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January 17, 2018

Wikimedia Italia

Wikipedia 4 Refugees, l’integrazione passa attraverso l’enciclopedia libera

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L’enciclopedia libera può essere uno strumento utile per avviare un percorso di accoglienza e apprendimento rivolto a rifugiati e richiedenti asilo in Italia? L’esperienza di Wikipedia 4 Refugees dimostra di sì.
Il progetto, promosso da un team di entusiasti volontari (wikipediani e non) con il sostegno dell’Università degli Studi di Trento e di Cinformi – il Centro informativo per l’immigrazione della Provincia Autonoma di Trento – e il supporto Wikimedia Foundation,  si è svolto da metà ottobre a metà dicembre 2017 a Trento, inserendosi in un più ampio quadro di iniziative sostenute dall’Università a favore dell’integrazione e l’accoglienza dei migranti.
I partecipanti – otto richiedenti asilo e rifugiati provenienti da più Paesi tra cui Mali, Guinea, Pakistan e Afghanistan – sono stati coinvolti in un ciclo di dieci incontri, tenuti da esperti wikipediani e volontari già impegnati in percorsi di alfabetizzazione informatica con richiedenti asilo e rifugiati, con l’aiuto di alcuni mediatori linguistici.
Gli incontri erano mirati a trasmettere ai partecipanti le regole di base per contribuire all’enciclopedia libera, per poi affiancarli nell’attività di traduzione di alcune voci Wikipedia dall’italiano alle diverse lingue d’origine.
Il percorso, oltre a consentire ai migranti di socializzare tra loro e con i volontari, ha permesso di lavorare insieme sulla comprensione e l’uso della lingua italiana, ma anche di migliorare le competenze informatiche di base dei partecipanti.
Le otto voci tradotte nell’ambito del percorso riguardano discipline diverse, dalla geografia e cultura italiana, a norme del diritto internazionale sul diritto di asilo a materie di educazione civica: lo ius soli, la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea e l’Italia in pular, il permesso di soggiorno, l’ Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati e i Centri per l’immigrazione in Italia in bambara, le rotte dei migranti nel Mediterraneo in pashto, Trento e il permesso di soggiorno in urdu.
Il progetto Wikipedia 4 Refugees ha avuto un’ottima eco sia in Italia che all’estero: oltre a ricevere attenzione dai mezzi stampa, il percorso è stato presentato a Trento, nell’ambito di ItWikiCon 2017, e a Londra, nell’ambito del MozillaFest. In entrambe le occasioni più persone si sono avvicinate con interesse e curiosità per chiedere informazioni e capire come il progetto fosse nato.
I volontari trentini hanno inoltre aperto contatti in Basilicata, dove la Fondazione Città della Pace per i Bambini – nata su impulso della Premio Nobel per la pace Betty Williams e da sempre impegnata per l’accoglienza dei rifugiati – sarebbe interessata a riproporre il progetto sul territorio. Ad oggi, è in corso la ricerca di wikipediani esperti disposti a condurre le attività di tutoring durante il percorso: senza un buon numero di volontari, le attività non potranno partire.
Gli organizzatori di Wikipedia 4 Refugees sono a disposizione per condividere l’esperienza trentina e trasferire quanto appreso nella prima – e si spera non unica – edizione di Wikipedia 4 Refugees a chiunque volesse replicarla, in Italia o all’estero.
Chi fosse interessato al progetto può contattare la Segreteria di Wikimedia Italia o scrivere al nostro socio trentino Niccolò Caranti.

Nell’immagine: Attività di storytelling e selezione voci nell’ambito del progetto Wikipedia 4 Refugees. Di Martina Puppi (opera propria), CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

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by Wikimedia Italia at January 17, 2018 11:23 AM

January 16, 2018

Wikimedia Italia

Vuoi partecipare a State of the Map 2018? Richiedi un contributo o una borsa di studio!

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Sei un utente di OpenStreetMap, un produttore o un utilizzatore di dati geografici liberi, un ricercatore o un semplice appassionato della Wikipedia delle mappe? Non puoi perdere l’occasione di partecipare a State of the Map 2018, il raduno mondiale della comunità OpenStreetMap che si terrà quest’anno a Milano, dal 28 al 30 luglio.
Da oggi, grazie alla generosità degli sponsor dell’iniziativa, è possibile candidarsi per prendere parte all’evento con l’aiuto di una borsa di studio o un contributo economico a copertura di tutti o alcuni dei costi di partecipazione.
OpenStreetMap è la grande mappa libera creata da tantissimi utenti in tutto il mondo: vogliamo dare la possibilità di partecipare all’evento al maggior numero di persone possibile!
Compila questo form per inviare una richiesta di supporto per la tua partecipazione, il termine è fissato a mercoledì 14 febbraio.
Poiché ogni anno riceviamo moltissime domande di supporto – più di quelle che riusciamo a soddisfare – ti chiediamo di compilare con attenzione la tua richiesta, per poter allocare al meglio i nostri fondi.
Qui di seguito alcuni suggerimenti utili per la compilazione della domanda:

  • Seleziona il livello minimo di borsa di studio di cui hai bisogno per poter partecipare: questo ci aiuterà ad utilizzare al meglio i fondi di cui disponiamo.
  • Rispondi con max 1500 caratteri alla domanda “Quali benefici avrai tu e quali OpenStreetMap, grazie alla tua partecipazione?”. Utilizza frasi brevi e descrivi con precisione gli obiettivi che puoi conseguire ed aiutarci a raggiungere.
  • Raccontaci come contribuisci a OpenStreetMap, il tuo progetto o lo user group di cui fai parte. Siamo curiosi di conoscere la tua esperienza individuale: prova a utilizzare l’”io” e non il “noi”.
  • Inserisci il link al tuo profilo OpenStreetMap, alla pagina del gruppo locale che gestisci o a cui partecipi o al software che hai creato. Se la tua richiesta ci interessa, approfondiremo questi dettagli.
  • Rifletti: quali temi o approfondimenti che altrimenti mancherebbero sarai in grado di portare a State of the Map? Cosa pensi di portare a casa da questa partecipazione? Cosa intendi organizzare in seguito?

Se vuoi avere un’idea ancora più chiara di ciò che cerchiamo, leggi questo articolo (in inglese) in cui spieghiamo brevemente come è stata condotta la selezione lo scorso anno e scopri le esperienze di chi ha partecipato a State of the Map 2017.
Che aspetti? Compila subito il modulo di richiesta!

Nell’immagine: Alcuni dei borsisti che hanno partecipato a State of the Map 2017. Fotografia fornita da OpenStreetMap Foundation.

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by Wikimedia Italia at January 16, 2018 03:01 PM

January 10, 2018

Wikimedia Italia

Buon compleanno Wikipedia! – Newsletter n. 161 del 10 gennaio 2018

Wikimedia News - n. 161 - 10 gennaio 2018

La festa per il decimo compleanno di Wikipedia a Milano. Di Leonora Giovanazzi (opera propria), CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

Buon compleanno Wikipedia!

Wikipedia compie 17 anni: l’enciclopedia online libera e collaborativa, ufficialmente lanciata il 15 gennaio 2001, conta oggi oltre 47 milioni di voci in più di 290 edizioni linguistiche ed è costantemente tra i primi dieci siti web più visitati a livello globale. Vuoi festeggiare insieme a noi questo importante anniversario? Scopri nell'articolo come fare.

Un gruppo di OSMer mostra un elemento OpenStreetMap registrato sull'editor JOSM. Di Segundonome (opera propria), CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

L’Università di Perugia incontra OpenStreetMap

Giovedì 11 gennaio il Dipartimento di Fisica e Geologia dell'Università di Perugia ospita l’incontro divulgativo "Dati cartografici liberi e OpenStreetMap - I casi d'uso nella gestione delle emergenze e del rischio". Oltre a diversi interventi volti ad illustrare che cos'è, come funziona e a cosa può servire OpenStreetMap, l'evento prevede anche una sessione pratica di caricamento dati sulla piattaforma a cui sarà possibile partecipare anche da remoto. Scopri nell'articolo il programma completo della giornata e come partecipare!


Gli studenti campani portano il patrimonio culturale sui wiki con il progetto Reach Out

Un bronzo di Pierre-Philippe Thomire, uno degli artisti le cui opere sono conservate presso le istituzioni del Polo museale campano. Foto di MET Museum, CC0, via Wikimedia Commons

Si terranno venerdì 12 e martedì 16 gennaio i due appuntamenti conclusivi del percorso di alternanza scuola/lavoro promosso nell'ambito del progetto Reach Out!, nato dalla collaborazione fra il Polo museale della Campania e diversi partner fra cui Wikimedia Italia. I venti alunni dell'Istituto "Enrico Caruso" di Napoli coinvolti nelle attività di formazione arricchiranno Wikipedia e Wikimedia Commons con immagini e informazioni relative ad artisti delle collezioni di Palazzo Reale, tra cui Gennaro Maldarelli, Raffaele Belliazzi, Pierre-Philippe Thomire e Adam Weisweiller. Scopri di più nell'articolo!

Cartoline dall'Italia, destinazione mondo: ne spediremo tante grazie a voi!

Autunno al Castello di Levizzano (MO), lo scatto che ha vinto il premio speciale FIAF per Wiki Loves Monuments 2017 in Italia. Foto di Angelo Nastri Nacchio (opera propria), CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Nel periodo delle festività natalizie abbiamo lanciato una campagna di raccolta fondi legata a Wiki Loves Monuments, il concorso fotografico che valorizza le bellezze del nostro patrimonio culturale. Tantissime persone hanno già scelto di sostenere questo progetto con una donazione: questo ci consentirà di portare ancora più monumenti italiani su Wikipedia, per farli conoscere a tutto il mondo. Se vuoi unirti, sei ancora in tempo: tutte le informazioni sull'iniziativa sono pubblicate a questo link. La bellezza è di tutti!


Notizie dal mondo OpenStreetMap

La copia della Giuditta del Varni di spalle al Cimitero di Staglieno. Di Alberto Bongiorno (opera propria), CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

  • Lo sapevate che a Genova si trova uno dei cimiteri monumentali più importanti d'Europa? Si tratta del cimitero di Staglieno, dove sono sepolti personaggi illustri del capoluogo ligure e non solo: tra questi, Giuseppe Mazzini, Nino Bixio, Fabrizio De André e Fernanda Pivano. Il Père Lachaise d'Italia è quasi integralmente mappato su OpenStreetMap; inoltre, sono presenti più di 10.000 foto su Mapillary, la piattaforma che raccoglie fotografie geolocalizzate condivise con licenza libera.
  • Michelin ha utilizzato dati OpenStreetMap per la nuova edizione delle mappe delle isole della Riunione, Martinica e Guadalupa. Le carte sono correttamente corredate dell'attribuzione della fonte.

Notizie dal mondo wiki

Tower bridge: un'opera del pittore futurista italiano Luigi Russolo, dal 2018 in pubblico dominio, via Wikimedia Commons
  • Ogni 1° gennaio si celebra la giornata internazionale del pubblico dominio. La data non è scelta per caso: all'inizio del nuovo anno infatti diverse opere diventano liberamente utilizzabili, grazie alla scadenza del copyright. A questo link trovate l'elenco degli autori i cui lavori sono tornati al pubblico dominio a partire dal 2018.
  • Il 2018 potrebbe essere un anno decisivo per la riforma europea sul copyright. In un articolo sul suo blog l'associazione Communia elenca le questioni fondamentali in discussione e le modalità per affrontarle in modo efficace.
  • Donald Trump, Elisabetta II e la settima stagione di Game of Thrones sono tra le voci di Wikipedia in lingua inglese più visualizzate nel 2017. A questo link è pubblicata la top 25!


Appuntamenti e comunicazioni

Prossimi appuntamenti oltre a quelli già segnalati:

  • 16 gennaio, Pisa: Inizio corso di 10 incontri di introduzione a Wikipedia e Wikisource rivolto ai soci di AEGEE Pisa tenuto da Luca Landucci con il supporto di Daniele Napolitano.
  • 19 e 21 gennaio: corso di formazione su Wikipedia per docenti e personale dell'Università degli studi di Padova.
source: http://wiki.wikimedia.it/wiki/Wikimedia_news/numero_161

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by Wikimedia Italia at January 10, 2018 12:07 PM

Gli studenti campani portano il patrimonio culturale sui “wiki” con il progetto Reach Out

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Si concluderà martedì 16 gennaio il percorso di alternanza scuola/lavoro promosso nell’ambito del progetto Reach Out!, nato dalla collaborazione fra il Polo museale della Campania e diversi partner fra cui Wikimedia Italia.
Il progetto ha preso avvio il 18 dicembre con un incontro introduttivo, nell’ambito del quale i volontari di Wikimedia Italia hanno illustrato agli studenti dell’ ITE Caruso di Napoli la storia di Wikipedia, i cinque pilastri su cui si regge e presentato tutta la galassia dei progetti Wikimedia.
Molta attenzione è stata data anche al tema dei diritti d’autore e delle licenze Creative Commons: in particolare, i ragazzi si sono mostrati molto interessati alle questioni legate alle violazioni di copyright (copyviol), tema troppo spesso sottovalutato alla loro età.
In seguito ha preso avvio la fase laboratoriale, mirata ad arricchire di contenuti Wikipedia e Wikimedia Commons: i ragazzi hanno iniziato a familiarizzare con cataloghi e fonti e costituito dei gruppi dividendosi i contenuti su cui lavorare.
Venerdì 12 gennaio – sotto la supervisione dei nostri esperti wikipediani – i ragazzi lavoreranno sulle voci selezionate relative agli artisti Gennaro Maldarelli, Raffaele Belliazzi, Pierre-Philippe Thomire e Adam Weisweiller, ancora non presenti su Wikipedia in lingua italiana. Alcuni saranno inoltre impegnati a scattare foto di Palazzo Reale e della Biblioteca Nazionale da caricare sulla piattaforma multimediale Wikimedia Commons.
Il lavoro realizzato dagli studenti sulle pagine di prova sarà pubblicato su Wikipedia martedì 16 gennaio, nell’ambito dell’editathon che concluderà il progetto.
Attendiamo di vedere i wikilink rossi colorarsi di blu!

Nell’immagine: Un bronzo di Pierre-Philippe Thomire, uno degli artisti le cui opere sono conservate presso le istituzioni del Polo museale campano. Foto di MET Museum, CC0, via Wikimedia Commons

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by Wikimedia Italia at January 10, 2018 09:59 AM

L’Università di Perugia incontra OpenStreetMap

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Giovedì 11 gennaio il Dipartimento di Fisica e Geologia dell’Università di Perugia, ospiterà l’incontro divulgativo “Dati cartografici liberi e OpenStreetMap – I casi d’uso nella gestione delle emergenze e del rischio”.
L’evento, che sarà ospitato in Aula Gregori a partire dalle ore 9.30, si aprirà con una serie di interventi volti ad illustrare che cos’è, come funziona e a cosa può servire OpenStreetMap, la Wikipedia delle mappe.
Diversi dei relatori che interverranno – tra questi Chiara Parapini di Action Aid e Alessandro Palmas, project manager OSM per Wikimedia Italia – si concentreranno sull’utilizzo dei dati cartografici liberi nelle fasi di risposta a situazioni di emergenza e nelle attività di ricostruzione, analizzando in particolare l’apporto fornito dalla comunità OSM in occasione del sisma del 2016 in Centro Italia. In tal senso, si segnala la partecipazione al convegno di alcuni Vigili del Fuoco dei gruppi TAS (Topografia applicata al Soccorso).
Tra gli speaker parteciperà anche Massimo Zotti di Planetek Italia con un approfondimento sul tema dell’utilizzo di dati open forniti da sistemi satellitari, con riferimento alle interazioni tra OpenStreetMap e il programma europeo Copernicus.
La mattinata si concluderà con una sessione pratica di raccolta di dati geografici coadiuvata dal coordinatore OpenStreetMap per l’Umbria di Wikimedia Italia Marcello Arcangeli.
Nel pomeriggio, a partire dalle ore 14 presso l’Aula Informatica dell’Università, i partecipanti – supportati da utenti esperti – potranno caricare i dati rilevati sulla piattaforma OSM.
Alla fase di caricamento dati sarà possibile partecipare anche da remoto attraverso lo strumento del Tasking Manager, basandosi su ortofoto aggiornate fornite da 21AT grazie all’interessamento di Planetek Italia. La mappatura da remoto si concentrerà sull’area del Comune di Perugia.
L’evento è gratuito e aperto a tutti (fino ad esaurimento posti – max 50): vi aspettiamo!

Nell’immagine: Un gruppo di OSMer mostra un elemento OpenStreetMap registrato sull’editor JOSM. Di Segundonome (opera propria), CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

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by Wikimedia Italia at January 10, 2018 09:46 AM

Buon compleanno Wikipedia!

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Wikipedia compie 17 anni: l’enciclopedia online libera e collaborativa è stata ufficialmente lanciata il 15 gennaio 2001, con la pubblicazione dell’edizione in lingua inglese.
Dalla sua nascita in avanti, Wikipedia ha continuato a crescere e svilupparsi raggiungendo oggi (List of Wikipedias – Grand Total (updated daily) – consultato in data 9/01/2018) oltre 47 milioni di voci in più di 290 edizioni linguistiche: l’enciclopedia libera è costantemente tra i primi dieci siti web più visitati a livello globale.
Nell’anno che si è appena concluso, Wikipedia è arrivata anche fuori dal pianeta Terra, con la prima modifica dallo spazio: in orbita dalla Stazione Spaziale Internazionale (ISS)  l’astronauta italiano Paolo Nespoli ha registrato un file audio con la sua voce che è stato utilizzato per arricchire la sua biografia online.
Quali traguardi raggiungerà l’enciclopedia nel nuovo anno? Il 2018 si apre già con una sfida per l’edizione in lingua italiana, ottava a livello globale per numero di “articoli”: manca pochissimo per raggiungere le 1.500.000 voci e serve l’aiuto di tutti per battere questo record.
Non vediamo l’ora di festeggiare i futuri successi dell’enciclopedia, ma per il momento brindiamo a 17 anni di sapere libero: chi volesse unirsi a noi, può partecipare alla piccola festa nei nostri uffici a Milano e al raduno che si terrà a Pisa, organizzato grazie al supporto dei wikipediani attivi a livello locale.
Ricordate di confermare la vostra presenza, ovviamente sulle pagine di Wikipedia!

