21 anni di Wikipedia, come sta la comunità

10:51, Friday, 14 2022 January UTC

Il 15 gennaio Wikipedia, la più grande enciclopedia collaborativa del mondo, festeggia il suo ventunesimo compleanno. Wikipedia in italiano è una delle edizioni più longeve e più grandi, a livello globale. Aperta l’11 maggio del 2001, ad oggi Wikipedia in italiano conta più di 1,7 milioni di voci e oltre 8.200 utenti attivi nell’ultimo mese.

Questa comunità di volontari che ogni giorno scrivono, modificano e migliorano le voci, è fondamentale per continuare il grande progetto di condivisione della conoscenza, aperta a tutti. Ma come sta oggi, a distanza di 21 anni, la comunità di Wikipedia?

La ricerca sullo stato di salute di Wikipedia

Hanno provato a rispondere a questa domanda i ricercatori di Eurecat, centro di ricerca catalano che si dedica anche allo studio delle comunità online. Marc Miquel, David Laniado e Cristian Consonni si sono inizalmente interessati ai motivi per cui i contributori di Wikipedia scelgono di abbandonare la piattaforma. Nel 2020 hanno vinto un grant finanziato da Wikimedia Foundation, che si riproponeva di elaborare degli indicatori di salute per le comunità di Wikipedia, basati sui dati reperibili sulla piattaforma: principalmente edit e discussioni. Il lavoro ha portato all’elaborazione delle Community Health Metrics.

Queste metriche sono dei “parametri vitali”, che, come in medicina, dovrebbero indicare lo stato di salute della comunità. La capacità di non perdere editor, la stabilità della comunità, l’equilibrio tra editor vecchi e nuovi, la presenza di editor con funzioni specifiche, il numero di amministratori e la partecipazione al movimento globale sono i sei parametri vitali fondamentali individuati. Come spiega Cristian Consonni:

Volevamo creare uno strumento che potesse essere utile in maniera pratica, fornendo metriche valide per tutte le edizioni di Wikipedia, indipendentemente dalla lingua. Riprendendo una metafora medica, i parametri vitali ci danno delle indicazioni sullo stato generale di salute della comunità, ci fanno capire se ci sono criticità e dove si potrebbe intervenire per aiutarla a stare bene.

La buona notizia: la comunità di Wikipedia sta bene

Cristian Consonni è un utente attivo su Wikipedia in italiano, come Marc Miquel lo è su quella in catalano. Entrambi pensavano di conoscere bene le comunità di appartenenza, ma, come racconta Cristian Consonni, sono stati sorpresi da alcune scoperte:

Onestamente, pensavamo che la situazione fosse più grave di quella che abbiamo trovato. È vero: la comunità fa fatica a trattenere i contributori per più di qualche mese, ma esiste un rinnovamento costante. Non ci aspettavamo di scoprire che nella Wikipedia in italiano oltre il 50% degli editor fossero “giovani”: nuove energie che si aggiungono alle generazioni più esperte.

Un altro aspetto molto positivo della comunità italiana è che è ben integrata con la comunità internazionale, come si vede dalla partecipazione a Meta-wiki. Questo fa ben sperare per il futuro, perché le idee che funzionano in certe comunità possono essere condivise e replicate in altre, come dimostra l’esempio del concorso fotografico Wiki Loves Monuments, lanciato in Olanda per diventare un progetto internazionale in pochi anni.

Imparare Wikipedia

Proprio in occasione del compleanno di Wikipedia inizia il primo corso online in italiano, organizzato con un’università, dedicato a chi vuole imparare a contribuire. Scopri di più!

Qualcosa su cui lavorare

Seppure in generale ci sia un rinnovamento degli utenti nella comunità, le criticità evidenziate dalla ricerca riguardano soprattutto gli utenti tecnici, quelli che gestiscono bot e altri aspetti infrastrutturali dell’enciclopedia. Nell’edizione italiana sono circa 70: pochi e per lo più appartenenti alle vecchie generazioni. Come in altre edizioni è un problema di ricambio che si vede anche con gli amministratori, che su Wikipedia sono chiamati a risolvere conflitti e dubbi sui contenuti, ma che spesso sono sovraccarichi di lavoro.

Sono problemi risolvibili – spiega Cristian Consonni -. Per questo vogliamo che i parametri vitali siano strumenti utili nelle mani della comunità. Vedendo che mancano utenti tecnici, i capitoli Wikimedia e gli altri affiliati potrebbero organizzare degli eventi, come corsi di formazione o hackaton, per fare in modo che più utenti si avvicinino al mondo delle contribuzioni tecniche. Oppure la comunità potrebbe scegliere di approfondire il motivo per cui relativamente pochi utenti attivi delle nuove generazioni diventano amministratori: magari ci sono regole o consuetudini implicite che è il momento di rivedere per facilitare il processo di “reclutamento” di nuovi amministratori.

Di certo la situazione della comunità italiana è migliore delle nostre aspettative. Sarebbe interessante capire i motivi di un certo pessimismo di molti utenti storici, che non esiste solo in Wikipedia in italiano, ma intanto possiamo guardare al futuro di Wikipedia con più fiducia!

E questa è una buona notizia, per il compleannno di Wikipedia.

Nell’immagine di apertura: Wikimania 2016 – group photo 03, di Niccolò Caranti, CC BY-SA 4.0, attraverso Wikimedia Commons

Nell’articolo: Wikimania 2019 – Learning Days Cohort 1 Group Pic, di DRanville (WMF), CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons


Con il nuovo anno, spazio ai buoni propositi e ai programmi originali. Se sei un insegnante, hai mai pensato di usare Wikipedia o OpenStreetMap in classe? Per imparare come fare, è il momento di iscriversi ai corsi di Wikimedia Italia sulla piattaforma SOFIA del Ministero dell’Istruzione. Diventa anche tu un wiki docente!

Insieme ai nostri formatori abbiamo pensato a tre corsi differenti, pensati per diverse tipologie di insegnanti e di studenti. I corsi sono gratuiti e riconosciuti dal MIUR. C’è tempo fino al 15 febbraio per iscriversi: ecco una panoramica e i link per mettere in pratica i buoni propositi.

Non aspettare: i posti sono limitati!

A scuola con Wikipedia: information literacy e scrittura collaborativa

Wikipedia è la più  grande enciclopedia online, ma è anche uno spazio dove accompagnare gli studenti a scoprire come scrivere una voce neutrale, distinguendo fonti autorevoli e false notizie. Con questo corso i docenti scopriranno come progettare attività didattiche per lo sviluppo dello spirito critico e delle competenze informative digitali dei propri studenti.

Durata del corso: dal 28 febbraio al 20 aprile, tutti i lunedì, dalle 17 alle 19.

ID del corso: 100081

Educazione al patrimonio culturale digitale con i progetti Wikimedia

Chi ha detto che al computer si possono fare esperimenti solo su materie scientifiche? Anche la storia dell’arte si può fare online: non solo cercando immagini e informazioni su Wikipedia e Wikimedia Commons, ma anche creando nuovi contenuti aperti a tutti. Gli insegnanti che seguiranno questo corso riusciranno a far produrre ai propri studenti voci enciclopediche, fotografie di qualità, ma anche guide turistiche interattive e prodotti multimediali.

Durata del corso: dal 2 marzo al 20 aprile 2022, tutti i mercoledì, dalle 17 alle 19

ID del corso: 100083

OpenStreetMap: il database geografico collaborativo per la conoscenza del territorio

Ci sono anche gli studenti che non ne vogliono sapere di scrivere voci o catalogare fotografie. Allora perché non rendere la geografia più avvincente e concreta imparando a mappare su OpenStreetMap? Si può partire dal proprio quartiere o dai paesi più piccoli di provincia: disegnando strade e aggiungendo informazioni utili alla comunità. Ci sono anche classi italiane che hanno collaborato con classi camerunensi, per mappare aree rurali dell’Africa, per dare l’idea.

Durata del corso: dal 25 febbraio al 22 aprile 2022, tutti i venerdì dalle 17 alle 19.10

ID del corso: 100082

Come iscriversi ai corsi di Wikimedia

I corsi sono gratuiti e sono riconosciuti dal MIUR per la formazione e l’aggiornamento dei docenti. Per iscriversi è necessario cercare l’ID del corso sulla piattaforma SOFIA e completare la procedura. Chiediamo a tutti gli insegnanti interessati a seguire i nostri corsi di completare anche un veloce questionario online.

