece c’è “Wikipedia in lingua russa”… non riesco a capire quale sia per loro la differenza): evidentemente non ci arrivano. Partiamo invece dalle buone notizie: le affermazioni di Ruthven (il wikipediano intervistato dal giornalista) vengono riportate correttamente. Da questo punto di vista insomma non c’è nulla di cui lamentarsi. Quello che io ho trovato interessante è leggere nemmeno troppo tra le righe la posizione del gruppo GEDI, che è chiaramente antirussa. Insomma, il problema non mi parte tanto che Wikipedia sia o non sia un news media quanto che venga ritenuta non allineata con la scelta di campo di Elkann…

Poi vabbè, c’è il solito peana per la Treccani, dove «sono state aggiunte molte più informazioni di quelle che hanno trovato spazio, nelle tre settimane successive all’inizio del conflitto, su Wikipedia Italia.» Ho guardato ieri pomeriggio la voce relativa: ieri pomeriggio c’erano venti righe, dove tra l’altro si dice che «la Russia ha avviato una “operazione militare speciale” nel Paese, invadendo la regione di Kiev». In effetti hanno usato un punto di vista ancora più neutrale di quello wikipediano :-)

Martedì avrò parlato per una ventina di minuti con il giornalista che ha pubblicato questo articolo, e un altro wikipediano che era più addentro di me avrà ancora aggiunto qualcosa: eppure l’articolo afferma che è stata “Wikipedia Italia” a pubblicare la sua voce sull’invasione russa dell’Ucraina. Sono più di quindici anni che cerchiamo di spiegare che esiste Wikipedia in italiano (o se preferite in lingua italiana) e non Wikipedia Italia, ma niente da fare, non riusciamo a fare entrare il concetto.

Ma la cosa che mi lascia (e mi aveva lasciato martedì) più perplesso è un’altra: l’incredulità perché la versione italiana di Wikipedia era l’unica che non aveva una voce sull’invasione e si limitava a una bozza, incredulità che si avvicinava a una bocciatura piena del modello it.wiki. Basta vedere la terminologia: la voce italiana “appare sicuramente più scarna”, e non per esempio “è sicuramente più minimale”, con un aggettivo più neutro. (Per la cronaca: dire che la voce “è rimasta praticamente nascosta agli occhi dei lettori” è corretto, ed essendo io tanto buonino non mi lamento neppure per il grassetto). Scrivere di una guerra in corso è qualcosa di estremamente scivoloso: le notizie si susseguono e non c’è la possibilità di verificarle in modo indipendente. Certo, che ci sia stata un’invasione è fuori d’ogni dubbio, così come altre notizie. Certo, la struttura stessa di Wikipedia permette di emendare eventuali errori. Ma guardiamoci in faccia: è forse Wikipedia un news media? Evidentemente no. Ci sarebbe al più Wikinotizie, ma non se lo fila nessuno. Non vedo insomma nessun guaio se si evita di scrivere di tutto e di più su questa guerra: tanto ai lettori non mancano certo altre fonti a cui rivolgersi. Potremmo al più dire che si va su Wikipedia per cercare un punto di vista neutrale, che fino a martedì sera mancava; ma proprio perché io opero da una vita su Wikipedia vi posso assicurare che pur con le migliori intenzioni di tanti contributori non è affatto detto che su temi come questo si possa raggiungere l’oggettività in tempr reale.

Mi resta solo un dubbio: perché questa stroncatura specifica arrivi da un giornalista, che in fin dei conti ha tutto da guadagnare nel non essere in concorrenza su Wikipedia a riguardo di questo tema. Mah…

No, Wikipedia non è il tuo spot pubblicitario

03:04, Friday, 28 2022 January UTC

Premetto che in questo post non scriverò nulla che possa farvi risalire alla persona in questione. (Ok, con un minimo di ricerca uno ci può arrivare lo stesso. Ma il mio scopo non è mettere alla berlina una persona bensì un ragionamento).