Nell’immagine: La festa per il decimo compleanno di Wikipedia a Milano. Di Leonora Giovanazzi (opera propria), CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

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by Wikimedia Italia at January 10, 2018 09:28 AM

January 09, 2018

maurizio codogno

Io e la matematica

È vero che non sono un esempio da seguire, ma…

immagine di Fir0002, https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Mathematics_concept_collage.jpg

Il Carnevale della matematica di gennaio sarà tenuto da Math is in the Air, e il suo tema è “io e la matematica”. Come gli affezionati compulsatori dei Carnevali sanno, il tema è tutto fuorché obbligatorio, e io sono noto per non seguirlo mai; ma stavolta ho pensato che avrei potuto raccontare del mio approccio alla matematica. Sono il primo a riconoscere che esso non è generalmente consigliabile a chiunque; però credo che tra le righe del mio esempio personale si possa scoprire qualcosa valido per tutti.

Reuben Hersh e Philip Davis affermano che il matematico tipico è platonista durante la settimana e formalista nei weekend. Non so se sia vero, e comunque loro lo dicono perché non sono né l’uno né l’altro; però sicuramente io sono nato come un formalista, vale a dire qualcuno che non dà alcuna importanza alla verità o meno della matematica, fintantoché i conti formali tornano. Ancora prima di andare a scuola mi divertivo a fare addizioni e sottrazioni di numeri di sette-otto cifre, semplicemente perché mi piaceva vedere che la struttura dell’operazione funzionava come un meccanismo ad orologeria. A sette anni mio zio mi insegnò a usare le tavole dei logaritmi, di cui naturalmente non mi facevo nulla; ma restavo incantato a vedere come le differenze tra le mantisse si riducessero in modo regolare-ma-non-troppo. Alle medie prendevo un foglio a quadretti e compilavo tavole pitagoriche fino a 35x35: il limite era scelto semplicemente perché scrivevo sì minutamente, ma lo spazio totale era quel che era. Diciamocelo: tutta quella non era matematica né io ero un enfant prodige. I numeri e le loro regolarità erano comunque nel mio DNA, e non è stato un caso che quando nella seconda metà degli anni ’70 uscirono le prime calcolatrici programmabili io mi ci fiondai immediatamente su.

Che io non sia mai stato un genio della matematica lo si può anche intuire dai miei sfortunati tentativi di generalizzare — sempre da un punto di vista formale, mica mi interessava dimostrarlo — le formule che trovavo. Quando alle medie mi insegnarono a estrarre la radice quadrata cercai di vedere se si poteva modificare il metodo per le radici cubiche. Quando al liceo il professore ci mostrò un modo rapido per scrivere la formula della tangente a una conica in geometria analitica ma ci vietò di usarlo a meno che non lo sapessimo dimostrare, mi misi a scrivere equazioni su equazioni a seconda del tipo di conica per mostrare che la formula in effetti funzionava. Con il senno di poi è chiaro che il mio approccio era stupido e non sarebbe mai potuto funzionare; ma quando uno è giovane non si preoccupa certo di simili quisquilie, e pensa che tutto si può fare con sufficiente forza di volontà e un taccuino sufficientemente ampio per fare i conti.

Tra la fine delle medie e l’inizio del liceo feci però una scoperta che a lungo andare cambiò la mia percezione della matematica: i cinque libri Enigmi e giochi matematici pubblicati a quel tempo da Sansoni. Un mio amico ha detto che io sono cresciuto a pane e Martin Gardner: quello che è indubbiamente vero è che dovetti ricomprare alcuni di quei volumetti perché a furia di compulsarli si erano letteralmente sfasciati. Gardner mi fece scoprire l’esistenza di una “matematica da strada”, che partiva da oggetti banali e scopriva relazioni inaspettate; la prima cosa che mi viene in mente al momento è il regolo di Golomb. Utilità pratica? Nessuna. Difficoltà nel trovare una regola generale? Estrema: per trovare regoli ottimali non c’è molto di meglio che testarli tutti. Facilità nel giocarci un po’ su? Tantissima. Capirete che un giocherellone come me non poteva lasciarsi scappare questi esempi, e si beava nel vedere che era possibile parlare di matematica in un libro non di scuola (al tempo non avrei mai immaginato che anch’io avrei scritto libri di matematica ricreativa… come si cambia con gli anni, vero?). I libri di Martin Gardner mi lasciarono anche due eredità: la prima fu la conoscenza dell’enunciato di alcuni teoremi non standard che mi servì al tempo dell’università per sembrare più bravo di quanto in realtà fossi, della seconda vi parlerò dopo.

Durante l’università continuai ad avere un approccio tendenzialmente formalista. Insomma, più che capire perché i teoremi funzionassero mi misi a vedere cosa facevano, partendo da casi pratici che ero in grado di maneggiare. Nel primo biennio la cosa funzionò piuttosto bene: sono rimaste memorabili le sessioni con il mio amico, molto più teorico di me, con il quale risolvevamo gli esercizi trovandoci a metà strada, lui sfruttando i teoremi generali ed io costruendo dal basso. Nel secondo biennio le cose divennero parecchio più problematiche, e non credo di avere mai capito nulla di analisi funzionale (o analisi complessa, se per questo, ma qui almeno ho la scusa che nel mio piano di studi si era persa…) Una volta laureatomi, ho come capita spesso dimenticato tutto, visto che non ho mai avuto la necessità di usare quanto studiato. Ma ecco che entra in gioco la seconda eredità che Martin Gardner mi ha lasciato: la filosofia.

Gardner era un giornalista scientifico (confessò di non aver mai davvero capito l’analisi matematica), ma il suo background era filosofico. Avendo carta bianca nello scegliere gli argomenti per la sua rubrica di giochi matematici sullo Scientific American, trovò naturale inserire di quando in quando temi più filosofici, che io lessi con la stessa avidità di tutto il resto e che cominciarono a germogliare nel mio cervello. I filosofi che mi leggeranno grideranno certamente allo scandalo, e in fin dei conti i miei voti in filosofia al liceo erano man mano scesi a livelli infimi dopo che la linearità dei filosofi greci si era tramutata nel casino di quelli moderni; ma la mia definizione di filosofia è “la scienza che fa domande” (sulla Vita, l’Universo e Tutto Quanto, ovvio). L’importante non sono tanto le risposte quanto le domande, insomma. Con la matematica, non saprei dire di preciso quando esattamente, mi successe proprio questa cosa. Invece che mettermi a seguire regolette formali, cominciai a chiedermi perché i conti funzionavano in questo modo. Guardando le cose da un punto di vista diverso — a matematica, almeno a Pisa, esisteva il corso di “Matematiche elementari da un punto di vista superiore” che al tempo mi sembrava un’idiozia ma di cui ora capisco l’importanza — mi è stato per esempio chiaro perché nell’algoritmo per calcolare la radice quadrata a mano ci sono quei raddoppi del risultato parziale; sono una banale conseguenza del fatto che stiamo in realtà applicando l’uguaglianza (a+b)² = a² + b² + 2ab. Ma la cosa è molto più generale. Quando scrivo di matematica (di base…) ormai mi è naturale cercare un approccio il più possibile diverso da quello standard, non per spocchia ma perché sono intimamente convinto che possa servire ad avere un’idea della realtà della matematica, e del suo essere una scelta naturale per studiare il mondo.

Non che io creda più di tanto all’irragionevole efficacia della matematica, a dire il vero; ma resto comunque un platonista e non seguo l’approccio “umanista” di Hersh quando afferma che la matematica non è altro che un costrutto umano. I numeri primi sono tali per una qualunque civiltà sufficientemente evoluta, e le loro proprietà restano le stesse. In teoria si potrebbe pensare che il concetto di dimostrazione non debba necessariamente essere applicato, ma non credo si possa andare più di tanto avanti a regole ad hoc. Quindi una matematica aliena si potrà sviluppare in modi diversi da noi — chessò, un concetto come quello di numero reale potrebbe essere sostituito da quello di numero computabile, cosa che cambierebbe parecchio l’analisi matematica — ma sarà comunque riconoscibile e conoscibile, partendo dai principî iniziali. Insomma, gli enti matematici esistono, checché se ne voglia dire; persino l’insieme vuoto esiste, con tutte le sue mirabolanti proprietà. Un teorema, una volta dimostrato, è qualcosa di vero; magari inutile, come nella barzelletta dei due tipi in mongolfiera che si sono persi e che alla loro domanda “dove siamo?” si sentono rispondere “in una mongolfiera”, ma comunque vero.

In definitiva, che cos’è per me la matematica? Una cara amica, che a volte mi fa arrabbiare ma che in fin dei conti non mi delude mai e sulla quale so di poter contare (pun not intended). Non riuscirò mai a conoscerla tutta, anzi ne conoscerò molto meno di tanta altra gente: ma è poi così importante? Ciò che conta è stare bene insieme, e questo sicuramente succede tra me e lei :-)

by maurizio codogno at January 09, 2018 11:29 AM

December 20, 2017

Wikimedia Italia

Abbiamo vinto! L’Italia in vetta a Wiki Loves Monuments – Newsletter n. 160 del 20 dicembre 2017

Wikimedia News - n. 160 - 20 dicembre 2017

Lo scatto che ritrae la Fortezza delle Verrucole in Toscana, quinto posto nel ranking globale Wiki Loves Monuments e terzo posto in Italia. Di Iris Gonelli (opera propria), CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Abbiamo vinto! I monumenti italiani in vetta alla classifica internazionale Wiki Loves Monuments

La Giuria internazionale di Wiki Loves Monuments ha identificato oggi i vincitori del grande concorso fotografico a livello mondiale: ben quattro scatti tra i primi venti raffigurano monumenti italiani e anche nel 2017, per il terzo anno consecutivo, siamo nella top 5 a livello globale. Abbiamo raggiunto questo risultato grazie alla bravura dei nostri fotografi e al supporto di tutti voi! Scopri nel post le foto vincitrici e come sostenere il progetto.

Angelica Braccia con il logo da lei realizzato per State of the Map 2018 Milano. Elaborazione di Frussi (WMIT), CC BY-SA 4.0

State of the Map 2018: selezionato il logo ufficiale

A poche settimane dalla chiusura del concorso per la realizzazione del logo dell'edizione 2018 di State of the Map, che si terrà dal 28 al 30 luglio presso il Politecnico di Milano, possiamo finalmente presentarvi l’identità grafica selezionata per la manifestazione e la sua designer, Angelica Braccia. Leggi l'articolo per saperne di più.


Promuovi la cultura libera: ti aiutiamo noi!

Wikigita al Museo Etrusco Nazionale di Villa Giulia, tradotta in LIS: uno dei progetti dei soci supportati con i fondi dell'Associazione. Foto di Saverio.G (Opera propria), CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Per l'anno 2018 Wikimedia Italia ha previsto di accrescere le risorse economiche a disposizione dei soci per coprire i costi legati all'organizzazione di iniziative e attività a sostegno della cultura libera sul territorio nazionale. In particolare, oltre ai contributi previsti dal programma Microgrant (entro i 500 €), l'Associazione ha istituito un ulteriore fondo di 10.000 € per supportare nuove proposte che necessitino di un contributo superiore. Vuoi promuovere un'iniziativa? Scopri nell'articolo come fare.

Le storie di Wiki Loves Monuments: Pignola, un piccolo paese che si apre al mondo

Osservando i particolari del campanile della Chiesa Matrice di Santa Maria Maggiore a Pignola (PZ), durante la wikigita. Foto di Santarsiero Donato (Opera propria), CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

La storia di Grazia inizia nel 2015 quando la docente decide di utilizzare Wikipedia come strumento di lavoro in classe per far conoscere ai propri studenti la storia e i principali monumenti del loro paese natale, Pignola. Questo è stato il primo passo di un entusiasmante percorso che ha portato le bellezze di Pignola a tutto il mondo. Leggi l'articolo per saperne di più.


Notizie dal mondo OpenStreetMap

Le Geochicas a State of the Map Latin America 2016 Di Di OpenStreetMap Latinoamérica, CC BY-SA 2.0, via Wikimedia Commons

  • Giovedì 11 gennaio l'Università di Perugia ospiterà una giornata OpenStreetMap. Il programma è molto ricco e comprenderà una sessione di mappatura (nel pomeriggio) a cui sarà possibile partecipare anche da remoto grazie al Tasking Manager, lo strumento usato durante le mappatura per le emergenze naturali o umanitarie. Per l'occasione, l'azienda 21AT, per tramite dell'italiana Planetek, ha attivato un servizio con foto satellitari recenti sull'area di Perugia che consentirà, tra le altre cose, di supportare le operazioni di monitoraggio civico di Ricostruzione Trasparente sulle aree colpite dai sismi del 2016.
  • Le Geochicas sono state identificate dalla comunità OpenStreetMap in Belgio come mappatore del mese di dicembre. In questo breve articolo (in inglese) ci spiegano chi sono, da dove provengono e perchè hanno deciso di contribuire allo sviluppo di OpenStreetMap.
  • Il mappatore italiano Michele ha contribuito a mappare Porto Rico in OpenStreetMap dopo gli uragani, guadagnandosi un riconoscimento di HOT OSM.

Notizie dal mondo wiki

Lo scatto vincitore del concorso Wiki Loves Earth nel 2017. Foto di Serjey Pesterev (opera propria), CC BY 4.0, via Wikimedia Commons
  • Dopo la lettera di oltre 80 organizzazioni europee fra cui Wikimedia, Communia torna a spiegare i danni della cosiddetta "tassa sui link" proposta da alcuni potenti editori tramite la Commissione europea.
  • Grazie alla quarta edizione del concorso Wiki Loves Earth, che mira a valorizzare le bellezze delle aree naturali protette in tutto il mondo, sono state caricate quasi 132 mila fotografie su Wikimedia Commons provenienti da almeno 38 Paesi!
  • Il concorso di scrittura WikiChallenge che si è svolto nelle scuole primarie africane in Mali, Tunisia, Madagascar e Guinea tra ottobre e novembre ha consentito di arricchire Vikidia, progetto enciclopedico destinato per lo più ai bambini tra 8 e 13 anni.
  • Successo di pubblico al raduno milanese del 10 dicembre con vari utenti Wikimedia fra cui soci Wikimedia Italia e wikipediani.


Appuntamenti e comunicazioni

Gli uffici di Wikimedia Italia saranno chiusi da lunedì 25 dicembre a domenica 7 gennaio. Per qualsiasi richiesta, inviateci un messaggio e-mail all'indirizzo segreteria@wikimedia.it, vi risponderemo al nostro rientro. Buone Feste a tutti voi!

Prossimi appuntamenti oltre a quelli già segnalati:

  • 22 dicembre, Trento: Secondo evento Wikidata for WLM, presso la Biblioteca comunale.
source: http://wiki.wikimedia.it/wiki/Wikimedia_news/numero_160

L'articolo Abbiamo vinto! L’Italia in vetta a Wiki Loves Monuments – Newsletter n. 160 del 20 dicembre 2017 sembra essere il primo su .

by Wikimedia Italia at December 20, 2017 02:54 PM

Le storie di Wiki Loves Monuments: Pignola, un piccolo paese che si apre al mondo

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Wiki Loves Monuments è il grande concorso fotografico per la valorizzazione del patrimonio culturale. Grazie a chi ha partecipato e supportato la competizione in questi anni, oltre 90.000 scatti di monumenti italiani sono oggi pubblicati con licenza libera su Wikimedia Commons e andranno a illustrare le voci di Wikipedia.
Dietro a questo grande risultato ci sono tante piccole storie di persone che hanno deciso di “liberare” insieme a noi la bellezza del nostro territorio.

 




 

 

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“A volte vivere più di quarant’anni nello stesso paese non basta per conoscerlo davvero”, ci racconta Grazia, insegnante di lettere lucana “con Wiki Loves Monuments ho scoperto angoli inesplorati e tesori nascosti della mia città. Ma c’è qualcosa che mi ha emozionata ancora di più: condividere queste scoperte con i miei studenti e – al contempo – con milioni di persone in tutto il mondo, attraverso le pagine di Wikipedia”.
La storia di Grazia inizia nel 2015 quando la docente decide di utilizzare Wikipedia come strumento di lavoro in classe per far conoscere ai propri studenti la storia e i principali monumenti del loro paese natale, Pignola.
Realizzare una voce sull’enciclopedia libera richiede un serio lavoro di ricerca sulle fonti, che devono essere attendibili e autorevoli: per questo la docente e i suoi studenti scandagliano insieme il web, gli archivi e le biblioteche del paese, raccogliendo informazioni rilevanti da condividere sull’enciclopedia libera.
Al termine dell’anno scolastico, nel 2016, il primo risultato raggiunto: la voce Wikipedia su Pignola si è arricchita di una grande quantità di informazioni attendibili e verificate sulla città, la sua storia e i principali monumenti. Grazia e i suoi studenti sono entusiasti del lavoro svolto insieme e desiderano fare di più per fare conoscere a tutto il mondo la loro città.
Per questo, quando la docente viene coinvolta dall’amministrazione comunale per presentare pubblicamente il lavoro svolto, decide di proporre al Comune di aderire al grande concorso fotografico Wiki Loves Monuments, concedendo l’autorizzazione a fotografare i principali monumenti del paese e caricare gli scatti realizzati su Wikimedia Commons, il database multimediale connesso a Wikipedia.
Nel 2017 il Comune di Pignola aderisce a WLM liberando 12 monumenti della città. Inoltre, l’amministrazione comunale promuove insieme alla Pro Loco cittadina una wikigita fotografica alla scoperta delle bellezze del paese.
All’iniziativa partecipano più di quindici persone tra studenti, docenti, fotografi del paese e cittadini, guidati per le strade del piccolo paese da uno storico locale, autore di alcuni dei volumi utilizzati da Grazia e dalla sua classe come fonte per la pagina Wikipedia: gli scatti raccolti sono centinaia, tutti condivisi su Wikimedia Commons e pronti per essere utilizzati da chiunque in tutto il mondo, sulle pagine dell’enciclopedia libera e non solo.
“Non capita tutti i giorni di scoprire che proprio dietro casa tua c’è una chiesa ricca di affreschi di grande valore” ci ha detto Mariangela, studentessa di 16 anni che ha partecipato alla wikigita fotografica “Grazie a Wiki Loves Monuments ho visto con occhi differenti il mio paese natale e ascoltato storie che non conoscevo!”
Grazia, i suoi alunni e i cittadini del paese sono pronti a proseguire nel nuovo anno il viaggio alla scoperta di Pignola e del territorio circostante, certi che ci siano ancora tante storie e monumenti sconosciuti da valorizzare e portare sui “wiki”.
“Tutti i piccoli paesi d’Italia dovrebbero intraprendere questo percorso” conclude Grazia “dobbiamo conoscere e fare conoscere a tutti le meraviglie del nostro patrimonio culturale!”.