Passaparola

Se conosci i corsi e vuoi consigliarli o se ti stai per iscrivere e vuoi coinvolgere altri colleghi della tua scuola, scarica la locandina e appendila in bacheca oppure scarica la brochure completa dei corsi.

Nell’immagine: Laboratorio wiki 2019 Liceo Medi Battipaglia, di RemoRivelli, CC BY-SA 4.0, attraverso Wikimedia Commons

ICOM e Wikimedia insieme per la conoscenza libera

11:48, Thursday, 30 2021 December UTC

ICOM Italia, Wikimedia Italia e Creative Commons Italia uniscono le loro forze per la conoscenza libera. Durante il 2022 sosterranno musei, archivi e biblioteche in molti modi diversi: il primo passo è il bando riservato alle istituzioni culturali.

Bando Musei Archivi Biblioteche

Musei, archivi e biblioteche potranno presentare entro il 15 febbraio una richiesta di finanziamento per un progetto pensato per favorire il libero riuso in rete delle immagini di pubblico dominio e dei contenuti con licenze libere. Un modo per valorizzare online e condividere con il resto del mondo la ricchezza delle proprie collezioni.

Per il 2022 i requisiti per accedere al bando sono stati semplificati, per permettere a più istituzioni di presentare i loro progetti e partecipare alla condivisione della conoscenza.

Si potranno aggiungere foto o dati su Wikimedia Commons e Wikidata, scrivere nuove voci su Wikipedia o arricchire di dati geospaziali OpenStreetMap. A tutte le istituzioni, oltre al contributo economico a supporto delle attività, Wikimedia Italia offrirà anche un percorso di formazione per i dipendenti coinvolti. Dodici ore di lezioni frontali e sei ore di esercitazione sui progetti Wikimedia in un arco di tempo di tre mesi.

Ogni istituto potrà richiedere di finanziare un progetto tra i 2.000 e gli 8.000 euro, per attività che dovranno essere concluse entro il 30 giugno 2022 e rendicontate entro il 15 luglio. Sono ammesse collaborazioni con altri enti e associazioni e la copertura parziale dei costi di un progetto più ampio. La scadenza per presentare la domanda è il 15 febbraio 2022.

Leggi il bando completo

Una lunga collaborazione con ICOM Italia

ICOM Italia riunisce e rappresenta i musei nel nostro paese, all’interno di una rete internazionale. Nel 2021, come negli anni precedenti, ICOM Italia è stato partner di Wiki Loves Monuments, oltre che della prima edizione del bando riservato a musei, archivi e biblioteche.

Nell’immagine: Paolo Monti – Servizio fotografico (Verona, 1982) – BEIC, di Paolo Monti, CC BY-SA 4.0, attraverso Wikimedia Commons

Come ogni anno, il primo gennaio cade il Giorno del Pubblico Dominio. Nel 2022 c’è un’occasione in più per festeggiare: tutte le opere del filosofo Ludwig Wittgenstein infatti entrano in pubblico dominio. Un gruppo di volontari negli ultimi mesi si è preparato con cura a questa data, sviluppando un progetto per condividere online l’opera del filosofo.

Il Ludwig Wittgenstein Project è un’iniziativa senza scopo di lucro, avviata alla fine del 2020 da Michele Lavazza, volontario dei progetti wikimedia esperto di digital humanities, e attualmente gestita da una comunità internazionale in crescita di traduttori e volontari. L’obiettivo del progetto è rendere disponibile gratuitamente e con licenza libera il maggior numero possibile di opere del filosofo Wittgenstein dal primo gennaio 2022.

Ludwig Wittgenstein è considerato uno dei massimi pensatori del Novecento. Ad eccezione del Tractatus logico-philosophicus, tutte le sue opere, che sono alla base della logica e della filosofia del linguaggio contemporanee, furono pubblicate dopo la sua morte, avvenuta a Cambridge nel 1951. A settant’anni da quella data, dal primo gennaio 2022 passeranno tutte in pubblico dominio.

Le opere di Wittgenstein saranno libere dal copyright in tutti i Paesi in cui i diritti scadono 70 anni dopo la morte dell’autore: la lista include la maggior parte dell’Unione Europea, Africa, Asia e Oceania, insieme alla maggior parte dei Paesi dell’America Latina e il Canada.

Cosa prevede il Ludwig Wittgenstein Project

Il Ludwig Wittgenstein Project fornirà libri completi, ben formattati, scaricabili e gratuiti. Saranno disponibili gli originali in tedesco o in inglese, così come le traduzioni in più lingue a cui ha lavorato il team di traduttori che si sono dedicati al progetto. Più in particolare, saranno disponibili in italiano la Recensione di “La scienza della logica” di P. Coffey, Note sulla logica, i Quaderni 1914-1916, Tractatus logico-philosophicus, Conferenza sull’etica, Osservazioni su “Il ramo d’oro” di Frazer, Libro marrone, Ricerche filosofiche, Osservazioni sui colori.

Grazie al sostegno economico di Wikimedia Italia, è stato possibile tradurre in 4 lingue la Conferenza sull’etica di Wittgenstein e in italiano il testo Note sulla logica. Non solo, sono state realizzate altre traduzioni in italiano e in francese, tra cui i diari risalenti al periodo della Prima guerra mondiale e le Osservazioni sui colori.

Per una vera condivisione della conoscenza

Il progetto è nato dall’idea di organizzare uno sforzo collettivo per produrre ad hoc nuove traduzioni dell’opera del filosofo. A sua volta ciò ha l’obiettivo di favorire l’accesso ai testi da parte di tutti, anche in lingue diverse da quella originale.

Spiega Michele Lavazza, coordinatore del Ludwig Wittgenstein Project, che aggiunge:

Abbiamo ricevuto il contributo di molte persone che hanno aiutato su vari fronti. Tra queste un ruolo fondamentale è stato svolto dai traduttori, che hanno messo a disposizione il loro tempo, in molti casi anche a titolo volontario, per realizzare le nuove versioni delle opere. Finora sono 10 i traduttori che hanno partecipato all’iniziativa, provenienti da 6 paesi diversi. Il progetto è aperto a chiunque desideri partecipare: guardiamo al primo gennaio come al vero inizio delle nostre attività e speriamo di poter contare su collaborazioni sempre nuove.

Iolanda Pensa, Presidente di Wikimedia Italia, spiega così la scelta di sostenere il progetto:

Contribuire attivamente alla diffusione, al miglioramento e all’avanzamento del sapere e della cultura è l’obiettivo per cui è nato il movimento Wikimedia. Crediamo infatti che, per perseguire il bene comune, sia essenziale moltiplicare le porte d’accesso alla conoscenza. Come Associazione, perseguiamo questo obiettivo sostenendo economicamente numerose iniziative culturali in linea con questo principio. Tra queste il Ludwig Wittgenstein Project, che dal primo gennaio renderà disponibili molte opere del filosofo di difficile reperibilità.

Nell’immagine: ritratto di Ludwig Wittgenstein, pubblico dominio

Sperimentare su Wikipedia con l’interaction design

10:12, Thursday, 30 2021 December UTC

Cercare nuovi modi di guardare a Wikipedia e di sperimentare con i suoi contenuti. Questo sono stati chiamati a fare gli studenti del corso di interaction design, tenuto da Andreas Gysin e Giovanni Profeta all’interno del corso triennale di comunicazione visiva dell’università svizzera SUPSI.

L’occasione erano i vent’anni di Wikipedia, festeggiati proprio nel 2021. Lavorando in gruppi, gli studenti sono stati lasciati liberi di navigare tra Wikipedia e i progetti fratelli, per lasciarsi ispirare e trovare il modo di mettere in luce con i loro progetti le caratteristiche più originali, utili o divertenti di Wikipedia. Tutti i progetti sono oggi visibili online.

Una storia a caso, di Lorenzo Bedetti e Marzia Nasca

Gli autori di questo progetto sono partiti da Wikimedia Commons e da Wikiquote, dedicati alla raccolta di immagini e di citazioni. Incuriositi dal tasto “una voce a caso” e “random file” presente in entrambe le piattaforme, hanno pensato di collegarli.