Una voce di Wikipedia è stata aggiornata dicendo che è stata apposta una targa commemorativa della persona di cui la voce tratta, con collegamento a un sito dove si racconta il perché e il percome della cosa. Fin qui nulla di male. Da un po’ di tempo, la persona che ha fatto mettere la targa sta cercando di aggiungere all’interno della voce che “L’iniziativa della targa è stata presa da [Nome Cognome]” e io (ma non solo io: semplicemente quella è una delle voci che di solito controllo) tolgo quella frase. La persona in questione insiste, scrivendo nell’oggetto della modifica frasi come «on capisco perché continuate a cancellare una informazione importante della bio. Sono giorno che sto provando ad aggiungere, in fondo, che l’iniziativa a targa è stata curata da [Nome Cognome]. Come potete leggete nell’articolo (nota numero 4).» Non pago di questo, è andato a cercare qui sul blog il modulo per scrivermi, mi ha mandato un messaggio su Instagram ed è andato a chiedere al mio editore come contattarmi. Presumo mi abbia scritto anche su Facebook, ma è dal 22 che non mi collego, visto che non ho tutta quella voglia di attivare la 2FA. (Ah: la mia politica è di non rispondere fuori da Wikipedia alle cose di Wikipedia: non tanto per non mischiare i flussi ma perché le risposte non sarebbero pubbliche. No, non ha mai scritto su Wikipedia, né sulla mia pagina utente né sulla pagina di discussione relativa a quella voce. D’altra parte in questo momento è bloccato in scrittura su quella singola pagina con motivo “Wikipedia è un’enciclopedia, non un modo per farsi pubblicità a costo zero. Al lettore interessa sapere che è stata posta una targa. Poi se vuole apre il link con la fonte.”, quindi la risposta ce l’ha già).

La mia domanda, ammetto retorica, è “ma tu, caro [Nome Cognome], credi davvero davvero davvero che importi a qualcuno che non sei tu sapere chi ha fatto mettere una targa commemorativa? E se è così, non facevi prima a scriverlo in fondo alla targa in questione?”

The Ludwig Wittgenstein Project

03:04, Friday, 21 2022 January UTC

Dal primo gennaio 2022 le opere di Ludwig Wittgenstein sono nel pubblico dominio, almeno in Europa. Sì, nonostante tutti i lacci e lacciuoli – tra qualche giorno magari vi racconto qualcos’altro al riguardo – cose come queste capitano ancora. Per festeggiare, un gruppo internazionale di traduttori ha creato The Ludwig Wittgenstein Project, un progetto per tradurre le opere del filosofo tedesco e pubblicarle con licenza libera. (Nel caso non lo sapeste, se le opere di un autore sono sotto copyright non è possibile tradurle liberamente, perché il copyright copre anche i diritti di traduzione) Noi di Wikimedia Italia abbiamo contribuito finanziariamente al progetto, e ne siamo fieri. (Che poi io non leggerei mai Wittgenstein, ma è il principio che conta!)

Il primo MOOC italiano su Wikipedia!

03:04, Thursday, 23 2021 December UTC

Sono felice di segnalare che l’Università di Padova ha aperto le iscrizioni alla prima edizione del MOOC di Wikipedia, sviluppato con la collaborazione di Wikimedia Italia.

Il corso inizierà il 15 gennaio 2022: è gratuito e aperto a tutti, anche se è pensato principalmente per chi vuole contribuire all’enciclopedia libera. La piattaforma che ospita il corso è EduOpen, creata da una federazione delle maggiori università italiane: notate che anche se in genere i contenuti EduOpen sono rilasciati con una licenza CC-BY-NC-SA, in questo caso specifico il materiale sarà disponibile anche per riuso commerciale, quindi con licenza CC-BY-SA.

