I vincitori di Wiki Loves Monuments Italia 2025

Tuesday, 20 January 2026 11:00 UTC

Si è svolta il 18 gennaio 2026, presso il Museo nazionale del Risorgimento italiano di Torino, la cerimonia di premiazione nazionale della quattordicesima edizione di Wiki Loves Monuments Italia 2025, organizzata da Wikimedia Italia nell’ambito della giornata di festeggiamenti per il 25º anniversario della fondazione di Wikipedia.

L’evento ha rappresentato un momento di incontro e condivisione per la comunità wikimediana e fotografica, celebrando sia l’enciclopedia libera sia l’edizione italiana del più grande concorso fotografico al mondo dedicato al patrimonio culturale.

A partire dalle ore 16:00, nella Sala Codici del Museo, sono state premiate le fotografie vincitrici e il pubblico ha avuto l’occasione di incontrare fotografi professionisti e amatoriali che, con il loro talento, contribuiscono alla missione della conoscenza libera. In concomitanza con la premiazione del concorso nazionale si è tenuta anche la premiazione del concorso regionale Wiki Loves Monuments Piemonte, giunto alla sua settima edizione.

Un’edizione da record

L’edizione 2025 di Wiki Loves Monuments Italia, organizzata in collaborazione con la Federazione Italiana Associazioni Fotografiche (FIAF) e con il patrocinio di ANCI e della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, ha visto la partecipazione di 508 fotografi, di cui 239 nuovi utenti, che hanno caricato oltre 26.000 fotografie su Wikimedia Commons.

Grazie a questo risultato, l’Italia si è posizionata al terzo posto per partecipazione tra i Paesi partecipanti, confermando ancora una volta il forte coinvolgimento della comunità nella documentazione del patrimonio culturale nazionale.

Accanto al concorso tradizionale, il tema speciale dell’edizione 2025 è stato Edifici pubblici e luoghi della memoria”, con l’obiettivo di raccogliere immagini libere di edifici pubblici come municipi, teatri e tribunali, oltre a sacrari e cimiteri, luoghi centrali per la memoria collettiva e l’identità dei territori.

Per il concorso nazionale sono stati premiati dieci scatti, cinque per ciascuna categoria. Sono stati inoltre assegnati il premio speciale “Monumento svelato”, dedicato al miglior scatto di un monumento non ancora presente su Wikimedia Commons, e il premio speciale FIAF.

Le foto vincitrici del concorso tradizionale

Vi presentiamo le cinque foto vincitrici del concorso tradizionale, corredate dal commento di Simone Sabatini, membro della giuria e Direttore del Dipartimento Esteri FIAF.

Sant’Ambrogio di Torino – Sacra di San Michele – 2025-09-29 15-35-04 001.jpg di Federico_Milesi, CC BY-SA 4.0, da Wikimedia Commons

“La Sacra di San Michele è un vero e proprio nido di aquila che si affaccia a strapiombo sulla sottostante Val di Susa; ben visibile da Torino sembra fare la guardia alla città dagli invasori che provengono dalle montagne. E’È un luogo magico, difficile da riprendere in tutta la sua bellezza; ci riesce molto bene l’autore che ci regala un’immagine pulita e chiara, capace di esprimere tutta la potenza e la bellezza del luogo. Buona la luce, buono il taglio e la scelta del cielo e delle montagne innevate che fanno da sfondo al soggetto, dove la mancanza di qualsiasi essere umano conferisce ancora più forza all’immagine.”

L’enigma di pietra….jpg di Albus65, CC BY-SA 4.0, da Wikimedia Commons

“Arrivare con l’automobile o con la bicicletta a Castel del Monte permette di visitare questa fortezza completamente chiusa, con pochissime porte e finestre, magnificamente conservata. Ma la ripresa dall’alto, presumibilmente ottenuta con un drone, offre un punto di vista diverso, capace di mettere in risalto la perfetta forma geometrica che compone questo monumento candido, avvolto dal mantello verde del bosco circostante. Solo una piccola figura umana si aggira solitaria intorno al maschio, ampliando il senso di solitudine ma esaltando, al contempo, le dimensioni della costruzione. Una ripresa attenta, una post produzione corretta evidenziano la qualità del fotografo che non lascia niente al caso…”

Giovinazzo – Concattedrale di Santa Maria Assunta – 2025-09-21 15-54-15 001.jpg di Pakycassano, CC BY-SA 4.0, da Wikimedia Commons

“Due gli elementi fondamentali di questa immagine: il gioco delle luci che circondano a festa gli edifici, pur nella loro candida monocromia, evidenziando i particolari  delle singole pietre di cui si compongono le mura e le case, e la lunga esposizione della fotografia che non blocca l’immagine congelandola in un istante, bensì crea un dolce movimento delle acque che rende poetica tutta la scena. Un buono scatto, un punto di ripresa corretto, un cielo che aiuta nella composizione e nel guidare lo sguardo verso i punti fondamentali dell’immagine, una attenzione alle linee cadenti che confermano, anche in questo caso, la qualità del fotografo.”

Gressoney-Saint-Jean – Castel Savoia – 2025-09-10 23-37-32 002.jpg di Domeian, CC BY-SA 4.0, da Wikimedia Commons

“Un’immagine piacevole che proietta l’osservatore dentro una favola… Il castello illuminato, le luci accese nelle stanze, le stelle della volta celeste, la neve, gli alberi. Tutti elementi che sapientemente coordinati rendono l’immagine piacevole e di sicuro impatto; ci vuole poco a socchiudere gli occhi e sentire le note di un Valzer che suona. La fotografia notturna è una sfida; le luci parassite, i colori degradati, i tempi lunghi, le sensibilità elevate che devono essere impostate sul sensore, che si aggiungono al freddo della notte innevata, sono tutti elementi che confliggono con la realizzazione di una buona immagine. Ma se tutti i fattori sono ben giocati, come in questo caso, il risultato è estremamente piacevole.”

Assisi – Basilica di San Francesco con statua.jpg di Jessyangeli90, CC BY-SA 4.0, da Wikimedia Commons

“La Basilica di San Francesco è un celebre luogo di pellegrinaggio, capace di offrire un’esperienza sia artistica che spirituale unica al visitatore, aspetto questo che questa fotografia, grazie anche al valore della luce bassa, radente e calda (in una giornata presumibilmente fredda, visti gli abiti dei pellegrini/turisti) bene trasmette all’osservatore. La composizione lascia un ampio spazio alla statua, posta in primo piano a destra; l’occhio dell’osservatore, inizialmente attratto dal chiarore della facciata della Basilica, si sposta in un secondo momento sulla statua scura, ben illuminata dal sole e lì si sofferma, ponendo all’osservatore dubbi e domande: chi è questo soldato? Perché è stato posto in questo luogo così importante? Perché non è presente la statua del santo? Oggi alle domande è facile e veloce dare risposte… Ma il fotografo ha raggiunto lo scopo più alto della fotografia, quello di porre dubbi all’osservatore e di farlo soffermare a riflettere. La bella fotografia lascia così lo spazio alla buona fotografia, quella che richiede una maggior attenzione e lettura.”

La sezione “Edifici pubblici e luoghi della memoria”

A seguire, scopriamo i cinque scatti vincitori della sezione sopracitata, nuovamente commentati da Simone Sabatini.

Modena – Cimitero di San Cataldo – 2025-09-27 19-19-46 001.JPG di Gianfranco_Salsi, CC BY-SA 4.0, da Wikimedia Commons

“Solo il titolo dell’immagine ci indica il luogo rappresentato nella fotografia… è impossibile risalirvi da soli; questo è un elemento fondamentale della fotografia cosiddetta “grafica”: ogni dettaglio, ogni elemento in eccesso, ogni “orpello” viene eliminato per lasciare il posto ad un minimalismo che rappresenta solo l’essenziale. Il tutto giocato su un bianco e nero fortemente contrastato, in cui anche le sfumature di grigio sembrano destinate a lasciare il posto alle estreme luci, o alle ombre più chiuse, senza però cadere nell’errore delle bruciatura delle luci o nella illeggibilità delle ombre. La composizione porta immediatamente l’occhio verso la figura in movimento… è una donna che passa? La parente di un defunto? O forse no… Forse non è una persona in carne e ossa, forse è una statua che sorveglia una tomba sottostante. Domande che si accumulano nella testa del lettore in una fotografia minimalista decisamente ben riuscita.”

Genova – Palazzo Doria-Spinola – 2025-09-17 11-09-29 001.jpg di Jeanblot73, CC BY-SA 4.0, da Wikimedia Commons

“Uno scatto curioso, quasi pittorico, sicuramente attraente e che si lascia osservare. Nella sua semplicità questa immagine si fa largo fra le altre grazie alla bella luce che si rifrange dalla facciata del palazzo, ma anche per l’interessante contrasto fra la pietra asciutta e la parte bagnata. Bravo l’autore ad individuare nel piccolo specchio di acqua residua non una semplice parte di facciata, ma proprio l’angolo del palazzo che crea un bel movimento in tutto l’insieme rendendo interessante un’immagine che altrimenti avrebbe potuto essere banale.”

Torino – Cimitero Monumentale di Torino – 2025-09-15 11-50-53 001.jpg di Francoamantea, CC BY-SA 4.0, da Wikimedia Commons

“I cimiteri monumentali sono luoghi ricchi di fascino, dove è possibile trovare, per un fotografo attento, molti spunti di ripresa e dettagli evocativi. Certamente il ricorso al bianco e nero, in questo caso morbido e non eccessivamente contrastato, aumenta il senso di spiritualità e di misticità che si respira in questi luoghi. Bravo il fotografo che riesce, attraverso il suo scatto, a far rivivere anche al lettore questi momenti di intimità. E il taglio dell’immagine inserisce anche un elemento di mistero: chi è questa donna parzialmente svelata? E perché si rivolge all’entrata del sepolcro? Aspetta la resurrezione di qualcuno posto all’interno o aspetta invece di entrarvi lei stessa?”

Palermo – Palazzo dei Normanni – 2025-09-25 17-50-02 001.jpg di TeKappa, CC BY-SA 4.0, da Wikimedia Commons

“Il Palazzo dei Normanni è un posto ricco di storia, fascino e di arte; un vero e proprio scrigno di tesori che emergono in ogni angolo e in ogni spazio. Anche alzando lo sguardo al cielo, gli occhi e l’anima si riempiono di colori, forme ed emozioni. Questo probabilmente era lo stato d’animo del fotografo nel momento in cui ha scattato; quasi un senso di impotenza di fronte a una tale bellezza creata dal genio umano. Nonostante l’emozione e il sicuro senso di smarrimento davanti a una tale scena, l’autore ha avuto la capacità di riprendere perfettamente l’immagine; non una sbavatura nella scelta della composizione e della esposizione; una fotografia molto buona, ricca di dettagli, di luci, di colori e di ombre che niente tolgono alla scena, creando anzi un bell’effetto tridimensionale!”

Bergamo – Cimitero di Colognola e Azzano San Paolo – 2025-09-08 17-33-15 001.JPG di BAJO DONATELLA, CC BY-SA 4.0, da Wikimedia Commons

“Una foto evocativa scattata in un cimitero monumentale; un’immagine che attraverso il ricorso al bianco e nero e alla pioggia caduta, aumenta il senso di tristezza e di solitudine propria di questi luoghi. Le gocce sul mento e sul naso della statua danno vita all’opera che sembra così piangere per il defunto a cui sta porgendo un fiore. Una immagine interessante che soffre un po’ della complessità della scena: un cielo eccessivamente bianco e omogeneo, una figura non leggibile sulla destra, un elemento che sporge dal basso davanti al fiore, i rami dell’ulivo che sembrano fuoriuscire dal corpo della donna. Una composizione più attenta e riflessiva avrebbe giovato a questa immagine che comunque resta interessante e apprezzabile.”

Premio speciale “Monumento svelato”

Adesso lasciamo spazio alla fotografia vincitrice del premio “Monumento svelato”, anch’essa commentata da Sabatini. Lo scatto, realizzato nel cimitero di Desertes a Cesana Torinese, ritrae un monumento che fino a oggi non era ancora documentato su Wikimedia Commons. È l’immagine concettualmente più significativa del concorso, perché ne incarna pienamente lo spirito: portare alla luce luoghi e testimonianze poco conosciute, rendendole finalmente visibili e condivise.

Cesana Torinese – Cimitero di Desertes – 2025-09-29 15-50-41 002.jpegdi Federico_Milesi, CC BY-SA 4.0, da Wikimedia Commons

“La montagna racchiude segreti custodendoli gelosamente fra alberi, torrenti e massi; a chi si inerpica per le strade, spesso strette e sterrate, svela le sue bellezze e la sua storia, mescolando il ricordo di vite e di comunità passate. E in questo il Piemonte è un territorio maestro, con i suoi paesini e borghi arroccati su ripidi pendici, con piccole comunità che resistono indomite nonostante le difficoltà di un isolamento sempre più arduo da accettare da parte delle giovani generazioni, che negli anni si sono disperse spostandosi verso le città. Oggi, però, le tecnologie creano nuove basi per permettere la sopravvivenza di questi borghi; la miglior possibilità di connessione con il resto del mondo può essere di stimolo per riportare nuove famiglie a vivere in questi luoghi incantati. E, sicuramente, fra le recenti tecnologie c’è da annoverare il drone, piccolo ma potente strumento che regala nuove visioni e nuove composizioni, svelando punti di vista e particolari difficilmente ritraibili con la fotocamera classica. E così con il drone l’autore ha potuto riprendere questo borgo, con la sua chiesa e il suo cimitero, incastonato fra conifere sempreverdi, latifoglie rosse per l’autunno avanzato, rocce di picchi aspri e irraggiungibili. L’assenza di persone, il cancello spalancato del minuscolo cimitero… tutto concorre a rendere piacevole l’immagine. Solo una macchina, parzialmente nascosta dietro a uno steccato di legno, ricorda che ancora la vita batte dietro alle finestre.”

Premio speciale FIAF

Infine, vi mostriamo la fotografia vincitrice del Premio speciale FIAF, accompagnata dal commento di Debora Valentini, Direttrice del Dipartimento Social FIAF.

Modena – Cimitero di San Cataldo – 2025-09-27 19-21-49 001.JPG di Gianfranco_Salsi, CC BY-SA 4.0, da Wikimedia Commons

“In questa fotografia l’autore ci propone la parte nuova del Cimitero di San Cataldo, luogo iconico e profondamente legato all’immaginario fotografico.  L’architetto Aldo Rossi concepì la struttura come una città dove “il rapporto privato con la morte torna a essere rapporto civile con l’istituzione”. L’edificio si presenta come una città silenziosa, fatta di ripetizioni, vuoti e assenze. Le finestre ricordano quelle di un quartiere abitato, ma si aprono su uno spazio sospeso, che rimanda alla città dei vivi senza mai coincidere con essa. La geometria rigorosa dell’edificio costruisce un ordine quasi astratto, che tuttavia non risulta freddo. La luce, il bianco delle superfici e il gioco delle ombre nette restituiscono un luogo in cui il tempo sembra rallentare. In questo equilibrio, la presenza umana – piccola ma ben riconoscibile – diventa essenziale: dà misura allo spazio e introduce una relazione emotiva. Come nello sguardo di Luigi Ghirri, che lo fotografò negli anni 80, l’attenzione si sposta dal monumento all’esperienza. L’opera di Aldo Rossi viene restituita nella sua dimensione quotidiana e poetica, spogliata di ogni retorica, capace di trasformare l’assenza in forma e il vuoto in significato. La fotografia riesce così a evocare una suggestione profonda e duratura, che va oltre la descrizione dell’architettura e interroga lo sguardo di chi osserva.”

Immagine in evidenza: Sant’Ambrogio di Torino – Sacra di San Michele – 2025-09-29 15-35-04 001.jpg di Federico_Milesi, CC BY-SA 4.0, da Wikimedia Commons

Il capitolo italiano di OpenStreetMap festeggia un compleanno importante: dieci anni di attività all’interno di Wikimedia Italia come capitolo locale riconosciuto dalla OpenStreetMap Foundation (OSMF). Un anniversario che non è solo una ricorrenza simbolica, ma l’occasione per ripercorrere una storia fatta di volontariatoinnovazionecollaborazione e crescita continua di una delle più grandi comunità di produzione di dati geografici liberi al mondo.