Il nostro progetto unisce questi due tasti, creando associazioni randomiche di immagini e citazioni che possono essere liberamente interpretabili dai fruitori. Per noi, la parte più difficile del progetto è stata trovare l’idea, ma quando siamo venuti in contatto con i tasti random, ne siamo rimasti affascinati e soddisfatti dal risultato che può creare un numero illimitato di storie visive liberamente interpretabili.

La realtà influenza Wikipedia? Di Danijel Cancar e Jessica Leonardi

Attraverso delle infografiche, gli studenti hanno voluto confontare il numero di modifiche effettuate di un articolo rispetto ad un altro in un preciso arco temporale.

Lo scopo principale del tool è quello di permettere al fruitore di avere una visione critica e d’insieme rispetto ad un articolo e comprendere come molto spesso ciò accade nella realtà in cui viviamo influenzi l’interesse (e quindi il volume di modifiche) dei wikipediani rispetto ad un determinato argomento. Questo per valorizzare la dinamicità di Wikipedia, a dimostrazione di quanto sia fondamentale l’intervento di ognuno di noi.

Wikipedia 20, di Cristina Dominguez Alves e Shaya Pedrazzini

Puntano molto sul divertimento le autrici di questo progetto, tutto centrato sulle voci insolite di Wikipedia e sulla possibilità di collegarle in testi surreali.

Dopo aver navigato all’interno dell’enciclopedia, per cercare degli aspetti interessanti da trattare oltre a quelli già conosciuti, ci siamo imbattute in una particolare sezione di Wikipedia: le “voci insolite”. Abbiamo trovato fin da subito esilarante questo lato di Wikipedia, apparentemente ci sembravano delle voci senza senso, ma ognuna di quelle voci aveva una sua spiegazione e un suo significato, pertanto non toglievano di credibilità all’enciclopedia, nonostante avessero nomi bizzarri.
Perciò abbiamo deciso di dedicare il nostro progetto unicamente alle “voci insolite”, selezionandone alcune per poi realizzare delle storie stravaganti, mantenendo uno stile grafico riconducibile a Wikipedia (testi esplicativi in nero e i testi riconducibili a delle pagine esterne in blu). Inoltre abbiamo deciso di cambiare le storie con annesse le varie voci ad ogni ricaricamento della pagina, per risaltare una delle caratteristiche che offre Wikipedia ovvero la possibilità di poter modificare i contenuti costantemente.

The universe of Wikipedia deleted pages, di Federico Dubini e Michele Rezzonico

Per sperimentare e scoprire qualcosa di nuovo, c’è anche chi ha scelto di avventurarsi tra le pagine cancellate

Volevamo valorizzarle e dargli una seconda vita grazie a questo progetto. Da qui in poi è iniziata la fase di ricerca: abbiamo trovato diverse liste che comprendevano le pagine eliminate più divertenti. Nella realizzazione di questa pagina abbiamo scoperto che Wikipedia, anche se è un’enciclopedia, può essere divertente e la nostra pagina web valorizza questa parte. La soddisfazione per noi è stata quella di riuscire nel nostro scopo, cioè quella di vedere diverse persone, mentre navigavano in questa pagina, ridere leggendo quello che trovava nell’ universo delle pagine eliminate di Wikipedia.

Wikipedia Comparison of articles, di Martin Ross Franzè e Matteo Mason

Analizza i dati e le visualizzazioni di pagine diametralmente opposte questo progetto, che ha paragonato la pagina di Joe Biden e quella di Donald Trump.

Volevamo mostrare come, in un arco di tempo definito (dal 1 Gennaio 2020 al 26 Maggio 2021), siano aumentate o diminuite le visualizzazioni giornaliere dei due argomenti scelti e qualora ci fossero dei picchi di visualizzazioni, spiegare perché sono avvenuti. I dati ottenuti sono stati raccolti da Wikipedia API e da Wikipedia. Lavorando al progetto siamo stati particolarmente incuriositi ed affascinati da come in corrispondenza di un determinato avvenimento le visualizzazioni variano. Quindi i grafici rappresentano gli interessi della società.

Wiki in depth, di Federico Marton e Giulia Patti

Si spinge oltre l’online e immagina un’esperienza fisica invece questo progetto, per rappresentare le interazioni che avvengono sui progetti wikimedia ogni secondo.

Abbiamo deciso di rappresentare questo concetto attraverso un’installazione che facesse entrare fisicamente all’interno di Wikipedia le persone, mostrando in maniera concreta le varie modifiche che vengono apportate agli articoli dai wikipediani ed evidenziando l’immensità di questa enciclopedia digitale, le sue potenzialità, la grande e attiva comunità che ne fa parte. Da comuni e semplici fruitori siamo diventati utenti consapevoli ed esperti di questa enciclopedia online.

Buon compleanno Wikipedia, di Patrick Pirro e Arianna Siciliano

Per festeggiare i 20 anni di Wikipedia, gli ideatori di questo progetto hanno voluto sottolineare l’importanza e il ruolo fondamentale dei wikipediani.

Sono loro che spendono il loro tempo ogni giorno, senza compenso, per apportare modifiche o creare nuove voci. Il progetto ci ha permesso di scoprire tutto la magnifica comunità che sta dietro a Wikipedia: i Wikipediani. Questo è un progetto che permette diversi sviluppi futuri come per esempio la traduzione in altre lingue, la possibilità di aggiungere gli anni successivi al 2021, l’implementazione del codice tramite intelligenza artificiale per automatizzare l’inserimento dei nomi dei wikipediani.

Nell’immagine: screenshot progetto Wikipedia20, di Cristina Dominguez Alves e Shaya Pedrazzini

Il Dipartimento di Lettere arti e scienze sociali (DiLASS) dell’Università degli studi “G. D’Annunzio” di Chieti-Pescara nel corso del 2021 ha scelto di aprirsi alla conoscenza libera, collaborando in maniera proficua con Wikimedia Italia. Nei mesi scorsi, infatti, grazie all’impegno dei volontari abruzzesi è stata firmata una convenzione tra il Dipartimento di Lettere Arti e Scienze Sociali (DiLASS) dell’Università e Wikimedia Italia, per contribuire insieme allo sviluppo della conoscenza condivisa, ed è stato presentato un progetto partecipante e selezionato per il bando Istituzioni culturali.

La convenzione con il DiLASS dell’Università D’Annunzio

L’accordo sottoscritto prevede la collaborazione tra il Dipartimento  di Lettere arti e scienze sociali  e Wikimedia Italia per far conoscere e utilizzare i progetti Wikimedia a studenti e docenti. L’obiettivo è far sviluppare nuove competenze legate ai dati e ai contenuti digitali aperti e liberamente riutilizzabili, alla produzione di contenuti e risorse educative aperte, alla valorizzazione del patrimonio culturale e alla comunicazione della scienza, focalizzando attività e progetti relativi all’Abruzzo, per la promozione del territorio e dei suoi beni.

Oltre a laboratori ed eventi divulgativi, nell’accordo rientra anche la disponibilità del Dipartimento a digitalizzare i propri documenti relativi al patrimonio culturale culturale dell’Università, anche attraverso l’adesione al progetto Abruzzo Wiki Grand Tour.

Il primo progetto: l’archivio fotografico Abruzzo medievale

Nell’ambito del sostegno dato da Wikimedia Italia alle istituzioni culturali con il bando musei archivi e biblioteche, figura anche il progetto dedicato all’archivio fotografico “Abruzzo Medievale”, per il quale ​​​​​​​il Dipartimento  di Lettere arti e scienze sociali dell’Università di Chieti-Pescara ha concorso, ed è risultato fra i vincitori, grazie al lavoro svolto insieme al gruppo dei volontari abruzzesi. Il progetto proposto ha l’obiettivo di rendere accessibile in formato aperto e gratuito parte del materiale dell’Archivio Fotografico Abruzzo Medievale del DiLASS.

L’archivio fu creato dal 1970 in poi grazie al lavoro dei docenti che nel corso degli anni sono stati titolari della cattedra di Storia dell’arte medievale dell’ateneo e costituisce un patrimonio fotografico di notevole importanza valido anche come memoria storica  di opere non più esistenti o gravemente compromesse a seguito del terremoto de L’Aquila del 2009. L’archivio costituisce sia un importante laboratorio di formazione per gli studenti e di ricerca per gli studiosi, sia un contenitore utile alla tutela e promozione dei beni culturali rappresentati fotograficamente e corredati di schedatura”.