Mi affretto ad aggiungere che io non sono stato coinvolto in nessun modo nella creazione di questo corso. Inoltre, essendo una nostra “prima assoluta”, non garantisco che sia perfetto: sono però certo che sia già buono e che, in perfetto stile wiki, gli errori e le imprecisioni verranno corrette in futuro.

Cosa ne sapete del Digital Service Act?

13:04, Friday, 19 2021 November UTC

Come forse vi sarete accorti, i lavori del Parlamento e della Commissione Europea non sono mai molto trattati dai nostri media, salvo all’ultimo momento quando i giochi stanno per essere fatti. Lo stesso sta capitando per il Digital Service Act, che insieme al suo gemello Digital Market Act intendono rivedere da zero il modo in cui il mercato digitale funziona in Europa. Tra l’altro, la proposta sarà di fare un regolamento (come nel caso del GDPR) e non una direttiva, il che significa che non ci sarà la fase di recepimento negli ordinamenti nazionali ma verrà direttamente applicato, tipicamente due anni dopo la promulgazione per dare tempo ai vari attori di adeguarsi.

L’iter sta andando avanti da un po’: per il momento ci sono i pareri dei parlamenti nazionali (qui il nostro), quello della Commissione e le prime discussioni nell’Europarlamento. I principi su cui il DSA si basa sono condivisibili: tutelare di più i consumatori finali e allo stesso tempo ribadire che “ciò che è illecito offline deve essere illecito anche online”. Soprattutto per quanto riguarda il primo punto, ricordo che storicamente è l’Europa a trainare il pianeta per quanto riguarda i diritti dell’utente finale, con gli USA che tipicamente arrancano e arrivano con qualche anno di ritardo (Russia, Cina, India, Brasile e resto del mondo: non pervenuti). Purtroppo però, come racconta Bruno Saetta su Valigia Blu, non tutto sta andando così bene. Il tiro alla fune tra i produttori di contenuti che non vogliono che la pirateria tagli i loro guadagni e le lobby delle grandi piattaforme social che per trattenere i propri utenti caldeggiano le loro interazioni e i caricamenti di materiale lascia come sempre a terra chiunque abbia un modello diverso di gestione.

Stavolta se ne è accorta persino la Wikimedia Foundation, che di solito è totalmente US-centrica. In pratica, la proposta attuale dell’Europarlamento dà tempi molto ristretti per la cancellazione di materiale illegale da parte delle piattaforme, e riduce molto il concetto “finché io non so che da me c’è qualcosa di illegale io non sono fuorilegge” che è alla base dell’attuale direttiva eCommerce. Il risultato pratico di tutto ciò è che molto probabilmente saranno implementate procedure automatiche tarate in modo da essere certi di eliminare contenuti illegali: se poi ci scappa un po’ di roba che illegale non era, le si rubricherà come necessari effetti collaterali. Peccato che Wikipedia non funzioni con strumenti automatici, ma con controlli umani. I controlli tipicamente funzionano anche bene: qual è l’ultima volta che avete trovato al suo interno contenuti sotto copyright? Certo, ne arrivano sempre; ma la comunità non aspetta che qualcuno segnali la cosa, e se leggono o guardano qualcosa che puzza di materiale protetto vanno alla caccia dell’eventuale originale e poi cancellano (anche dalla cronologia della voce, le cose si fanno per bene).

Quello che chiediamo è un testo finale che tenga conto che ci sono modi diversi per arrivare allo stesso obiettivo finale – togliere il materiale illegale – e che non si può pensare di operare con il principio one-method-fits-all. Il guaio è che non abbiamo la potenza di fuoco per fare lobbying come i grandi operatori di cui sopra, e l’unica nostra possibilità è far sentire la nostra voce sui media attualmente silenti; i miei ventun lettori putroppo non fanno massa critica. Per i curiosi, il testo della lettera aperta della Wikimedia Foundation si trova sul loro sito: (per i diversamente anglofoni, c’è la traduzione) trovate anche una citazione del vostro affezionato tenutario. Provate a dare un occhio in giro su cosa si leggerà, e speriamo in bene!