Ps. Wikimedia Italia ha lanciato per questo Natale una campagna di raccolta fondi legata a Wiki Loves Monuments con l’obiettivo di accrescere ancora di più la visibilità del patrimonio culturale italiano, anche quello meno conosciuti, portando ancora più monumenti su Wikipedia nel 2018. Tutte le informazioni sull’iniziativa sono pubblicate a questo link: dona.wikimedia.it

Nell’immagine: Osservando i particolari del campanile della Chiesa Matrice di Santa Maria Maggiore a Pignola (PZ), durante la wikigita. Foto di Santarsiero Donato (Opera propria), CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

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by Wikimedia Italia at December 20, 2017 10:54 AM

Promuovi la cultura libera: ti aiutiamo noi!

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Da anni i soci di Wikimedia Italia portano avanti iniziative e attività a sostegno della cultura libera sul territorio nazionale, dalle “wikigite” nei musei per portare sui progetti Wikimedia il nostro ricco patrimonio culturale alla mappatura di antichi percorsi storici sulla “Wikipedia delle mappe”, OpenStreetMap.
A volte la realizzazione di questi appuntamenti necessita di un supporto economico, per coprire i costi vivi legati al singolo progetto, ad esempio la stampa di materiale promozionale o il coinvolgimento di professionisti esterni a supporto delle attività.
Per questo dall’estate 2017 Wikimedia Italia ha creato il programma Microgrant, un fondo dedicato al finanziamento di progetti e attività dei soci che prevede l’erogazione di un contributo massimo di 500  € per ciascuna richiesta.
Sono sette i progetti già finanziati in questi primi mesi di attività del fondo. Qualche esempio?
Niccolò, ha potuto acquistare i biglietti per partecipare a Lucca Comics and Games, la seconda manifestazione al mondo sui fumetti per numero di partecipanti, riuscendo a scattare quasi 160 fotografie di autori famosi. Gli scatti, caricati con licenza libera su Wikimedia Commons, potranno essere utilizzati per arricchire le relative voci di Wikipedia in tutte le lingue, oltre a poter essere liberamente riutilizzati da chiunque (citando l’autore, ovviamente).
Virginia, invece, ha potuto coinvolgere una interprete di lingua dei segni nell’ambito della wikigita fotografica al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia. L’interprete ha fornito ai partecipanti sordi una traduzione simultanea in LIS delle informazioni presentate dalla guida.
Il contributo del microgrant, oltre a coprire il compenso dell’interprete, è stato anche utilizzato per realizzare un video tutorial su come partecipare a Wiki Loves Monuments, per cercare di coinvolgere maggiormente la comunità sorda al grande concorso fotografico.
Nel 2018 Wikimedia Italia ha previsto di accrescere le risorse a disposizione dei soci prevedendo oltre ai contributi previsti dal programma Microgrant (entro i 500  €) un ulteriore fondo di 10. 000 € per supportare nuove proposte che necessitino di un contributo superiore.
Chi ha in mente un’attività legata alla cultura libera e ai progetti Wikimedia potrà dunque proporla o richiedendo l’assegnazione di un microgrant (qui il regolamento, che elenca le modalità di accesso, valutazione ed erogazione dei contributi) oppure – qualora l’idea dovesse richiedere più di 500 € per essere realizzata – contattando il Direttivo dell’Associazione all’indirizzo direttivo@wikimedia.it
Come si dice su Wikipedia, siate audaci!

Nell’immagine: Wikigita al Museo Etrusco Nazionale di Villa Giulia, tradotta in LIS: uno dei progetti dei soci supportati con i fondi dell’Associazione. Foto di Saverio.G (Opera propria), CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

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by Wikimedia Italia at December 20, 2017 10:08 AM

State of the Map 2018: selezionato il logo ufficiale

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Abbiamo una vincitrice! A poche settimane dalla chiusura del concorso lanciato da Wikimedia Italia per la realizzazione del logo della prossima edizione di State of the Map possiamo finalmente presentarvi l’identità grafica selezionata per la manifestazione e la sua designer, Angelica Braccia.
La nostra vincitrice, che si definisce “nel bel mezzo tra i bei 20 e i bellissimi 30 anni”, è nata a Milano e ha studiato Design del prodotto industriale presso il Politecnico di Milano, l’Università che a luglio 2018 ospiterà il raduno globale degli utenti OpenStreetMap.
Angelica attualmente vive e lavora a Berlino come service designer, ma non ha dimenticato le sue origini: Milano, ci dice, è la città che porto nel cuore.
Da quando alcuni cari amici, appassionati della “Wikipedia delle mappe”, mi hanno fatto conoscere OpenStreetMap e mi hanno coinvolta in una giornata di mappatura sul lago di Como  – aggiunge Angelica – seguo con assiduità gli aggiornamenti della comunità italiana OSM, anche dalla Germania.
Quando ho saputo del concorso ho subito pensato di partecipare – continua Angelica – Prendere parte alla competizione è stato per me un modo per esprimere l’affetto che provo verso Milano e, al contempo, supportare un progetto di grande valore, OSM.
Il design di Angelica unisce due simboli caratterizzanti della città di Milano e di servizi di localizzazione di punti come OpenStreetMap: il Duomo, realizzato in modo stilizzato, e il “pin” che rimanda ai punti di interesse sulla mappa. Questo logo verrà utilizzato su tutti i materiali prodotti per la conferenza e sulle magliette che verranno consegnate ai partecipanti.
Sono molto felice di questo risultato – conclude Angelica – e di aver dato a mio modo un sostegno alla diffusione di conoscenza libera. Siamo fatti per vivere in un contesto di comunità, per questo credo sia importante condividere il sapere e renderlo accessibile a tutti, in modo che si possa raggiungere un livello di conoscenza più alto e spero, sempre più omogeneo.
Come riconoscimento per questa vittoria, Angelica riceverà un pass gratuito di accesso alla tre giorni di State of The Map, che si svolgerà dal 28 al 30 luglio presso il Politecnico di Milano, e (ovviamente) una maglietta della manifestazione.
Presto avremo tante novità sul calendario e gli ospiti dell’iniziativa: stay tuned!

Nell’immagine: Angelica Braccia con il logo da lei realizzato per State of the Map 2018 Milano. Elaborazione di Frussi (WMIT), CC BY-SA 4.0

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by Wikimedia Italia at December 20, 2017 09:25 AM

December 19, 2017

Wikimedia Italia

Wikipediani in viaggio, prossima fermata Villa Bernasconi: nasce la prima wikistazione

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Lo scorso sabato, 16 dicembre 2017, è stata inaugurata la prima wikistazione a Cernobbio, nella veranda di Villa Bernasconi, gioiello liberty che dal 26 novembre scorso ospita il museo dedicato alla storia della villa e delle persone che vi hanno abitato.
Nell’ambito del progetto “Liberty tutti”, portato avanti da Città di Cernobbio e Cooperativa Mondovisione con il contributo di Fondazione Cariplo, e in seguito alla proficua collaborazione tra il comune e Wikimedia Italia, è nata l’idea di dedicare una stanza della villa ai wikipediani. La proposta è arrivata da Claudia Taibez, responsabile dell’Area cultura e tempo libero e socia di Wikimedia Italia, che ha dato vita alla prima wikistazione permanente in un’istituzione museale.
Si tratta di uno spazio accogliente (la veranda della villa arredata con mobilio d’epoca, che si affaccia direttamente sul giardino) in cui chiunque può fermarsi per documentarsi sui temi sviluppati all’interno del  museo e creare, migliorare, tradurre le voci di Wikipedia correlate, ma anche contribuire agli altri progetti Wikimedia grazie alle fonti messe a disposizione dal museo stesso.
La wikistazione è accompagnata dal wikipassaporto: un semplice documento su cui chiunque decida di contribuire ai progetti Wikimedia attingendo ai materiali forniti dalle istituzioni aderenti all’iniziativa può collezionare i timbri delle istituzioni stesse. Il wikipassaporto può essere scaricato da Wikimedia Commons o ritirato all’ingresso del museo.
La prima sperimentazione è nata a Cernobbio, ma l’obiettivo è quello di creare una rete di wikistazioni in diverse istituzioni culturali in Italia e nel mondo. Si prospetta ad esempio l’adesione della biblioteca di Esino Lario (paese che nel 2016 ha ospitato Wikimania, il raduno mondiale dei contributori dei progetti Wikimedia) dove nei primi mesi del 2018 verrà attivata una wikistazione nell’ambito del progetto “Wikimania Esino Lario: protagonismo culturale offline e online”.

Nell’immagine: Il wikipediano Ysogo nella wikistazione di Villa Bernasconi a Cernobbio (CO). Foto di Dario Crespi (opera propria), CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

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by Wikimedia Italia at December 19, 2017 02:05 PM

December 18, 2017

Wikimedia Italia

Reach Out! I musei campani sui progetti Wikimedia

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Inizia oggi il percorso mirato a valorizzare il ricco patrimonio dei musei partenopei sui “wiki”,  parte del progetto Reach Out. Competenze, strategie, impatti per i musei della Campania, nato dalla collaborazione fra il Polo museale della Campania e diversi partner, fra cui Wikimedia Italia.
I nostri volontari animeranno tre giornate di formazione che si svolgeranno oggi, lunedì 18 dicembre e successivamente venerdì 12 e martedì 16 gennaio presso Palazzo Reale a Napoli.
Le attività didattiche, che riguarderanno in particolare la scrittura su Wikipedia, coinvolgeranno una classe di circa venti alunni dell’Istituto tecnico economico “Enrico Caruso” di Napoli nell’ambito di un progetto di alternanza scuola/lavoro.
Grazie alle istruzioni dei nostri esperti wikipediani, i ragazzi potranno portare a tutto il mondo – sulle pagine dell’enciclopedia libera – le conoscenze specifiche sugli itinerari, gli artisti e la collezione di Palazzo Reale già acquisite lo scorso anno nell’ambito del percorso di alternanza.
Inoltre, si cercherà di ampliare il numero di immagini pubblicate su Wikimedia Commons nella specifica categoria su Palazzo Reale e, contemporaneamente, di arricchire la voce Wikipedia relativa sull’istituzione con scatti che possano rappresentarne gli spazi e le opere.
Vi terremo aggiornati sui risultati di questa attività!

Nell’immagine: Napoli, Largo di Palazzo: posa della prima pietra per la chiesa di San Francesco di Paola nel 1816. Opera di Aniello de Aloysio conservata presso Palazzo Reale, FAL, via Wikimedia Commons

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by Wikimedia Italia at December 18, 2017 10:37 AM

December 14, 2017

Wikimedia Italia

Poker d’assi per l’Italia: quattro scatti in vetta alla classifica globale di Wiki Loves Monuments

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La Giuria internazionale di Wiki Loves Monument ha identificato oggi i vincitori del grande concorso fotografico a livello mondiale: ben quattro scatti tra i primi 20 raffigurano monumenti italiani.

 

La Fortezza delle Verrucole in provincia di Lucca (LU) è il nostro “asso pigliatutto”, che ci porta a occupare il quinto e sesto posto nel ranking globale con gli scatti di Iris Gonelli e Simone Letari.
Conquista invece il quindicesimo posto il nostro vincitore nazionale, Francesco Cavallari, con il suo romantico scatto realizzato al Ponte dei Trepponti di Comacchio (FE), mentre si classifica al ventesimo posto lo scatto di Cristian Buda che ritrae una delle più antiche fortezze del Piemonte, il Castello di Avigliana – già sesto posto in Italia.
Le immagini sono state selezionate tra i 489 scatti premiati a livello locale dai 51 Paesi partecipanti all’edizione 2017 del concorso; complessivamente, gli scatti raccolti quest’anno e condivisi con licenza libera su Wikimedia Commons – la grande repository di immagini legata a Wikipedia – sono stati oltre 240.000 a livello globale, più di 20.000 solo in Italia.
Il podio per l’edizione 2017 vede al primo posto uno scatto proveniente dall’India, argento per la Thailandia e bronzo per il Bangladesh.

Scopri qui tutti gli scatti premiati dalla Giuria internazionale

Ps. Wikimedia Italia ha lanciato per questo Natale una campagna di raccolta fondi legata a Wiki Loves Monuments con l’obiettivo di accrescere ancora di più la visibilità del patrimonio culturale italiano, portando ancora più monumenti su Wikipedia nel 2018. Tutte le informazioni sull’iniziativa sono pubblicate a questo link: dona.wikimedia.it





 Nell’immagine: La Fortezza è un faro che domina la valle, lo scatto arrivato terzo in Italia e quinto a livello internazionale. Di  Iris Gonelli (opera propria), CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons.

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by Wikimedia Italia at December 14, 2017 03:16 PM

December 06, 2017

Wikimedia Italia

Wiki Loves Monuments 2016 in mostra: ultima tappa a Castel Ivano (TN)

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La mostra itinerante con le migliori fotografie dell’edizione 2016 di Wiki Loves Monuments è giunta alla sua ultima tappa. Dopo essere partita dall’estremo ovest (Asti) ed aver toccato l’estremo est (Gorizia), aver incantato la Capitale e raggiunto il profondo sud (Reggio Calabria) e le isole (Cagliari) gli scatti premiati concludono il loro viaggio nel clima natalizio dei mercatini del Trentino, nel comune di Castel Ivano (TN) in Valsugana.
La cerimonia di inaugurazione si terrà presso la Saletta ITEA di via Pretorio a Strigno alle ore 18.00 di giovedì 7 dicembre, con una sorpresa per tutti i partecipanti: in anteprima sarà esposta la fotografia vincitrice di Wiki Loves Trentino 2017!
La mostra sarà visitabile fino al 7 gennaio 2018 dal lunedì al giovedì dalle 09.30 alle 15.30 e dal venerdì alla domenica dalle 09.30 alle 17.30 (chiuso il 25/12, il 31/12 e il 01/01).

Nell’immagine: Castel Ivano (TN), foto di Strion (opera propria), CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

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by Wikimedia Italia at December 06, 2017 03:56 PM

Marche, Calabria e Toscana incoronano i vincitori di WLM 2017

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Lo scorso 11 novembre a Milano abbiamo scoperto i vincitori nazionali di Wiki Loves Monuments Italia 2017; ora è tempo di consegnare i meritati riconoscimenti ai fotografi che hanno conquistato il podio dei concorsi locali, facendoci scoprire le bellezze nascoste dei loro territori.
Si inizierà martedì 12 dicembre con la cerimonia di premiazione di Wiki Loves Marche: presso la Mediateca Montanari di Fano (PU) a partire dalle ore 16.00 gli amici di #FanoLovesWiki premieranno i vincitori della prima edizione regionale.
Si prosegue venerdì 15 dicembre con il team di Wiki Loves Calabria, che dalle ore 15.30 consegnerà i premi e le menzioni speciali del concorso presso la Pinacoteca Civica di Reggio Calabria, messa gentilmente a disposizione dal Comune capoluogo della Città Metropolitana.
Conclude il trittico di cerimonie pre-natalizie Wiki Loves Toscana, che celebrerà i vincitori del concorso regionale – giunto quest’anno alla sua seconda edizione – sabato 16 dicembre presso la Biblioteca San Giorgio di Pistoia. Alla premiazione si legherà anche l’inaugurazione di una piccola mostra fotografica con i migliori scatti realizzati in Toscana della storia di Wiki Loves Monuments.
Vi aspettiamo!

Nell’immagine: La torre aragonese di Bagnara Calabra, scatto che si è classificato terzo all’edizione 2017 di Wiki Loves Calabria. Foto di MimiLPh (opera propria), CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

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by Wikimedia Italia at December 06, 2017 03:51 PM

Porta i monumenti italiani nel mondo! Newsletter n. 159 del 6 dicembre 2017

Wikimedia News - n. 159 - 6 dicembre 2017

Elaborazione grafica di Lorenzo Benassi, CC BY-SA 4.0. Foto in alto di Andrea Parisi, Teatro Comunale di Ferrara, CC BY-SA 3.0; foto in basso di Elio Pallard, La Sacra ammantata dalla neve, CC BY-SA 4.0, da Wikimedia Commons

Questo Natale aiutaci a portare i monumenti italiani nel mondo!

Grazie al concorso fotografico Wiki Loves Monuments, ogni anno mostriamo le bellezze del nostro patrimonio culturale a più di 5 milioni di persone. Portando su Wikipedia gli scatti dei monumenti italiani, tutto il mondo può conoscere le storie dei nostri borghi, delle nostre chiese, delle nostre città. Negli ultimi sei anni – grazie al supporto dei soci Wikimedia Italia e del nostro piccolo staff - abbiamo reso accessibili a tutti oltre 90.000 fotografie, organizzato decine di wikigite alla scoperta del patrimonio culturale e portato oltre 10.000 monumenti italiani sulle pagine di Wikipedia. Con il tuo aiuto possiamo fare di più: vogliamo portare 20.000 monumenti italiani sull’enciclopedia libera entro il 2018. Questo Natale, sostieni Wiki Loves Monuments: scopri come fare su dona.wikimedia.it

Lo scatto vincitore della European Science Competition 2015 - categoria generale: una mantide (empusa pennata) fotografata in un sentiero dell' Arcadia in Grecia. Foto di Redpit7 (Opera propria), CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Fotografa la scienza e partecipa a Wiki Science Competition, c'è tempo fino al 15 dicembre

La conoscenza scientifica passa anche attraverso le pagine di Wikipedia: consultate ogni giorno da milioni di persone, le voci dell’enciclopedia rappresentano una fonte di informazione libera e gratuita su argomenti di ricerca anche estremamente specialistici. Il concorso fotografico Wiki Science Competition - che si svolge quest'anno dal 15 novembre al 15 dicembre - ha l’obiettivo di illustrare Wikipedia con immagini scientifiche riutilizzabili e accessibili a tutti. L'edizione 2017 coinvolge per la prima volta anche l'Italia, grazie al supporto della piattaforma VIS - Virtual Immersion in Science della Scuola Normale Superiore di Pisa. Cosa aspetti a caricare le tue foto su Wikimedia Commons? Scopri nell'articolo come fare.