Il progetto coinvolge per l’ateneo di Chieti-Pescara con il Dipartimento di Lettere arti e scienze sociali​​​​​​​, Chiara Paniccia, assegnista di ricerca, Vanda Lisanti e Jessica Celata, entrambe dottorande presso la Scuola Superiore “Gabriele d’Annunzio”, ​​​​​​​che collaboreranno con il gruppo di volontari abruzzesi, Carla Colombati, coordinatore in Abruzzo per Wikimedia Italia, bibliotecaria accademica, Serena D’Orazio, operatrice culturale, Lorenzo Marconi, ingegnere informatico, Pietro Valocchi, ingegnere, Anastasia Nespoli, bibliotecaria, e Dimitri Bosi, coordinatore istituzioni culturali in Abruzzo per Wikimedia Italia, bibliotecario.

Condividere il patrimonio di conoscenza

«La ricerca universitaria si apre all’esterno – ha spiegato il professor Carmine Catenacci, Direttore del DiLASS della “d’Annunzio” – condividendo un importante patrimonio documentario in proprio possesso e diffondendo i risultati degli studi sui temi in questione. In questo modo, la conoscenza, maturata nei centri di ricerca specialistica, diventa bene comune, tanto a disposizione di tutti in rete quanto in stretta e viva relazione con le specifiche realtà del nostro territorio. Inoltre, iniziative come questa contribuiscono in maniera concreta e significativa alla formazione dei nostri giovani, i quali hanno così la possibilità di acquisire competenze nell’ambito delle digital humanities e di quegli strumenti che risultano ormai imprescindibili nell’attività di ricerca, nella comunicazione e, in generale, nelle nuove professioni connesse ai settori della cultura».

Nell’immagine: Facciata della Basilica di Santa Maria di Collemaggio, di Verdenex84, CC BY-SA 4.0, attraverso Wikimedia Commons

Wikimedia Italia dà il benvenuto a Catrin Vimercati

13:34, Wednesday, 29 2021 December UTC

Catrin Vimercati dal 10 gennaio 2022, per sei mesi, entrerà a far parte dello staff di Wikimedia Italia, con il ruolo temporaneo di direttore esecutivo dell’associazione. Si tratta di un ritorno per Catrin Vimercati, che in passato è stata co-fondatrice di Wikimedia Italia, oltre che la prima collaboratrice dell’associazione. Come volontaria, dal 2004 Catrin Vimercati è attiva su Wikipedia e sui progetti fratelli e, in seguito, su OpenStreetMap.

Laureata in Economia Aziendale, Catrin Vimercati si è specializzata negli anni nella consulenza organizzativa per il no profit. Catrin Vimercati ha collaborato anche con Wikimedia Svizzera seguendo attività organizzative e amministrative e con Wikimedia Foundation nell’area della strategia del movimento Wikimedia.

Da inizio 2022 sarà responsabile dalla realizzazione delle attività del piano annuale 2022, della corretta gestione e rendicontazione del 5×1000 e della redazione del bilancio sociale dell’associazione, per assicurare trasparenza e un’adeguata valutazione delle attività rispetto alla strategia scelta da Wikimedia Italia.

Le sarà soprattutto richiesto di coordinare il lavoro di tutto lo staff di Wikimedia Italia, riorganizzandolo in una prospettiva di sempre maggiore apertura ai bisogni delle comunità di Wikipedia, dei progetti collegati e di OpenStreetMap. Per contribuire a insieme a fare crescere i progetti di condivisione della conoscenza libera in Italia.

Immagine: Catrin Vimercati-2012, di Niccolò Caranti, CC BY-SA 3.0, attraverso Wikimedia Commons

Il 2021 si conclude con una buona notizia per il mondo della scuola e i progetti wikimedia. A dicembre è stato infatti rinnovato il protocollo di intesa tra Wikimedia Italia e il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca (MIUR). Per altri tre anni quindi continuerà la collaborazione per portare a scuola i progetti wikimedia.

In particolare, come si legge nel protocollo d’intesa, la collaborazione sarà rivolta a:

promuovere lo sviluppo delle competenze informative e di cittadinanza digitale delle studentesse, degli studenti e dei docenti mediante la produzione collaborativa di risorse educative aperte (OER) sulle piattaforme del sapere libero e per la diffusione della didattica digitale nelle istituzioni scolastiche statali.

I benefici per la scuola dai progetti Wikimedia

Nella pratica, Wikimedia Italia si impegnerà a favorire la creazione condivisa di risorse educative digitali e contenuti aperti di qualità, oltre che organizzare percorsi di informazione gratuiti per le istituzioni scolastiche statali. Insegnanti ed alunni potranno imparare ad usare i software liberi e come riconoscere la qualità di una fonte informativa. Ma, grazie alla natura altamente pragmatica dei progetti Wikimedia, gli studenti potranno anche imparare, con la pratica diretta sulle piattaforme, a interagire con consapevolezza in una comunità digitale, sviluppando uno sguardo critico e apertura al confronto.

Un lavoro in continuità con il primo protocollo d’intesa, che punta a diffondere sempre più la conoscenza dei progetti Wikimedia a scuola, per portare tra i banchi e nelle aule le attività e le buone pratiche della didattica wiki, promuovendo anche il valore sociale della condivisione della conoscenza e della co-produzione del sapere.

Nell’immagine: Progetto “Cesare Battisti e Wikipedia” a Bolzano , di Niccolò Caranti, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Imparare Wikipedia all’Università

12:56, Monday, 27 2021 December UTC

Inizia il 15 gennaio 2022 online il primo corso organizzato con un’università Italiana interamente dedicato ad imparare a contribuire a Wikipedia. Realizzato in collaborazione con l’Università degli Studi di Padova, il MOOC (Massive Open Online Course) di Wikipedia sarà libero, gratuito ed aperto a tutti. Come Wikipedia.

Il corso si propone di offrire tutti gli elementi di base per utilizzare Wikipedia da protagonisti, con un percorso guidato per imparare come contribuire alla crescita dell’enciclopedia libera. I partecipanti apprenderanno ad ampliare le voci esistenti e a scriverne di nuove, ad aggiungere immagini, a migliorare l’attendibilità di Wikipedia con l’inserimento di fonti affidabili.

Perché un corso su Wikipedia

Oltre ad essere un grande progetto di condivisione della conoscenza su scala globale, Wikipedia è anche uno strumento sempre più utilizzato a scuola e nelle università. Sia per imparare a scrivere e fare ricerche, sia per sviluppare competenze di cittadinanza digitale. Come riconoscere le fonti attendibili e combattere le fake news, per esempio.

L’idea del corso è di offrire a docenti e studenti strumenti utili per contribuire a Wikipedia, ma anche per diffondere l’uso dell’enciclopedia in altri corsi, in classe e sul lavoro.

Cosa si può imparare

Non servono prerequisiti particolari per partecipare al corso. Alla fine del percorso, tutti i partecipanti conosceranno ​​​​​​​​​​​​​​i principi e i meccanismi di funzionamento di Wikipedia, sapranno selezionare fonti di qualità e correggere e scrivere voci su Wikipedia.

Il corso è diviso in moduli, con video lezioni, tutorial passo-passo ed esercitazioni pratiche. Ci saranno anche materiali aggiuntivi di approfondimento e letture dedicate all’ecosistema Wikipedia. Verranno proposte delle prove di verifica delle conoscenze acquisite durante il corso e al termine ci sarà un test su tutti gli argomenti trattati. Al termine del corso verrà anche rilasciato un attestato a chi avrà seguito tutte le video lezioni e superato i test correttamente.

Tutto libero

Visto l’impegno per la diffusione della conoscenza libera, fondamentale per il movimento di wikimedia, il MOOC sarà interamente distribuito con la licenza libera CC BY-SA per tutti i contenuti. Cinzia Ferranti e il team dell’Ufficio e-learning e Multimedia dell’Università di Padova hanno collaborato passo passo con i wikimediani in residenza Ignazio Ligotti e Marco Chemello per produrre tutti i contenuti del corso, che a gennaio inizierà finalmente a gennaio.