Il Senato ci ha ri-audito

08:04, Wednesday, 13 2021 October UTC

Dopo che il ministero della Cultura quest’estate si era dimenticato di noi nelle audizioni per ottenere commenti sulla legge delega che implementerà anche in Italia la direttiva europea sul copyright, il Senato ci ha permesso di raccontare cosa non va in quel disegno di legge. (Che ci siano cose che non vadano l’ha anche detto il garante antitrust, tanto per dire). Wikimedia Italia e Creative Commons Italia si sono uniti per l’audizione, che potete vedere sul sito del Senato dal minuto 38:44 circa.

Questa volta non sono stato io il relatore, ma al minuto 53:28 circa potete vedere la mia bella faccia fare una puntualizzazione (rispetto all’affermazione di un’associazione audita prima di noi, che diceva che in Francia e UK i musei fanno i soldi vendendo le riproduzioni delle loro opere). E soprattutto i miei fan possono vedermi in giacca e cravatta :-)

Aggiornamento: (18 ottobre) chi ha più fretta può vedere solo il pezzo con i nostri interventi su YouTube.

Cina e Taiwan come lupo e agnello

02:04, Friday, 08 2021 October UTC

Avete tutti letto della prova di forza della Cina, che in questi giorni ha ripetutamente violato lo spazio aereo taiwanese. Ma probabilmente non avete letto che per la seconda volta di fila la Cina ha posto il veto sull’ingresso di Wikimedia Foundation come osservatore in WIPO, l’organismo sovrannazionale che si occupa della proprietà intellettuale e del copyright.

Non che un osservatore – che per definizione non ha diritto di voto – possa fare molto; però la Cina ha sostenuto che i progetti collegati a Wikimedia «contengono contenuti errati e favoriscono disinformazione in merito alla politica del “One-China-principle” che vede Taiwan come parte della Cina.». D’altra parte, già Wikipedia è generalmente bloccata in Cina; però bisognerà pur cominciare a bloccarla nel resto del mondo, no?

I 4 minuti più lunghi della mia vita

16:58, Saturday, 21 2021 August UTC

Quest’anno Wikimania, la conferenza internazionale dei progetti Wikimedia, cancellata nel 2020 e riproposta in una chiave completamente rivista nel 2021, ha avuto un relatore in più. 😀

Il mio intervento si è tenuto in una sessione riguardante le collaborazioni tra Wikimedia e università insieme alla prof.ssa Maristella Gatto, con cui organizziamo i progetti universitari ad Uniba. È stato difficile condensare in 10 minuti 280 studenti e tante ore di lavoro, ma ce l’abbiamo fatta.

La sessione pre-registrata è andata abbastanza bene, complici anche i numerosi tentativi e fallimenti fatti in mattinata (ecco qui spiegato il titolo del post). Forse me la sono cavata peggio con le domande live, ma è pur sempre il bello della diretta!

Parlando dell’evento in generale, ho avuto modo di partecipare a qualche altra sessione ed è stato divertente incontrare altri Wikimediani da tutto il mondo, in particolare ho molto apprezzato il confronto con gli altri organizzatori di Wiki Loves Monuments nel mondo.

Il sistema usato però (che non era software libero) non mi è piaciuto molto, l’ho trovato parecchio disorientante e dispersivo. Tirando le somme, penso che se fosse stato organizzato meglio avrei potuto fare molte più conversazioni interessanti. Spero prima o poi di poter partecipare ad una Wikimania di persona!

Se avete piacere a vedere il mio intervento, trovate il video sopra. Qui invece c’è un po’ di materiale utile. Non sono riuscito a recuperare, invece, la registrazione del doppiaggio in tempo reale in Arabo, Francese, Tedesco, Spagnolo, Russo e Cinese che Wikimedia Foundation ha messo a disposizione per diversi eventi della conferenza, compreso il mio!