Il 27 gennaio 2016Wikimedia Italia ha firmato l’accordo con la OpenStreetMap Foundation, diventando capitolo locale ufficiale e il secondo a livello mondiale dopo l’Islanda. In Italia, OpenStreetMap ha trovato una casa capace di offrire supporto legale, amministrativo e organizzativo, mantenendo al centro il ruolo fondamentale della comunità dei mappatori e delle mappatrici.

In questi dieci anni, il progetto è cresciuto enormemente: da iniziativa di nicchia a database utilizzato quotidianamente da cittadini, aziende, pubbliche amministrazioni, ricercatori, escursionisti, ciclisti e sviluppatori. Un percorso che si inserisce pienamente nella missione condivisa da OpenStreetMap e Wikimedia Italia: rendere la conoscenza, geografica e non solo, libera, accessibile e riutilizzabile da chiunque.

Un 2025 ricco di risultati e collaborazioni

L’ultimo anno è stato particolarmente significativo per il capitolo italiano di OpenStreetMap, con progetti che hanno dimostrato la maturità dell’ecosistema comunitario costruito nel tempo.

Il rinnovamento di Tuttocittà, che ha scelto OpenStreetMap come fornitore dei dati geografici, rappresenta un passaggio storico: una piattaforma iconica della cartografia italiana che si affida a dati aperti e collaborativi, confermando la qualità e l’affidabilità del lavoro della comunità.

Le iniziative di mappatura collaborativa hanno continuato a crescere e diversificarsi. Il progetto “Facciamo Luce”a Milano ha coinvolto volontari e studenti del Politecnico di Milano nella mappatura della rete di illuminazione urbana, mostrando come OpenStreetMap possa essere uno strumento concreto per migliorare la conoscenza e la gestione degli spazi urbani.

Di rilievo anche il progetto dei volontari del mese di ottobre, dedicato alla mappatura di 30 piccoli centri italiani: la comunità ha aggiornato la cartografia libera e aggiunto oltre 39 mila dettagli utili, tra cui 22.600 edifici, relativi a borghi e paesi che spesso non trovano spazio nelle mappe commerciali. Nel mese di novembre, l’evento FOSS4G-it & OSMit 2025 ha riunito a Trento comunità, ricercatori e professionisti del mondo dei dati e del software geografico libero, confermando il ruolo centrale dell’Italia nel panorama geospaziale open.

FOSS4G-IT – OSMit 2024 11 di Anisa Kuci, CC BY-SA 4.0, da Wikimedia Commons

Alle origini del capitolo italiano: l’intervista a Simone Cortesi

Per raccontare come tutto è iniziato, abbiamo intervistato Simone Cortesi, ex tesoriere e segretario della OpenStreetMap Foundation, che il 27 gennaio 2016, insieme a Martijn van Exel per OpenStreetMap Foundation, firmò l’accordo con Wikimedia Italia che sancì la nascita del capitolo locale italiano.

Alla base di quella scelta c’era la volontà di far parte di qualcosa di più grande:

“L’idea è stata quella di far parte di qualcosa di più grande, di un’associazione che avesse ideali simili a quelli della OpenStreetMap Foundation e in Wikimedia Italia ho trovato un terreno fertile per questo. La comunità era molto grande; io ho cominciato a lavorare in OSM prima ancora che esistesse un dominio nel web.”

Cortesi racconta i primissimi anni di OpenStreetMap, quando il progetto era ancora sperimentale e fortemente legato all’iniziativa di Steve Coast, imprenditore britannico che nel 2004 ha fondato OpenStreetMap in Inghilterra:

“Steve aveva iniziato a scrivere un po’ di codice, all’epoca si facevano delle donazioni (come Patreon) e, arrivato a un certo obiettivo, ha sviluppato una cosiddetta ‘feature’ , la sua idea. […] Inizialmente, OpenStreetMap renderizzava solo il centro di Londra: Steve è partito da lì, fino ad arrivare al Galles e all’intera Inghilterra.”

In Italia, il contributo passava anche attraverso il lavoro di relazione con le istituzioni:

“Io non ero particolarmente bravo a scrivere codice, ma avevo una grossa base di competenze nei legami con la pubblica amministrazione, quindi ho cominciato a liberare dati “ad Simonem”: chiedevo l’autorizzazione affinché mi dessero la possibilità di pubblicare i dati e renderli liberi.”

Anche i ricordi di Cortesi dei primi mapping party restituiscono tutta la dimensione pionieristica di quegli anni:

“Ricordo ancora il primo mapping party a Pavia, che si è concluso con l’upload dei dati a casa mia; prima non era così semplice avere le password del wifi dei bar in città… Per raccogliere i dati usavamo dei dispositivi GPS che avevano un tasto d’accensione e un marcatore temporale. Li tenevamo sui nostri zaini: il dispositivo registrava un segnale GPS e, ogni 5 secondi circa, segnava la coordinata, creava un file GPX e caricavamo le tracce su OSM. Lì, cercando il mio profilo, si possono vedere migliaia di tracce: non c’erano ancora le immagini satellitari, quindi non si poteva sapere cosa si trovasse in un determinato luogo da una foto; bisognava capirlo dalla quantità di punti GPX che si trovavano in quel posto. Il motivo per cui Steve ha iniziato con OSM è che aveva bisogno di una mappa di Londra che ancora non esisteva. Io, in quel periodo, mi stavo per trasferire a Londra, avevo conosciuto Steve tramite una newsletter e anche io in quel momento avevo bisogno di una mappa della provincia di Pavia dove sono nato e cresciuto. All’epoca ero attivo nel settore dell’idroelettrico, avevo bisogno di sapere dove si trovassero i fiumi e le varie confluenze e non c’era nulla di tutto ciò che vediamo adesso. Non potevi andare online e scaricare un dataset dei fiumi della Lombardia, così come Steve non poteva fare nulla con Londra. E… II primo punto posizionato in Italia su OSM è il Ponte della Becca a Pavia, dove si trova la confluenza tra il fiume Po e il Ticino, proprio a pochi chilometri da casa mia.”

Martijn van Exel (OpenStreetMap Foundation) and Simone Cortesi (WikiMedia Italia) signing the agreement between OSMF and WMI for the Italian Chapter di Martijn van Exel, CC BY-SA 4.0, da Wikimedia Commons

Le voci della comunità

A raccontare l’evoluzione di OpenStreetMap in Italia sono le persone che, giorno dopo giorno, hanno contribuito al progetto. Abbiamo chiesto ad alcuni volontari di condividere la loro esperienza, i cambiamenti osservati e le prospettive future.

Stefano Sabatini

“Da quando ho iniziato a contribuire attivamente nel 2011, ho cercato di partecipare ad iniziative di diffusione del progetto, a partire dalla serie di M’Appare Genova nel 2012 dove avevamo approcciato università, pubblica amministrazione ed aziende. Negli anni, con l’aumentare dei partecipanti abbiamo visto aumentare notevolmente anche la qualità del lavoro. Così, da “giocattolo” per gli addetti ai lavori, OSM è diventata una piattaforma che ospita una collezione di interessi specifici: dagli appassionati di infrastrutture agli escursionisti, e che viene migliorata anche grazie ai contributi sempre più numerosi degli utilizzatori “passivi” (utenti di navigatori o semplici visitatori di mappe che utilizzano i nostri dati). Un grande contributo a livello locale è stato dotarsi di una rappresentanza ufficiale tramite Wikimedia Italia che ci ha permesso di interagire in maniera più strutturata con la platea di interessi che da soli non avremmo potuto coinvolgere. Mi viene in mente la convenzione che abbiamo sottoscritto con il CAI per interfacciare il Catasto Sentieri con OpenStreetMap, e il lavoro – spesso dietro le quinte – della figura della project manager di WMI per OSM, fino ad arrivare al successo dell’anno scorso che vede Tuttocittà utilizzare OSM come fornitore di dati geografici. Con il capitolo abbiamo avuto occasione di poter utilizzare le potenzialità del mondo Wikimedia: dall’utilizzare le infrastrutture tecnologiche per fare esperimenti che hanno portato al servizio degli estratti, a sperimentare l’integrazione fra OSM e Wikidata (anni prima che si diffondesse)… Abbiamo organizzato due conferenze internazionali e tante altre iniziative. In futuro, spero che il tema della conoscenza aperta sia sempre più visibile e necessario, rendendo sia il mondo Wikimedia che il mondo OpenStreetMap indispensabile al grande pubblico e che questa coesistenza di rappresentanza unica al mondo possa portare altre opportunità di sviluppo per i nostri progetti.”

Maurizio Napolitano

“Il mio primo contributo ad OpenStreetMap risale al 2007. Ricordo bene quel momento, non tanto per l’oggetto in sé – una semplice informazione geografica – ma per la sensazione: stavo contribuendo a diffondere conoscenza. Venivo dal mondo del software libero geografico e per me vedere dati che diventavano mappe era già affascinante. Ma OpenStreetMap aveva qualcosa in più: quei dati potevano essere usati da chiunque, per qualsiasi scopo. All’epoca non era affatto scontato, anzi, chiedere i dati aperti, era considerato ancora l’inizio di una lunga battaglia. Quello che mi ha fatto restare, però, non sono state solo le mappe: è stata la comunità. Le mailing list, le discussioni infinite, le persone che incontravi prima online e poi dal vivo. Gente con competenze profondissime e gente che non sapeva nulla di geografia o GIS, ma aveva voglia di contribuire. C’era chi mappava per passione, chi per necessità, chi perché amava camminare, andare in bici, esplorare. Percorsi diversissimi che convivevano senza gerarchie. Ho conosciuto così i primi pionieri italiani, persone che oggi fanno parte della storia di OpenStreetMap (uno su tutti Simone Cortesi). Non come “eroi”, ma come individui che dedicavano tempo, energia, entusiasmo a qualcosa in cui credevano davvero. E ho capito molto presto una regola fondamentale: in OpenStreetMap non conta chi sei, ma cosa fai. Negli anni, ho vissuto momenti complessi e bellissimi: le discussioni sul cambio di licenza, i primi mapping party, la nascita di OSMit, il desiderio di dare alla comunità italiana una casa riconoscibile. Quando si è trattato di capire come strutturarsi, ho sostenuto l’idea di guardare a Wikimedia Italia. Non perché fosse la soluzione più semplice, ma perché OpenStreetMap stava diventando qualcosa di più grande del solo ambito geospaziale. Un progetto capace di attrarre persone che non arrivavano da percorsi tecnici, ma da passioni, bisogni, curiosità. Non è stato tutto immediato. L’incontro tra mondi diversi richiede tempo, pazienza e presenza. Ma OpenStreetMap funziona così: per do-ocracy. Chi fa, decide. E io ho sempre creduto che fosse un enorme punto di forza. Nel tempo ho contribuito in molti modi: mappando, raccontando, organizzando. Ho parlato di OpenStreetMap in radio, in TV, sui giornali. Ne ho parlato anche in tre TEDx, perché sentivo il bisogno di spiegare che le mappe non sono solo tecnologia, ma cultura, politica, responsabilità. Ho fatto parte del direttivo di Wikimedia Italia e oggi sono nel direttivo della OpenStreetMap Foundation. Un luogo che molti non vedono, ma che è fondamentale per garantire che questo progetto resti libero, sostenibile e indipendente. OpenStreetMap ha influenzato profondamente il mio percorso professionale, ma soprattutto il mio modo di stare nelle comunità. Mi ha insegnato che costruire beni comuni richiede tempo, ascolto e una disponibilità reale a mettersi in gioco. Restituire parte del mio tempo a OpenStreetMap non è un favore che faccio a qualcuno. È il modo più naturale che conosco per dire grazie a un progetto che mi ha insegnato cosa significa davvero “costruire insieme”.”

Federica Gaspari

Se mi guardo indietro, devo essere onesta: il 2025 mi ha visto più nelle vesti di “esploratore solitario” che del collaboratore assiduo che cerco sempre di essere. Eppure, anche se ho sentito la mancanza delle mappature collettive, i momenti condivisi hanno lasciato un segno profondo. I ricordi migliori di questi mesi? Sicuramente il progetto WikiImparare con la scuola Morosini Manara di Milano. Continuare il lavoro sul ‘Wiki-Giardino’ e vedere gli studenti scoprire che la natura esiste anche nella nostra ‘giungla di cemento’, imparando al contempo a usare strumenti digitali, è stata una grande vittoria. E poi le iniziative con i PoliMappers: anche se meno numerosi, i mapathon sono stati significativi. Dalla collaborazione con il PouL per il campus Leonardo, al progetto “Facciamo Luce” sulla rete di illuminazione urbana. Non sarei qui a raccontarlo senza il supporto di persone speciali: grazie a Giovanna Ranci per avermi coinvolto nuovamente con le scuole, a Dina e Huy per essere stati i migliori compagni di mappatura, e al Prof. Taichi Furuhashi per aver portato una passione contagiosa (e una fantastica camera a 360°!) in ogni singolo incontro.

“Facciamo Luce” – gruppo di lavoro 2 di Anisa Kuci, CC BY-SA 4.0, da Wikimedia Commons

Alessandro Palmas

Non è certo semplice condensare gli ultimi 10 anni in poche righe di un’attività che da hobby è diventata un lavoro e continua ad essere tutt’ora anche un hobby. Dall’entusiasmo della partenza (avevo finalmente trovato una Wikipedia delle mappe) a fine 2007, disegnando una mappa quasi vuota, alla riscoperta dell’escursionismo per mappare i sentieri in Liguria e basso Piemonte. Gli ultimi 10 anni hanno visto una profonda modifica in tutti gli aspetti del progetto OSM. Ovviamente, la densità e la tipologia degli oggetti mappati è cresciuta a dismisura; la conoscenza della mappatura per l’accessibilità di strade e negozi aggiunse entusiasmo al progetto. Qualche anno prima della nascita del Capitolo Italiano di OSM, iniziammo a bussare alle porte delle Amministrazioni locali. Ecco, in quegli incontri mi consideravo quasi un “eretico delle mappe”, trovandoci a parlare con funzionari che ci introducevano all’informazione geografica “autoritativa”, che giravano quasi sempre su sistemi software non Open Source (e spesso ne coglievamo le contraddizioni nei loro cicli di aggiornamento del dato spesso quinquennali). Trovammo però anche molte persone disposte ad ascoltarci; ma, tranne qualche caso, era difficoltoso allacciare intese o rapporti ufficiali: ci mancava un riconoscimento ufficiale, una carta intestata. Ed ecco che verso la fine del 2015 avvenne la naturale svolta, facendo prima conoscenza, poi unendosi a Wikimedia Italia che garantiva un solido supporto legale/amministrativo e con la quale condividevamo gli ideali di comunità e condivisione della conoscenza. I primi anni hanno visto sbocciare sinergie con diverse Amministrazioni, che a loro volta hanno condiviso informazioni importanti. Parliamo ad esempio di alcuni milioni di numeri civici che successivamente sono stati importati in OSM, ma anche di accordi e iniziative che sono ancora in vigore, come ad esempio l’accordo col Club Alpino Italiano che si è aperto – cosa non banale per un’istituzione che ha radici profonde con la storia e la tradizione italiana – alle nuove tecnologie informatiche. E intanto i mappatori continuavano a mappare a piedi, in bicicletta, treno o auto, con GPS e smartphone sempre più precisi e potenti. E in pochi anni le mappe e i dati, usate da sfondo o come base per elaborazioni, hanno avuto sempre più piede nella vita di tutti i giorni degli iItaliani… E ormai non passa giorno che non appaiano in televisione o su qualche quotidiano o rivista.

Alessandro Sarretta

“Il fatto che in Italia il capitolo locale di OSMF sia rappresentato da Wikimedia Italia è una unicità a livello mondiale di cui andare fieri, perché fornisce supporto, coordinamento e risorse a per la comunità dei volontari OpenStreetMap difficilmente replicabili. In questi 10 anni insieme, mi sembra che molte iniziative organizzate da WMI (organizzazione di eventi, finanziamenti mirati, creazione di gruppi di lavoro, coordinamento con altre associazioni e iniziative) abbiano aiutato a semplificare e arricchire le attività di mappatura dei volontari OSM. Da volontario OpenStreetMap e appassionato di software geografico libero e dati aperti, ho trovato in WMI una realtà ricca di persone appassionate, di valori, di esperienza, che credo fornisca una casa ideale per supportare il lavoro di chi ha cuore non solo OpenStreetMap, ma più in generale il tema dei dati e dell’informazione geografica libera. Molto altro c’è da fare, soprattutto in termini di supporto ai gruppi e alle attività locali, ma si sa che le cose funzionano se ci sono persone di buona volontà che si impegnano a farle funzionare e su questo sono convinto che WMI e OSM avranno modo di continuare a lavorare anche nei prossimi 10 anni insieme!”