Scrittura scientifica? Si impara con Wikipedia

Una lezione su Wikipedia all’Università di Maastricht. Foto di Romaine (Opera propria), CC0, via Wikimedia Commons

Mirko Tavosanis, professore associato di Linguistica italiana all’Università di Pisa, da diversi anni propone ai suoi studenti del corso di laurea triennale in Informatica Umanistica un laboratorio di composizione testi che si concentra principalmente su Wikipedia. L'enciclopedia libera, secondo il prof. Tavosanis, è una vera e propria palestra di scrittura accademica. Leggi l'articolo per saperne di più.


Buon compleanno Wikisource: rileggi e festeggia con noi

Un’illustrazione di Adolfo De Carolis pubblicata nei volumi dell’Odissea tradotta da Ettore Romagnoli (Zanichelli, 1927), uno dei libri in rilettura. Pubblico dominio, via Wikimedia Commons

Wikisource, la biblioteca libera, ha compiuto 14 anni il 24 novembre. Per festeggiare questa ricorrenza, la comunità di utenti italofoni ha lanciato un concorso di rilettura e formattazione di libri sulla piattaforma. La competizione si concentra su una serie di volumi identificati dalla comunità; in palio tre buoni acquisto da spendere presso le principali librerie online. Tutte le informazioni sul concorso sono pubblicate a questo link. Affrettatevi, la competizione termina l’8 dicembre!


Notizie dal mondo OpenStreetMap

Dettaglio del Duomo di Perugia. Di zyance (Opera propria), CC BY-SA 2.5, via Wikimedia Commons

  • Sono aperte le iscrizioni a Foss4G-IT 2018, il grande convegno su software e dati geografici free e open source che si terrà dal 19 al 22 febbraio 2018 presso il Dipartimento di Scienze dell'Antichità dell'Università di Roma La Sapienza. Sul sito dell'iniziativa è pubblicato anche il programma dei workshop, a cui i soci Wikimedia Italia, GFOSS.it e gli studenti dell'Università di Roma La Sapienza possono accedere gratuitamente.
  • Mercoledì 11 gennaio 2018 l'Università di Perugia ospiterà l'incontro divulgativo "Dati cartografici liberi e OpenStreetMap - I casi d'uso nella gestione delle emergenze e del rischio". La giornata è promossa da Wikimedia Italia e dal Dipartimento di Fisica e Geologia dell'Università, in collaborazione con la piattaforma Ricostruzione Trasparente. Per maggiori dettagli si veda questo link.
  • Ami la mappa libera e vuoi diventare coordinatore regionale OpenStreetMap? Per candidarsi occorre essere soci Wikimedia Italia. C'è tempo fino al 12 dicembre! Per informazioni, puoi scrivere a alessandro.palmas@wikimedia.it

Notizie dal mondo wiki

Notte prima del lancio dello shuttle Atlanthis nello spazio. Foto di NASA/Dimitri Gerondidakis, PD, via Wikimedia Commons
  • La conoscenza libera non ha confini! L'astronauta italiano Paolo Nespoli è stato il primo a registrare un file audio appositamente per Wikipedia dallo spazio, grazie al supporto dell'Agenzia Spaziale Europea.
    • La cosiddetta net neutrality consente di garantire a tutti gli utenti le stesse possibilità di fruizione dei contenuti sul web e di evitare un nuovo divario digitale tra chi può permettersi di pagare per accedere alle informazioni online e chi no. Abolire la neutralità della rete rappresenta una minaccia per la conoscenza libera: per questo il movimento Wikimedia si è schierato contro la proposta di smantellamento recentemente avanzata dalla Commissione Federale per le Comunicazioni (FCC) degli Stati Uniti.
  • Vi è mai capitato di dover difendere Wikipedia dalle critiche di un professore, di un genitore o di un amico? Questa raccolta di studi e rapporti può tornarvi utile per spiegare meglio come funziona l'enciclopedia libera e come utilizzarla come fonte di informazione (senza rinunciare allo spirito critico).


Appuntamenti e comunicazioni

Prossimi appuntamenti oltre a quelli già segnalati:

source: http://wiki.wikimedia.it/wiki/Wikimedia_news/numero_159

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by Wikimedia Italia at December 06, 2017 01:50 PM

November 23, 2017

Librarianscape (Eusebia Parrotto)

ItWikiCon, un racconto possibile

Questo è un personalissimo resoconto dei tre giorni che ho passato alla ItWikiCon, il raduno dei volontari che contribuiscono ai progetti Wikimedia in lingua italiana, che si è tenuto a Trento dal 17 al 19 novembre 2017.

Tanti wikipediani tutti insieme non li avevo mai visti. Wikipediani, ma non solo. Perché non di sola Wikipedia è fatto il mondo della conoscenza libera e wiki, ma anche di vari progetti, di comunità più piccole di volontari accomunati dal metodo collaborativo e dalla possibilità di libero riuso dei contenuti che producono. Userò quindi l’aggettivo wikipediano non nel senso restrittivo di contributor dell’enciclopedia libera, ma più in generale di attivista per la conoscenza libera sui progetti Wikimedia.

A sottolineare quanto sia forte il legame fra le biblioteche e i progetti Wikimedia, nel loro comune obiettivo di lavorare per la diffusione della conoscenza, e nel loro essere progetti interconnessi (basti pensare ai libri e documenti conservati nelle biblioteche come fonti per le voci di Wikipedia), i partecipanti sono stati invitati ad una visita al laboratorio di digitalizzazione della Biblioteca comunale di Trento. Molti documenti della biblioteca sono sulle piattaforme Wikimedia: ciò è stato possibile anche grazie alle comunità dei vari progetti, che hanno incoraggiato questo lavoro di apertura della biblioteca anche con aiuto molto concreto, prendendosi cura dei testi su Wikisource, delle immagini su Commons, aiutando nei laboratori di scrittura di voci di Wikipedia che la biblioteca ha organizzato.  Alcuni partecipanti hanno potuto vedere i testi rari e antichi sulle cui versioni digitali hanno lavorato; il volontario di servizio civile che opera come Wikipediano in Residenza in biblioteca ha fatto vedere come svolge  il suo  lavoro quotidiano, che consiste nel digitalizzare e caricare su Wikimedia Commons una serie di preziose mappe storiche.

Il programma della conferenza prevedeva diversi interventi dai contenuti più vari: alcuni, pochi, molto tecnici, informatica pura che non era alla mia portata, altri più divulgativi, e tanti momenti di confronto su temi di interesse della comunità.

La prima cosa che ho notato, che non avevo mai visto se non in un altro contesto wiki, è l’uso di Etherpad, cioè la trascrizione collettiva, da parte dei partecipanti, in tempo reale, di quanto veniva detto durante gli incontri: ciò ha permesso a chi non c’era di seguire a distanza e in diretta i contenuti di molti incontri, e a noi tutti di rileggere e integrare anche successivamente gli appunti condivisi. Un metodo, questo, che sarebbe bello si diffondesse: quanti incontri, conferenze, convegni, corsi abbiamo frequentato senza che nulla di scritto restasse per permettere confronti, riflessioni, condivisioni successive? E quanto significato assumerebbe la partecipazione ad una conferenza, se il pubblico si impegnasse a trascriverne e condividere i contenuti? Sto pensando a tutte le energie che si spendono ad inseguire un discorso del relatore cercando di scrivere un tweet, che per forza di cose deve essere breve, deve avere dei tag e degli hashtag se no si perde nella twittosfera: il tweet è lanciato e chi parla è già quattro slides più avanti; oppure a scrivere compulsivamente su un quadernetto o un foglio word le parole che si riescono a trattenere, che poi resteranno chiuse lì o disponibili solo per chi le ha scritte, piene di lacune perché non si può trascrivere tutto: ecco, più Etherpad per tutti, d’ora in avanti.

Apprendo nell’incontro inaugurale che esiste una Friendly Space Policy, un codice di condotta per chi partecipa all’incontro che merita di essere letto, per la precisione e la sensibilità con cui sono indicati tutti i comportamenti da evitare per non mettere in imbarazzo, offendere o infastidire chi partecipa. Da affiggere in tutti i posti pubblici in cui le persone interagiscono fra loro.

Mi ero iscritta alla presentazione del progetto Wikipedia 4 Refugees (che cosa c’entra Wikipedia con i rifugiati? andate a leggere le voci che, dall’italiano, i volontari insieme ai migranti stanno traducendo nelle loro lingue di provenienza, per capirne l’importanza) ma già da subito diserto il mio appuntamento: ho scoperto che c’è in parallelo un meeting dei volontari di Wikisource, progetto che a me sta particolarmente a cuore.

Piccola parentesi personale: Wikisource è stato il mio primo passo dentro il mondo wiki. Sapevo di Wikipedia, come tutti usavo spessissimo l’enciclopedia libera, ma, pur affascinata dal misterioso meccanismo di costruzione della conoscenza attraverso la partecipazione di molti, non ero mai riuscita a superare la mia cronica insicurezza e inesperienza delle cose informatiche. Per molti anni, dunque, me ne sono stata ferma a guardare, pensando alla bellezza di tutto questo, ma anche sentendola lontana dalle mie capacità. “Be bold!”, sii audace, recita un motto caro ai wikipediani. E io, bold, non lo ero. Molto più rassicurante, per me, il motto che si leggeva tempo fa sulla home page di Wikisource: “è sufficiente saper leggere!” Se saper leggere era sufficiente, io superavo di gran lunga i requisiti. E così, fra letture e riletture, ho da poco superato i miei 1000 edit sulla biblioteca digitale libera, e ne vado particolarmente orgogliosa.

Dunque raggiungo il tavolo dei wikisourciani, dove ci si sta confrontando sulle ambiguità del pubblico dominio per la legge italiana rispetto a quella statunitense. Succede infatti che negli USA le opere di un’autrice come Sibilla Aleramo sono già libere dai vincoli del diritto d’autore, e quindi sono già pubblicate su piattaforme libere come Internet Archive, mentre per la legge italiana bisognerà aspettare il 2031, cioè l’anno successivo al settantesimo dopo la morte dell’autrice, per poterli pubblicare. Quindi, in Italia, possiamo solo stare a guardare e non trasformarli in testi riutilizzabili, scaricabili in diversi formati, arricchiti di conoscenza tramite link interni, come avviene solitamente su Wikisource. Tutti i progetti Wikimedia sono assolutamente rispettosi delle leggi sul diritto d’autore, anche quando si tratta di accettarne i suoi paradossi, ma resta sempre il dubbio se, in termini di legge, avere i server di un progetto in uno Stato con una legislazione più ampia possa mettere al riparo da eventuali controversie. Nel dubbio, meglio attenersi alla legge italiana.

Ma al tavolo di Wikisource ci sono anche due bibliotecarie e un bibliotecario digitale, e allora cominciamo a discutere di come si possa rendere più “friendly”, o almeno più solida, per le biblioteche, la procedura per importare testi digitalizzati dentro Wikisource. Perché finora molto si fa grazie alla (generosa, accogliente) comunità di volontari del progetto, che risolvono in breve tempo tutti i problemi tecnici o legati all’inesperienza di chi contribuisce per le prime volte, ma volendo standardizzare le procedure, in modo che le biblioteche possano sommergere senza ostacoli Wikisource di valanghe di testi in pubblico dominio che  conservano, come si può fare? Si analizza quello che non va, si immagina come dovrebbe essere, e il tutto viene riassunto e inviato sotto forma di richiesta agli interlocutori tecnici del progetto, e chissà.

Poi, sempre con i bibliotecari, si parla di dati bibliografici e Wikidata. E si torna alle basi, ancora una volta cercare di definire in modo univoco ciò che univoco non è perché dipende dalle relazioni in cui si trova inserito. Cos’è “I promessi sposi?” un’opera letteraria, certo, ma esistono anche riduzioni, opere teatrali, traduzioni, audiolibri; e, da un altro punto di vista, a quale stesura stiamo pensando, alla ventisettana o alla quarantana? e poi a quale edizione? e come si fa, se su Wikipedia spesso troviamo indicate le citazioni bibliografiche con un codice ISBN, numero che identifica una, e solo quella edizione, e che risponde ad esigenze commerciali e non a un tentativo di classificazione del sapere? E tutto questo dovrebbe essere organizzato per permettere a Wikidata di trasformare la complessità in dati, puri dati. Molti bibliotecari, in tutto il mondo, stanno lavorando con la comunità di Wikidata per disegnare un assetto possibile, ma c’è ancora tanto da fare.

Finisce che passo la mia giornata tutta con il gruppo di Wikisource e ogni tanto controllo sull’Etherpad cosa si sta dicendo dall’altra parte.

Mi propongo di seguire l’incontro su Wikidata di sabato, ma poi sabato tutto di nuovo cambia, perché sono in ritardo, l’incontro è già cominciato e per arrivarci passo da una sala dove ci sono alcuni storici che spiegano ai Wikipediani come vanno scritte le voci di storia: decido di fermarmi. Il relatore sta analizzando e facendo a pezzi una voce di Wikipedia su un argomento storico, facendo emergere alcuni buchi temporali, l’uso di fonti non appropriate, il punto di vista non sempre neutrale, gli interventi che a suo parere restano ad un livello elementare, quasi di luogo comune, sulle pagine di discussione. Il tono sarcastico, piuttosto compiaciuto, dell’esposizione sembra togliere peso alla solidità delle argomentazioni, pure condivisibili. Però, per la natura stessa di Wikipedia, non si possono scrivere le voci enciclopediche sotto forma di saggio storico, come sembrerebbe auspicare il relatore, che ci informa anche sulle nuove tendenze della storiografia contemporanea. Basterebbe che chi di storia ne sa, come lui, oltre a pubblicare i propri articoli, entrasse dentro Wikipedia e correggesse, lui che ha fonti e conoscenze storiche a portata di mano, in mezz’ora ciò che ci ha messo un’ora a segnalare come sbagliato. Molti, che provengono dall’accademia, sanno come dovrebbe essere fatta Wikipedia; se solo volessero contribuire a farla, oltre che/invece di insegnare come bisognerebbe farla, il loro apporto sarebbe prezioso.

Nell’altra sala, poi, comincia una bella discussione fra due comunità diverse ma intrecciate, quella dei wikipediani e quella dei soci Wikimedia Italia. Non tutti i soci Wikimedia sono wikipediani, e non tutti i wikipediani ovviamente sono soci. Dipende dai punti di vista: ci si sente legati, oppure estranei l’un l’altro, oppure contrapposti. Se nella sua eterogeneità la comunità dei wikipediani appare compatta, o almeno accomunata da punti di vista e visioni simili, è più difficile trovare analoga fluidità nella comunità dei soci Wikimedia. Pesano forse le recenti discussioni sulla riorganizzazione interna dell’associazione e certamente l’assenza, nella sede del dibattito, di esponenti dell’attuale direttivo. Nonostante questo il confronto mi sembra dei più fertili: se ne esce con una lista di proposte tutt’altro che banali, linee guida sulle quali lavorare insieme per i prossimi mesi e alla fine mi è parso, più che un semplice incontro, un’azione verso l’incontrarsi delle due comunità.

Esistono poi progetti proprio piccoli, che tenacemente qualcuno sta portando avanti. Uno di questi è Vikidia, una piccola Wikipedia per bambini, che due docenti eccezionali per capacità di visione, ma anche per grande senso pratico, stanno usando in Trentino come strumento didattico. I ragazzi delle scuole elementari e medie studiano scrivendo voci di Vikidia sugli argomenti di studio: imparano a cercare le fonti, selezionare gli argomenti, scrivere e condividere. E forse saranno i futuri wikipediani; di certo stanno apprendendo un metodo di studio che abitua alla lettura critica delle fonti e alla partecipazione attiva alla produzione di conoscenza.

Fra un appuntamento e l’altro ci si incontra e conosce con altri wikipediani: prima si guarda il badge con il nome wiki, poi il viso della persona che lo indossa e quindi “Ah, sei tu!”; si scambiano opinioni, si riprendono discorsi abbandonati in mailing list e si mettono insieme progetti al volo durante le pause per il pranzo o il caffè: ho assistito, e partecipato direttamente, fra una pietanza e l’altra, a traffici di libri (personali o presi in prestito da biblioteche lontane) che finiranno digitalizzati su Wikisource; un minuto fuori al sole che scalda nonostante la stagione può servire a porre le basi per un progetto di contrasto al gender gap su Wikipedia;  nel frattempo il canale Telegram ItWikiCon si popola di proposte per la cena, chi c’è chi non c’è, quanti siamo, avete prenotato, non c’è posto, dove siete?

Wikisource assorbe ancora la mia ultima giornata: seguo la presentazione e subito dopo il workshop pratico, con un occhio sempre all’Etherpad perché dì là si discute di uno dei capisaldi delle voci biografiche su Wikipedia: il “template Bio”, la formula predefinita con cui devono essere inserite le informazioni principali sulle persone scrivendone la voce per Wikipedia. Vale la pena leggere l’Etherpad di questo incontro, uno dei più vivaci e partecipati. Perché parametri come la nazionalità di un personaggio possono essere molto controversi. Perché nominare al femminile le professioni diventa un’esigenza sempre più sentita. C’è chi arriva anche a chiedersi se ha senso standardizzare le voci secondo un modello predefinito, ma pare che questo template abbia risolto molti problemi legati alle interpretazioni e punti di vista, e la discussione su questo cade subito.