Senza ritegno

02:04, Monday, 09 2021 August UTC

Tra le varie misure approvate giovedì scorso dal consiglio dei ministri c’è anche il decreto legislativo attuativo della direttiva europea sul copyright, quello per cui si erano dimenticati di audire Wikimedia Italia e Creative Commons Italia. Tra i toni trionfalistici del comunicato possiamo leggere

Nel recepire la direttiva europea, il decreto prevede, nello specifico, che il materiale derivante da un atto di riproduzione di un’opera di arte visiva, per la quale sia stata superata la durata della tutela, non sia soggetto al diritto d’autore o a diritti connessi, a meno che non si tratti di opera originale frutto della creazione intellettuale propria del suo autore. Ciò permette la diffusione, la condivisione online e il libero riutilizzo di copie non originali di opere d’arte divenute di pubblico dominio

Di per sè questo è quanto scritto nell’articolo 14 della direttiva europea, e quindi non c’è nulla di strano, anche se finché non sarà pubblicato il testo del d.lgs non possiamo sapere se si sono ricordati di aggiungere i palazzi… Quello che però viene esplicitamente aggiunto nel comunicato è l’inciso

ferme restando le altre discipline specifiche in materia di utilizzazione di immagini digitali del patrimonio culturale.

A parte l’obbrobrio di “utilizzazione” – già “utilizzo” per me è troppo… – volete una traduzione in italiano? “Codice dei beni culturali e del paesaggio“: per gli (eventuali) amici, il Codice Urbani poi modificato da Art Bonus. Se andate a leggere gli articoli 107 e 108 scoprirete che continuerà a essere richiesto un canone per fare foto, visto che il canone non ha a che fare con il diritto d’autore. Io non sono così esperto di diritto da poter affermare con sicurezza che l’Unione Europea potrebbe far partire una procedura di infrazione, visto che la direttiva chiedeva per l’appunto la libertà di uso; ma sicuramente parlare di “libero riutilizzo” è una presa per i fondelli. Sapevàtelo.

Aggiornamento: (11 agosto) qui trovate il testo approvato.

Giuseppe De Donno, Wikipedia e i Poteri Forti

07:09, Tuesday, 03 2021 August UTC

Un suicidio è sempre qualcosa di terribile, e non avrei avuto nessuna intenzione di parlare del povero Giuseppe De Donno. Lo faccio perché quello che sta succedendo in questi giorni è davvero preoccupante. Che nel paesino di montagna dove sono stato nei giorni scorsi qualcuno avesse attaccato al muro di cinta di una casa una sua eulogia è strano ma non certo preoccupante. Quello che sta succedendo con Wikipedia lo è di più.

Domenica sull’account di Wikimedia Italia (che non c’entra nulla con la gestione di Wikipedia, ma continua a essere contattato per la qualunque) mi è arrivata una mail che diceva (in inglese…) “Recurring Donation to be stopped IMMEDIATELY”. È abbastanza comune che qualcuno ci dica che non ci manderà più soldi perché “noi” abbiamo cancellato qualche voce, e io almeno non ho il coraggio di dire che a noi di quei soldi non arriva neppure un centesimo e che comunque non siamo stati noi a cancellare alcunché. Come forse avete intuito, la voce in questione era quella su De Donno. Lunedì mattina la situazione stava degenerando, con gente su Facebook che scriveva cose tipo “Noi con Trump – 🇮🇹 UN “APPLAUSO” A WIKIPEDIA CHE HA CANCELLATO LA PAGINA DI DE DONNO 🇺🇸 È UNA VERGOGNA. #Wikipedia ha CANCELLATO la pagina del Dott. De Donno. Altro che “enciclopedia libera”. Fate girare sto schifo. Non cancelleranno la memoria di chi non può essere dimenticato. “; “Bastardi fino al midollo…..ma pagherete Tutto!!!!!!!”; “chi ha in mano il potere non paga mai le sue misfatte”.