Lorenzo Stucchi

“Wikimedia Italia ha dato alla comunità OpenStreetMap una casa stabile, capace di valorizzare il lavoro dei volontari senza mai sostituirsi ad essi. Questo ha reso possibile affrontare sfide complesse e ambiziose: dal dialogo strutturato con le pubbliche amministrazioni, come nel caso della convenzione con AMAT, all’organizzazione di eventi di rilievo nazionale come OSMIT e internazionale come State of the Map 2018 a Milano e State of the Map 2022 a Firenze, fino alla gestione continuativa di servizi e progetti a supporto della comunità.

Grazie a Wikimedia Italia, la comunità può oggi contare su strumenti concreti come un’istanza di Tasking Manager e sui servizi di estrazione dati: attività spesso poco visibili, ma essenziali per rendere OpenStreetMap sempre più accessibile, affidabile e utilizzabile nel lavoro quotidiano di mappatori e mappatrici.

Questi risultati importanti pongono davanti a una domanda centrale: come può’la comunità supportare Wikimedia Italia affinché supporti ancora meglio la comunità? Guardando al futuro, credo che solamente con il coinvolgimento diretto di un numero maggiore di volontari OSM all’interno dell’associazione sia possano immaginare e realizzare insieme progetti sempre più grandi e di maggiore impatto.

GEOdaysIT 2023 – OpenStreetMap group photo di Anisa Kuci, CC BY-SA 4.0, da Wikimedia Commons

Uno sguardo rivolto al futuro

Dieci anni dopo la nascita del capitolo italiano, OpenStreetMap continua a essere un progetto vivo, in evoluzione, capace di adattarsi ai cambiamenti tecnologici e sociali senza perdere la propria identità: le mappe libere non sono solo uno strumento tecnico, ma un bene comune costruito collettivamente, giorno dopo giorno.

Il compleanno del capitolo italiano di OSM è quindi non solo una celebrazione del percorso svolto fino ad oggi, ma un invito a guardare avanti verso nuove collaborazioni, nuovi contributori e nuove mappe da disegnare insieme.

Buon compleanno OpenStreetMap Italia!

Immagine in evidenza: State of the Map 2022 – group photo 10 di Carlo Prevosti for Wikimedia Italia, CC BY-SA 4.0, da Wikimedia Commons

Domenica 18 gennaio 2026, nella splendida cornice del Museo Nazionale del Risorgimento Italiano di Torino, scopriremo quali sono le immagini vincitrici della quattordicesima edizione nazionale di Wiki Loves Monuments. La premiazione avverrà durante i festeggiamenti per il 25° anniversario di Wikipedia.

Wiki Loves Monuments è il più grande concorso fotografico al mondo dedicato alla libera condivisione delle immagini del patrimonio culturale. Nato all’interno del movimento Wikimedia, il concorso ha invitato quest’anno fotografi e appassionati a fotografare monumenti, edifici pubblici e luoghi della memoria, rendendo le immagini disponibili con licenza libera su Wikimedia Commons.

La premiazione nazionale di Wiki Loves Monuments 2025

La cerimonia di premiazione nazionale di Wiki Loves Monuments Italia 2025 si terrà durante la giornata di festeggiamenti per il 25° compleanno dell’enciclopedia libera. A partire dalle 16:00, nella sala Codici del museo, verranno premiate le fotografie vincitrici e incontreremo fotografi professionisti e amatoriali che con il loro talento contribuiscono alla missione della conoscenza libera.

Per partecipare all’evento e consultare il programma completo è possibile iscriversi a questo link: https://w.wiki/Gbwb

Giuria e collaborazioni

Wiki Loves Monuments Italia 2025 è realizzato con il patrocinio di ANCI e della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, e con la collaborazione di FIAF -Federazione Italiana Associazioni Fotografiche.

La giuria nazionale è composta da:

  • Simone Sabatini, consigliere nazionale e direttore del Dipartimento Esteri FIAF
  • Paola Redemagni, storica dell’arte e esperta di cimiteri
  • Niccolò Caranti, wikipediano e fotografo
  • Chiara Veninata, dirigente dell’Istituto Centrale per gli Archivi del Ministero della Cultura

La selezione delle immagini è stata preceduta dal lavoro di una pre-giuria nazionale composta da 74 persone, tra wikimediani, fotografi, esperti di beni culturali e organizzatori dei concorsi regionali e locali.

I numeri della partecipazione

Nel 2025, Wiki Loves Monuments ha raccolto a livello globale 239.502 fotografie, caricate da 3.806 partecipanti.

In Italia, i risultati sono stati particolarmente rilevanti:

  • Oltre 26.000 fotografie caricate, pari al 10,8% del totale globale
  • 3.889 immagini (circa il 15% del totale italiano) sono già utilizzate nei progetti Wikimedia
  • 508 partecipanti, di cui 239 nuovi utenti, pari al 13,3% dei partecipanti globali
  • Oltre 120.000 monumenti fotografabili sul territorio nazionale, tra cui:
    • 7.873 edifici pubblici
    • 17.350 luoghi della memoria
    • 955 monumenti mai documentati prima su Wikimedia Commons sono ora presenti con almeno una fotografia

Le regioni più attive

Le regioni con il maggior numero di fotografie caricate, sono, nell’ordine:

  • Toscana – 4.505 fotografie
  • Lombardia – 3.467
  • Sicilia – 2.655 (new entry 2025)
  • Liguria – 2.119
  • Campania – 2.055

Mentre le regioni con il maggior numero di partecipanti sono:

  • Puglia – 148 partecipanti
  • Lombardia – 109
  • Sicilia – 70
  • Lazio – 57
  • Emilia-Romagna – 55

Nel corso dell’edizione 2025 si sono svolti 8 concorsi regionali (Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Sicilia, Toscana) e 1 concorso locale (Lake Como). Tra agosto e settembre sono state inoltre organizzate dai volontari 15 wikigite e 2 workshop fotografici realizzati in collaborazione con FIAF.

Immagine in evidenza: Torino, museo del Risorgimento italiano (01) di Gianni Careddu, CC BY-SA 4.0, da Wikimedia Commons

25 anni di conoscenza umana. Buon compleanno, Wikipedia!

Wednesday, 7 January 2026 10:21 UTC

Il 15 gennaio 2026 Wikipedia celebra il suo 25º compleanno: venticinque anni di conoscenza libera, costruita insieme. Dal 2001 a oggi, migliaia di persone in tutto il mondo hanno contribuito a creare un’enciclopedia che chiunque può consultare, modificare e migliorare, rendendo l’accesso al sapere più equo e inclusivo.

Wikipedia non è solo un sito web: è un bene pubblico digitale, una comunità globale di volontarie e volontari che ogni giorno si impegnano a scrivere, verificare e condividere informazioni affidabili, neutrali e riutilizzabili. Un progetto che ha dimostrato, nel tempo, come la collaborazione e l’apertura generino valore duraturo per la società.

L’importanza di Wikipedia, soprattutto oggi

In questi venticinque anni, Wikipedia è cresciuta insieme alla sua comunità, adattandosi ai cambiamenti tecnologici e culturali senza perdere la propria missione originaria: rendere la conoscenza accessibile a tutte e a tutti. Un impegno particolarmente importante oggi, in un contesto informativo in cui i sistemi di intelligenza artificiale rendono ancora più necessaria l’esistenza di contenuti affidabili e verificabili.

“Sono passati 25 anni da quando Wikipedia è entrata a far parte del nostro mondo, rivoluzionando l’idea che avevamo di accesso alla conoscenza. Era un internet diverso, decentralizzato, pullulante di forum, bacheche, chat, un luogo di condivisione e scambio e anche Wikipedia non faceva eccezione.

Nel tempo, le grandi piattaforme hanno occupato sempre più porzioni di quello spazio pubblico che era la rete, ma Wikipedia è rimasta lì, senza cedere alle logiche della monetizzazione, senza rinunciare ai suoi valori fondamentali di apertura, trasparenza, verificabilità e libertà.

Cosa ci aspetta nei prossimi 25 anni? In un mondo che sarà sempre più pervaso dall’intelligenza artificiale, una scatola chiusa, la comunità dei volontari rimarrà un punto di riferimento saldo, continuerà ad impegnarsi in prima persona per garantire un’informazione umana, da tutti, per tutti. Speriamo che sempre più persone vogliano unirsi a questo sforzo”.

Ferdinando Traversa, Presidente di Wikimedia Italia

I 25 anni di Wikipedia nel mondo

Il venticinquesimo compleanno di Wikipedia viene celebrato con eventi, incontri e iniziative in tutto il mondo, organizzati dalle comunità locali e dai capitoli del movimento Wikimedia.

Guarda tutti gli eventi: https://meta.wikimedia.org/wiki/Wikipedia_25/Events/it#Celendario_degli_eventi

Anche la comunità italiana partecipa alle celebrazioni con una serie di iniziative distribuite sul territorio. Una panoramica aggiornata dei festeggiamenti in Italia è disponibile sulla pagina dedicata.

L’evento nazionale a Torino

La celebrazione nazionale dei 25 anni di Wikipedia in Italia si terrà domenica 18 gennaio 2026 a Torino, presso il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano. L’evento unirà il compleanno dell’enciclopedia libera a un momento particolarmente significativo per il movimento Wikimedia in Italia: la premiazione del concorso Wiki Loves Monuments Italia 2025, affiancata dalla premiazione del concorso fotografico locale Wiki Loves Monuments Piemonte 2025.

Il programma della giornata

Il programma dell’evento del 18 gennaio prevede un’intera giornata di attività aperte alla comunità e al pubblico:

  • 10:00 – 12:30: editathon
  • 12:30 – 13:00: visita guidata al museo
  • 13:00 – 15:00: light lunch e celebrazione del 25º compleanno di Wikipedia
  • 15:00 – 18:00: testimonianze delle istituzioni culturali (Museo Nazionale del Risorgimento Italiano, Museo Egizio, Teatro Regio di Torino, Università di Torino, Biblioteche civiche torinesi, Biblioteca di Economia e
    Management dell’Università di Torino)
  • premiazione di Wiki Loves Monuments Italia 2025
  • premiazione di Wiki Loves Monuments Piemonte 2025

La partecipazione all’evento è gratuita, ma è richiesta l’iscrizione. Le informazioni aggiornate e il modulo di registrazione sono disponibili sulla pagina dedicata: https://it.wikipedia.org/wiki/Evento:Premiazione_Wiki_Loves_Monuments_Italia_2025_e_compleanno_Wikipedia_25

Festeggiare con uno sguardo rivolto al futuro

Questa giornata rappresenta un momento di incontro tra comunità, partner culturali e volontari: è un’occasione per celebrare non solo la storia di Wikipedia, ma anche il lavoro quotidiano di chi si impegna ogni giorno nella costruzione della conoscenza libera a tutto tondo.

Festeggiare i 25 anni di Wikipedia significa guardare avanti. E il futuro di Wikipedia dipende, oggi come nel 2001, dalle persone che scelgono di contribuire. Questo anniversario è un’occasione per ringraziare chi ha reso possibile il progetto e per invitare nuove persone a partecipare, perché la conoscenza libera cresce solo se condivisa.

Immagine: Collage Wikipedia 25 ITA 1 di Wikimedia Foundation, opera derivata di Simona Cannataro (WMIT), CC BY-SA 4.0, da Wikimedia Commons

Quali sono stati i temi che hanno catturato maggiormente l’attenzione degli utenti italiani nel 2025? Anche quest’anno, grazie al supporto dei volontari Oltrepier e Dario Ferraro, abbiamo stilato la classifica e commentato le voci più visualizzate su Wikipedia in italiano, considerando le visite dal 1° gennaio al 30 novembre 2025.

Ne emerge una fotografia in cui sport, attualità e figure religiose si intrecciano, restituendo un quadro variegato degli interessi del pubblico.

La Top 10 del 2025

1. Jannik Sinner (3.877.370 visite)

Per il secondo anno consecutivo, il tennista altoatesino Jannik Sinner guida la classifica delle voci più lette dell’enciclopedia libera in italiano, segno di un interesse che non accenna a diminuire tra i nostri connazionali. Anche se non è riuscito a confermarsi in vetta alla classifica ATP per appena 550 punti, su Wikipedia Sinner non teme rivali: primo italiano di sempre a raggiungere la vetta del ranking ATP, il suo percorso comprende una presenza costante nei media e, soprattutto, vittorie nei tornei più prestigiosi. Nonostante i tre mesi di sospensione legati al caso Clostebol, nel 2025 ha raggiunto la finale in tutti e quattro i tornei del Grande Slam, dando vita a sfide memorabili con il rivale Carlos Alcaraz, e ha conquistato il titolo dei Wimbledon Championships, diventando il primo italiano a vincere il singolare maschile sull’erba londinese. Le polemiche seguite al rifiuto di partecipare alla Coppa Davis non oscurano un’annata memorabile, che ha definitivamente consacrato Sinner tra i più grandi sportivi italiani della storia.

2. Papa Francesco (3.144.224 visite)

Al secondo posto troviamo la voce dedicata a Papa Francesco, scomparso il 21 aprile 2025 dopo 12 anni di pontificato. Nato a Buenos Aires il 17 dicembre 1936 con il nome Jorge Mario Bergoglio, è stato il primo pontefice proveniente dal continente americano e il primo gesuita a salire al soglio pontificio. Eletto il 13 marzo 2013 nel conclave successivo alla rinuncia di Benedetto XVI, scelse il nome di Francesco in omaggio a San Francesco d’Assisi, richiamandosi fin da subito a un’idea di Chiesa sobria vicina agli ultimi; rinunciò agli appartamenti papali e scelse di risiedere presso la Domus Sanctae Marthae. Papa amatissimo, non sorprende che la sua voce sia tra le più consultate: dopo aver inaugurato l’Anno Giubilare con l’apertura della Porta Santa durante la messa di Natale, le sue condizioni di salute sono però peggiorate rapidamente, fino al al ricovero di febbraio al Policlinico per una polmonite che lo ha costretto a un lungo periodo di riposo assoluto. Nonostante la salute precaria lo abbia portato a rinunciare alla celebrazione della Via Crucis, riuscì comunque a impartire la benedizione Urbi et Orbi il giorno di Pasqua, prima di spegnersi la mattina successiva. I suoi funerali hanno visto la partecipazione di oltre 400 mila fedeli e di 130 delegazioni diplomatiche da tutto il mondo, segnando la fine di un’epoca in cui Francesco è stato percepito come il simbolo di una Chiesa più umile, più vicina ai poveri e attenta alle sfide del mondo contemporaneo.

3. Papa Leone XIV (3.025.143 visite)

In terza posizione troviamo il pontefice in carica dal mese di maggio 2025: Papa Leone XIV. Che la sua elezione sia stata uno degli eventi più seguiti dell’anno lo si evince chiaramente anche dai dati di Wikipedia. Il conclave del 2025, convocato dopo la scomparsa di Papa Francesco, si è svolto il 7 e l’8 maggio nella Cappella Sistina e al quarto scrutinio ha eletto Robert Francis Prevost come 267° pontefice, che ha scelto il nome di Leone XIV in omaggio a Papa Leone XIII. Con la sua elezione Leone XIV è diventato il primo papa statunitense della storia, nonché il secondo pontefice americano dopo Francesco. Il suo insediamento ufficiale come vescovo di Roma è avvenuto il 18 maggio 2025 con la Messa di inizio pontificato in Piazza San Pietro, cerimonia che ha attirato centinaia di migliaia di fedeli. Così come è stato naturale successore di Francesco sul soglio pontificio, Leone XIV lo segue anche nella classifica delle voci più lette: se fino al conclave il suo nome era poco noto al grande pubblico, l’8 maggio oltre un milione e mezzo di italiani hannoconsultato la sua pagina su Wikipedia, segnando un record di accessi in un singolo giorno. Tuttavia, il suo stile di pontificato sobrio e lontano dai riflettori ha comportato una progressiva riduzione dell’attenzione mediatica nel corso dei mesi successivi, con un conseguente calo delle visite che lo ha lasciato ai piedi del podio.