C’è stato molto, molto di più che qui non riesco a raccontare: mi piacerebbe almeno nominare i tanti che con i loro interventi, con la loro capacità organizzativa, con la loro presenza mi hanno dato la sensazione di essere nel posto giusto al momento giusto; sono tutti qui. Mi spiace per i tanti incontri che non sono riuscita a seguire, e quindi neanche a citare in questo post: chissà quanto avrei ancora potuto imparare.

Vorrei infine ricordare la bellezza degli spazi di Palazzo delle Albere, i cui affreschi invitavano a soffermarsi nelle sale, e hanno offerto un contesto di pace e bellezza nel quale incontrarsi e dialogare.

by eusebia at November 23, 2017 06:18 PM

November 22, 2017

Notiziole di .mau.

Oggi parlo tanto

Oggi pomeriggio sono a Linecheck a parlare della liberalizzazione degli archivi musicali. Linecheck dev’essere una cosa bella grossa, visto il programma completo: io naturalmente parlerò dal punto di vista di Wikipedia in generale e Wikimedia Italia in particolare.

Non pago di questo momento di popolarità, sto per registrare un’intervista a Rete Due della Radiotelevisione Svizzera Italiana, sempre con il cappellino WMI, a riguardo della proposta americana di eliminare la neutralità della rete. L’intervista si dovrebbe sentire nella rubrica “Attualità culturale” tra le 17 e le 18. Quante cose bisogna imparare nella vita!

by .mau. at November 22, 2017 01:04 PM

October 29, 2017

Notiziole di .mau.

Grande Scoop del Fatto Quotidiano!!!1!


Il ritaglio qui sopra è dalla prima pagina del numero odierno del Fatto Quotidiano. Titolo: “Mattarella sbianchettò Wikipedia sul padre”. Occhiello: «LA STORIA: Aggiunte precisazioni sulla vita di Bernardo» e catenaccio «Nel 2009 un utente col nome del futuro capo dello Stato ha modificato online passaggi “scomodi” della biografia del patriarca DC sulla vecchia accusa arrivata dalla commissione Antimafia». Incipit (l’articolo è disponibile solo a pagamento): Quando Mattarella ripuliva Wikipedia sul padre e la mafia – «Per sei volte, nell’aprile 2009, è entrato nella pagina di Wikipedia sull’ex ministro dc Bernardo Mattarella, scomparso nel ’71, per correggere una biografia che evidentemente lo infastidiva. Se non è un mitomane che si firma col suo nome (ma pervaso dalla stessa devozione di un figlio), l’autore delle modifiche potrebbe essere proprio il capo dello […] »

Faccio innanzitutto notare il paraculismo: il titolo strilla una cosa, poi nel testo – ricordandosi magari dell’articolo 278 del Codice penale – ci si arrampica sugli specchi con una serie di condizionali. Ma quali sono i fatti che hanno portato a questo scopo? (a) Esiste un’utenza Wikipedia “Sergio Mattarella”. (b) Questa utenza ha contribuito a Wikipedia solo il 23 aprile 2009 e solo sulla voce Bernardo Mattarella con sei modifiche consecutive, aggiungendo notizie con fonti e riferimenti a suo favore, senza togliere nulla (potete controllare), tanto che quei testi sono rimasti. Detto in altri termini, non ci fu alcuno sbianchettamento, anche ammesso e non concesso che l’autore di quelle modifiche sia effettivamente stato l’attuale presidente della Repubblica. Per la cronaca, quell’utenza è stata bloccata a febbraio 2015 come NUI, termine gergale per affermare che il suo nome potrebbe trarre in inganno e quindi, non avendo prove che corrisponda esattamente a quella persona, non le si permette di scrivere. Detto tra noi, il testo aggiunto è indubbiamente stato scritto da un estimatore di Bernardo Mattarella e una persona con accesso a dati giudiziari, vista la terminologia usata; ma la persona in questione si è preoccupata non solo di aggiungere le fonti ma anche di farlo in maniera “wikipediana” con il tag <ref>, cosa che implica come minimo l’avere verificato attentamente come veniva scritta una pagina. Questo, unito al fatto che l’utenza non si è più vista, mi fa più propendere per un “calzino”: un utente esperto che ha voluto esplicitamente fare quelle modifiche con il nome del figlio di Bernardo.

Faccio infine notare come la giornalista del Fatto Quotidiano abbia contattato qualche giorno fa un wikipediano (non io) per chiedere lumi, questo le ha risposto più o meno quello che scritto io, lei ha riportato queste frasi ma è andata dritta per la sua strada, forte del fatto che la presidenza della Repubblica è stata contattata ma non ha risposto. Lascio a voi il giudizio: essendo però io bastardo dentro segnalo che il titolo principale in prima pagina del Fatto è “No del Colle alla legge sulle mine – Non firmare il Rosatellum si può”. Tout se tient.

Aggiornamento: (30 ottobre) mi sa che a pensare male si faccia peccato ma ci si azzecchi, considerando come Libero – non certo della stessa parte politica del Fatto ma che in questo caso è compagno di strada: sotto l’articolo c’è il risultato di un sondaggio per cui tra i lettori online del quotidiano solo uno su sei apprezza l’attuale presidente della Repubblica – è subito corso a rilanciare la notizia.

by .mau. at October 29, 2017 05:40 PM

October 06, 2017

Notiziole di .mau.

donazioni Wikipedia (e Wikimedia): dove vanno?

Vi siete scocciati di vedere regolarmente quei banneroni che invitano più o meno gentilmente a fare una donazione per Wikipedia? Non siete i soli. (Ah, un trucchetto: se consultate Wikipedia come utenti registrati, potete chiudere il banner e almeno in teoria non vederlo più… almeno fino alla prossima campagna di fundraising).

Quello che però molti non sanno è che quei soldi non vanno a Wikimedia Italia né a Wikipedia in italiano (o tanto meno a chi ci scrive su). Detto in altri termini: se siete convinti che Wikipedia in italiano faccia schifo e quella in inglese sia fatta molto meglio potete continuare a donare senza problemi 🙂 I soldi vanno infatti direttamente alla Wikimedia Foundation (gli americani, insomma) che li usa per pagare i server dove gira Wikipedia, le connessioni (che sono la parte più costosa…), i suoi dipendenti; inoltre con quei soldi vengono fatti progetti vari soprattutto nelle zone più povere del mondo, dove anche con tutta la buona volontà soldi “locali” non ce ne sono; infine possono venire dati a progetti specifici; per esempio ci sono contributi per le varie Wikimania, compresa quella dell’anno scorso a Esino Lario.

Anche Wikimedia Italia accetta con gioia donazioni: c’è una pagina apposta sul sito. I soldi ricevuti, come anche quelli di chi ha scelto di destinarle il 5 per mille, servono per gli scopi associativi e paradossalmente non servono direttamente a Wikipedia: poi è chiaro che se si promuove una maratona di creazione voci il vantaggio per l’enciclopedia c’è lo stesso. Una differenza maggiore è che le cosiddette “donazioni liberali” a Wikimedia Italia, se fatte con tutti i crismi, sono deducibili dalle tasse, mentre quelle alla Wikimedia Foundation, cioè “a Wikipedia” non lo sono.

Detto tutto questo, voglio rassicurare chi per principio è contrario a Wikipedia. Se non la usate, non vi accorgerete delle richieste di soldi: non facciamo pubblicità in giro…

by .mau. at October 06, 2017 03:48 PM

August 09, 2017

maurizio codogno

Intervista impossibile a Douglas Adams

Avevo scritto questo testo quattro anni fa su istigazione di Giorgio Giunchi — lo trovate su http://public.it/semantica/html/interviste_fantascienza.html . Magari può farvi piacere (ri)leggerlo…

Douglas Adams. Foto di Diaa_abdelmoneim, https://it.wikipedia.org/wiki/File:Douglas_Adams_San_Francisco.jpg

[Siamo in un pub. Douglas Noël Adams, DNA per gli amici, ha davanti a sé un paio di pinte di birra e una ciotola piena di noccioline: beve e mangia con metodicità, e ogni tanto facendo finta di nulla mette un po’ di noccioline in tasca. In sottofondo, la radio sta trasmettendo Yellow Submarine]

Io: Vedo che sta facendo incetta di noccioline.

DNA: Sì, sono pronto a partire per una vacanza. Come vede ho tutto qua con me [mi mostra il suo asciugamano: alcune delle tante macchie sembrano vivere di vita propria]. Le noccioline sono perfette per fare una scorta di sali prima di essere caricato da qualche astronave. Certo gli orari sono un po’ aleatori: quando finalmente costruiranno quello svincolo di cui si parla da chissà quanto, le cose saranno molto più semplici…

Io: In effetti mi pare di ricordare che lei non è mai stato bravo a districarsi nel traffico.

DNA: Però ho brevettato un sistema a colpo sicuro per togliersi dalle zone a traffico limitato e da tutti quei sensi unici. Basta iniziare ad andare sempre più veloce, finché si raggiunge la velocità di fuga e si esce dal pozzo gravitazionale cittadino. A quel punto ci si ferma, si cerca di capire dove ci si trova, e se proprio non si sa cosa fare il sistema migliore è seguire qualcuno che sembri aver chiaro il da farsi.

Io: E riesce davvero ad arrivare dove voleva?

DNA: No, però di solito scopro di essere arrivato dove dovevo arrivare. D’altra parte tutto è intimamente connesso, e un approccio olistico è il modo migliore per sfruttare tale interconnessione.

Io: Insomma, viviamo in un mondo difficile!

DNA: Macché! È praticamente innocuo!

Io: Buon viaggio, allora, anche se questa nostra conversazione mi sembra così improbabile…

DNA: Improbabile? [si ferma, estrae da una tasca qualcosa che non assomiglia quasi per nulla a una calcolatrice tascabile, guarda il display, gli dà una botta, lo sento mormorare qualcosa all’indirizzo della Sirius Cybernetic Company, finalmente ha un mezzo sorriso, rimette in tasca il dispositivo] Settecentoquarantadue contro uno, con la tendenza a crescere. Direi che ci siamo quasi, la Cuoredoro dovrebbe passare di qua entro qualche secondo…

[a questo punto non so esattamente cosa sia successo: ho starnutito, e quando ho riaperto gli occhi lui non c’era più. Al suo posto un bigliettino: “Addio, e grazie per tutte le birre”. Il barista mi ha guardato molto male, e ho dovuto pagare tutto, anche le noccioline.]

by maurizio codogno at August 09, 2017 03:29 PM

June 23, 2017

Notiziole di .mau.

Davvero Wikipedia in italiano è fattoquotidianista?

Oggi Luca Sofri afferma che «c’è evidentemente un preponderante pensiero grillino/fattoquotidiano nella compilazione di molte pagine di Wikipedia sulla politica e l’attualità.» (Leggete per piacere tutto l’articolo, perché il suo ragionamento è un po’ più complesso).

Ora, è vero che su Wikipedia c’è sempre stata una componente di tifoseria politica varia, almeno da quando io ci collaboro (che è tanto tempo), e non è detto che le voci riescano a essere neutrali come dovrebbero. È anche vero che in questo momento storico i più arrabbiati sono i grillini/fattiquotidiani, e quindi è una cosa da aspettarsi: tanto per fare un esempio pratico, potete vedere questo intervento di doppia ripulitura (la prima frase tolta è di uno che ce l’ha con Grillo; ma le altre, a favore di M5S in generale, sono state inserite in maniera molto più subdola e sono purtroppo state presenti per mesi). Però quello che vedo io non mi sembra così eccessivamente filo-M5S. Può certo darsi che io guardi le pagine sbagliate, e sono pronto a riconoscere il mio errore se me lo fate notare. Qualcuno tra i miei ventun lettori mi saprebbe portare esempi pratici di voci che mostrano il pensiero grillino/fattoquotidiano?

Ah: «investire di più di quanto non si faccia in revisione, controllo e censura», come auspica Luca, significa investire in persone che si facciano un mazzo tanto per revisionare senza ottenerne alcun vantaggio pratico se non la soddisfazione personale di avere reso Wikipedia (e il mondo 🙂 ) un pochino migliore. Se qualcuno sa come fare, ce lo comunichi al più presto!

by .mau. at June 23, 2017 01:38 PM

May 08, 2017

Notiziole di .mau.

Questa pagina è mia!

Giovanni De Mizio (wikipediano, tanto per chiarire) ha segnalato questa pagina dove Amy Osmond Cook (CEO di Osmond Marketing) scrive alcune considerazioni riguardo al fatto che la sua pagina su Wikipedia (in inglese) è stata cancellata dopo alcuni mesi che era sull’enciclopedia.

Io non entro nel merito delle cause addotte e dei consigli della signora Osmond Cook, anche per l’ottima ragione che non sono così addentro alle regole usate su en.wiki che sono diverse da quelle di it.wiki, anche sulle contribuzioni per commissione. Però una cosa la voglio far notare: la signora ha scritto “la mia pagina su Wikipedia. La frase originale è «After having my own page on the site for several months, one Wikipedia editor decided my page should be taken down.», quindi non ci sono dubbi. Ora, io capisco che la CEO di Osmond Marketing veda tutto come marchettaro, ma questo lapsus digitorum fa capire molte cose. Tu non hai la tua voce su Wikipedia: hai la voce su di te che è un concetto del tutto diverso. Puoi anche averla preparata tu (sconsigliato almeno da noi ma non vietato); puoi averla corretta tu (se aggiungi fonti terze affidabili, va più che bene); ma non è tua bensì della comunità. Se vuoi una voce tua te la metti sul tuo sito: a me pare ovvio, a tanti altri evidentemente no.

by .mau. at May 08, 2017 10:29 AM

April 27, 2017

maurizio codogno

E chi li paga per gli spazi per il self publishing?

E chi li paga per gli spazi per il self publishing?

Più in generale, presumo che per gli editori medi e grandi queste fiere e saloni siano semplicemente considerati costi pubblicitari. Se riescono a vendere qualcosa, tanto meglio. Per i piccoli, forse bisognerebbe pensare prima dell’evento a preparare qualcosa. Ma ci vorrebbero tre-quattro cartelle di spiegazione per ciascuno, e poi che ci fai? Un libro? Un sito web? Non è banale.

by maurizio codogno at April 27, 2017 09:46 PM

April 19, 2017

Notiziole di .mau.

A chi facciamo il test di Turing?

Ieri sulla Stampa è apparso un articolo che racconta delle edit war tra bot in Wikipedia. Traduzione per chi non è addentro: le edit war capitano quando una modifica a una voce dell’enciclopedia continua a venire inserita ed eliminata da due utenti che evidentemente hanno idee diverse su qual è la versione corretta; un bot (abbreviazione di robot) è un software che scandisce le pagine dell’enciclopedia per fare correzioni di tipo sintattico, come sostituire “perchè” con “perché”, che non hanno bisogno di molta attenzione umana e si possono fare automaticamente.

L’articolo riprende uno studio dello scorso febbraio sul comportamento dei bot nella versione in inglese di Wikipedia tra il 2001 e il 2010 (!), e poi continua con un esempio sull’edizione nostrana riguardo alla voce su papa Benedetto VIII, spiegando come «La sera del 28 febbraio è iniziata una lotta di correzioni reciproche tra due bot» sul fatto che i conti di Tuscolo siano “conti” con la minuscola o “Conti” con la maiuscola. I due bot sono “Yuma” e “Fra00”. Ora, mi pare troppo pretendere che qualcuno che non sia un contributore assiduo a Wikipedia in italiano sappia che qui da noi tutti i bot devono terminare con “bot” per poterli riconoscere al volo; però non mi pare troppo provare a vedere le due pagine utente per scoprire che Yuma e Fra00 sono due esseri umani in carne e ossa, e non dei bot. Ma forse ho capito male io: è l’articolo della Stampa ad essere stato scritto da un bot, che sarebbe quasi riuscito a passare il test di Turing se non fosse stato per quella svista…

by .mau. at April 19, 2017 07:49 AM

February 26, 2017

maurizio codogno

Quando lessi per la prima volta il Manifesto della comunicazione non ostile ebbi perplessità simili…

Quando lessi per la prima volta il Manifesto della comunicazione non ostile ebbi perplessità simili a quelle qui indicate da Benedetto Ponti: dal mio punto di vista era un misto di banalità note a chi in rete ci bazzica da una vita (e questo non sarebbe poi un male, c’è sempre chi ha bisogno di farsi spiegare tante volte le cose) e un tentativo di fare sì che l’opinione pubblica venisse “naturalmente” condotta ad approvare una legge “di tutela” senza accorgersi della sua illiberalità.

Se Antonio Pavolini ha ragione ed era tutto un modo per avere un evento mediatico, per il momento resto più tranquillo.

by maurizio codogno at February 26, 2017 08:36 AM

January 26, 2017

Wiki spiegata a mia nonna

Una critica wikipediana all’organizzazione del Movimento 5 stelle

L’autore, noto su Wikipedia come Nickanc, contribuisce alla scrittura dell’enciclopedia libera dal 2006, frequentemente occupandosi di voci di musica classica e gestendo dei bot per l’enciclopedia; è stato nel tempo piuttosto dedito al fine di migliorare l’organizzazione consensuale della comunità dietro l’enciclopedia. Le opinioni di seguito sono espresse a suo esclusivo titolo personale e non rappresentano Wikipedia, la sua versione in italiano o alcun gruppo di utenti al suo interno.

 

Wikipedia dice con frequenza di non essere una democrazia virtuale nelle sue linee guida, al contempo numerose associazioni online con fini politici dicono di sé stesse di essere le migliori democrazie mai costruite, come i vari partiti pirata e movimenti per la democrazia diretta online. Ma siamo sicuri? Io sono fortemente critico di queste affermazioni.

Consideriamo in particolare Wikipedia in italiano e il Movimento 5 Stelle, forza politica italiana che si autoproclama baluardo della democrazia diretta online ed euroscettico.

Dentro Wikipedia

Come funziona?

Wikipedia ha una organizzazione informale e modificabile, non ha fra i suoi scopi l’equo trattamento dei suoi utenti, ma solo dei suoi contenuti, non vuole crearsi problemi a scegliere per sé una definizione di democrazia e attenersi ad essa, ancor meno ha tempo da perdere nel definire una separazione dei poteri, non ha scopi sociali interni ad essa, non è un esperimento sociale, pertanto ci tiene a precisare che non intende imporsi di essere una democrazia, né questo deve essere particolarmente auspicabile.