Ho allora dato un’occhiata a cosa stava succedendo. In effetti era stata impedita la creazione da parte di utenti non registrati, ma nella giornata precedente c’erano stati vari tentativi di creare una voce, tutti cancellati da un qualche sysop di Wikipedia. Ma le cose interessanti erano due. Innanzitutto, tutto era cominciato sabato 31 luglio – notate che la notizia della morte del medico è del 28. Prima c’erano state due cancellazioni, una del 2012 su un omonimo e una del 2018 di testo “Ciao sono [nome e cognome omessi, ma che non c’entrano nulla con De Donno]”. Detto in altri termini, a nessuno era mai venuto in mente di scrivere di De Donno prima della sua morte: anzi c’erano voluti ancora tre giorni prima che qualcuno pensasse “parliamo di lui su Wikipedia”. Questo nonostante qualcuno avesse commentato il 1. agosto “Perché cancellate l’esistenza di un Medico come il dr De Donno? Fino a qualche giorno fa c’era la sua biografia, bibliografia, scoperte, storia !”. Dilatazione dei tempi, evidentemente.

Ma ancora più interessante è il fatto che i testi cancellati erano di due tipi: o informazioni assolutamente inutili come – cito verbatim il testo completo – “Inventore della cura anticovid al plasma. Trovato morto nella sua abitazione.” oppure testi copincollati dall’Ansa o da Repubblica. Insomma, incapacità totale di distinguere Wikipedia da Facebook: l’enciclopedia è vista come un altro tipo di social network. Quando poi ieri mattina un utente registrato ha scritto la voce in modo corretto, evitando di violare il copyright e cercando informazioni da varie fonti – come i risultati dei trial clinici che purtroppo mostrano come il plasma iperimmune non dia risultati pratici nel curare il covid – si va da commenti come «Chiaramente la pagina sul medico è riapparsa modificata, sminuendone il profilo» a «la pagina del dott. De Donno su Wikipedia è “improvvisamente” riapparsa come per magia!, da «WIKIPEDIA SFREGIA DE DONNO PRIMA DEL FUNERALE» (il maiuscolo è loro) a «De Donno ucciso una seconda volta e questo è accaduto nel mondo virtuale». (Questi sono i primi articoli che ho trovato con una ricerca “De Donno”+”Wikipedia”, non prendetelo come un controllo puntuale)

Credo nella buona fede di molti di coloro che si stanno lamentando con Wikipedia, anche se non metterei comunque la mano sul fuoco per almeno due degli autori degli articoli citati sopra. Ma questa non è affatto una bella notizia. Prendendo a prestito il loro lessico, i Poteri Forti impediscono alla gente di usare il cervello e comprendere i testi che leggono quando sono appena più complicati di una serie di slogan. Nessuno mi toglie però dalla testa che tutta o quasi questa gente sia eterodiretta: leggere il tweet di Diego Fusaro citato sopra mi fa per esempio venire qualche dubbio al riguardo, mentre testi come quello qui sotto mi aiutano solo a ricordare che ripetere a pappagallo le solite quattro cose è uno sport comune.

PS: Ho letto lo studio dei ricercatori della Johns Hopkins University che afferma che se gli USA non avessero smesso di usare il plasma ci sarebbero potuti essere 29000 morti in meno negli USA. Mettiamola in questo modo: con i dati mostrati nell’articolo, l’unica possibilità pratica per ottenere quel risultato è che le sacche di plasma irradino qualcosa che cura anche chi non riceve quel plasma ma passava da quelle parti. Se non ci credete, guardate i numeri della Figura 1, poi fate un po’ di conti su quanti pazienti possono essere stati curati e quale era stata la differenza nel numero di morti in quel periodo.