4. Lucio Corsi (2.640.402 visite)

Già primo tra le voci più lette su Wikipedia nel mese di febbraio 2025Lucio Corsi è la rivelazione della nostra classifica, cantautore toscano caratterizzato da un immaginario musicale che mescola narrativa fiabesca e sonorità folk-rock. Il suo primo album in studio è Bestiario musicale (2017), un concept album che rende omaggio agli animali e ai paesaggi della sua terra, la Maremma: una scelta che testimonia fin da allora la sua originalità e la forte connessione con le radici. Dopo anni di gavetta, nel 2025 Corsi ottiene una grande visibilità partecipando al Festival di Sanremo 2025 con il brano Volevo essere un duro, con cui si classifica secondo e vince il premio della critica “Mia Martini”. Il brano, contenuto nell’album omonimo, ottiene un notevole successo, venendo anche scelto per rappresentare l’Italia all’Eurovision Song Contest 2025, con il quale Corsi ha conquistato il quinto posto.

5. Rai (2.552.962 visite)

Come lo scorso anno, anche l’ormai settantenne Rai compare nuovamente nella classifica, segno del ruolo centrale che il servizio pubblico mantiene nel dibattito culturale e mediatico del Paese. Le sue origini risalgono al 1924, quando nacque come Unione Radiofonica Italiana (URI), poi evolutasi in Ente Italiano per le Audizione Radiofoniche (EIAR), fino a diventare Rai – Radiotelevisione Italiana, nel 1954. Oggi la Rai rappresenta il primo polo televisivo in Italia e uno dei maggiori gruppi di comunicazione d’Europa, con un’offerta che comprende numerosi canali televisiviradiofonicicentri di produzione audiovisiva e servizi multimediali. Nel corso dei decenni ha svolto una funzione fondamentale ma anche come strumento di informazione, educazione e costruzione dell’immaginario collettivo italiano, contribuendo in maniera significativa alla formazione di un’identità nazionale. Complice la discussione pubblica su palinsesti, governance e produzioni di grande richiamo, nel corso del 2025 la voce ha beneficiato di un rinnovato interesse. Nonostante siano in tanti a dare per vinta la televisione, il successo di programmi storici come il Festival di Sanremo, la serie evento Il conte di Montecristo e le amatissime Mare fuoriImma TataranniDon Matteo e Mina Settembre, trascina il servizio pubblico fra i primi cinque posti delle ricerche.


6. Lista dei papi (2.309.967 visite)

L’elezione di Papa Leone XIV ha inevitabilmente portato molti utenti a consultare la pagina “Lista dei papi” nelle fasi di transizione ecclesiastica, spesso incuriositi anche dai tanti post sui social che citavano la Profezia di Malachia che, fortunatamente, altro non è che un falso storico. La voce ripercorre tutte le successioni papali dall’antichità a oggi, utile per chi vuole ritrovare riferimenti storicicuriosità sui pontificati passati o informazioni sui periodi più complessi della storia della Chiesa.

7. Ed Gein (1.963.923 visite)

Criminale statunitense attivo negli anni ’50, Ed Gein rimane oggi una delle figure più inquietanti e studiate del panorama criminale americano. Nato nel 1906 nello Stato del Wisconsin, visse un’infanzia difficile, segnata da una madre profondamente religiosa e autoritaria; dopo la morte dei genitori e del fratello, si isolò nella fattoria di famiglia a Plainfield, sviluppando nel tempo comportamenti sempre più disturbati. Fu arrestato nel 1957 e all’interno della sua abitazione vennero scoperti reperti umani: corpi dissotterrati da tombe locali e oggetti macabri realizzati con ossa e pelle umana. Giudicato incapace di intendere e di volere, Gein venne internato in istituti psichiatrici, dove trascorse il resto della sua vita fino alla morte avvenuta nel 1984. La natura grottesca dei suoi crimini ispirò numerosi film horror, romanzi e personaggi cinematografici destinati a diventare iconici. Nell’ottobre 2025 è stata pubblicata sulla piattaforma streaming Netflix la terza stagione della serie antologica Monster di Ryan Murphy, incentrata proprio sulla storia di Ed Gein, a conferma di come il genere true crime riscuota sempre più successo. Pur ricevendo numerose critiche per le libertà creative prese dagli sceneggiatori, la serie ha inchiodato allo schermo milioni di spettatori da tutto il mondo, divenendo la più vista su Netflix lo scorso ottobre. Curiosamente, lo stesso mese la seconda serie più vista sulla piattaforma è quella sul Mostro di Firenze, prima voce fra quelle escluse dalla nostra classifica.

8. Carlos Alcaraz (1.826.086 visite)

Oltre a Sinner, anche il fenomeno spagnolo del tennis Carlos Alcaraz rientra nella nostra classifica. Due tennisti tra le prime dieci voci più consultate e nemmeno un calciatore è certamente qualcosa che, fino a qualche anno fa, sarebbe statoinimagginabile per la popolazione italiana. Eppure, il successo di Sinner riesce a portare in classifica anche il suo grande rivale, che ha chiuso il 2025 in cima alla classifica ATP grazie ai successi in finale contro l’avversario altroatesino ai tornei Roland Garros e US Open. Con una lucidità e costanza da campione assoluto, nel 2025 vanta un record straordinario di 71 vittorie e solo 9 sconfitte. A 22 anni, Alcaraz ha definito la stagione 2025 come la migliore della sua carriera, con un totale di 8 titoli ATP vinti nel corso dell’anno.Il 2026 si preannuncia una lotta a due; a sgomitare tra i vari avversari ci sono Lorenzo Musetti, la cui voce si ferma poco al di sotto del milione di visite, e Flavio Cobolli che, grazie alla vittoria in Coppa Davis, ha acceso la curiosità di 300 mila visitatori nel mese di novembre.

9. Delitto di Garlasco (1.802.455 visite)

A distanza di 18 anni, il delitto di Garlasco rimane uno dei casi di cronaca nera più discussi degli ultimi decenni e continua a generare grande interesse. Il delitto di Garlasco riguarda l’omicidio, avvenuto il 13 agosto 2007, di Chiara Poggi, ventiseienne trovata morta all’interno della sua abitazione a Garlasco. L’unico imputato, Alberto Stasi, allora fidanzato della vittima, fu assolto nei primi due gradi di giudizio, ma in seguito condannato in via definitiva a 16 anni di reclusione. Ancora oggi il caso continua a essere al centro dell’attenzione mediatica e dell’immaginario collettivo per diversi motivi che, all’inizio del 2025, anche grazie al ritrovamento di nuove tracce di DNA e reperti, hanno riacceso dubbi e ipotesi alternative, portando così alla riapertura del caso. Quasi due milioni di lettori sono andati a ripercorrere su Wikipedia quanto accaduto, nel tentativo di rimettere insieme i tasselli di un puzzle che risulta ancora incompleto. 

10. Papa Giovanni Paolo II (1.717.407 visite)

Infine, anche la figura di Papa Giovanni Paolo II occupa un posto centrale tra le voci più lette nel 2025, quasi vent’anni dopo la sua morte. Il suo pontificato, durato 26 anni, 5 mesi e 17 giorni, è stato uno dei più lunghi e influenti della storia della Chiesa, con ripercussioni significative non solo sul piano religioso, ma anche politico e sociale. Giovanni Paolo II è stato percepito come un pontefice “globale”: il primo Papa non italiano dopo secoli, il primo pontefice polacco e una figura di raccordo tra tradizione cattolica e mondo contemporaneo.

Accanto alla top 10, diverse voci hanno sfiorato l’ingresso in classifica: tra queste, Mostro di FirenzeItaliaCarlo Acutis e Festival di Sanremo 2025, tutte sopra il milione e mezzo di visualizzazioni.

Restano fuori anche il presidente degli Stati Uniti Donald J. Trump, nonostante la sua presenza quasi costante sulle prime pagine dei giornali, e il tycoon Elon Musk. Anche l’intelligenza artificiale, con la voce dedicata a ChatGPT, si ferma poco sopra il milione di visite, evidenziando come gli utenti preferiscano utilizzare il software senza farsi troppe domande sul suo funzionamento.

Immagini: 

Jannik Sinner US Open 2025 (cropped) di The White Housederivative (opera derivata da Kacir), Pubblico dominio, da Wikimedia Commons

ADAMELLO – PAPA – Giovanni Paolo II – panoramio di Gregorini Demetrio, CC BY-SA 3.0, da Wikimedia Commons

La Biblioteca Centrale del CNR custodisce una collezione cartografica di grande rilievo: carte geomorfologiche, idrogeologiche, batimetriche, magnetometriche, e mappe relative a sismicità, precipitazioni, biodiversità. Grazie al bando MAB 2025, promosso da Wikimedia Italia in collaborazione con ICOM Italia e Creative Commons Italia, è stato avviato il progetto di digitalizzazione della collezione delle carte sismografiche in loro possesso, con l’obiettivo di renderle libere e accessibili online.
 
 La decisione del CNR si è basata su una visione chiara: trasformare un archivio finora consultabile solo su supporto fisico in una risorsa fruibile da ricercatori e cittadini, incoraggiando il riuso, lo studio territoriale, la divulgazione e la conservazione del loro patrimonio scientifico.

Come cambia l’accesso al sapere con il progetto del CNR

Il progetto prevedeva non solo la scansione e la digitalizzazione delle carte, ma anche la loro pubblicazione adottando la licenza Creative Commons Attribution-ShareAlike (CC BY-SA), in linea con i principi di conoscenza libera perseguiti da Wikimedia Italia.
 
 La collaborazione ha coinvolto diversi enti e strutture del CNR: l’Unità Editoria, l’Istituto per la Geologia Ambientale e Geoingegneria (IGAG), l’Istituto di Storia dell’Europa Mediterranea (ISEM), l’Ufficio Agenda Digitale e Processi per il supporto tecnico. Il progetto si è sviluppato a partire dalla digitalizzazione integrale dell’Atlas of isoseismal maps of Italian earthquakes, corredato da un catalogo che copre il periodo dal 1000 al 1980. Ogni mappa isosismica, oltre ad essere stata caricata su Wikimedia Commons, è stata descritta e metadatata, in modo da essere integrata alle relative voci di Wikipedia e negli item di Wikidata.

Carta degli epicentri. Eventi con intensità maggiore o uguale a 4.-5. (ML maggiore o uguale a 3.5) – inv. 005 di CNR, CC BY-SA 4.0, da Wikimedia Commons

In questo modo, la Biblioteca Centrale del CNR si è aperta come piattaforma di conoscenza condivisa. Un patrimonio storico-scientifico che ora può essere studiato, analizzato, mappato e usato da chiunque: dagli esperti ai cittadini interessati, in modo da contribuire a ricerca, formazione e sensibilizzazione su temi ambientali, territoriali e sociali.

Il bando MAB 2025 rappresenta una strategia di rilievo per rendere il patrimonio culturale e scientifico nazionale più accessibile: attraverso la digitalizzazione e la pubblicazione su piattaforme libere si favorisce la conservazione, la fruizione e il riuso delle collezioni.
 
 In questo senso, il progetto della Biblioteca Centrale del CNR assume un valore emblematico: non si tratta solo di digitalizzare delle carte, ma anche di avviare un processo di democratizzazione dell’accesso alla conoscenza, che può stimolare nuovi studi e riflessioni su geologia, ambiente, territorio, storia, con un approccio multidisciplinare e partecipativo.

Atlas of isoseismal maps of Italian earthquakes CNR – Inventario 164 – carta geografica relativa al terremoto dell’Irpinia del 23 novembre 1980 di CNR, CC BY-SA 4.0, da Wikimedia Commons

Inclusione, accessibilità e impegno sociale: il convegno del 9 dicembre 2025

Per accompagnare e valorizzare il progetto, l’Unità Prevenzione e Protezione del CNR e l’Unità Pianificazione, Programmazione e la Biblioteca Centrale del CNR, il 9 dicembre scorso hanno organizzato un convegno presso l’Aula Marconi della sede centrale del CNR.

Il convegno, tenutosi in occasione della Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità, è stato pensato come momento di riflessione sull’inclusione, l’accessibilità e il benessere lavorativo delle persone con disabilità.

Nel pomeriggio è stato messo in luce il ruolo delle biblioteche come spazi di mediazione e accoglienza, con un’attenzione particolare al valore delle tecnologie digitali e alla valorizzazione dei contenuti accessibili, anche attraverso la Lingua dei Segni Italiana (LIS). A tal proposito, il CNR ha tradotto in lingua LIS l’intera convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità (CRPD).

Clicca qui per visualizzare la traduzione in LIS della convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità (CRPD)

Al convegno ha partecipato anche Marta Arosio dello staff di Wikimedia Italia, con l’intervento “DAL SEGNO AL DIGITALE: LA Biblioteca Centrale CNR, la Biblioteca dell’ISSR e il progetto Wikimedia”, che rappresenta il punto di incontro tra la digitalizzazione del patrimonio e le politiche di inclusione culturale e sociale.

In questo modo, il progetto non si è limitato a rendere accessibile un patrimonio cartografico, ma lo ha integrato in una visione più ampia di biblioteche come luoghi di inclusione, partecipazione e condivisione.
 
 Affiancare al progetto un convegno sul tema dell’inclusione e dell’accessibilità rende l’intero progetto non solo culturale, ma anche sociale e civico. Così, la Biblioteca Centrale del CNR si fa custode della memoria scientifica e allo stesso tempo promotrice di una conoscenza libera e realmente accessibile a tutti.

Clicca qui per vedere tutte le immagini del progetto del CNR su Wikimedia Commons

Immagine in evidenza: Atlas of isoseismal maps of Italian earthquakes CNR – Inventario 87 – carta geografica relativa al terremoto dell’Etna, 20 febbraio 1818 (cropped) di CNR, CC BY-SA 4.0, da Wikimedia Commons

Dal 17 al 20 novembre, nell’ambito del seminario “La conoscenza condivisa del patrimonio culturale aquilano”, organizzato dal Dipartimento di Scienze Umane dell’Università dell’Aquila per l’anno accademico 2025-26, studenti e partecipanti hanno lavorato alla creazione e al miglioramento di contenuti relativi ai beni culturali locali dell’Aquila all’interno dei progetti Wikimedia.

Il seminario, promosso dalla professoressa Cristiana Pasqualetti in collaborazione con il MuNDA – Museo Nazionale d’Abruzzo, ha coinvolto i partecipanti nella realizzazione o revisione di voci di Wikipedia, nell’inserimento di contenuti specifici su Wikidata e nel caricamento di risorse multimediali su Wikimedia Commons

Il percorso formativo di 4 giorni è stato organizzato dalla prof.ssa Cristiana Pasqualetti, insieme con Marco Chemello di Wikimedia Italia che ha fatto da docente e tutor per le attività su Wikipedia.

Il seminario, accessibile previa iscrizione, si rivolgeva alle studentesse e agli studenti del secondo e terzo anno del corso di laurea triennale in Lettere (curriculum storico-artistico), agli iscritti al corso di laurea magistrale in Arte e patrimonio culturale, ai dottorandi e al personale del MuNDA- Museo nazionale dell’Abruzzo.

Il programma del seminario

La prima giornata, lunedì 17 novembre (presso il MuNDA), è stata dedicata alle basi di Wikipedia, alla presentazione dei suoi cinque pilastri e alle attività pratiche di registrazione degli utenti, creazione delle pagine personali e uso della sandbox. Nel pomeriggio l’attenzione si è spostata sul tema del diritto d’autore e sulle modalità di utilizzo delle immagini nei progetti Wikimedia, con riferimento alle licenze e alle risorse libere.

Martedì 18 novembre, presso il Dipartimento di Scienze Umane dell’Università dell’Aquila, i partecipanti hanno scelto le voci da realizzare, avviato il caricamento delle immagini su Wikimedia Commons e appreso come integrarle correttamente nelle voci. La sessione ha approfondito inoltre la struttura delle voci dedicate ai beni culturali e l’inserimento delle fonti.

La giornata di mercoledì 19 novembre è proseguita con un’introduzione all’uso di Wikidata, seguita da ulteriori attività di laboratorio su Wikipedia e dal completamento delle voci avviate.

L’ultimo giorno, giovedì 20 novembre, è stato infine dedicato alla revisione generale e alla pubblicazione delle voci nel namespace principale di Wikipedia, con un’ulteriore revisione incrociata tra i partecipanti.

I risultati del seminario

L’attività ha portato alla creazione di 18 nuove voci, alla modifica di 41 pagine esistenti e alla realizzazione complessiva di 667 interventi editoriali da parte di 14 contributori.

Le voci prodotte hanno registrato complessivamente più di 1000 visite e sono stati effettuati 30 caricamenti di immagini su Wikimedia Commons.

risultati aggiornati sono disponibili al seguente link: https://outreachdashboard.wmflabs.org/courses/Univaq/Seminario_(2025).