A margine, in effetti, scegliere dei criteri da imporsi per definire la propria democraticità sembrerebbe proprio una delle discussioni che su wikipedia sarebbero eterne e ladre di energia che potrebbe essere usata per scrivere l’enciclopedia. Ciononostante, il fatto che non si voglia imporsi di essere democratici o che anzi si sia così umili da non dirsi democratici da soli, non vuol dire che talora non lo si sia veramente.

Infatti, in un senso esteso, adottando il metodo del consenso (si veda la linea guida relativa, eccettuiamo alcuni rari casi di Wikipedia in italiano in cui si vota perché siamo violenti e buzzurri, per mia somma tristezza), si comporta come una forma di democrazia deliberativa, in cui, ritenendo che l’opinione di un singolo o di una maggioranza non siano sufficienti a garantire neutralità ai contenuti, si continua a discutere a oltranza sino a che non si trovi un accordo che abbia la pressoché unanimità (con eventuali AgreeToDisagree ). A quel punto, wikipedia è una struttura informale, non serve votare, riducendo di fatto il solo processo decisionale alla discussione consensuale. Una sorta di moderno conclave online.

Peculiarità del modello e sue ragioni

Questo metodo è peculiare rispetto alla politica negli stati e nelle organizzazioni governative, ma è pressoché il meglio adattato per Wikipedia e molto movimenti dell’open source sia alla natura del volontariato virtuale e opensource sia alla neutralità:

  • la creazione di divisioni tramite il voto stimola o l’abbandono dell’attività volontaria o il fork del progetto, creando strutture sempre meno capaci di realizzare lo scopo di fare una enciclopedia libera. Questo diritto a uscire (RightToLeave e RightToFork rispettivamente) fa anche da contrappeso “democratico” ( come direbbero i costituzionalisti americani, check and balance ) al progetto, che altrimenti fallirebbe se abbandonato;
  • Una maggioranza – soprattutto se semplice, che esiste sempre o a favore o contro – non vuol dire neutralità: data l’aleatorietà con cui le persone si riuniscono su internet, l’autoselezione di eventuali votanti e l’onerosità dei mezzi di identificazione sicuri per proteggere i voti da abusi ( StuffingTheBallotBox l’abuso più comune ), le percentuali e i numeri sono molto meno significativi dei referenda che fanno gli stati.

Viceversa l’accordo unanime tramite discussione tiene insieme il sistema. La relativa trasparenza di wikipedia in quello che fa, poi, rende la comunicazione riguardante l’enciclopedia libera molto accessibile e permette a tutti di verificarne la struttura interna e di partecipare anche senza registrarsi, malgrado non sia sempre immediato capire dove si sia discusso cosa. L’insieme di queste considerazioni rende Wikipedia, come molte wiki e molte comunità dell’open source, scettiche verso l’utilità delle procedure elettorali, almeno ai loro fini, e per Wikipedia le votazioni sono nocive (VotingIsEvil e su meta Le votazioni sono nocive).

Il confronto con i 5 Stelle

Argomento per punti:

  • Come comunità online, il movimento 5 Stelle è articolato attorno a due domini principali, beppegrillo.it e movimento5stelle.it . Entrambi i siti, rispetto a Wikipedia, hanno un enorme oscurantismo verso il lettore di passaggio : non solo la partecipazione a Rousseau – la piattaforma con cui il movimento effettua le votazioni – è possibile solo da registrati, ma anche la consultazione di Rousseau e della parte privata del forum lo sono, rendendo l’affermazione di essere un movimento democratico poco verificabile, o almeno verificabile solo da dentro. Ma se all’interno uno può eventualmente provarne la democrazia, perché da fuori servirebbe la fede nella loro democrazia interna? È poco credibile che i loro sostenitori siano tutti e soli iscritti.
  • Il movimento 5 stelle ha una ingombrante presenza di un singolo che potremmo chiamarne il fondatore, Beppe Grillo, che essenzialmente cura la maggior parte dei contenuti accessibili pubblicamente. Anche Wikipedia ha un fondatore, Jimbo Wales, ma è sempre più marginale. Invece, le pagine del blog di Grillo, essendo le uniche parti pubbliche di rilievo della comunità dei 5 stelle, lo rendono l’attrattore prevalente dei nuovi iscritti alla loro comunità, assicurando quindi che la sua opinione espressa nei blog – assumendola coerente nel tempo – sia sempre meglio rappresentata delle altre all’interno dei 5 stelle;
  • Il voto è top-down: viene chiamato solo da chi gestisce Rousseau, cioè la società di Grillo e Casaleggio. Dato il punto precedente e l’identità di chi chiama i voti, perché votare su cose su cui sembrano concordi gli iscritti? È necessario? Sembrerebbe ci possa essere un barlume di necessità laddove i voti siano richiesti dal basso, dalla comunità, ma se è Grillo stesso a scegliere argomento e quesito della domanda, qual è il senso del voto? Verrebbe da pensare che, come negli stati democratici, i voti popolari chiamati dall’alto, lungi dall’essere mossi dalle forze popolari come i referenda abrogativi italiani o svizzeri, servano a dare legittimità alle azioni che nei governi sarebbero divisive, dalla dissoluzione della Repubblica di Venezia per referendum nel 1797 al Brexit, al referendum costituzionale italiano del 2016. Ha Grillo questo napoleonico bisogno continuo di legittimità, essendo colui che attrae gli utenti al movimento? Sembra eccesso di personalismo. E ancora: è legittimazione quando il campione che vota, per effetto dell’essere Internet, si autoseleziona? La significatività del voto online su siti non istituzionali è molto diversa da quella dei referendum usuali, assomiglia sempre più ai sondaggi fra i lettori dei giornali, tale punto valeva sopra per Wikipedia e vale anche per il movimento 5 stelle; perché non sono così maturi da accorgersene? Verrebbe malevolmente da dire che votare serva a fare pubblicità presso coloro che hanno una visione votazionista e competitiva della democrazia, ma questo non è il contrario degli obiettivi della democrazia online e dello stesso movimento, che si assume partecipativo?
  • Se poi Grillo chiama le votazioni online a suo arbitrio con un quesito a suo arbitrio o quasi, ma gli altri membri del partito non possono formalmente, perché mai dovrebbe essere democratico ed egalitario un sistema del genere? Anche wikipedia dà un po’ di precedenze a chi ha lavorato molto tempo per essa ed è accettato dalla comunità ed è molto più facile per gli utenti di lungo corso che non per i neofiti fare molte cose, ma il sistema è scalabile e in nessun caso qualcuno ha l’esclusiva sul potere di fare domande e iniziare il processo decisionale del consenso.
  • Come si comportano allora i 5 stelle con gli elementi che rendono le votazioni nocive, per esempio lo sviluppo di fazioni interne informali o il rischio di abbandono? Consideriamo l’abbandono. Non sembra un problema enorme per i 5 stelle, in forte crescita elettorale e di partecipanti; troveranno sostituti e, cosa più importante, i 5 Stelle sono un gruppo politico, non devono costruire qualcosa di enorme come un’enciclopedia di tutto lo scibile umano, possono permettersi l’abbandono di membri molto di più di Wikipedia. Ma, se intendono che il loro metodo di democrazia vada esportato agli stati  – e ammettendo che l’organizzazione che funziona per le comunità online vada bene offline, dove il diritto di uscire non è così ovvio come chiudere una finestra del browser -, quale democrazia liberale può trovar facile escludere chi non la pensa come la maggioranza? E quale organizzazione online si permette di sprecare volontari per quanto bassa ne sia la convenienza? È oclocrazia?
  • Consideriamo ora la faziosità che viene introdotta dall’uso sistematico del voto: ossia, a forza di votare su delle cose e di dividersi su dei temi, ci si aspetta che naturalmente all’interno della comunità ne nascano delle fazioni (anche informali) di persone che, pensando spesso allo stesso modo, ambiscano collettivamente a cambiarla o a far andare in un certo modo alcune consultazioni elettorali. Dato l’oscurantismo del sistema, è poco comprensibile se tali gruppi esistano davvero, tuttavia, negli anni del movimento è accaduto più volte che vi fossero divisioni note al pubblico attraverso i giornali e i social network e troppo spesso finite in esplusioni da parte di Grillo verso i dissidenti. Anche Wikipedia può escludere i suoi membri e cacciarli, ma la dinamica è molto più trasparente e ruota attorno agli insulti, manipolazioni o a inserimenti promozionali o illegali nell’enciclopedia, non mi sono noti casi di ostracismo per le idee di un singolo. Questo nell’ottica wikipediana non sarebbe “antidemocratico”, ma proprio puerile, e Wikipedia ricorda a sé stessa spesso di non essere l’asilo. E il movimento 5 stelle: perché affrontare i dissidi interni così?
  • Scarsa obiettività in alcune proposte del movimento: un partito non persegue posizioni neutrali per definizione, pertanto poco si può confrontare con Wikipedia in questo punto. Pur tuttavia si rileva che metodi (più) deliberativi all’interno del partito, potrebbero rendere meno probabile che emergano posizioni antiscientifiche e controfattuali, come l’antivaccinismo e magari far capire a chi discute, insegnargli attraverso la corale maieutica del dialogo di idee che seguire certo antiscientismo è proprio controfattuale. O forse far emergere queste tendenze è l’obiettivo? Non è così vero che tutti i metodi che vadano sotto il nome di democratici portino gli stessi risultati a chi li usa, anche per semplici considerazione di matematica sui sistemi elettorali. Per cui ogniqualvolta qualcuno si erge a “voce della gente” è piuttosto la “voce del sistema decisionale scelto nell’ambito del quale la gente si è espressa” e, a tutti gli effetti, conoscendo con precisione le distribuzioni nei partecipanti di certe opinioni, alcuni metodi decisionali rendono più probabili che alcune emergano e altre no.

Conclusione

Dunque, allora la formalissima democrazia elettorale online dell’ostracismo è migliore della democrazia deliberativa così informale al punto da non reputarsi democrazia? Se il movimento 5 Stelle vuole essere un movimento che si ispira alla democrazia di internet e all’open source, perché non si comporta come tale? Perché Grillo parla e gli altri tacciono sempre? Recentemente attraverso il blog egli dice addirittura che gli eletti dovranno concordare le loro comunicazioni pubbliche con lui.

Non si ritiene né si desidera questo testo così rilevante da influenzare una fiumana di persone a cambiare partito, piuttosto, fin quando il movimento 5 stelle si autoarroga di rappresentare offline la forza della “democrazia” online, sarebbe auspicabile che prendesse il meglio da questa e che i margini di miglioramento che ha rispetto a Wikipedia siano colmati. Il metodo decisionale non è così neutro nello sviluppo di Wikipedia, perché ha tenuto insieme con successo una comunità che, molto più del movimento 5 stelle, ha davvero contribuito a democratizzare la conoscenza, ha davvero permesso alle persone di conoscere cose che non sapevano prima gratuitamente e dato loro il potere di capire il mondo che le circonda e così gli strumenti per attivamente costruirsi il proprio destino.

Il Movimento 5 Stelle è ancora lontano sia da questi successi democratici, sia da queste strutture partecipative e probabilmente anche solo ad ambire di averle, pur essendo per partecipazione migliore di altri partiti ancor più personalisti. Ebbene, vuole avvicinarsi?


by nickanc at January 26, 2017 03:07 PM

January 15, 2017

maurizio codogno

I loved Posterous too.

I loved Posterous too. When it shut down I copied all the material I wrote to a blog under my own domain, but it was not the same thing.

by maurizio codogno at January 15, 2017 07:38 AM

January 01, 2017

maurizio codogno

Il futuro del giornalismo è sul web?

Ho dei dubbi sulla sostenibilità pratica di questo approccio

Grazie a Carlo F Dalla Pasqua, ho letto questo articolo di Mario Tedeschini-Lalli che dà conto di una tendenza del giornalismo di marca anglosassone, che non solo non tende necessariamente alla brevità sempre maggiore delle notizie, ma anzi porta la cosiddetta long form a livelli che da noi sarebbero asolutamente incredibili. L’esempio che viene portato è un articolo del New York Times su come Google Translate abbia fatto in pochi mesi un salto quantico di qualità. L’articolo in questione è infatti lungo 86778 battute, l’equivalente di un saggio di quaranta e più pagine.

I due giornalisti guardano giustamente le cose dal loro punto di vista, e notano come il posto dove si possono approfondire le notizie non è la carta ma il web; che non esiste il concetto di cannibalizzazione, tanto che prima di essere stato pubblicato sull’edizione cartacea domenicale del NYT il testo era apparso sul sito web; che all’estero i grandi gruppi editoriali continuano a commissionare queste ricerche; e che il pubblico le legge. Sono tendenzialmente d’accordo sui primi tre punti; ma c’è qualcosa che mi disturba in quanto lettore, e che provo a spiegare nel seguito.

Ho letto l’articolo in questione. Tutto, fino in fondo. È scritto nello stile tipico del giornalismo anglosassone, partendo dalle persone per trattare il tema: fin qui nulla di strano. L’intelligenza artificiale non è il mio campo, ma un minimo di infarinatura ce l’ho, e posso dire che l’argomento viene spiegato in modo comprensibile e almeno a prima vista corretto, da quanto riesco a inferire. Sono anche lasciati i collegamenti agli articoli originali dei ricercatori, cosa che probabilmente servirà a ben poche persone ma è un chiaro indice di serietà. Insomma, Gideon Lewis-Kraus ha fatto insomma molto bene il suo lavoro di giornalista, raccogliendo informazioni e rendendole usufruibili al grande pubblico. L’unico appunto che posso fare è che mi pare essere troppo ottimista quando afferma che la ritraduzione in inglese dell’incipit del testo di Hemingway Le nevi del Kilimangiaro tradotto in giapponese da Jun Rekimoto è quasi indistinguibile dal testo originale anche per un madrelingua, se non fosse per l’articolo mancane prima di “leopard”. Diciamo che il testo passato per Google Translate è grammaticalmente corretto ma molto più piatto dell’originale, e ci mancherebbe. Ma non divaghiamo.

Il punto fondamentale è il muro di testo di quasi 87000 battute. E a questo punto presumo che la versione cartacea dell’articolo fosse un riassunto, anche perché altrimenti si sarebbe mangiato tutta la sezione del giornale. Quanta gente oggi ha il tempo di leggersi un breve saggio (breve dal punto di vista di un libro, naturalmente: ho pubblicato ebook più corti…) su un tema che non li interessa direttamente? E se i saggi cominciano a essere due, tre, cinque, dieci? È vero che il web ha spazio virtualmente illimitato, ma la variabile limitata siamo noi, o meglio il tempo a nostra disposizione per leggere. Abbiamo insomma due tendenze opposte: da un lato i quotidiani illuminati che pagano giornalisti per fare dei lavoroni (mica crederete che inchieste di questo tipo si buttano giù in un paio di pomeriggi), e quindi vogliono pubblicarli, dall’altra i ricavi possibili con questi articoli, che si riducono all’aumentare del testo e quindi al ridursi del numero dei lettori che arrivano fino in fondo. Ho visto parecchie pubblicità nell’articolo, ma non credo che le impression valgano molto. Che fare allora? Una possibilità è immaginare una collana separata: il quotidiano riporta una versione molto condensata, e ci si può abbonare agli approfondimenti. Ma la mia capacità imprenditoriale è notoriamente nulla, e non so se un simile approccio potrebbe funzionare. Voi avete idee migliori?

by maurizio codogno at January 01, 2017 05:38 PM

December 22, 2016

Notiziole di .mau.

OKNOtizie

Virgilio Staff mi ha appena scritto (e gmail l’ha subito messo nello spam):

ti informiamo che, a decorrere dall’1 Febbraio 2017 e nel rispetto di quanto previsto dalle condizioni generali di contratto in essere, Italiaonline S.p.A. cesserà di erogare il servizio denominato OKNOtizie.

In effetti nel 2007 lo usavo, poi in breve mi sono chiesto perché rovinarmi la vita a caccia di un clic e l’ho tolto non solo dai pulsanti qui sul sito, ma anche dal mio cervello. A quanto pare non devo essere stato il solo.

by .mau. at December 22, 2016 11:30 AM

December 21, 2016

Notiziole di .mau.

_L’algoritmo definitivo_ (libro)

Cos’è l’intelligenza arrificiale? può essere tutto o niente. Già il nome stesso è in un certo senso sbagliato, perché richiama un’idea degli anni 1950 che ormai è completamente superato. Il guaio è che ci sono cinque approcci fondamentali diversi secondo l’autore Pedro Domingos, e finché non si troverà un modo per riunificarli – l’Algoritmo Definitivo del titolo – non si potrà sperare in un vero avanzamento. Questo libro (Pedro Domingos, L’algoritmo definitivo : La macchina che impara da sola e il futuro del nostro mondo [The Master Algorithm], Bollati Boringhieri 2016 [2015], pag. 357, € 25, ISBN 978-88-339-2706-0, trad. Andrea Migliori) è molto americaneggiante: uno come me che tende a essere sin troppo laconico mi sono spesso un po’ scocciato dalle ripetizioni, e fosse per me avrei eliminato del tutto il capitolo 2 con le speranze riposte nell’Algoritmo Definitivo e il capitolo 9 con gli scenari previsti. Ma la parte centrale, con la spiegazione dettagliata delle cinque famiglie di algoritmi attualmente studiati, è una preziosissima risorsa non solo per chi vuole conoscere lo stato dell’arte nell’AI ma anche per imparare a conoscere i vantaggi e gli svantaggi, anche per l’attenta traduzione di Andrea Migliori.

by .mau. at December 21, 2016 03:04 AM

December 20, 2016

Notiziole di .mau.