Nell’immagine: Wikimania 2019 – Learning Days Cohort 1 Group Pic, di DRanville (WMF), CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Il primo MOOC italiano su Wikipedia!

03:04, Thursday, 23 2021 December UTC

Sono felice di segnalare che l’Università di Padova ha aperto le iscrizioni alla prima edizione del MOOC di Wikipedia, sviluppato con la collaborazione di Wikimedia Italia.

Il corso inizierà il 15 gennaio 2022: è gratuito e aperto a tutti, anche se è pensato principalmente per chi vuole contribuire all’enciclopedia libera. La piattaforma che ospita il corso è EduOpen, creata da una federazione delle maggiori università italiane: notate che anche se in genere i contenuti EduOpen sono rilasciati con una licenza CC-BY-NC-SA, in questo caso specifico il materiale sarà disponibile anche per riuso commerciale, quindi con licenza CC-BY-SA.

Mi affretto ad aggiungere che io non sono stato coinvolto in nessun modo nella creazione di questo corso. Inoltre, essendo una nostra “prima assoluta”, non garantisco che sia perfetto: sono però certo che sia già buono e che, in perfetto stile wiki, gli errori e le imprecisioni verranno corrette in futuro.

Le ricette di Natale più cercate su Wikipedia

14:01, Monday, 20 2021 December UTC

Vanno forti i dolci, tra le pagine di ricette più lette sotto le feste su Wikipedia. Anche se vince la tradizione, nel classico testa a testa tra panettone e pandoro, si inseriscono gli struffoli. 

Ecco le ricette più lette su Wikipedia

  1. Panettone
  2. Struffoli
  3. Pandoro
  4. Torrone
  5. Pampepato

Non manca però anche un certo gusto per l’esotico, tra i lettori dell’enciclopedia online. Lo scorso Natale infatti, tra i piatti tipici natalizi più cercati c’erano anche diverse ricette straniere: ​​​​​​​eggnog e christmas pudding inglesi, ma anche la roscón de reyes dal Sud America e la voce più generale di “torta dei re”, che esiste in diverse culture del mondo.

Se cercate ricette precise per queste preparazioni, però, il consiglio è di non andare su Wikipedia, ma su Wikibooks, dove troverete un ampio ricettario di piatti italiani. Se invece il vostro interesse è più che altro enciclopedico, al momento le regioni con più voci sono Sicilia, Toscana e Campania.

Come aggiungere nuove voci su Wikipedia

E quindi il Friuli Venezia Giulia e la Val d’Aosta? Al momento sono tra le regioni con meno pagine di piatti tipici su Wikipedia, ma c’è un rimedio: si possono aggiungere! Se siete appassionati di gastronomia, ma non sapete come scrivere una voce su Wikipedia, abbiamo anche pensato tre corsi diversi per imparare a farlo. Un’ottima idea di regalo di Natale, se vi siete presi all’ultimo!

Nell’immagine: Natale 2016, di Rosapicci, CC BY-SA 4.0, attraverso Wikimedia Commons

Cosa ne sapete del Digital Service Act?

13:04, Friday, 19 2021 November UTC

Come forse vi sarete accorti, i lavori del Parlamento e della Commissione Europea non sono mai molto trattati dai nostri media, salvo all’ultimo momento quando i giochi stanno per essere fatti. Lo stesso sta capitando per il Digital Service Act, che insieme al suo gemello Digital Market Act intendono rivedere da zero il modo in cui il mercato digitale funziona in Europa. Tra l’altro, la proposta sarà di fare un regolamento (come nel caso del GDPR) e non una direttiva, il che significa che non ci sarà la fase di recepimento negli ordinamenti nazionali ma verrà direttamente applicato, tipicamente due anni dopo la promulgazione per dare tempo ai vari attori di adeguarsi.

L’iter sta andando avanti da un po’: per il momento ci sono i pareri dei parlamenti nazionali (qui il nostro), quello della Commissione e le prime discussioni nell’Europarlamento. I principi su cui il DSA si basa sono condivisibili: tutelare di più i consumatori finali e allo stesso tempo ribadire che “ciò che è illecito offline deve essere illecito anche online”. Soprattutto per quanto riguarda il primo punto, ricordo che storicamente è l’Europa a trainare il pianeta per quanto riguarda i diritti dell’utente finale, con gli USA che tipicamente arrancano e arrivano con qualche anno di ritardo (Russia, Cina, India, Brasile e resto del mondo: non pervenuti). Purtroppo però, come racconta Bruno Saetta su Valigia Blu, non tutto sta andando così bene. Il tiro alla fune tra i produttori di contenuti che non vogliono che la pirateria tagli i loro guadagni e le lobby delle grandi piattaforme social che per trattenere i propri utenti caldeggiano le loro interazioni e i caricamenti di materiale lascia come sempre a terra chiunque abbia un modello diverso di gestione.

Stavolta se ne è accorta persino la Wikimedia Foundation, che di solito è totalmente US-centrica. In pratica, la proposta attuale dell’Europarlamento dà tempi molto ristretti per la cancellazione di materiale illegale da parte delle piattaforme, e riduce molto il concetto “finché io non so che da me c’è qualcosa di illegale io non sono fuorilegge” che è alla base dell’attuale direttiva eCommerce. Il risultato pratico di tutto ciò è che molto probabilmente saranno implementate procedure automatiche tarate in modo da essere certi di eliminare contenuti illegali: se poi ci scappa un po’ di roba che illegale non era, le si rubricherà come necessari effetti collaterali. Peccato che Wikipedia non funzioni con strumenti automatici, ma con controlli umani. I controlli tipicamente funzionano anche bene: qual è l’ultima volta che avete trovato al suo interno contenuti sotto copyright? Certo, ne arrivano sempre; ma la comunità non aspetta che qualcuno segnali la cosa, e se leggono o guardano qualcosa che puzza di materiale protetto vanno alla caccia dell’eventuale originale e poi cancellano (anche dalla cronologia della voce, le cose si fanno per bene).

Quello che chiediamo è un testo finale che tenga conto che ci sono modi diversi per arrivare allo stesso obiettivo finale – togliere il materiale illegale – e che non si può pensare di operare con il principio one-method-fits-all. Il guaio è che non abbiamo la potenza di fuoco per fare lobbying come i grandi operatori di cui sopra, e l’unica nostra possibilità è far sentire la nostra voce sui media attualmente silenti; i miei ventun lettori putroppo non fanno massa critica. Per i curiosi, il testo della lettera aperta della Wikimedia Foundation si trova sul loro sito: (per i diversamente anglofoni, c’è la traduzione) trovate anche una citazione del vostro affezionato tenutario. Provate a dare un occhio in giro su cosa si leggerà, e speriamo in bene!

Cina e Taiwan come lupo e agnello

02:04, Friday, 08 2021 October UTC

Avete tutti letto della prova di forza della Cina, che in questi giorni ha ripetutamente violato lo spazio aereo taiwanese. Ma probabilmente non avete letto che per la seconda volta di fila la Cina ha posto il veto sull’ingresso di Wikimedia Foundation come osservatore in WIPO, l’organismo sovrannazionale che si occupa della proprietà intellettuale e del copyright.

Non che un osservatore – che per definizione non ha diritto di voto – possa fare molto; però la Cina ha sostenuto che i progetti collegati a Wikimedia «contengono contenuti errati e favoriscono disinformazione in merito alla politica del “One-China-principle” che vede Taiwan come parte della Cina.». D’altra parte, già Wikipedia è generalmente bloccata in Cina; però bisognerà pur cominciare a bloccarla nel resto del mondo, no?

I 4 minuti più lunghi della mia vita

16:58, Saturday, 21 2021 August UTC

Quest’anno Wikimania, la conferenza internazionale dei progetti Wikimedia, cancellata nel 2020 e riproposta in una chiave completamente rivista nel 2021, ha avuto un relatore in più. 😀

Il mio intervento si è tenuta in una sessione riguardante le collaborazioni tra Wikimedia e università insieme alla prof.ssa Maristella Gatto, con cui organizziamo i progetti universitari ad Uniba. È stato difficile condensare in 10 minuti 280 studenti e tante ore di lavoro, ma ce l’abbiamo fatta.