L’editathon del 22 novembre

In continuità con il tema del seminario, sabato 22 novembre si è svolta un’editathon (maratona di contribuzione) organizzata in collaborazione tra la Biblioteca Regionale “Salvatore Tommasi” (Servizio regionale beni e attività culturali, Assessorato regionale alla cultura), il Dipartimento di Scienze Umane dell’Università dell’Aquila e Wikimedia Italia. L’obiettivo dell’incontro, aperto stavolta anche ai volontari e alla cittadinanza, era quello di migliorare insieme le voci di Wikipedia dedicate al patrimonio culturale locale.

A causa dei danni causati dal terremoto del 2009, la sede storica della Biblioteca regionale Salvatore Tommasi risulta ancora inagibile; per questo motivo l’assessorato regionale alla cultura ha messo a disposizione la sede del Consiglio Regionale, permettendo così di realizzare comunque attività legate alla biblioteca grazie all’uso di Wikipedia come piattaforma di studio e valorizzazione del territorio.

L’editathon, tenutasi dalle 10:00 alle 13:00 presso Palazzo dell’Emiciclo, si è aperta con un momento di accoglienza e con una breve sessione formativa per i nuovi utenti, a cura di Marco Chemello. La mattinata è poi proseguita con il lavoro collaborativo sulle voci e si è conclusa con la loro pubblicazione finale.

Le nuove voci prodotte

Durante l’editathon sono state create sei nuove voci riguardanti i seguenti monumenti della città e dintorni: Porta di Bagno, Fontane dell’Aquila, Fontana di San Pietro a Coppito, Castello Dragonetti-De Torres, Chiesa di San Gregorio in Foce di Sassa e Chiesa di Santa Maria Assunta (Fonteavignone, Rocca di Mezzo).
 
 Il patrimonio culturale locale è molto ricco: rimangono ancora numerose voci da creare o migliorare, consultabili nella pagina dedicata al raduno aquilano.

Immagine: Seminario Wikipedia DSU Univaq L’Aquila novembre 2025 01 di Marco Chemello (WMIT), CC BY-SA 4.0, da Wikimedia Commons

Lo scorso marzo, Wikimedia Italia ha annunciato i dieci vincitori del bando Musei, Archivi e Biblioteche (MAB) 2025, un’iniziativa in collaborazione con ICOM Italia e Creative Commons Italia che promuove il libero riuso online di immagini di pubblico dominio e contenuti open access.
 
Oggi siamo lieti di presentare un aggiornamento sull’andamento dei progetti: cosa è stato realizzato, quali risultati concreti sono stati raggiunti, e come queste istituzioni stanno contribuendo attivamente alla diffusione della conoscenza libera.

Associazione Astrofili Spezzini (AAS) di La Spezia

Galassia M31 Andromeda di Associazione astrofili spezzini, CC BY-SA 4.0, da Wikimedia Commons

Il progetto dell’Associazione Astrofili Spezzini (AAS) di La Speziaha previsto la condivisione delle immagini generate dall’osservatorio astronomico “Luciano Zannoni” sul Monte Viseggi, arricchendo le piattaforme Wikimedia – Wikipedia, Wikimedia Commons, Wikidata – con materiale scientifico di alta qualità.

Secondo i dati aggiornati, l’AAS ha caricato più di 50 immagini su Wikimedia Commons, e prevede di rendere accessibile anche il materiale didattico sviluppato a partire da queste immagini.

Clicca qui per vedere tutte le immagini dell’Associazione Astrofili Spezzini su Wikimedia Commons

Archivio Storico di Alatri

Pianta iconografica della controversia tra la Certosa di Trisulti e la Communitaà di Alatri PASCA CA 79 di Archivio Storico di Alatri, Pubblico dominio, da Wikimedia Commons

L’Archivio Storico di Alatri ha digitalizzato circa 80 pergamene datate tra il 1200 e il 1700, tra cui lo Statuto pergamenaceo di Alatri del 1585-86 di oltre 300 pagine, lettere pontificie e altri carteggi storici della città.

Il materiale è stato caricato in alta definizione, così da contribuire al patrimonio documentario locale ora accessibile online.

Clicca qui per vedere tutti i documenti dell’Archivio Storico di Alatri su Wikimedia Commons

Centro Studi Baresi (CSB) di Bari

Image00238Contro Esame ed Appendice in difesa della Reale Basilica di San Niccola di Bari 01 di Centro Studi Baresi, Pubblico dominio, da Wikimedia Commons

Il Centro Studi Baresi (CSB) di Bari, da tempo impegnato nella raccolta della lingua e tradizione barese, ha messo online 17 manuali in dialetto barese, tra cui le LiricheRime baresi, libri, favole, appunti di folklore barese, testi di letteratura popolare, biografie di letterati pugliesi e importanti documenti storici sulla Basilica di San Nicola di Bari.

Clicca qui per leggere tutti i documenti del CSB di Bari su Wikimedia Commons

Archivio Storico di Rosignano Marittimo (LI): il Fondo Pietro Gori

Copertina Criminalogia moderna anno 2 n. 9 lug. 1899 di Pietro Gori, Pubblico dominio, da Wikimedia Commons 

In occasione del 160° anniversario della nascita di Pietro Gori (1865-1911), l’Archivio Storico del Comune di Rosignano Marittimo ha digitalizzato e reso accessibili i 13 volumi completi della rivista Criminalogia moderna, fondata e guidata da Gori a Buenos Aires tra il 1898 e il 1901.

Il comitato editoriale della rivista è formato da alcune tra le figure più influenti della cultura argentina, insieme a un vasto gruppo di collaboratori provenienti da diversi Paesi europei e da altre regioni del mondo, tra cui Napoleone ColaianniCesare Lombroso, Antonio Labriola.
 
Importante patrimonio storico-culturale, probabilmente unico al mondo per completezza, è ora fruibile online.

Clicca qui per leggere “Criminalogia moderna” su Wikimedia Commons

Museo Civico Alpino “Arnaldo Tazzetti” di Usseglio (TO)

Apatura ilia – Museo Tazzetti 197-2023 di Lfvavretto, CC BY-SA 4.0, da Wikimedia Commons 


Il Museo Civico Alpino “Arnaldo Tazzetti” di Usseglio ha realizzato un progetto di valorizzazione della flora e fauna delle Valli di Lanzo: sono state caricate più di 500 immagini ad alta definizione che documentano il suo erbario di erbe e piante locali e e una ricchissima collezione di farfalle che rappresenta quasi tutte le specie di lepidotteri diurni delle Valli di Lanzo.
 
Le immagini sono state già utilizzate in diverse pagine di Wikidata, potenziando la visibilità della biodiversità locale.

Clicca qui per vedere tutte le immagini del Museo Civico Alpino “Arnaldo Tazzetti” di Usseglio su Wikimedia Commons

Biblioteca Centrale del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Roma

Atlas of isoseismal maps of Italian earthquakes CNR – Inventario 112 – carta geografica relativa al terremoto di Bisignano del 3 dicembre 1887 di CNR, CC BY-SA 4.0, da Wikimedia Commons

La Biblioteca Centrale del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) di Roma ha realizzato il proprio progetto attraverso la digitalizzazione integrale dell’Atlas of isoseismal maps of Italian earthquakes. Questo atlante, corredato da un catalogo che copre il periodo dal 1000 al 1980, comprende un fondo cartografico che fino a oggi è stato poco accessibile: era consultabile solo in sede e la sua diffusione era molto limitata. L’atlante non è stato semplicemente digitalizzato e condiviso: ogni singola mappa isosismica, caricata su Wikimedia Commons, è stata descritta e metadatata. Questo permette di utilizzare ciascuna mappa in modo autonomo per documentare i singoli terremoti e, di conseguenza, di integrarle con precisione nelle relative voci di Wikipedia e negli item di Wikidata. Il progetto mette a disposizione 400 immagini, ampliando notevolmente le possibilità di utilizzo e consultazione.

Inoltre, è stata tradotta in lingua LIS lintera convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità (CRPD), promuovendo così l’accessibilità digitale e l’annullamento delle barriere.

Clicca qui per vedere tutte le immagini del CNR su Wikimedia Commons

Fondazione Teatro Regio di Torino

Pasquale Grossi – figurino per Francesca da Rimini di Riccardo Zandonai – Le donne di Francesca, Atto I (1991) – Archivio Storico Teatro Regio Torino WIKITRT0983 di Teatro Regio Torino, CC BY-SA 4.0, da Wikimedia Commons

Il progetto del Teatro Regio di Torino ha avuto come obiettivo quelo di digitalizzare, catalogare e mettere online il proprio patrimonio di elaborati artistici: oltre 2000 immagini di bozzetti di scena e figurini di costumi, testimonianze visive della progettazione di opere e balletti. Si tratta in larga parte di opere contemporanee, realizzate da scenografi e costumisti di rilievo, spesso ancora viventi e quindi pienamente tutelate dal diritto d’autore. La collaborazione con Wikimedia Italia permette perciò un risultato estremamente raro: rendere disponibili su Wikimedia Commons, con licenza libera, opere d’arte contemporanea normalmente non pubblicabili, prodotte nel contesto di una delle principali istituzioni italiane di opera lirica.
 
La raccolta, che copre un arco temporale dal 1969 al 2019, è ora disponibile su Wikimedia Commons e accompagnata da una Wiki-Story, un docu-video che guida il pubblico in un percorso virtuale attraverso gli Archivi del Teatro, mostrando da vicino materiali originali e luoghi di conservazione.

Clicca qui per vedere tutte le immagini del Teatro Regio di Torino su Wikimedia Commons

Fondazione Giangiacomo Feltrinelli: il Fondo Libero Cavalli

Sandro Pertini e Corrado Bonfantini che parlano al comizio del 25 aprile 1945 in Piazza Duomo di Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, Pubblico dominio, da Wikimedia Commons 

In occasione dell’80° anniversario della Liberazione, la Fondazione Giangiacomo Feltrinelli ha digitalizzato 62 documenti d’archivio relativi alla Resistenza: relazioni interne delle Brigate Matteotti, carteggi e verbali facenti parte del Fondo Libero Cavalli, il cui archivio è stato donato alla Fondazione Feltrinelli. Si tratta di un contributo significativo per la storia del movimento partigiano e la memoria democratica.

Clicca qui per vedere tutti i documenti del Fondo Libero Cavalli su Wikimedia Commons

Museo di Anatomia Comparata “G.B. Grassi” della Sapienza Università di Roma

MAC TAV 0040a Tavola parietale Mammiferi Manis macrura sistema circolatorio di Museo di Anatomia comparata Giovanni Battista Grassi, Pubblico dominio, da Wikimedia Commons

Il Museo di Anatomia Comparata “G.B. Grassi” della Sapienza Università di Roma ha reso fruibili più di 130 immagini delle tavole parietali didattiche realizzate tra fine Ottocento e inizio Novecento raffiguranti soggetti come la sezione dell’uovo, la morfologia interna di diversi pesci, il sistema respiratorio degli uccelli e il confronto tra l’apparato circolatorio dei vertebrati e degli invertebrati. Inoltre, nell’ambito del progetto, nel maggio 2025 è stato organizzato un webinar dal titolo “Tra scienza e arte: le tavole parietali del Museo di Anatomia Comparata ‘G.B. Grassi’”. Tutte le immagini sono state caricate su Wikimedia Commons e l’utilizzo su Wikidata è già al 100%.

Clicca qui per vedere tutte le immagini del Museo di Anatomia Comparata della Sapienza su Wikimedia Commons

Museo di Storia Naturale dell’Università di Pisa

Carettochelys insculpta Natural History Museum University of Pisa di Museo di storia naturale dell’Università di Pisa, CC BY-SA 4.0, da Wikimedia Commons

Dopo la creazione di modelli 3D relativi a cetacei attuali e fossili per l’edizione 2024 del bando MAB, quest’anno il Museo di Storia Naturale dell’Università di Pisa ha caricato più di 200 immagini in alta definizione di scheletri fossili, insieme a una ricca raccolta fotografica subacquea di pesci, inclusa la sezione dedicata alle specie del Nord Italia, un materiale relativamente raro – data la difficoltà tecnica di realizzare foto subacquee di alta qualità – e già molto utilizzato per illustrare voci di Wikipedia e item di Wikidata. Questa sezione marina costituisce un originale contributo alla documentazione digitale della biodiversità.

Clicca qui per vedere tutte le immagini del Museo di Storia Naturale su Wikimedia Commons

Con questi aggiornamenti, i progetti vincitori del bando MAB 2025 dimostrano come, dalle piccole realtà locali fino alle istituzioni accademiche e culturali di rilievo, sia possibile valorizzare e rendere accessibile il patrimonio culturale italiano attraverso la condivisione digitale e l’utilizzo delle licenze Creative Commons.

Immagine in evidenza: Ulisse Santicchi – bozzetto per Il barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini (1991) – Archivio Storico Teatro Regio Torino WIKITRT0984 di Teatro Regio Torino, CC BY-SA 4.0, da Wikimedia Commons

A Natale il regalo più bello è la cultura

Monday, 1 December 2025 09:35 UTC

Wikimedia Italia da vent’anni lavora per rendere la cultura più aperta, accessibile e condivisa. Insieme ai volontari dei progetti Wikimedia, ha dimostrato che un’altra idea di internet è possibile: un luogo dove informazioni affidabili e indipendenti sono create e migliorate da una comunità globale.

Oggi, però, questo modello è messo alla prova: Wikipedia, l’enciclopedia libera e collaborativa più consultata al mondo, e i progetti Wikimedia affrontano frequenti tentativi di screditamento. Anche la diffusione crescente di contenuti non verificati generati dall’intelligenza artificiale rischia di confondere i lettori e indebolire la fiducia nella conoscenza libera.

Wikimedia Italia si sostiene principalmente grazie alle donazioni degli individui, persone che credono che la conoscenza aperta non debba dipendere da interessi commerciali o da modelli chiusi. È per questo che il sostegno dei donatori è fondamentale. 

Donare a Wikimedia Italia

Le donazioni a Wikimedia Italia permettono di:

  • Rendere accessibile online il patrimonio culturale e scientifico italiano. Collaboriamo con istituzioni e archivi per valorizzare opere, documenti e collezioni che altrimenti resterebbero poco visibili.
  • Portare l’educazione digitale nelle scuole. Formiamo studentesse e studenti a un uso critico, consapevole e responsabile delle informazioni online.
  • Arricchire mappe libere e inclusive che mettono a disposizione di tutti informazioni sul territorio, i piccoli borghi e i percorsi accessibili anche a chi ha bisogni specifici.
  • Difendere l’indipendenza e la neutralità della conoscenza. Proteggiamo un modello partecipato che mette al centro le persone e non gli interessi commerciali.

La conoscenza è di tutti: custodiamola insieme

In un momento storico in cui la qualità delle informazioni che si trovano in rete è sempre meno verificabile, sostenere Wikimedia Italia significa proteggere un bene comune che appartiene a tutti.

La conoscenza libera vive grazie alle persone che credono in un internet aperto, non omologato, costruito da comunità e non da algoritmi: il sostegno dei donatori può mantenere viva questa visione per continuare a costruire un patrimonio aperto, umano e accessibile a chiunque.

La campagna “A Natale il regalo più bello è la cultura”

Galleria d’arte moderna di Milano, di Alberto Panzani e Aragorn/Wikimedia Italia, CC BY-SA 4.0, da Wikimedia Commons

Per tutto il 2025 lo slogan delle nostre campagne è stato “Se non è di tutti, non è di nessuno”, che riporta l’attenzione su ciò che rende la conoscenza davvero preziosa: la sua accessibilità.

L’immagine, scattata alla Galleria d’Arte Moderna di Milano, è stata pubblicata con licenza libera su Wikimedia Commons nell’ambito dell’edizione 2021 di Wiki Loves Monuments, il concorso fotografico che condivide con il resto del mondo il nostro patrimonio culturale.

In un momento dell’anno in cui i gesti assumono un valore particolare, contribuire alla conoscenza libera significa partecipare a un regalo prezioso: la cultura come bene comune.

Immagine in evidenza di HeavenMI, rielaborata da Aragorn/Wikimedia Italia, CC BY-SA 4.0, da Wikimedia Commons

Wikimedia Italia ha ufficialmente avviato il processo di candidatura per i coordinatori che saranno attivi nel 2026.