Lidl, atto finale

Dopo l’ultima puntata della scorsa settimana, ieri mattina è arrivata la risposta finale definitiva di Lidl è stata

Titolo: referenza #nnnnnnn: mmmmm * Tagliacapelli” pratica

Testo: Gentile Sig. Codogno,In riferimento alla Sua segnalazione, Le comunichiamo che non è possibile reperire pezzi di ricambio presso il fornitore” Lutter & Partner” del prodotto da Lei acquistato poichè quest’ultimo è stato dichiarato fallito.
Nel suo caso, ci spiace comunicarLe che i pezzi di ricambio non sono coperti da garanzia , pertanto non ci è possibile intervenire in alcun modo e dare ulteriore riscontro alla Sua richiesta.

Vabbè, continuerò a usare il regolacapelli attaccato alla spina, non muore nessuno. Ah: inutile dire che la risposta è arrivata per email, non certo per telefono o per lettera.

by .mau. at December 20, 2016 03:04 AM

December 19, 2016

Notiziole di .mau.

toh, sono tornati i messaggi su Facebook mobile

Come forse ricordate, io ho disinstallato da mo’ l’app di Facebook da furbofono e tablet; se proprio mi serve usarlo da mobile, apro una finestra del browser. La batteria ha sempre ringraziato. Inoltre non ho mai installato Messenger, e mi guardavo i messaggi privati dall’interfaccia.
Ma questo faceva piangere Zuckerberg, tanto che ha reso sempre più difficile la cosa e alla fine sei mei fa l’ha impedita del tutto: se cliccavi sull’icona ti apriva il Play Store. Ho semplicemente smesso di guardare i messaggi personali 🙂
Ora miracolosamente il blocco è stato tolto… Chissà come mai.

aggiornamento: (18:00) a quanto pare dopo un weekend di gioia il blocco è tornato. Che il blocco non ci fosse stato lo vedevo anche dal fatto che nella bacheca mi arrivavano i messaggi che mi consigliavano caldamente di prendere messenger…

by .mau. at December 19, 2016 03:04 AM

December 18, 2016

Notiziole di .mau.

Italo e i punti a singhiozzo

Ricordate la mia interazione col sito di Italo? Alla fine, armato di santa pazienza, sono riuscito ad associare il biglietto al mio codice prima del fatidico giorno del viaggio, giovedì. Venerdì, alle 12:35, mi è arrivata comunicazione dell’accredito di 90 punti. Peccato che i punti sarebbero dovuti essere 212, secondo il mirabolante sito di Italo.
Non che mi importasse qualcosa dei punti, ma la mia tigna mi stava già facendo preparare un post al riguardo. Solo che alle 13:50 è arrivata una seconda mail che mi accreditava gli ulteriori 122 punti. Cosa sia successo nel frattempo non lo so mica: d’altra parte Italo deve avere un modello ben strano, visto che passano a proporre carte di credito ma non a verificare biglietti, né all’andata né al ritorno…

by .mau. at December 18, 2016 06:14 PM

Quizzino della domenica: aggiusta l’operazione

L’operazione 28 – 62 = 2 è indubbiamente errata. Spostate una sola cifra per ottenere un’operazione corretta, ma fatelo in quattro modi diversi.

(specifico che “in quattro modi diversi” significa che la soluzione completa è formata da quattro equazioni diverse, tutte corrette, e tutte ottenibili da quella di partenza spostando una cifra. È possibile in alcuni casi fare spostamenti diversi che portano alla stessa equazione: in questo caso le soluzioni sono considerate coincidenti)

(un aiutino lo trovate sul mio sito, alla pagina http://xmau.com/quizzini/p222.html; la risposta verrà postata lì il prossimo mercoledì. Problema tratto da Andrew Liu, Arithmetical Wonderland)

by .mau. at December 18, 2016 03:04 AM

December 17, 2016

Notiziole di .mau.

_I cavalieri della tavola zoppa_ (libro)

Voi forse pensate di conoscere discretamente il ciclo arturiano: io sì, compresa tutte le storie della Regina del Lago e il ciclo di Jack Whyte (occhei, quello l’ho lasciato alla terza rilettura da un altro punto di vista). Ma leggendo questo libro (Marie Phillips, I cavalieri della tavola zoppa [The Table of Less Valued Knights], Guanda 2015 [2014], pag. 336, € 18,50, ISBN 9788823512719, trad. Elisa Banfi) vi accorgerete che le cose non stanno affatto così. Camelot ha anche i cavalieri di serie B e di serie C, e uno si questi ultimi si imbarca in un’impresa per sperare di riguadagnare posizioni nella classifica delle tabole. Tutti i topoi dei romanzi cavallereschi sono stravolti, e nelle prime decine di pagine sghignazzavo come un matto alle trovate della Phillips, prima di prendere il giro e limitarmi a un bel sorriso. Magia, mistero, e un po’ di burocrazia si mischiano per formare un mondo che a ben pensarci è molto più coerente di quello che di solito ci immaginiamo fosse… o forse ci sembra così perché ricorda fin troppo bene il nostro mondo. Non è un racconto per bambini, ve lo dico subito; ma gli adulti apprezzeranno certamente l’intreccio, grazie anche all’ottima traduzione di Elisa Banfi.

by .mau. at December 17, 2016 03:04 AM

December 16, 2016

Notiziole di .mau.

concorsi


Milanesi! C`è qualcuno interessato a comprare un iPhone7 ancora incellofanato?

(per la cronaca: mentre stavamo facendo la spesa ho sentito la musichetta “in questo punto vendita è stato appena vinto un iPhone 7!” La casualità permette anche cluster come questi)

by .mau. at December 16, 2016 07:06 PM

Le procedure s’hanno da rispettare

Ricordate la mia segnalazione al servizio clienti Lidl, con conseguente mail in cui mi venivano chiesti numero di telefono e indirizzo? Ordunque, mi è appena arrivata una chiamata dal servizio clienti Lidl (a cui avevo dato il numero di telefono) nella quale mi è stato chiesto il mio indirizzo. A quanto pare, senza sapere dove abito è impossibile dare corso alla mia richiesta (che poi era semplicemente “si può comprare una nuova batteria ricaricabile per il mio regolacapelli”: sicuramente tra me e loro abbiamo già speso molti più soldi di quanti me ne servirebbero per prenderne uno vuoto, ma notoriamente io sono un tipo che non vuole buttare via cose se non proprio quando non funzionano più.

Resta sin dall’inizio un mio dubbio esistenziale. Evidentemente Lidl non concepisce il pensiero di una segnalazione nella quale il cliente si identifica solo con la sua email; ci vuole il telefono e l’indirizzo. Amen. Ma allora perché non li metti obbligatori nel modulo di segnalazione? Semplificheremo la vita a tutti. Invece no. Perché?

by .mau. at December 16, 2016 11:40 AM

December 15, 2016

Notiziole di .mau.

nuove professioni

Una volta sui treni trovavi solo il tipo che ti chiedeva l’euro che gli mancava per fare il biglietto. Ora mi sono trovato la signorina di Italo che ha cercato di venderci una carta di credito.

by .mau. at December 15, 2016 08:09 AM

_Sotto Tiberio_ (libro)

Gaio Fulvio Falconio era il ghostwriter di Tiberio, ma quando le crisi di pazzia dell’imperatore crebbero e Seiano divenne il suo facente funzione cadde in disgrazia e fu esiliato in Palestina. Ma anziché presentarsi al legato di Roma, tale Ponzio Pilato, notando come la popolazione locale stesse aspettando un messia gli venne un’idea. Prese un ladruncolo che però aveva uno sguardo penetrante e gli propose un affare: gli avrebbe scritto i discorsi da pronunciare al popolo per ottenere così tante offerte da tornare entrambi a Roma da nababbi. E così… In questo libro (Nick Tosches, Sotto Tiberio, Mondadori 2016 [2015], pag. 322, € 22, ISBN 9788804664192, trad. Stefano Tettamanti) Nick Tosches prende in giro i vangeli e la religione con virtuosismi estremi; dal discorso iniziale con il monsignore della curia vaticana che per caso trova il manoscritto di cui il romanzo sarebbe la traduzione dal latino, alla pomposa prosa iniziale che deve aver fatto impazzire l’ottimo Stefano Tettamanti. I testi evangelici sono in buona parte presenti nel testo, anche se in un ordine un po’ strano, ma la loro genesi è del tutto diversa, come potete immaginare. Le avventure del duo e della crescente congrega di discepoli sono sicuramente spigliate; quello che lascia un po’ perplessi è come Tosches fa terminare la storia. Non tanto per il tradimento, anche se i traditori non sono chi pensate (o no?) quanto per le aspirazioni messianiche, e per l’anticlimax finale.

by .mau. at December 15, 2016 03:04 AM

December 14, 2016

Notiziole di .mau.

ciao mamma, sono in tivvù

Occhei, non tv ma webtv, però di Repubblica. Oggi c’era la giornata conclusiva del secondo progetto #WikiTIM, e visto che era al Politecnico di Milano ho preso il cappellino di portavoce di Wikimedia Italia e sono andato a portare il verbo dell’enciclopedia libera. Qui (dal minuto 2:15) potete vedere il vostro affezionato tenutario in mise sgarrupata come sempre, però con un’aria molto più seria dell’usuale.

by .mau. at December 14, 2016 08:33 PM

Carnevale della matematica #104: GOTO Mr. Palomar

Persino io ho dovuto fare l’albero di Natale, anche se quasi fuori tempo massimo: ma il Carnevale della matematica è sempre qui, puntuale come un orologio svizzero, e Mr. Palomar ci ha confezionato un’edizione natalizia. Buona lettura!

by .mau. at December 14, 2016 01:04 PM

Vero e falso in rete

Lunedì scorso è apparso su Internazionale un bell’articolo di Annamaria Testa, che in circa 1200 parole riesce a condensare e organizzare una serie di fatti sulla rete che dovrebbero essere di dominio pubblico ma che mi sa siano più o meno compresi solo da una piccola parte degli internettari, e anche i pochi che ne capiscono di solito non riescono a unire tutti i puntini. Perlomeno io non l’avevo fatto, poi magari voi siete più bravi di me.

Tutto parte dal concetto di vero o falso, o se preferite della post-verità (post-truth) che come mi ha spiegato il mio amico Paolo Artuso vede oramai una gara a postare tutto quello che arriva e al limite segnalare in seguito che non era vero. L’unico punto su cui sono in disaccordo con Testa è che quando c’erano Loro (televisione e giornali) testate e giornalisti si facevano carico della responsabilità di distinguere il vero dal falso. Sono abbastanza vecchio da ricordarmi di smentite relegate in trafiletti di cronaca. Insomma la mia esperienza – a posteriori, mi tocca dire, perché da ragazzo e anche da giovane ero molto più naïf – è che questo delegare non è mai stato davvero ottimale.

Il punto fondamentale, però, è che non saper distinguere il vero dal falso porta a tutti e tre i guai attuali dell’informazione in rete, ufficiale e no. Oltre alle stanze dell’eco e alle bolle di filtraggio che io appunto credo essere una costante della storia dell’umanità e che non sono altro che un delegare a qualcun altro la ricerca del vero, troviamo la propagazione di bufale da gente che non ha gli strumenti per distinguere il vero dal falso e soprattutto il complottismo, che Testa definisce come il risutato di un atteggiamento nichilista: se tutto potrebbe essere falso, significa che ci deve essere una verità per pochi iniziati.

Ovvia conclusione è che per cercare di risolvere tutti questi problemi in un colpo solo bisognerebbe riuscire a spiegare come distinguere il vero dal falso (anche se non basta, aggiungo io: bisogna anche convincere la gente a seguire queste linee guida, e visto che per farlo bisogna fare fatica non saranno comunque in molti a decidersi). Il guaio è che non ci sono regole ferree, ma bisogna seguire una serie di euristiche, anche perché mentre il falso può spesso lasciare chiare tracce sono convinto che la verità sia di solito elusiva e mai completa al 100%, come ben sa chi contribuisce seriamente a Wikipedia. Io uso spesso il rasoio di Occam e per quanto possibile cerco opinioni opposte, ma ammetto di avere un pregiudizio a favore di quelle argomentate meglio e con più fonti e contro quelle circondate da troppa pubblicità: nessuna delle due cose è di per sé garanzia assoluta di verità. Ad ogni modo, a proposito di fonti, leggete l’articolo di Annamaria Testa, perché è pieno di collegamenti a suoi altri articoli dove amplia il punto di vista. Ci vorrà un po’ di tempo, ma credo sarà ben speso.

by .mau. at December 14, 2016 03:04 AM

December 13, 2016

Notiziole di .mau.

Cronaca di una manifestazione

Stamattina a Milano la minima era di tre gradi sotto lo zero. Eppure eravamo in duemila a manifestare contro TIM, che ha unilateralmente deciso di disdire il contratto di secondo livello per proporne uno che definire punitivo è dire poco. Per chi è giovane, forse è meglio aggiungere qualche informazione in più: la lascio però in fondo perché è un po’ un pippone.

Devo dire che di manifestazioni sindacali ne ho fatte un po’, ma non mi ricordo davvero tutta questa partecipazione, tra l’altro a tutti i livelli, comprese funzioni aziendali che uno non si aspetterebbe affatto di vedere. Non ero il solo quadro (a volte mi è capitato…); questa cosa, unita al vedere tanta gente per nulla iscritta ai sindacati, mi ha fatto piacere. A proposito di sindacati: a parte la Triplice e l’UGL, sdoganata ormai da un decennio, c’erano anche gli autonomi dello Snater, cosa che ho apprezzato proprio perché segno di un’unità almeno questa volta. Brillava per assenza solamente USB, ma la cosa non mi stupisce affatto: dal mio punto di vista non sono un sindacato ma un gruppo antagonista.

TIM ha sbarrato l’ingresso alla sua sede, non si capisce bene per paura di cosa: tanto per dire, quelli della Borsa non si sono nemmeno preoccupati di far scendere dagli scalini di Palazzo Mezzanotte le tute rosse che aspettavano durante il concentramento, e anche l’ampio spiegamento di forze dell’ordine in assetto antisommossa (carabinieri a un estremo e polizia all’altro per non mischiarli, con un po’ di Digos immagino in mezzo perché s’ha da fare così) era parecchio rilassato. D’altra parte siamo ormai tutti vecchietti, non avremmo la forza di fare sfondamenti… Più seriamente, non ricordo nessuna manifestazione di telefonici che sia trascesa, anche per l’ottima ragione che noi vogliamo solo fare sapere il nostro punto di vista, e non fare danni in giro.

Peccato che mentre sto scrivendo l’unico quotidiano che ha parlato è stato Il Giorno: do il beneficio del dubbio al Giornale che da quanto ho capito aggiorna la pagina milanese solo all’inizio della giornata, ma Repubblica ha preferito parlare dell’appello sui dossier Telecom e il Corriere non è pervenuto. Vediamo domattina 🙂

Nella passeggiata del corteo per le vie del centro mi sono stati raccontati anche alcuni aneddoti su cosa sta succedendo, ma non essendo io Dagospia quelli non ve li dico :-); trovate infine qualche foto qui.

P.S.: Ecco le informazioni. Fino al 2000, esisteva il contratto “dei telefonici”, in pratica della SIP poi Telecom Italia. Le altre aziende di telefonia usavano altri contratti, da quello metalmeccanico – storicamente il default – a quello del commercio. Ci fu chiesto di avere un unico contratto di settore per avere “forte innovatività e grande equilibrio tra esigenze di flessibilità delle imprese e tutela dei lavoratori”, e il 28 giugno 2000 fu firmato il nuovo contratto, dove l’equilibrio come potete immaginare è stato posto il più in basso possibile. Contestualmente la parte del contratto Telecom che era migliorativa è stata spostata in questo contratto di secondo livello, che non è stato ritoccato se non in minima parte negli anni: se non ricordo male, sul telelavoro e sul valore del ticket (che non faceva comunque parte del CCNL). Potete trovare qualche informazione qui, mentre se volete studiare le differenze qui trovate l’accordo disdetto e qui (manco a farlo apposta, sul sito del CNEL…) la versione “di armonizzazione” del 2000.

by .mau. at December 13, 2016 07:08 PM

Fare Milano

Ieri il sindaco di Milano ha presentato Fare Milano, quello che potremmo definire il piano operativo per la città nel prossimo quinquennio. Come purtroppo accade ormai sin troppo spesso, tutto quello che si ha a disposizione per capirlo è un PDF che raccoglie una cinquantina di slide per un totale di più di 36MB di spazio, ma con poche parole. Ho provato comunque a leggerlo soprattutto dal mio punto di vista di residente a Milano nord, tra Maciachini e Niguarda. Quello che posso dire io di prima mano è questo:

– Il “teatro per l’infanzia e per l’adolescenza Maciachini” doveva già essere terminato: ci sono passato davanti sabato scorso e mi pare sia ancora piuttosto indietro. Potrebbe essere un centro di attrazione interessante, soprattutto per chi si farà il primo pezzo di via Imbonati scendendo appunto a Maciachini 🙂
– La nuova scuola media di via Hermada era aspettata dal 2013. Temo dunque per la “mia” scuola media, la Pavoni, che è stata sgomberata in tutta fretta solo nel 2015.
– Per le aree pubbliche all’aperto della Murat, oggettivamente mi sono chiesto perché siano lì non utilizzate da anni (la piscina e la palestra funzionano, invece)
– Il quartiere Villani-Giuffrè è in effetti un po’ sgarrupato, anche se il fatto che sia abbastanza nascosto non lo fa sapere: chissà se la ristrutturazione avrà qualche effetto anche sui giardini davanti all’asilo
– Lo status della ex caserma Mameli è molto importante per chi ha preso e ristrutturato, e sta cercando di vendere a caro prezzo, l’ex Manifattura Tabacchi 🙂

Altre spigolature:
– ora che non c’è più la sinistra-sinistra sono di nuovo spuntati gli ex scali ferroviari.
– In realtà il 15 arriva già a Rozzano da mo’: quello che sono quasi dieci anni che starebbero facendo è prolungarlo nel comune di Rozzano. Ricordo che è un tram, mica una metropolitana
– I nuovi progetti di allungamento metropolitane casualmente partirebbero tutti nel 2021, a fine mandato, ammesso che arrivino i soldi; e già che c’erano ci hanno aggiunto gli interscambi con la Milano-Limbiate e la Milano-Seregno che saranno utili ma non sono metropolitane. (Cologno-Vimercate continua invece a latitare)
– Nel disegnino hanno indicato la Metrotranvia Nord (un’altra opera che è prevista da dieci anni) con un tratto simile alle metropolitane 🙂
– Dicono che finalmente riformeranno il SITAM e uniformeranno il biglietto elettronico: non ci credo nemmeno se lo vedo.