La sessione pre-registrata è andata abbastanza bene, complici anche i numerosi tentativi e fallimenti fatti in mattinata (ecco qui spiegato il titolo del post), forse me la sono cavata un po’ più peggio sulle domande. 😀

Parlando dell’evento in generale, ho partecipato a qualche altra sessione ed è stato divertente incontrare altri Wikimediani da tutto il mondo, in particolare ho molto gradito il confronto con gli altri organizzatori di Wiki Loves Monuments.

Il sistema usato però (che non era software libero) non mi è piaciuto molto, l’ho trovato parecchio disorientante e dispersivo. Tirando le somme, penso che avrei potuto fare molte più conoscenze e conversazione. Spero prima o poi di poter partecipare ad una Wikimania di persona!

Se avete piacere a vedere il mio intervento, trovate il video sopra. Qui invece c’è qualche materiale utile, mentre prometto solennemente di pubblicare il prima possibile il link alla registrazione del doppiaggio in tempo reale in Arabo, Francese, Tedesco, Spagnolo, Russo e Cinese che Wikimedia Foundation ha messo a disposizione per diversi eventi della conferenza, compreso il mio!

Senza ritegno

02:04, Monday, 09 2021 August UTC

Tra le varie misure approvate giovedì scorso dal consiglio dei ministri c’è anche il decreto legislativo attuativo della direttiva europea sul copyright, quello per cui si erano dimenticati di audire Wikimedia Italia e Creative Commons Italia. Tra i toni trionfalistici del comunicato possiamo leggere

Nel recepire la direttiva europea, il decreto prevede, nello specifico, che il materiale derivante da un atto di riproduzione di un’opera di arte visiva, per la quale sia stata superata la durata della tutela, non sia soggetto al diritto d’autore o a diritti connessi, a meno che non si tratti di opera originale frutto della creazione intellettuale propria del suo autore. Ciò permette la diffusione, la condivisione online e il libero riutilizzo di copie non originali di opere d’arte divenute di pubblico dominio

Di per sè questo è quanto scritto nell’articolo 14 della direttiva europea, e quindi non c’è nulla di strano, anche se finché non sarà pubblicato il testo del d.lgs non possiamo sapere se si sono ricordati di aggiungere i palazzi… Quello che però viene esplicitamente aggiunto nel comunicato è l’inciso

ferme restando le altre discipline specifiche in materia di utilizzazione di immagini digitali del patrimonio culturale.

A parte l’obbrobrio di “utilizzazione” – già “utilizzo” per me è troppo… – volete una traduzione in italiano? “Codice dei beni culturali e del paesaggio“: per gli (eventuali) amici, il Codice Urbani poi modificato da Art Bonus. Se andate a leggere gli articoli 107 e 108 scoprirete che continuerà a essere richiesto un canone per fare foto, visto che il canone non ha a che fare con il diritto d’autore. Io non sono così esperto di diritto da poter affermare con sicurezza che l’Unione Europea potrebbe far partire una procedura di infrazione, visto che la direttiva chiedeva per l’appunto la libertà di uso; ma sicuramente parlare di “libero riutilizzo” è una presa per i fondelli. Sapevàtelo.

Aggiornamento: (11 agosto) qui trovate il testo approvato.

Giuseppe De Donno, Wikipedia e i Poteri Forti

07:09, Tuesday, 03 2021 August UTC

Un suicidio è sempre qualcosa di terribile, e non avrei avuto nessuna intenzione di parlare del povero Giuseppe De Donno. Lo faccio perché quello che sta succedendo in questi giorni è davvero preoccupante. Che nel paesino di montagna dove sono stato nei giorni scorsi qualcuno avesse attaccato al muro di cinta di una casa una sua eulogia è strano ma non certo preoccupante. Quello che sta succedendo con Wikipedia lo è di più.

Domenica sull’account di Wikimedia Italia (che non c’entra nulla con la gestione di Wikipedia, ma continua a essere contattato per la qualunque) mi è arrivata una mail che diceva (in inglese…) “Recurring Donation to be stopped IMMEDIATELY”. È abbastanza comune che qualcuno ci dica che non ci manderà più soldi perché “noi” abbiamo cancellato qualche voce, e io almeno non ho il coraggio di dire che a noi di quei soldi non arriva neppure un centesimo e che comunque non siamo stati noi a cancellare alcunché. Come forse avete intuito, la voce in questione era quella su De Donno. Lunedì mattina la situazione stava degenerando, con gente su Facebook che scriveva cose tipo “Noi con Trump – 🇮🇹 UN “APPLAUSO” A WIKIPEDIA CHE HA CANCELLATO LA PAGINA DI DE DONNO 🇺🇸 È UNA VERGOGNA. #Wikipedia ha CANCELLATO la pagina del Dott. De Donno. Altro che “enciclopedia libera”. Fate girare sto schifo. Non cancelleranno la memoria di chi non può essere dimenticato. “; “Bastardi fino al midollo…..ma pagherete Tutto!!!!!!!”; “chi ha in mano il potere non paga mai le sue misfatte”.

Ho allora dato un’occhiata a cosa stava succedendo. In effetti era stata impedita la creazione da parte di utenti non registrati, ma nella giornata precedente c’erano stati vari tentativi di creare una voce, tutti cancellati da un qualche sysop di Wikipedia. Ma le cose interessanti erano due. Innanzitutto, tutto era cominciato sabato 31 luglio – notate che la notizia della morte del medico è del 28. Prima c’erano state due cancellazioni, una del 2012 su un omonimo e una del 2018 di testo “Ciao sono [nome e cognome omessi, ma che non c’entrano nulla con De Donno]”. Detto in altri termini, a nessuno era mai venuto in mente di scrivere di De Donno prima della sua morte: anzi c’erano voluti ancora tre giorni prima che qualcuno pensasse “parliamo di lui su Wikipedia”. Questo nonostante qualcuno avesse commentato il 1. agosto “Perché cancellate l’esistenza di un Medico come il dr De Donno? Fino a qualche giorno fa c’era la sua biografia, bibliografia, scoperte, storia !”. Dilatazione dei tempi, evidentemente.

Ma ancora più interessante è il fatto che i testi cancellati erano di due tipi: o informazioni assolutamente inutili come – cito verbatim il testo completo – “Inventore della cura anticovid al plasma. Trovato morto nella sua abitazione.” oppure testi copincollati dall’Ansa o da Repubblica. Insomma, incapacità totale di distinguere Wikipedia da Facebook: l’enciclopedia è vista come un altro tipo di social network. Quando poi ieri mattina un utente registrato ha scritto la voce in modo corretto, evitando di violare il copyright e cercando informazioni da varie fonti – come i risultati dei trial clinici che purtroppo mostrano come il plasma iperimmune non dia risultati pratici nel curare il covid – si va da commenti come «Chiaramente la pagina sul medico è riapparsa modificata, sminuendone il profilo» a «la pagina del dott. De Donno su Wikipedia è “improvvisamente” riapparsa come per magia!, da «WIKIPEDIA SFREGIA DE DONNO PRIMA DEL FUNERALE» (il maiuscolo è loro) a «De Donno ucciso una seconda volta e questo è accaduto nel mondo virtuale». (Questi sono i primi articoli che ho trovato con una ricerca “De Donno”+”Wikipedia”, non prendetelo come un controllo puntuale)

Credo nella buona fede di molti di coloro che si stanno lamentando con Wikipedia, anche se non metterei comunque la mano sul fuoco per almeno due degli autori degli articoli citati sopra. Ma questa non è affatto una bella notizia. Prendendo a prestito il loro lessico, i Poteri Forti impediscono alla gente di usare il cervello e comprendere i testi che leggono quando sono appena più complicati di una serie di slogan. Nessuno mi toglie però dalla testa che tutta o quasi questa gente sia eterodiretta: leggere il tweet di Diego Fusaro citato sopra mi fa per esempio venire qualche dubbio al riguardo, mentre testi come quello qui sotto mi aiutano solo a ricordare che ripetere a pappagallo le solite quattro cose è uno sport comune.