La presenza di volontari sul territorio, capaci di conoscere da vicino il contesto locale in cui sviluppare iniziative e di fungere da riferimento per altri membri della comunità, sia esperti sia nuovi arrivati, è per l’associazione un elemento fondamentale. 
 
 Per questo motivo, vi incoraggiamo a proporvi come coordinatori per il 2026.

Essere un coordinatore di Wikimedia Italia

coordinatori sono figure volontarie, nominate dal direttivo fra i soci che abbiano  compiuto almeno 16 anni, che fanno da punto di riferimento per  l’associazione e per l’esterno riguardo ad una determinata area  territoriale o tematica. Il loro compito principale è favorire lo sviluppo di attività tra i soci e la nascita di gruppi locali di volontari.
 
Il ruolo può essere regionale o nazionale e, se necessario, può includere una specializzazione tematica: scuole e università, istituzioni culturali o OpenStreetMap.

Cosa può fare un coordinatore?

Oltre a essere un riferimento per le realtà che vogliono collaborare con Wikimedia Italia o avviare progetti nella propria zona, il coordinatore svolge attività concrete con il supporto logistico ed economico dell’associazione. Ogni coordinatore ha infatti a disposizione un budget di 500 euro da impiegare per iniziative locali, come incontri in presenza, catering per eventi, materiale promozionale per i volontari, oppure per partecipare ad appuntamenti al di fuori della propria regione.

Cosa fare per candidarsi?

Per partecipare occorre presentare la propria candidatura entro il 31 dicembre 2025 alla pagina dedicata:
 https://wiki.wikimedia.it/wiki/Coordinatori/Candidature_2026.

Tutte le informazioni complete sul ruolo dei coordinatori sono disponibili alla pagina seguente: https://wiki.wikimedia.it/wiki/Associazione:Manuale_interno/Gestione_associazione/Coordinatori

Immagine: ItWikiCon 2024 – Sessione di chiusura NC 10 di Niccolò Caranti, CC BY-SA 4.0, da Wikimedia Commons

Wikipedia e l’IA

Monday, 3 November 2025 03:51 UTC

L’altro giorno, parlando di Grokipedia, ho accennato al fatto che Wikipedia deve per forza fare i conti con l’intelligenza artificiale. Qui provo a spiegare come io vedo la situazione. Premetto che tutto quello che scrivo riflette esclusivamente il mio pensiero, non quello della comunità di Wikipedia in lingua italiana, di Wikimedia Italia o tanto meno della Wikimedia Foundation.

Il primo punto da considerare è capire perché usare l’IA. Attenzione: non sono luddista, e non ho nulla a priori contro il suo uso. Spero però che nessuno creda davvero che gli LLM siano creativi, riuscendo quindi a scrivere qualcosa di davvero nuovo e non rimasticato (pur molto bene): d’altra parte se ci riuscissero il testo sarebbe considerato una ricerca originale (RO) che in Wikipedia è assolutamente vietata, perché tutto deve essere verificato indipendentemente. (Nota: mentre sto scrivendo c’è una curiosa convergenza tra utenti destrorsi e sinistrorsi che stanno cercando di far passare il concetto che le ricerche originali si possono usare). E taciamo sul fatto che le “ricerche originali” degli LLM sono spesso cose che non stanno né in cielo né in terra: ultimamente abbiamo avuto l’utente LugAIno che scriveva testi più o meno casuali sulla città di Lugano. Aggiungiamo poi che c’è il gtrande rischio che il testo generato, specialmente se si parla di un argomento di nicchia, potrebbe essere troppo simile alla fonte originale e pertanto essere una violazione di copyright. Non sapere quali siano le fonti non ci permette nemmeno di scoprirlo.

Da qui si passa al secondo punto: Wikipedia richiede di inserire le fonti delle affermazioni indicate, cosa che di solito non si ha con gli LLM: ci sono delle eccezioni, come Copilot e Perplexity, ma anche se loro affermano di indicare da dove hanno preso le informazioni questo non significa molto. L’altra settimana per esempio, chiedendo a Perplexity quando una chiesa milanese era stata eretta come basilica minore, Perplexity mi “citò una fonte” secondo cui il decreto relativo era stato emesso nel luglio 2025… da papa Francesco.

Ciò detto, non c’è nessuna ragione intrinseca per vietare tout court l’uso dell’IA per migliorare le voci: quello che serve è che non si copincolli il testo creato ma lo si controlli e lo si corregga dove necessario. Alcuni esempi di uso dell’IA? Il recupero di fonti (reali…) che possono utilmente ampliare quanto già scritto; la revisione di un testo in modo che sia più scorrevole; la traduzione di quanto già presente in un’altra edizione linguistica di Wikipedia (ma in questo caso ricordatevi di citarla come fonte!). L’IA è molto brava a fare il lavoro sporco, proprio perché in pancia ha una quantità enorme di informazioni. L’importante è appunto non dimenticarsi che l’intervento umano continua a essere necessario.

Ultimo aggiornamento: 2025-12-29 18:46

Il Codice Urbani vale solo in Italia

Monday, 14 July 2025 02:51 UTC

La corte di appello di Stoccarda ha confermato che il Codice Urbani vale solo all’interno dell’Italia. Il codice Urbani è quello che afferma che un’opera anche fuori copyright perché vecchia di secoli può essere soggetta a “una tutela”; questo significa che se io voglio usare un’immagine dell’uomo vitruviano di Leonardo devo chiedere a chi gestisce l’immagine il permesso, e presumibilmente pagare per il diritto di usarlo. Bene: Ravenburger aveva prodotto un puzzle con l’uomo vitruviano, il ministero della Giustizia e le Gallerie dell’Accademia di Venezia hanno fatto causa, Ravensburger ha fatto una controcausa, e il risultato è che il puzzle può essere venduto tranquillamente al di fuori dell’Italia. La Corte non si è espressa sulla legalità del codice Urbani ripetto alla direttiva copyright, né poteva farlo; in pratica ha detto “non ci curiamo di cosa fate in Italia, affaracci vostri”.

Non credo che il nostro governo cambierà posizione: questo significa che noi italiani saremo cornuti e mazziati. Chissà se chiederanno anche di oscurare le immagini di Wikipedia se ci si connette dall’Italia…

Davvero tutte le foto sono artistiche?

Thursday, 22 May 2025 02:51 UTC

È in corso di discussione alla Camera la proposta di legge 2224, presentata da due deputati di Fratelli d’Italia e due di Forza Italia, avente titolo “Modifiche alla legge 22 aprile 1941, n. 633, in materia di tutela del diritto d’autore relativo alle fotografie”. Cosa dice questa proposta? Facciamo prima un passo indietro, e vediamo cosa dice attualmente la legge sul diritto d’autore.

Ci sono due tipi di tutela delle fotografie (il termine è da intendersi in senso molto lato: ovviamente non c’è più bisogno di avere pellicola o simili per avere una foto, pensate alle foto fatte con il furbofono). Da un lato ci sono le fotografie artistiche, dove si sottintende un atto di creatività del fotografo: queste fotografie sono equiparate ai libri, nel senso che hanno la stessa tutela (il copyright scade settant’anni dopo la morte dell’autore). Dall’altro ci sono le fotografie che non hanno creatività e sono semplicemente di tipo descrittivo: questa categoria comprende anche i singoli fotogrammi cinematografici e le foto di opere d’arte. Queste immagini hanno una protezione che dura vent’anni. La proposta di legge si occupa solo di quest’ultimo tipo di fotografie, e porta da venti a settanta anni la loro protezione. In altre parole, non potremmo per esempio usare per altri sette-otto anni una foto che mostra una strada cittadina nei primi anni ’60 per mostrare come i centri storici erano intasati dalle auto.

Ribadisco: stiamo parlando di foto che per definizione del legislatore non hanno alcuna creatività, che dovrebbe essere il concetto su cui si basa tutto il diritto d’autore. A questo punto mi sa che il prossimo passo sarà la tutela degli scatti automatici, perché si dirà che c’è comunque l’autorialità di chi ha posizionato la fotocamera in quel punto e poi ha definito l’algoritmo che decide il momento in cui la foto viene scattata…

Ma c’è una cosa ancora più ironica. L’unico motivo che io vedo alla base di questa proposta di legge è che qualcuno ritiene che in questo modo i fotografi potrebbero guadagnare tanti soldi con i diritti di queste foto, che adesso possono essere usati dopo vent’anni che non sono pochi ma nemmeno troppi: come ho detto, le foto creative sono già tutelate dalla legge. Bene. Pensateci un attimo. Stiamo parlando di foto puramente descrittive, senza nulla di artistico. Se io avessi bisogno di un’illustrazione di questo tipo e dovessi pagare per usarla, farei molto prima a generare un’immagine con l’intelligenza artificiale. Il fatto stesso che questa immagine è una mera descrizione elimina a priori i problemi di una possibile violazione di copyright, e in questo modo non solo non pago nessuno ma non devo neppure aggiungere una didascalia indicante l’autore. Non so che ne pensiate voi, ma per me una legge come questa sembra solo un boomerang.

Doxxing su Wikipedia

Monday, 10 February 2025 03:51 UTC

Leggo su Slate che la Heritage Foundation, il think tank americano che sta gestendo il famoso Project 2025 che tanto piace a Trump, vuole “identificare e prendere di mira” gli utenti di Wikipedia che secondo loro “abusano della loro posizione” su Wikipedia. Il motivo del contendere dovrebbe essere il fatto che quegli utenti sono filopalestinesi.

Non entro sulla neutralità o meno delle voci in questione, che non ho nemmeno guardato. Sono almeno quindici anni che affermo che Wikipedia non può dare la verità, ma al più la verificabilità di quello che scrive (e sì, lo so che a volte non riesce nemmeno a fare quello). Quello che è proccupante è l’intimidazione degli utenti. Come sapete, anche quando nell’enciclopedia non si scrive come anonimi quello che si legge come autore è solo il nickname scelto: nel mio caso per esempio io mi firmo “.mau.”, con scarsissima fantasia. Il nickname, oltre che essere figlio della cultura di rete degli anni ’90, serve anche nel caso di testi che potrebbero generare reazioni anche sulla persona: chi scrive su argomenti delicati potrebbe quindi decidere di farlo sotto pseudonimo, cosa che non dovrebbe nuocere a Wikipedia perché si immagina che le affermazioni inserite abbiano le fonti a supporto e altrimenti verrebbero tolte, nome vero o falso che abbiano.

Io indico esplicitamente sulla mia pagina utente il mio nome e cognome, ma io non scrivo su temi caldi. Inoltre io sono da così tanti anni in rete e ho scritto pubblicamente così tante cose che trovare informazioni su di me è banale, e comunque parto sempre dal principio che tutto quello che scrivo potrà essere usato contro di me, e quindi sto attento a quello che scrivo. Ma appunto non è troppo difficile trovare informazioni su qualunque persona scriva in rete, se si cerca con sufficiente sforzo: tutto questo è il doxxing, e ne vediamo esempi tutti i momenti. Anche nel nostro piccolo circola una lista di “veri nomi di amministratori di Wikipedia in italiano” (con alcuni errori), tanto per dire.

Il fatto è che il doxxing è MOLTO pericoloso, sicuramente molto più della boutade di Musk che offre un miliardo di dollari a Wikipedia se cambierà il nome in Dickopedia. (Poi uno si può chiedere perché rosica così tanto, ma la gente è spesso strana). Io preferisco una Wikipedia poco perfetta a una Wikipedia ingessata, anche se la Heritage Foundation avesse ragione sulla mancata imparzialità di quelle voci: si comincia così e non si sa mai dove si finisce, anzi lo si sa benissimo.

L’arte s’ha da pagare

Friday, 1 November 2024 03:51 UTC

l'aceto balsamico con l'immagine del duca d'Este Bisogna dire che i giudici italiani sono coerenti. Anche nella causa per l’uso non autorizzato dell’immagine del duca d’Este su un aceto balsamico, la corte d’appello di Bologna ha dato ragione al ministero della Cultura: non importa se le immagini sono di opere ovviamente fuori copyright, e non importa nemmeno se sono semplici immagini e non gli originali: se la vuoi usare per scopi commerciali, devi avere l’autorizzazione relativa (e immagino sganciare soldi, che ce n’è sempre bisogno). Per fortuna io non ho scopi commerciali né diretti né indiretti, quindi posso lasciare l’immagine incriminata.

Avrei forse capito se l’autorizzazione fosse necessaria per evitare usi distorti, anche se si potrebbe partire con una discussione sulla possibilità o meno di parodia. Ma non pare il caso, visto che si afferma che questi beni, una volta usati per lucro, perderebbero il loro valore come beni riconosciuti e protetti dalla legge. Ma questo, almeno a mio parere, dovrebbe allora valere anche per gli usi non a fini di lucro. Peggio ancora, il Codice dei Beni Culturali nasce (lo dice esso stesso) per “preservare la memoria della comunità nazionale e del suo territorio e promuovere lo sviluppo della cultura”, in accordo all’articolo 9 della Costituzione.

Continuo a pensare che se questa è l’idea del MiC almeno siano coerenti e vietino tutti gli usi pubblicitari del patrimonio culturale italiano, a partire dai loro. Mi chiedo solo quando qualcuno verrà a bloccare l’uso di quelle immagini su Wikipedia, visto che la licenza prevede il riuso commerciale e – fatto salvo per le opere fotografate per Wiki Loves Monuments – non mi pare proprio sia stata richiesta un’autorizzazione e qiundi non importa se quelle immagini sono solo per motivi di studio e ricerca.

Ci sono giornalisti e giornalisti

Sunday, 8 September 2024 17:03 UTC

L'IP che ha eliminato la data di morte di Schillaci Purtroppo pare che Totò Schillaci abbia avuto una recidiva del tumore al colon che l’aveva colpito. Purtroppo la mamma dei cretini è sempre incinta, e un utente anonimo oggi alle 15 aveva modificato la voce di Wikipedia sul protagonista di Italia 90, indicandone la morte. La falsa notizia è stata tolta un paio d’ore dopo da un altro utente anonimo, non prima che Repubblica scrivesse ” Addirittura il profilo di Wikipedia, come spesso accade, aveva proposto un aggiornamento di pessimo gusto annunciando la scomparsa nel 59enne proprio in data 8 settembre 2024.” (sì, la frase non ha senso: se il vandalo ha scritto oggi e l’articolo è di oggi, specificare la data non serve a nulla).

L’utente che ha inserito la morte di Schillaci è un siciliano non meglio identificabile, almeno con le informazioni pubbliche che io come tutti voi ho a disposizione. Invece si sa qualcosa di più dell’utente che ha tolto la data di morte, come potete vedere dall’immagine: si connetteva dalla sottorete pubblica del Messaggero, e presumibilmente è un giornalista. Per quel poco che può valere, voglio ringraziarlo pubblicamente.

Ultimo aggiornamento: 2024-09-08 19:03

Certe cose non cambiano mai

Friday, 12 July 2024 08:50 UTC

Per la quarta volta la Wikimedia Foundation non è stata accettata come membro osservatore WIPO. (Ne avevo già parlato due anni fa, quando si era provato a chiedere di entrare come osservatori i capitoli nazionali).
Per la quarta volta il veto è arrivato dalla Cina.
Direi che non c’è molto da aggiungere.

Ultimo aggiornamento: 2024-07-12 10:50

La grande bontà della SIAE

Friday, 31 May 2024 02:51 UTC

il logo SIAE Mi ero perso questo articolo di Capodanno, che raccontava di come un giudice di pace aveva dato torto alla SIAE in un caso in cui una rivista aveva pubblicato delle foto di opere di autori contemporanei ed era stata citata a giudizio perché non aveva pagato i diritti: nella sentenza il giudice ribadì “il principio cardine della legge sul diritto d’autore, in base alla quale è libero l’uso delle immagini ai fini di critica e discussione e purché non costituiscano concorrenza all’utilizzazione economica”.

Mi ero anche perso (occhei, non è che io legga più tanto spesso Repubblica questo articolo di mercoledì, dove il gruppo GEDI si lamentava perché giornali e riviste – ma anche i musei – faticavano a sapere quanto avrebbero dovuto pagare per l’uso delle immagini, e in caso il preventivo arrivasse era esorbitante.

Ora il presidente della SIAE Salvatore Nastasi annuncia che le cose cambieranno: «Nei prossimi giorni proporrò al consiglio di gestione della Società una soluzione che rispetti le norme ma che consenta di mettersi al passo coi tempi e in linea con le principali nazioni europee. Va infatti ricordato che in Europa ogni Paese tratta questo argomento in maniera diversa».