In definitiva, per il momento il progetto è semplicemente la riproposizione di cose che ci si aspettava già da un pezzo: vedremo se stavolta riusciranno a farle davvero 🙂

by .mau. at December 13, 2016 03:04 AM

December 12, 2016

maurizio codogno

C’è solo un punto che non funziona.

C’è solo un punto che non funziona. Perché uno avrebbe dovuto scrivere una legge elettorale per un Senato che con ogni probabilità non sarebbe comunque stata funzionante in pratica (perché si continua a leggere il “Senato eletto su base regionale” come “ci sono ventun elezioni diverse), rischiando di essere ancora più impallinato? Al limite avrebbe dovuto prima fare la riforma della costituzione e poi la legge elettorale, ma una successione così avrebbe fatto ancora più gridare al regime.

by maurizio codogno at December 12, 2016 10:27 PM

Notiziole di .mau.

I buchi neri delle poste

Il mese scorso uno dei telecomandi della WII con cui giocano i settenni ha deciso di smettere di sincronizzarsi. (Per i curiosi: ho provato a risincronizzarlo cliccando sul tastino del telecomando e su quello della WII: niente da fare. La cosa più strana è che l’ho passato a un mio collega e a lui funziona perfettamente). Vabbè, mi sono detto che potevo prenderne un paio da uno dei tanti siti cinesi e aspettare un mesetto.

La spedizione è stata fatta il 22 novembre: quello che vedete qui sopra nell’immagine è lo stato della consegna. Come vedete, dopo undici giorni il pacchetto è arrivato in Olanda, che ormai fa da hub per quasi tutti – devono avere fatto un accordo quadro. Il tempo mi sembra più che civile. Anzi no: dopo undici giorni il pacchetto è partito dall’Olanda, per arrivare a Milano (o meglio, essere stato preso in carico) stamattina. Ora, io ammetto anche le attenuanti generiche dell’Immacolata (sant’Ambrogio no: mi pare che il centro di smistamento milanese sia fuori dal territorio comunale), ma mi spiegate come sia possibile metterci tutto quel tempo a prenderlo in carico? Hanno mandato il paccho a dorso di mulo? C’era un qualche festival dell’imballaggio a cui doveva prendere parte? Hanno cambiato i sensi unici e il GPS si è impallato?

Ah, non oso pensare quanto durerà la “lavorazione”.

Aggiornamento: Ora che sono riuscito a recuperare anche la prima parte del tracciamento, devo togliere due giorni di transito, come si può vedere qui sotto. Va un po’ meglio, anche se di margini ce ne sono ancora. (Non sto parlando del processamento, ma della presa in carico, che è una cosa un po’ diversa e abbastanza più semplice)

by .mau. at December 12, 2016 03:03 PM

December 11, 2016

Notiziole di .mau.

Quizzino della domenica: lavaggio auto

Nella gara a squadre “Matematici senza frontiere”, una squadra di quattro persone deve lavare dieci automobili nel minor tempo possibile. “Lavare” significa insaponare e risciacquare: insaponare un’auto richiede dodici minuti, ma può essere fatto contemporaneamente da più persone e il tempo si divide corripondentemente (due persone ci metteranno sei minuti, tre quattro minuti, tutti e quattro insieme finiranno in tre minuti). Sciacquare richiede quattro minuti, ma visto che c’è un’unica pompa l’operazione non può essere fatta in parallelo. Ah, ovviamente non si può risciacquare un’auto che non è stata insaponata.
Qual è il minimo tempo necessario per completare l’operazione?

(un aiutino lo trovate sul mio sito, alla pagina http://xmau.com/quizzini/p221.html; la risposta verrà postata lì il prossimo mercoledì. Problema tratto da Varsity Math)

by .mau. at December 11, 2016 03:04 AM

December 10, 2016

Notiziole di .mau.

_Reflections: The Magic, Music and Mathematics of Raymond Smullyan_ (libro)

9789814663199Io ho letto e apprezzato molti libri di Raymond Smullyan. Certo bisogna essere amanti della logica, anche perché altrimenti uno li trova ripetitivi, però alla fine si arriva a comprendere meglio come funzionano le tecniche standard per costruire brocardi e soriti; le ambientazioni sono sempre interessanti e anche i giochi di parole simpatici. Mi sono così avvicinato a questa sua pseudobiografia (Raymond Smullyan, Reflections : The Magic, Music and Mathematics of Raymond Smullyan, World Scientific 2015, pag. 231, $29, ISBN 9789814663199) con curiosità, e nelle prime pagine sono anche stato soddisfatto. D’accordo, le divagazioni non mancavano, ma chi sono io per lamentarmi? Ma presto il libro ha preso una pessima piega, tra pagine di calembour che tanto non avrei mai potuto risolvere essendo storpiature di nomi inglesi e una sezione lunga almeno un quarto del totale che era la semplice trascrizione appena condensata della chat di un sito di musicisti dilettanti dove Smullyan a quanto pare fa la parte del padrone. Sono arrivato fino in fondo perché sono tignoso, ma non mi sento di consigliare il libro a nessuno.

by .mau. at December 10, 2016 03:04 AM

December 09, 2016

Notiziole di .mau.

Dove si imparano le cose

Venerdì di Repubblica, quello di oggi. Pagina 11, la prima con del testo (ma non è questo il problema). Rubrica Contromano di Curzio Maltese. Cito: “Su ogni euro di pubblicità investiti (sic) in rete, 85 centesimi vanno a due soli player: Google e Facebook. Questi giganti e altri, come Youtube, […]”

Tutto questo dieci anni dopo che Google ha comprato YouTube.

by .mau. at December 09, 2016 11:59 AM

misteri italiani

Sono solo io che trovo singolare un PresConsMin che si dimette subito dopo avere incassato un voto di fiducia dal parlamento, e un PresRep che accetti le dimissioni “con riserva”? È vero che con Prodi siamo arrivati ad avere un PresConsMin sfiduciato che dopo una settimana è stato rimandato in parlamento a vedere se la volta prima si erano magari confusi, ma qui stiamo arrivando a nuove vette dell’italico teatrino della politica.

by .mau. at December 09, 2016 11:38 AM

December 08, 2016

Notiziole di .mau.

Il meraviglioso mondo di Key4biz.it

Se siete tra i miei ventun lettori, probabilmente sapete della vertenza in atto nel settore delle telecomunicazioni in generale e in TIM in particolare. Ma magari non vi è capitato di buttare l’occhio su questo articolo di Key4biz.it – Quotidiano online sulla digital economy e la cultura del futuro. Per chi non volesse leggerselo tutto, Raffaele Barberio spiega come Flavio Cattaneo sta facendo un lavorone per tagliare i costi aziendali, mentre quei cattivoni dei lavoratori, aizzati dai perfidi sindacati, non vogliono fare la loro parte. (Che da tre anni siamo in contratto di solidarietà a quanto pare è irrilevante).

Ma leggiamo un po’ questo articolo. Secondo Barberio, noi staremmo affermando che al centro delle proteste ci sarebbero “tagli agli organici e con essi la disdetta del contratto di secondo livello, unitamente ad aspetti riguardanti i buoni pasto.” Notate l’accenno ai buoni pasto: un ottimo specchietto per le allodole. Passa quindi a segnalare di avere “riscontrato elementi che contraddicevano le premesse” e si mette a spiegarli.

Tagli all’organico? Impossibile. Cattaneo ha ribadito che non ci sono esuberi. Non ho dubbi che fino alla fine del 2017 non ci saranno esuberi, per la banale ragione che durante un contratto di solidarietà non si può licenziare. Quindi nessun lavoratore può aver parlato di tagli. E in effetti, andando avanti a leggere, scopriamo il punto del contendere: che “molti lavori e funzioni di tipo concettuale, quelli legati alla ‘carta’ e alla ‘scrivania’, non esistono più” e dunque “chi venderà i nuovi servizi se non ci sono figure commerciali e di mercato a sufficienza?” Detto in altro modo, dobbiamo essere demansionati, con relativo taglio dello stipendio, e andare a fare i venditori. Certo, può dire “o così o pomì: non vorrete mica essere dei privilegiati”. Ma allora lo dica esplicitamente e non nascondendo il tutto dietro tanti bei paroloni (beh, nemmeno tanto belli a dire il vero.)

Passiamo al contratto di secondo livello. Il newspeak di Barberio spiega che non è vero che TIM abbia disdetto il contratto integrativo, ma “solo due componenti firmate nel 2008 e senza peraltro data di scadenza”. Quindi varrebbe il contratto integrativo che abbiamo avuto fino al 2007? Davvero? Dove si firma? No, non è così. Senza quelle due componenti, non esiste più il contratto di secondo livello, quindi per esempio tre giorni di ferie in meno e nessun premio di risultato (occhei, tanto quello ce l’avevano già tolto con giochi contabili), o se preferite la “rinegoziazione” a senso unico dopo la quale il dipendente lavorerebbe da 5 a 10 ore al giorno (con la durata definita giorno per giorno dal capo…) purché nella settimana si facciano le ore contrattuali. Ancora una volta, si potrebbe discutere sulla necessità o meno di recuperare produttività in questo modo. Ma forse qualcuno si accorgerebbe che qualcosa non va in questo discorso, e magari pensare che forse un po’ di ragione ce l’hanno anche i lavoratori: e quindi Barberio sceglie un’altra strada.

Come sappiamo tutti, il peggiore problema di Palermo è il traffico. Allo stesso modo il peggiore problema per TIM nel mondo parallelo di Key4biz.it sono i buoni pasto. Pensate: “l’impuntatura sindacale reclama il buono pasto anche nei giorni in cui il lavoratore è in trasferta ed è già autorizzato a mangiare fuori a spese dell’azienda”. Ora, a me piacerebbe davvero sapere quali sono le fonti di Barberio per questa sua affermazione. Negli ultimi anni trasferte ne ho fatte pochine, ma mi è capitato di andare a Roma e Torino in altre sedi Telecom. La normativa era chiara: potevo scegliere se presentare la ricevuta del pranzo e non avere il ticket, oppure non presentarla e averlo. (Tipicamente sceglievo la seconda opzione perché facevo meno fatica). Non mi era mai passato per la testa che si potesse fare qualcosa di diverso. Né questa può essere una rivendicazione sindacale attuale: come come ho scritto, al momento la vertenza sindacale è sul contratto di primo livello e i ticket fanno parte del secondo livello,

C’è solo una cosa che non capisco. Perché scrivere tutte queste cose su una rivista per addetti ai lavori, dove tanto tutti conoscono queste cose? C’è forse qualche media mainstream che poi riprende il tutto per darlo in pasto all’ignaro pubblico?

by .mau. at December 08, 2016 03:04 AM

December 06, 2016

Notiziole di .mau.

Il Senato e “la base regionale”

Continuo a leggere post che affermano che la legge elettorale del Senato non può avere un premio di maggioranza nazionale “perché la Costituzione afferma che il Senato si elegge su base regionale”. Ora, non è difficile leggere il testo della Costituzione. L’articolo 57 afferma

Il Senato della Repubblica è eletto a base regionale, salvi i seggi assegnati alla circoscrizione Estero.
Il numero dei senatori elettivi è di trecentoquindici, sei dei quali eletti nella circoscrizione Estero.
Nessuna Regione può avere un numero di senatori inferiore a sette; il Molise ne ha due, la Valle d’Aosta uno.
La ripartizione dei seggi tra le Regioni, fatto salvo il numero dei seggi assegnati alla circoscrizione Estero, previa applicazione delle disposizioni del precedente comma, si effettua in proporzione alla popolazione delle Regioni, quale risulta dall’ultimo censimento generale, sulla base dei quozienti interi e dei più alti resti.

Tutto a posto? Beh, non proprio. Proviamo a dare un’occhiata all’articolo 56, quello che definisce la composizione della Camera:

La Camera dei deputati è eletta a suffragio universale e diretto.
Il numero dei deputati è di seicentotrenta, dodici dei quali eletti nella circoscrizione Estero.
Sono eleggibili a deputati tutti gli elettori che nel giorno delle elezioni hanno compiuto i venticinque anni di età.
La ripartizione dei seggi tra le circoscrizioni, fatto salvo il numero dei seggi assegnati alla circoscrizione Estero, si effettua dividendo il numero degli abitanti della Repubblica, quale risulta dall’ultimo censimento generale della popolazione, per seicentodiciotto e distribuendo i seggi in proporzione alla popolazione di ogni circoscrizione, sulla base dei quozienti interi e dei più alti resti.

(Per la cronaca, l’elezione del Senato a suffragio universale e diretto e l’età minima per l’elettorato passivo e attivo sono nell’articolo 58.) Guardate bene i due articoli: l’unica differenza è che per la Camera si hanno circoscrizioni che di per sé possono essere di un tipo qualunque, mentre per il Senato si hanno le regioni. Se quindi si avesse un sistema con un premio di maggioranza, l’unica cosa obbligatoria è evitare che il premio modifichi il numero di senatori per regione, ma nulla più. Quindi se putacaso si avesse un Italicum anche al Senato, con il premio di maggioranza al 55% che scatta se un partito ottiene più del 40% dei voti su base nazionale, tutto quello che bisogna fare è trovare il moltiplicatore unico che una volta applicato ai voti di quel partito su ogni singola regione permette di arrivare a quel risultato: cosa non banalissima ma fattibile.

E allora perché il Porcellum è stato modificato per avere un premio di maggioranza su base regionale e non nazionale? La mia sensazione è che Calderoli avesse apposta scelto di lasciare questo boccone avvelenato, confidando nel fatto che le roccaforti della destra (Lombardia e Veneto) avrebbero impedito di avere una maggioranza nazionale del centrosinistra. Il tocco di classe è stato appunto venderlo come un obbligo costituzionale: da questo punto di vista bisogna dare atto della sua capacità di intortare bene la gente 🙂

by .mau. at December 06, 2016 03:04 AM

December 05, 2016

Notiziole di .mau.

No, Lidl.

lidl Cara Lidl, hai qualcosa che non funziona nella tua assistenza clienti. (Per la cronaca, la richiesta è sempre questa: non chiedetemi perché è stata anticipata di sette mesi al 31 marzo scorso).
Detto tutto questo, o mi metti quei dati obbligatori nel modulo di richiesta informazioni o non me li chiedi; come minimo mi devi spiegare perché li vuoi adesso e non un mese fa.

by .mau. at December 05, 2016 04:30 PM

And now… (bis)

La mossa istituzionalmente più corretta è che ora Mattarella rimandi Renzi a chiedere la fiducia delle Camere. Ricordo che la legge Renzi-Boschi è stata approvata (con quattro letture) da una maggioranza parlamentare e non governativa: può ben darsi che la maggioranza non ci sia più, ma la cosa deve essere sancita con un voto, visto che il referendum – checché Renzi abbia cercato di fare – non è un voto sul governo.

Detto tra noi, a Renzi converrebbe pure. Tanto la storia del “governo non eletto” va avanti da tre anni e può farlo ancora per un anno e mezzo. Cosa fare dopo? Boh. A Palazzo Chigi sicuramente non ci vado io.

by .mau. at December 05, 2016 08:38 AM

And now…

Beh, il risultato del referendum è stato indubbiamente chiaro, sia per i diciotto punti percentuali di differenza tra SÌ e NO che per l’affluenza al 65% che è indubbiamente alta (per dire, il referendum costituzionale del 2001 aveva avuto il 34% di votanti, e quello del 2006 il 52%). Lo scenario dovrebbe essere più chiaro.

Che Renzi abbia confermato le sue dimissioni è un suo problema. No, non è un nostro problema: se la pensate così, vuol semplicemente dire che avevate accettato il suo ricatto “o votate sì o mi dimetto”. Tutt’al più concedo che sei mesi fa, quando disse per la prima volta quella frase, è cominciato il nostro problema. Al momento abbiamo una legge elettorale alla Camera con l’Italicum e un’altra al Senato con il Consultellum (soglia del 20% regionale per le coalizioni, dell’8% per i partiti non coalizzati, del 3% per i partiti coalizzati) il che in pratica significa che al Senato non ci saranno maggioranze; vedo quindi improbabile che si vada al voto così. D’altra parte, gli interessi dei vari partiti per cambiare la legge al Senato non coincidono affatto, a meno di un inciucio PD-M5S per inventare un premio di maggioranza globale al Senato, studiandolo in maniera tale da mantenere il dettato del voto su base regionale (si può fare, ma non è banale). Vedremo che si inventeranno.

by .mau. at December 05, 2016 07:31 AM

December 04, 2016

Notiziole di .mau.

Referendum: partiamo bene

L’ultima corsa clandestina dava un’affluenza prevista (in Italia) del 54%. I dati provvisori alle 19 danno già un 57%, che visti i tempi è una cosa incredibile. Però capite che tutte le stime che abbiamo visto non funzioneranno più…

by .mau. at December 04, 2016 06:52 PM

Quizzino della domenica: frase autodefinita

Quali numeri (uno per spazio, in cifre, e in base dieci: lo rimarco per i più creativi di voi) occorre mettere negli spazi perché la frase sia corretta?

In questa frase, il numero di occorrenze
della cifra 0 è __,
della cifra 1 è __,
della cifra 2 è __,
della cifra 3 è __,
della cifra 4 è __,
della cifra 5 è __,
della cifra 6 è __,
della cifra 7 è __,
della cifra 8 è __, e
della cifra 9 è __.

(un aiutino lo trovate sul mio sito, alla pagina http://xmau.com/quizzini/p220.html; la risposta verrà postata lì il prossimo mercoledì. Problema tratto da Mind Your Decisions)

by .mau. at December 04, 2016 03:04 AM

December 03, 2016

Notiziole di .mau.

Fuori stagione

Stamattina (3 dicembre, ricordo) mi sono svegliato grattandomi tre punture di zanzare. Quello che mi chiedo è se sono zanzare per il sì o per il no al referendum.

by .mau. at December 03, 2016 08:11 AM