PS: Ho letto lo studio dei ricercatori della Johns Hopkins University che afferma che se gli USA non avessero smesso di usare il plasma ci sarebbero potuti essere 29000 morti in meno negli USA. Mettiamola in questo modo: con i dati mostrati nell’articolo, l’unica possibilità pratica per ottenere quel risultato è che le sacche di plasma irradino qualcosa che cura anche chi non riceve quel plasma ma passava da quelle parti. Se non ci credete, guardate i numeri della Figura 1, poi fate un po’ di conti su quanti pazienti possono essere stati curati e quale era stata la differenza nel numero di morti in quel periodo.

In che anno è nata Elisabetta Sgarbi?

02:04, Monday, 19 2021 July UTC

La sorella di Vittorio Sgarbi (ma è sicuramente riduttivo definirla in questo modo), almeno secondo la Treccani è nata nel 1965. Eppure se si va a leggere una vecchia pagina cache di Google, fino a un mesetto fa la data di nascita della signora Sgarbi è indicata come “1956”. Nove anni prima. Come può essere?

Beh, l’ipotesi più semplice da fare è che la Treccani abbia copiato da Wikipedia, che almeno fino alla settimana scorsa affermava che la signora Sgarbi è nata a Ferrara il 9 luglio 1956. Come fa a dirlo? Beh, quello che è certo è che una Elisabetta Sgarbi nata a Ferrara il 9 luglio 1956 è iscritta all’albo dei farmacisti della provincia di Ferrara, dopo essersi laureata nel 1980. E in effetti anche la Gazzetta Ufficiale riporta il superamento dell’esame di stato nel 1980 (trovate il nome nella parte 7). E che Elisabetta Sgarbi sia laureata in farmacia lo dice lei stessa. E Vittorio conferma che sua sorella è nata il 9 luglio, non dice di che anno. Voi che ne pensate di questa inflazione di farmaciste ferraresi omonime?

(A onor del vero, il padre dei fratelli Sgarbi dichiarò in un’intervista che “Quando mia moglie era in attesa di Elisabetta, decidemmo di mandarlo in un collegio. L’idea fu di dargli un’educazione solida ma anche segnata da regole.” La data del 1965 a questo punto tornerebbe, perché Vittorio avrebbe avuto tredici anni. Elisabetta sarebbe nata quando la madre aveva 39 anni. Ma mi sembra che – a differenza della madre che era anche laureata in matematica – i figli abbiano problemi di conti. In questo video del 1996 Vittorio dice che “circa 22 anni fa” Beppe Grillo veniva in Porsche con un amico a trovare sua sorella “che aveva quindici anni, tipo”. Questo darebbe 1959 come data di nascita di Elisabetta: magari pigliamo quella data come media ponderata!

Come dare scandalo (in senso cattolico)

08:39, Tuesday, 06 2021 July UTC

La mia religione mi vieta di leggere cosa scrive certa gente. Purtroppo però, partecipando ai social, mi trovo amici e conoscenti che condividono cose; e se le condividono in troppi vado contro ai miei dettami. (Però continuo a non leggere i commenti se non una volta ogni mese o due, giusto per ricordarmi di com’è la gente). Così mi sono trovato questi due tweet di Mario Adinolfi.

Per la parte che riguarda Wikipedia, la risposta è molto semplice: Wikipedia non è l’anagrafe né la Gazzetta Ufficiale, quindi non può fare altro che riportare le notizie scritte da fonti autorevoli. Per amor di cronaca, una decina di minuti prima del secondo tweet di Adinolfi il luogo di morte era stato aggiunto, con relativa fonte. Vabbè, Adinolfi non sa come funziona Wikipedia. Ce ne faremo una ragione, e magari cercheremo di spiegare meglio come funziona. Ma non è quello il vero punto del mio post.

Sulle prime non avevo capito perché Adinolfi si lamentasse della mancanza del luogo della morte della Carrà, fino a che qualcuno ha scritto che probabilmente era convinto che fosse andata in Svizzera per poter avere l’eutanasia. Chiaramente dal punto di vista della dottrina della Chiesa cattolica – e Adinolfi si professa cattolico – dare scandalo è un peccato gravissimo. Quello che però Adinolfi pare non aver letto è il Catechismo della chiesa cattolica, che al §2284 recita «Lo scandalo è l’atteggiamento o il comportamento che induce altri a compiere il male.» Ora, se Adinolfi avesse scritto qualcosa tipo “Raffaella Carrà ha voluto uccidersi e finirà tra le fiamme dell’inferno” sarebbe stata una frase di pessimo gusto come tante delle sue, ma avrebbe avuto un certo qual senso dal punto di vista di un cattolico (nemmeno del tutto, perché non possiamo sapere se in punto di morte si fosse pentita). Ma il fatto stesso che non avesse voluto rendere pubblica la sua scelta fa sì che l’ipotesi alla base dello scandalo non c’è: non ha indotto nessuno a compiere il male.

Anzi, a dirla tutta è proprio Adinolfi che con le sue insinuazioni può avere indotto qualcuno a pensare all’eutanasia. Ma probabilmente lui non si rende conto di avere dato scandalo.

Video: Come va Wikipedia?

02:04, Monday, 05 2021 July UTC

La scorsa settimana Luca Martinelli (Sannita) e il sottoscritto (.mau.) siamo stati intervistati da Marco Ardemagni e Massimo Famularo di LiberiOltre a proposito dei vent’anni di Wikipedia. È uscito un video di più di un’ora. (Non ho controllato se c’è stata una postproduzione, ma credo che sia stato messo in linea direttamente senza tagli).

Non avevamo una scaletta specifica e quindi abbiamo molto divagato, ma secondo me siamo riusciti a far capire qual è la filosofia dietro a chi si prodiga per far sì che Wikipedia resti una risorsa utile per tantissima gente: fare le cose non per vantaggio nostro ma pensando ai fruitori.

Lo sapete che c’è anche il 2×1000?

07:59, Friday, 02 2021 July UTC

Quando si deve pagare le tasse sappiamo da decenni dell’esistenza dell’8×1000 alle chiese che hanno stretto un accordo con lo stato italiano e del 5×1000 alle associazioni non lucrative. Se non lo sapessimo siamo comunque martellati dalla pubblicità. Wikimedia Italia – che non gestisce Wikipedia in lingua italiana ma la promuove, oltre a occuparsi della promozione della cultura libera: non smetterò mai di ripeterlo – può ottenere da anni il 5×1000, che è una parte preponderante delle nostre entrate.

Quello che non tutti sanno è che ora è possibile anche destinare il 2×1000 non solamente ai partiti politici, come una volta, ma anche alle associazioni culturali. Se quindi preferite dare il vostro 5×1000 ad altri enti ma ci volete comunque bene c’è questa nuova possibilità. Il codice fiscale da usare è 94039910156. (No, non si può dare il 2×1000 a un partito e a un’associazione culturale, dovete fare una scelta).

Per massima trasparenza, qui trovate l’elenco di tutti gli enti ammessi al 2×1000, e qui trovate sia il bilancio 2020 che il bilancio sociale 2020; quest’ultimo non era ancora obbligatorio, ma abbiamo voluto portarci avanti col lavoro.

[EDIT] Per una strana congiuntura – nel 2020 abbiamo ricevuto i fondi del 5×1000 di due anni – il bilancio solidale 2020 era obbligatorio. Non è stato comunque un grande problema, perché l’avevamo già cominciato ad approntare.

OpenStreetMap ha problemi di sede legale

02:04, Thursday, 01 2021 July UTC

OpenStreetMap è spesso detta “la Wikipedia delle mappe”, perché ha lo stesso approccio: creare una mappa del mondo liberamente usabile e modificabile da chiunque. In effetti Wikimedia Italia fa parte della OpenStreetMap Foundation, ma questa è stata una nostra scelta: Wikimedia Foundation e OpenStreetMap Foundation sono entità separate, e persino le licenze d’uso per i materiali contenuti in Wikipedia e OpenStreetMap, anche se entrambe libere, sono differenti. Tra l’altro WMF è americana, mentre OSMF è britannica.