Vi siete accorti di una cosa? Nastasi non parla di legge, anche perché come citato sopra il testo della legge parla chiaro: se stai raccontando di una mostra (diritto di cronaca) e usi immagini che non possono in pratica essere rivendute come opere tu hai il diritto di farlo. Nastasi sta dicendo che la SIAE eviterà benignamente di chiederti i soldi, sapendo che citarti a giudizio porterebbe a un’ulteriore sconfitta: certo, tra un paio d’anni, ma gente tignosa ce n’è sempre. D’altra parte il punto è sempre lo stesso: gli autori, soprattutto quelli piccoli che ottengono solo le briciole e presumibilmente non vedono nemmeno un euro di questi diritti che finiscono in un unico calderone, ci guadagnano di più a essere citati in un articolo di giornale o nella brochure di una mostra oppure nel modo che la SIAE persegue attualmente?

D’altra parte è una vita che Wikipedia aspetta un decreto attuativo che specifichi quale sia la bassa risoluzione per le immagini ammessa dal comma 1 bis dell’articolo 70 della legge sul diritto d’autore, e immagino che finché ci sarà la SIAE potremo aspettare ancora una vita o due…

Autarchia artistica

Monday, 8 April 2024 02:51 UTC

Particolare dell'uomo vitruviano
L’anno scorso un tribunale italiano aveva stabilito che Ravensburger doveva pagare i diritti allo stato italiano se voleva fare un puzzle raffigurante l’Uomo vitruviano di Leonardo, insomma la figura che vedete su una faccia delle italiche monete da un euro. Come fa a essere sotto copyright? forse vi chiederete. La risposta è “no, non è ovviamente sotto copyright né lo è mai stato, ma lo Stato Italiano nella sua indefinita saggezza ha deciso che le opere da esso possedute non possano essere riprodotte se non pagando al suddetto Stato un balzello. Tutto questo è stato definito più volte da governi di ogni colore, dal Codice Urbani sotto la buonanima di Berlusconi all’Art Bonus di Franceschini fino agli attuali tariffari (oggettivamente da poco ridotti di costo) con l’attuale governo.

Qualche giorno fa, però, una corte di Stoccarda ha sostanzialmente detto “In Italia potete fare quello che vi pare, o quasi: ma non potete pretendere che all’estero si rispetti quella che è una vostra legge locale”. Qual è il risultato pratico? Lo Stato (cioè noi) ha sprecato un po’ di soldi per fare un’inutile causa in Germania; Ravensburger e gli altri si limiteranno a non vendere in Italia cose basate su opere d’arte italiana; e noi rimarremo cornuti e mazziati. Ma forse è tutta una manovra dell’attuale governo, che si sta fregando le mani all’idea che potrà autarchicamente rafforzare l’italica filiera con produttori nostrani felicissimi di pagare per presentare alla nazione la nostra passata ingegnosità.

Perlomeno dal punto di vista di Wikipedia siamo un po’ più tranquilli: l’immagine dell’Uomo vitruviano può tranquillamente restare, e se noi italiani non potremo usarla a fini commerciali qualcuno se ne farà una ragione.

(l’immagine è ovviamente un particolare dell’Uomo vitruviano, vedi Wikimedia Commons)

Paga Pantalone

Monday, 6 November 2023 03:51 UTC

D.M. 161 11/04/2023 LINEE GUIDA PER LA DETERMINAZIONE DEGLI IMPORTI MINIMI DEI CANONI E DEI CORRISPETTIVI PER LA CONCESSIONE D’USO DEI BENI IN CONSEGNA AGLI ISTITUTI E LUOGHI DELLA CULTURA STATALIPiergiovanna Grossi è un’attiva wikipediana. Ma è anche una professoressa a contratto e una ricercatrice, e le è capitato di scrivere un articolo per una rivista locale di settore un articolo sull’attribuzione dell’ex Oratorio del Montirone ad Abano Terme, il tutto corredato con due foto che lei stessa aveva scattato all’archivio di Stato di Venezia. Bene: dopo aver pagato 16 euro per un preventivo, ha ancora dovuto sborsare 2 (due) euro per il privilegio di poter scattare e utilizzare due foto… oltre ad altri 32 euro di marche da bollo.

Il tutto è stato raccontato la scorsa settimana sul Corriere da Gian Antonio Stella (al quale ho un solo appunto da fare. Mi sta anche bene che “è ovvio che l’Italia ha il dovere di mettere dei paletti contro l’uso di foto del David di Michelangelo con delle sneakers ai piedi o del Bacco di Caravaggio con uno smartphone in mano”: ma per quello basta un decreto ministeriale che vieti un uso non documentale delle immagini.) La beffa ulteriore, se ci fate caso, è che dopo tutto il carteggio burocratico con la direttrice i soldi che vanno all’archivio di Stato sono appunto 2 (due) euro: il resto se l’è intascato lo Stato. Insomma, non siamo neppure alla storia del puzzle Ravensburger (che finirà con il produttore che dovrà pagare la sanzione e si guarderà bene da produrre altri puzzle con opere site in Italia, e lo stesso capiterà con tutti gli altri: ottima pubblicità per il nostro patrimonio artistico).

Il ministro Sangiuliano che ha emanato il decreto in questione è solo l’ultimo esponente di una classe politica che è convinta non solo che il patrimonio artistico sia un bancomat, ma anche appunto che si pubblicizzi da solo. Beh, non penso che l’ex Oratorio del Montirone sarà molto visitato, pubblicità o non pubblicità: ma proprio per questo è ancora più sconcertante la richiesta di un balzello…

Wikipedia e i conformismi

Wednesday, 23 August 2023 15:58 UTC

Siamo in estate, non che molto da dire, e così Carlo Lottieri spiega sul Giornale (nella sezione”spettacoli”, chissà come mai) “Così Wikipedia è diventata il baluardo del conformismo“. Bisogna ammettere che Lottieri di conformismo ne sa a pacchi: il suo articolo precedente di domenica si intitola infatti “Così l’università è diventata il regno del conformismo”. Quando hai un bel titolo, perché non sfruttarlo? Io avrei altro da fare, ma sono in spiaggia, fa caldo e per rilassarmi un po’ mi sono messo a commentarlo punto per punto.

Cominciamo da quando Lottieri racconta che

Wikipedia nacque da un’intuizione libertaria. Secondo lo stesso Jimmy Wales, che aveva seguito un corso di teoria economica alla Auburn University, fu la lettura dell’economista Friedrich A. von Hayek a suggerire l’ipotesi di questa enciclopedia on line di cui tutti possono essere i redattori.

Beh, non è proprio così. Inutile dire che l’articolo non contiene nessuna fonte per le affermazioni di Lottieri: mica sta scrivendo Wikipedia. La fonte ve l’ho trovata io e dice questo: “to share and synchronize local and personal knowledge, allowing society’s members to achieve diverse, complicated ends through a principle of spontaneous self-organization.” e ancora “When information is dispersed (as it always is), decisions are best left to those with the most local knowledge.” Tenete a mente soprattutto questa seconda frase. (poi io sono convinto che quella di Jimbo sia una razionalizzazione a posteriori: ricordate che Wikipedia nasce come testo di lavoro per scrivere Nupedia che era tutto meno che autoorganizzata).

Nella più classica costruzione di una polemica, Lottieri continua scrivendo

Sul piano delle informazioni si può essere ragionevolmente fiduciosi che Wikipedia sia credibile, anche grazie al costante monitoraggio riservato a ogni lemma.

(Occhei, i lemmi sono in un dizionario e non in un’enciclopedia, ma evidentemente il liberismo non fa di queste distinzioni) Non che questo sia vero, come sanno tutti quelli che passano tanto tempo su Wikipedia, ma tant’è. Ma poi continua

È però evidente che tra gli autori (tra coloro che spontaneamente e senza remunerazione redigono i testi) è più facile trovare professori di scuola media invece che artigiani, bibliotecari invece che imprenditori, e via dicendo. I primi hanno più tempo a disposizione e spesso si ritengono adeguatamente competenti per trattare questioni di diritto, metafisica, sociologia, letteratura spagnola e via dicendo.

E qui si cominciano a vedere le sue fallacie. Per chi “è evidente”? Perché “è evidente?” Dando per buono che imprenditori e artigiani abbiano meno tempo a disposizione perché loro devono tenere in piedi l’economia – ma vi assicuro che gli imprenditori ci sono eccome, solo che l’unica conoscenza locale che paiono avere è quella del loro CV, e per le regole di Wikipedia in lingua italiana i CV vengono cancellati senza se e senza ma – cosa gli fa dire che loro si ritengono competenti per tutto? Il tutto senza contare che Wikipedia da buona enciclopedia raccoglie e organizza informazioni altrui, e le competenze per organizzare l’informazione sono molto più semplici da ottenere rispetto a quelle per crearla. Continuiamo:

Ne discende che nelle voci dell’enciclopedia on line troviamo uno spirito da servizio pubblico che si converte in un costante tono censorio verso ogni eresia.

Lo spirito da servizio pubblico c’è, tranne per i tanti che ritengono di essere gli unici depositari della verità. Perché si convertirebbe in un tono censorio contro ogni eresia? Non ci è dato di sapere. Forse è perché

Va aggiunto, inoltre, che esiste un comune sentire che unisce la maggior parte di quanti hanno letto, nel corso della loro vita, un certo numero di libri.

Me l’avevano sempre detto, che leggere troppi libri fa male. La conoscenza locale si ottiene lavorando, mica leggendo! Non può poi mancare il solito attacco frontale:

[…] Si tratta dei cosiddetti «amministratori», a cui spetta anche di decidere in un senso o nell’altro quando le divergenze si fanno ingestibili. Basta leggere qualche discussione per comprendere che si tratti per lo più di quella piccola porzione della popolazione che, in Italia, quando al mattino va all’edicola compra La Repubblica oppure il Corriere della Sera.

Per quanto mi riguarda, ho smesso da un pezzo di leggere giornali italiani se non per qualche articolo come questo che mi viene segnalato; ho sentito qualche altro sysop e sono tutti sulla mia linea, anche perché quando uno ha lavorato un po’ su Wikipedia comincia a non fidarsi troppo di qualunque notizia.

Il risultato è una mancanza di senso critico che rende Wikipedia assai sbilanciata a favore di talune posizioni.

Altra affermazione apodittica. Anche ammettendo il percorso logico “essendo gente che legge solo Repubblica e Corriere le loro posizioni sono spiaggiate sul mainstream”, faccio notare come gli amministratori (il soggetto della frase) non scrivono loro le voci su Wikipedia. Possono al più cancellare una voce, ma non piegarla eliminando “il senso critico “. Lo fanno in maniera coercizione bloccando chi non la pensa come loro? Se fosse vero basterebbe fare esempi espliciti. Ricordo che la storia di una voce è pubblica, e si può vedere se c’è una campagna sistematica.

L’unico punto su cui devo dare ragione sul metodo a Lottieri è quello che scommetto gli sta davvero a cuore (oppure su cui gli è stato chiesto di scrivere): quando cioè si lamenta che nella voce sul riscaldamento globale

In effetti, le tesi di quanti sono scettici al riguardo (premi Nobel inclusi) non sono citate: neppure per essere contestate.

Almeno a ora, la sezione relativa non riporta nulla al riguardo, e la cosa è contro le linee guida che richiedono che opinioni in minoranza siano riportate con il rilievo corretto (minimo in questo caso, perché la minoranza è minima, ma non nullo). Al solito, Lottieri si è però dimenticato di fare nomi e ho dovuto mettermici io. A parte la vecchia storia di Rubbia, immagino si riferisca a John Clauser. (Apprezzerete che io abbia scelto un link a suo favore, spero). Non so se notate un fil rouge: Rubbia è un fisico teorico delle particelle, Clauser un fisico quantistico. Sicuramente grandi scienziati, ma la loro “conoscenza locale” della climatologia sarà probabilmente superiore alla mia ma ben lontana dall’essere a tutto campo. E allora che diavolo c’entra Hayek? Chiaramente nulla, almeno per quanto riguarda l’organizzazione di Wikipedia. Spero che a quella voce si aggiunga un capoverso sulle attuali teorie non mainstream, che tra l’altro mi pare siano cambiate nel tempo (prima si negava il contributo antropico, ora si dice che non è rilevante e comunque le variazioni che vediamo sono normali se non ci si limita a considerare gli ultimi 150 anni), ma anche se ci sarà non credo Lottieri sarà contento.

Termino pensando male e facendo peccato. Ora il Giornale è della famiglia Angelucci che ha sicuramente il dente avvelenato contro Wikipedia. Aspettatevi tanti altri articoli così.

Aggiornamento: mi è stato fatto notare che esiste la voce Controversia sul riscaldamento globale. Se però non c’è un collegamento diretto dalla sezione della voce principale,come fa il povero utente (io o Lottieri) a trovarla?

Ultimo aggiornamento: 2023-08-24 08:27

Alessandro Orsini, Wikipedia e querele

Monday, 19 June 2023 09:22 UTC

Alessandro Orsini è un professore universitario (associato, se non sbaglio). È anche un opinionista televisivo, soprattutto a partire dall’invasione russa dell’Ucraina dove la sua posizione nettamente filorussa lo ha fatto diventare un invitato seriale. Un corollario di questa presenza è che i suoi fan hanno cominciato a cercare di inserire la voce su di lui in Wikipedia.

Ma nell’edizione italiana di Wikipedia ci sono varie regole per definire se qualcosa o qualcuno è da ritenere rilevante e quindi inseribile nell’enciclopedia (nel gergo wikipediano si dice “enciclopedico”). Essere professore universitario non rende enciclopedici. Essere un opinionista televisivo meno ancora. La situazione rimase in stallo finché non si notò che nel 2010 Orsini vinse il Premio Acqui Storia con il suo libro Anatomia delle Brigate Rosse. Il Premio Acqui è considerato rilevante, e per traslato anche Orsini è considerato rilevante come scrittore. Le informazioni sulla sua carriera universitaria e la sue apparizioni televisive appaiono, ma come aggiunte secondarie.

Il problema è che il suddetto libro ha avuto in gran maggioranza recensioni molto negative, che quindi occupavano buona parte del contenuto. (Io non l’ho letto, quindi non posso dare un giudizio personale). Questo non piaceva a Orsini e ai suoi fan, e la voce in tutto questo tempo è stata un campo di battaglia. Siamo arrivati al doxxing, con un amministratore che dalle pagine del Fatto Quotidiano è stato accusato da un utente di nickname Gitz6666 di essere in conflitto di interessi su quella voce e si è dimesso; e giovedì scorso un avvocato ha mandato una PEC a Wikimedia Italia (che non c’entra un tubo, ma questo concetto non è mai entrato in testa) chiedendo la cancellazione, entro 5 giorni, della voce su Orsini che ritiene diffamatoria e informazioni sull’identità di sei amministratori di wikipedia in italiano per sporgere querela per diffamazione nei loro riguardi.

Io non dovrei essere tra i sei, considerando che non sono stato contattato: d’altra parte l’unica modifica che avevo fatto su quella voce era stata sostituire alla frase

In occasione della partecipazione di Orsini ad alcune trasmissioni televisive, suscitano diverse polemiche alcune sue posizioni sul tema dell’invasione russa dell’Ucraina del 2022, in particolare l’idea che l’espansione a est della NATO sia concausa della guerra e le critiche alla debolezza dell’Unione europea.

la frase

Durante l’invasione russa dell’Ucraina del 2022 suscitano diverse polemiche alcune sue posizioni, in particolare l’idea che l’espansione a est della NATO sia concausa della guerra.

dove non mi pare di vedere diffamazione. AD ogni modo Wikimedia Italia ha detto di contattare la Wikimedia Foundation, cosa che immagino sia stata fatta perché in questo momento la voce è oscurata e protetta, e immagino non tornerà mai su Wikipedia in lingua italiana se non per circostanze eccezionali, tipo l’assegnazione del Nobel per la pace. Non ho idea se ciò che voleva Orsini fosse proprio la cancellazione e non la sostituzione con un testo agiografico: ad ogni modo è andata così, e Wikipedia sopravviverà anche senza dire a tutti chi è Alessandro Orsini.

Aggiornamento: (12:15) E invece no, a quanto pare a Orsini bastava che il mondo non sapesse attraverso Wikipedia delle stroncature del suo libro. È chiaro che io non capirò mai la mente umana.

Ultimo aggiornamento: 2023-06-19 12:23

Quanto ci costa la cultura

Tuesday, 23 May 2023 02:51 UTC
la finta fontana di Trevi in Brasile

no, non è quella vera

Nel silenzio generale, il mese scorso è stato approvato il D.M. 161 11/04/2023 del Ministero della Cultura, “Linee guida per la determinazione degli importi minimi dei canoni e dei corrispettivi per la concessione d’uso dei beni in consegna agli istituti e luoghi della cultura statali”. In pratica, se uno vuole fare una foto di un monumento (non sotto copyright), magari per una pubblicazione accademica, dovrà sganciare un discreto numero di euro al MiC: euro che forse – ma non è detto – basteranno per pagare i funzionari che dovranno far girare tutta la trafila burocratica. Il tutto cercando di convincere il volgo che ce lo chiede l’Europa, dato che il decreto recita tra l’altro

«VISTA la Direttiva (UE) 2019/790 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 aprile 2019, relativa all’apertura dei dati e al riutilizzo dell’informazione nel settore pubblico e che modifica le direttive 96/9/CE e 2001/29/CE, recepita mediante il decreto legislativo 8 novembre 2021, n. 177»

Il tariffario è assurdo: non lo diciamo noi di Wikimedia Italia ma l’Associazione Italiana Biblioteche, che nota come per esempio chiedere copie digitali costi il triplo delle stesse copie (nel senso di avere la stessa risoluzione) stampate. Ma soprattutto è un ulteriore tassello per impedire di pubblicizzare i nostri beni culturali. Questo non lo pensa solo il governo: in questi giorni il tribunale di Firenze ha sentenziato che non si può usare l’immagine del David di Michelangelo senza autorizzazione e senza aver pagato i diritti (occhei, in questo caso il tariffario dice 20000 euro: il funzionario se lo pagano), con un ulteriore esborso di 30000 euro per l’editore che «ha insidiosamente e maliziosamente accostato l’immagine del David di Michelangelo a quella di un modello, così svilendo, offuscando, mortificando, umiliando l’alto valore simbolico ed identitario dell’opera d’arte ed asservendo la stessa a finalità pubblicitarie e di promozione editoriale». Non che io capisca perché quei soldi debbano andare alla Galleria dell’Accademia e non a un eventuale fondo statale, ma tant’è.

Mi chiedo solo cosa faranno adesso con la copia della Fontana di Trevi costruita in Brasile… altro che Totò!

L’invecchiamento di Wikipedia

Wednesday, 28 December 2022 03:04 UTC


Questo è un frammento della voce attuale di Wikipedia sulla rete tranviaria di Nizza. Tutto bene, se non fosse per il fatto che la linea 2 è in funzione dal 2019 (sono un po’ più veloci di noi, mi sa).

Non è la prima volta che mi è capitato di trovare voci create e poi lasciate lì a vegetare senza aggiornamenti. È ovvio che nessuno è obbligato a mantenere a vita una voce: però casi come questo fanno capire che non bisogna mai dare per scontato quello che si trova scritto…

(L’altra faccia della medaglia è la cancellazione immediata dei cosiddetti “recentismi”, aggiunte su fatti del giorno che tra qualche mese saranno giustamente considerati inutili…)

Anglofilia

Wednesday, 21 December 2022 10:04 UTC

Per comprensibili motivi, io ricevo la rassegna stampa su Wikipedia e Wikimedia. È un po’ sgarrupata, nel senso che devo scartare tutti gli articoli che hanno semplicemente una foto (giustamente) accreditata a Wikimedia Commons, ma va bene così. In genere trovo dai 10 ai 20 articoli: oggi ce n’erano ben 71, quasi tutti dedicati al nuovo “portale enciclopedico” russo presentato ieri e quasi tutti copiati più o meno verbatim dal lancio Adnkronos. Le testate più oneste lo segnalano, le altre fanno finta di niente.

Gli unici fuori dal coro sono stati quelli di Tag43, che hanno intitolato “La Russia prende le distanze da Wikipedia, ecco Znanie”. Naturalmente Znanie in russo significa “conoscenza”, esattamente come l’inglese Knowledge. Solo che evidentemente lo stagista di Adnkronos ha preso un lancio in lingua inglese, l’ha tradotto e non ha pensato che forse i russi non avevano usato un nome inglese per il loro portale; e tutti gli altri stagisti dei quotidiani hanno copincollato il lancio d’agenzia senza farsi troppe domande, che presumo non siano compatibili coi miseri emolumenti che prendono. A questo punto però tanto valeva fare gli autarchici e scrivere che si chiamerà “Conoscenza”, no?

Io non ho nessuna idea di quale sia la linea editoriale di Tag43, ma ho molto apprezzato come hanno trattato questa notizia.

Ultimo aggiornamento: 2022-12-21 11:04

Come farsi aggiornare la voce Wikipedia su di sé

Wednesday, 21 December 2022 03:04 UTC

Emily St. John Mandel è una scrittrice canadese nota per i suoi libri Stazione Undici (credo che ne abbiano fatto anche una serie tv, ma è un campo in cui non mi addentro) e Mare della tranquillità. Qualche giorno fa ha scritto un tweet chiedendo chi poteva intervistarla… per poter far sì che nella sua voce su Wikipedia (in inglese, in quella italiana non era nemmeno scritto che era sposata) che era divorziata. In qualche ora Slate ha pubblicato un’intervista dal titolo che dice “Un’intervista del tutto normale con la scrittrice Emily St. John Mandel” e catenaccio “Solo per chiedere all’autrice di Station Eleven e Sea of Tranquility che ha fatto quest’anno, tutto qui”. E in effetti la voce di en.wiki è stata immediatamente aggiornata. In realtà non serviva nemmeno l’intervista: almeno fino ad oggi, la spunta blu di Twitter è una verifica dell’identità della persona, e quindi la prima fonte che attestava il divorzio è stato quel tweet, sostituito poi dal link all’intervista.

Per quanto la cosa vi possa sembrare stupida (e sicuramente è sembrata tale a Mandel), Wikipedia funziona così. Un’affermazione deve avere una fonte affidabile, e nessuno può sapere se l’utente che scrive “Emily St. John Mandel è divorziata” è effettivamente Mandel o qualcuno che vuole fare uno scherzo. Leggendo il thread su Twitter, però, mi sa che il contributore che le ha detto che “occorreva una fonte comparabile” ha fatto un po’ di casino: come ho scritto, quello che conta è una fonte affidabile che si possa citare con tranquillità.

Un’ultima curiosità: nell’intervista a Slate, Mandel scrive che vedersi ancora definita sposata (si è separata ad aprile dal marito, e il divorzio è stato concesso a novembre) “was kind of awkward for my girlfriend”. Ieri BBC ha scritto un articolo in cui affermavano che si erano offerti anche loro di intervistare Mandel. Com’è, come non è, nel loro articolo quella frase non c’è :-)

Inventori farlocchi del tostapane

Monday, 21 November 2022 03:04 UTC

Adam Atkinson mi ha segnalato questo articolo della BBC in cui si racconta come per dieci anni la voce inglese sul tostapane indicava come suo inventore una persona inesistente di nome Alan MacMasters. A quanto pare, durante una lezione universitaria il professore sconsigliò gli studenti di usare Wikipedia come fonte, facendo l’esempio della voce “toaster” dove si diceva che l’inventore era un tale Maddy Kennedy. L’Alan MacMasters reale era uno di quegli studenti, e un suo amico modificò la voce indicando come inventore appunto “Alan Mac Masters”. Il guaio è che poco dopo il Daily Mirror osannò MacMasters come un grande inventore scozzese, e le citazioni continuarono a crescere, anche perché MacMasters creò una voce sul suo inesistente omonimo con tanto di fotografia (ovviamente ritoccata per farla sembrare ottocentesca). MacMasters fu addirittura proposto come personaggio da raffigurare nelle banconote scozzesi, anche se a quanto pare la Bank of Scotland ebbe dei dubbi e lo scartò. Solo poco tempo fa un ragazzino ebbe dei dubbi sulla biografia di MacMasters e mise in moto le squadre wikipediane di verifica, che hanno scoperto la burla.

E in Italia? MacMasters non è mai stato inserito nella voce, ma nel 2018 un anonimo aggiunse il seguente capoverso:

nel 1897 Carlos Decambrè, inventò il ”tost” che si diffuse in tutta europa. questo tost veniva fatto con del pane normale, prosciutto,tacchino e diversi formaggi. Esso garantiva un buon pranzo per i nobili perchè all’epoca i salumi e i formaggi era cibo considerato da ricchi.

Peccato che le uniche occorrenze in rete del cognome Decambrè siano del tipo “Carlos Decambrè inventò il tostapane”, ovviamente senza fonti perché scopiazzature da Wikipedia senza chiaramente citarla. Questo a parte il fatto che se mi fosse capitato di vedere un’aggiunta sgrammaticata simile l’avrei cassata al volo perché senza fonti attendibili…

“contrafforte volante”?

Monday, 4 July 2022 02:04 UTC

Premetto che ho molti amici traduttori :-) (e un paio di loro sono anche tra i miei ventun lettori… ma ovviamente non sto parlando di loro). In un libro (tradotto dall’inglese) che ho appena letto ho trovato a un certo punto scritta l’espressione “contrafforte volante”. Ora, come penso molti di voi io so più o meno cos’è un contrafforte, ma l’ultima volta che ne ho sentito parlare sarà stato all’inizio del liceo, cioè 45 anni fa (per me che sono anzyano: your mileage may vary). Tra l’altro manco sapevo come si dica in inglese “contrafforte”: sono andato a cercare e ho scoperto che è “buttress”. Una rapida ricerca mi ha fatto trovare la voce di Wikipedia in inglese “flying buttress”: l’ho aperta, ho controllato qual è il nome della versione in italiano e ho scoperto che si dice “arco rampante”. (Ok, a questo punto il mio neurone ha tirato fuori il disegnino dei contrafforti ad archi rampanti, ma questa è un’altra storia)

La mia domanda è semplice. È possibile che un traduttore trovi scritto “flying buttress”, traduca parola per parola, e non si renda conto che il sintagma in italiano non ha senso? È possibile che non gli sia mai venuto in mente di usare Wikipedia in questo modo non standard ma utilissimo per la terminologia tecnica? (E comunque anche Wordreference riporta la traduzione).

Fino al 15 giugno il Ministero della Cultura (MIC) ha indetto una consultazione pubblica sul Piano nazionale di digitalizzazione del patrimonio culturale:

la visione strategica con la quale il Ministero intende promuovere e organizzare il processo di trasformazione digitale nel quinquennio 2022-2026, rivolgendosi in prima istanza ai musei, agli archivi, alle biblioteche, agli istituti centrali e ai luoghi delle cultura statali che possiedono, tutelano, gestiscono e valorizzano beni culturali.

Ho letto le linee guida per la circolazione e il riuso delle immagini, e ho capito che la linea del MIC – “cacciateci i soldi” – non è cambiata di una iota. La cosa peggiore è che il piano pare essere un patchwork: le sue premesse sono assolutamente condivisibili, ma nella fase di assemblaggio qualcuno ha ben pensato di disattendere tali premesse per una presunta capacità di ottenere ricavi.

Tanto per essere chiari: non c’è nulla di male se il MIC vuole creare e vendere degli NFT a partire dalle opere che ha in cura. Io non riesco a capire perché uno vorrebbe mai avere un NFT, ma è evidente che c’è gente che invece li vuole; e allora che li si faccia e li si venda. Tanto quelli sono per definizione entità non copiabili, o se preferite uniche. I problemi sono altri. Per esempio,l’avere un sistema NC (non commerciale) per default sui contenuti in pubblico dominio, cosa che è incompatibile con i progetti Wikimedia e OpenStreetMap. Il tutto con una “licenza” (non lo è, e anche nelle linee guida la cosa viene rimarcata) “MIC Standard” che porterà a risultati parossistici. Mi spiego meglio. Se qualcuno chessò negli USA pubblica una traduzione non autorizzata del mio Matematica in pausa caffè, il titolare dei diritti (Codice Edizioni) può contattare le autorità statunitensi, bloccare la vendita e citare a giudizio il malcapitato editore. Questo perché le leggi sul diritto d’autore sono state (più o meno) armonizzate in tutto il mondo, e quindi i diritti di sfruttamento economico sono tutelati ovunque. Ma se lo stesso qualcuno usa commercialmente un’immagine del Colosseo con l’etichetta – esplicita o implicita – “MIC Standard”, il ministro può strillare quanto vuole ma non succederà nulla, perché dal punto di vista delle autorità USA quell’immagine è nel pubblico dominio. Insomma, gli unici eventuali guadagni arriverebbero dai nostri compatrioti, mentre all’estero potrebbero fare quello che vogliono.

Per quanto riguarda Wikipedia Commons, c’è persino una citazione esplicita:

Il download di riproduzioni di beni culturali pubblicati in siti web di terze parti non è sotto il controllo dell’ente pubblico che ha in consegna i beni (ad es. le immagini di beni culturali scaricabili da Wikimedia Commons, realizzate “liberamente” dai contributori con mezzi propri per fini di libera manifestazione del pensiero e attività creativa, e quindi nella piena legittimità del Codice dei beni culturali). Rimane nelle competenze dell’istituto culturale l’applicazione di corrispettivi per i successivi usi commerciali delle riproduzioni pubblicate da terze parti.

Rileggete questa frase. Ve la traduco in italiano corrente: Wikimedia Commons viene trattata alla stregua di una vetrina pubblicitaria dove l’unico lavoro da parte dello stato è farsi dare i soldi da chi prende da lì del materiale. Come forse immaginate, non è che la cosa ci piaccia più di tanto…

Ah: al MIC non piace proprio la CC0, la licenza che formalizza il rilascio di un oggetto o un’informazione nel pubblico dominio. Infatti (grassetto mio) si legge che

l’uso di dati e riproduzioni digitali del patrimonio culturale per finalità di studio, ricerca, libera manifestazione del pensiero o espressione creativa, promozione della conoscenza, che non abbiano scopo di lucro diretto è libero per legge;

Quindi anche i metadati – a differenza per esempio di Wikidata, dove tutti gli elementi presenti hanno licenza CC0 – sono sotto una licenza di tipo NC. La digitalizzazione dei metadati è insomma qualcosa che si può fare solo per offrirlo poi gentilmente al MIC che sicuramente ci farà tanti soldi. Che gioia, vero?

L’età dei personaggi pubblici

Tuesday, 17 May 2022 02:04 UTC


Magari qualcuno si può chiedere perché l’anno scorso GQ ha pensato di dedicare un articolo a Stefania Rocca per il suo… quarantaseiesimo compleanno. A parte Valentino Rossi, il 46 non è che dica molto, non è mica il quarantadue! Se questo qualcuno è curioso, però, magari dà un’occhiata all’URL dell’articolo e scopre che c’è scritto “stefania-rocca-50-anni-rock”. In effetti, ricordare il cinquantesimo compleanno ha molto più senso, su questo non ci piove. E in effetti si fa in fretta ad andare sull’Internet Archive e vedere che l’articolo originale si intitolava “Stefania Rocca, i primi 50 anni di un’anima rock”.

L’altra settimana, però, la signora Rocca e/o il suo agente hanno deciso che il passato era passato, e quindi l’età della signora Rocca è di soli 47 anni. Per posti come GQ ci devono essere argomenti molto convincenti per fare riscrivere un articolo pubblicato l’anno scorso; su Wikipedia la cosa potrebbe sembrare banale ma in realtà è un po’ più complicata, come potete vedere. Mi è stato riferito (ma potrebbe essere una malignità…) che l’agente in questione ha mandato alla Wikimedia Foundation un codice fiscale della signora Rocca dove risulta il 1975 come data di nascita… ma il codice fiscale in questione corrisponde a un maschio e non a una femmina.

Ad ogni modo, la signora Rocca non è certo l’unica persona a cercare di inserire su Wikipedia una data di nascita diversa da quella che era sempre stata considerata tale in passato. Il primo caso che mi viene in mente è quello del mago Silvan (simsalabim!), ma anche Elisabetta Sgarbi, come già scrissi, afferma di essere nata nel 1965 come anche riportato dalla Treccani: il talento della signora Sgarbi si notava fin da ragazza, considerando che ha conseguito la laurea in farmacia nel 1980… Avevo anche segnalato alla Treccani che nel sito c’era stato uno scambio di caratteri, e il 1956 che è la data di nascita della signora Sgarbi era diventato 1965, ma non mi hanno mai risposto. Non so se Wikipedia abbia più errori della Treccani, ma sicuramente correggerli è più semplice!