A quanto pare è proprio questo un problema. Il Guardian scrive che OSMF sta pensando di spostare la sede dall’UK nell’Unione Europea. La mia personale ipotesi è che quello che preoccupa la Foundation non sono tanto le spese finanziarie per le transazioni, e neppure il fatto che non possano avere un dominio .eu (tanto sono .org…) quanto la mancata protezione della loro base dati. In UE abbiamo una direttiva (la 96/09) che dà un diritto sui generis (quindi separato dal copyright) a chi ha creato una base dati. Da quanto ho capito, anche se i singoli dati presenti nel database sono liberi non è permesso copiare tutta la base dati, o anche solo una porzione notevole. Noi di Wikimedia Italia siamo contrari a questo concetto, ma abbiamo poche speranze che anche nella revisione che sta per essere fatta la situazione migliorerà. Ma quello che conta è che essendo questa una direttiva europea, dopo Brexit gli inglesi non sono più tenuti a rispettarla…

Vivere in un mondo interconnesso non è mai una cosa semplice, insomma.

Libero riuso delle immagini e mancati introiti

02:04, Tuesday, 22 2021 June UTC

Ormai lo dovreste sapere: una delle battaglie di Wikimedia Italia è quella di rendere liberamente fotografabili e pubblicabili, anche per scopi commerciali, le immagini del nostro patrimonio artistico. Dovreste anche sapere che ampi settori dei nostri governi – non importa di quale colore fossero – da quell’orecchio non ci sentono proprio. Ad ogni buon conto, la scorsa settimana in Commissione Cultura della Camera è stata approvata (all’unanimità…) una risoluzione che

impegna il governo ad adottare iniziative per promuovere, partendo dal recepimento della direttiva 2019/790/EU, una sistematizzazione ed un ammodernamento del quadro giuridico del diritto d’autore e dei diritti connessi, al fine di rimuovere i cosiddetti diritti connessi nel caso di riproduzione di opere delle arti visive di pubblico dominio non aventi carattere originale, come previsto dall’articolo 14 della direttiva UE 790/2019;

(per chi non è avvezzo ai temi, “non aventi carattere originale” significa che non si parla di foto artistiche ma semplicemente delle foto che si fanno per far vedere l’opera in questione.

Ieri un articolo del Sole-24 Ore ha finalmente tirato fuori un po’ di numeri sui ricavi che i musei a oggi ottengono dallo sfruttamento commerciale delle immagini delle loro opere. Veniamo così a scoprire che il tanto lodato accordo quinquennale con Bridgeman Images che avrebbe dovuto far vendere i diritti a chi fa questo mestiere ha portato ai tre musei che hanno firmato il protocollo (i Musei Reali di Torino, la Galleria Nazionale dell’Umbria e la Pinacoteca di Brera) dal 30 aprile 2019 al 31 gennaio 2021 la bellezza di 3550 (tremilacinquecentocinquanta) euro, di cui 616 da Brera (mica la pinacoteca di Pian del Re…).

E i musei che hanno scelto di fare da soli? beh, qualche soldo in più lo prendono, anche se bisogna tenere conto dei costi di gestione che nel caso Bridgeman non ci sono. Per esempio nel 2019 il Mart ha guadagnato 27000 euro. Ma sicuramente chi i soldi se li fa sono gli Uffizi, che nel 2018 – annus mirabilis, almeno a detta del portavoce del museo – hanno ricavato 452.735,50€ con le licenze. Mica pizza e fichi, direte! Certo. Ma per darvi un’idea del giro d’affari del museo, nel 2019 gli incassi dei biglietti sono stati 34 milioni. In altri termini, le licenze per uno dei musei più importanti del mondo “valgono” poco più dell’1% di quanto si ottiene con i biglietti. Secondo voi, insomma, ne vale la pena?

P.S.: A chi preferisce non parlare di soldi ma della necessità per lo Stato di controllare l’uso che viene fatto delle immagini ricordo che ci sono altri articoli del codice civile al riguardo, e che questo non ha nulla a che fare con un presunto “diritto di proprietà per osmosi” (non si può certo parlare di diritto d’autore per un dipinto rinascimentale…)

Enit Open Library

02:04, Monday, 21 2021 June UTC

In questi giorni Enit, l’agenzia nazionale per il turismo, ha lanciato il progetto Open Library. Tale progetto «nasce dalla volontà di mettere a disposizione degli stakeholder del turismo italiano un database di elementi multimediali distribuiti gratuitamente, con la finalità di fornire un ulteriore strumento a supporto della promozione turistica dell’Italia.» Tutte le immagini presenti hanno una licenza Creative Commons, che ne permette il riuso.

Bene, mi direte, non bastano già le immagini che si trovano su Wikimedia Commons? Beh, le risposte possibili sono due. La prima è che non è detto che Commons sia così noto a tutti quelli che cercano foto: non solo coloro della scuola “se una foto è su Internet la può usare chiunque” ma anche quelli che hanno una minima conoscenza del concetto di copyright. Ve lo dico subito: non sono così convinto della cosa.

La seconda risposta possibile è più interessante. Le immagini presenti su Commons hanno una licenza molto libera, essendo CC-BY-SA. Detto in altri termini l’autore permette qualunque tipo di riuso, anche commerciale, e qualunque tipo di manipolazione dell’immagine (che non sia diffamatoria, ma quello è indipendente dal diritto d’autore). Viene solo richiesto che sia indicato il nome dell’autore e che eventuali immagini derivate abbiano la stessa licenza. Enit Open Library invece accetta tutte le licenze CC, arrivando fino alla CC-BY-NC-ND nella quale è permesso solo l’uso non commerciale e lasciando intatta l’immagine. (Nella loro base dati ci sono già le immagini di Commons, naturalmente)

In teoria potrebbero esserci molti autori che non hanno mai postato le loro foto su Commons proprio perché vogliono mantenere un certo controllo sul loro uso; costoro potrebbero ritenere più interessante il concetto di Enit Open Library e quindi inviare le loro immagini là. In pratica? Non lo so, ma credo che sarà interessante vedere come evolverà la situazione: ecco perché è importante far conoscere l’esistenza di questo progetto.

La “conoscenza” di Google

02:04, Wednesday, 14 2021 April UTC

Quando fate una ricerca Google, spesso trovate nella colonna di destra un risultato già pronto, molto spesso da Wikipedia. Per dire, se io mi cerco arriva il risultato che vedete qui a sinistra. (Your mileage may vary: probabilmente a voi potrebbe arrivare il calciatore mio omonimo). Generalmente quelle informazioni sono prese da Wikipedia, citando regolarmente la fonte; ci sono eccezioni come nel mio caso, visto che come sapete Wikipedia non ha una voce su di me e quindi le informazioni arrivano dal sito del mio editore, ma in genere funziona così. Google aveva anche cercato di creare una sua base di conoscenza, ma alla fine ha visto che era più semplice dare du’ spicci alla Wikimedia Foundation e sfruttare il lavoro dei wikipediani. Solo che ci sono alcuni problemi…

A volte capita qualcuno che si lamenta perché trova un insulto nel testo di quella colonna, insulto che però non appare da nessuna parte su Wikipedia. Non sto a spiegarvi come lo si può fare, anche se è un segreto di Pulcinella; in quel caso però la colpa è in effetti anche di Wikipedia. Ma ci sono casi peggiori. Nell’ultimo mese, per due volte sono stato contattato da qualcuno che trovava la sua foto con allegata la descrizione da Wikipedia di tutt’altra persona, e chiedeva di toglierla. Il primo caso è stato quello di un giornalista a cui corrispondeva la biografia di un avvocato del secolo scorso; la seconda persona è Mario Moroni, che se vi ricordate mi aveva intervistato un paio di mesi fa. Qui Wikipedia non c’entra proprio nulla; molto semplicemente, le voci mostrate non hanno immagini a corredo – ricordate che anche le immagini su Wikipedia devono avere una licenza libera, quindi spesso è impossibile averne qualcuna. E allora che fa Google? Cerca in giro e prende l’immagine più cliccata corrispondente a quel nome-e-cognome, nel migliore esempio di stupidità applicata.

Ma la cosa peggiore è che Moroni prima di me aveva contattato Google che gli aveva detto che la colpa era di Wikipedia; e dopo che lui aveva riportato la mia risposta gli hanno replicato che se non c’è una voce wiki su una persona inseriscono la descrizione dell’omonimo con la foto di quella persona perché non possono verificarla. Posso dire che c’è qualcosa che non funziona in questo approccio?

Wikipedia farà pagare le aziende che la sfruttano?

03:04, Friday, 19 2021 March UTC

In questi giorni si è parlato molto del progetto di Wikipedia “per farsi pagare dai Big Tech”: potete per esempio leggere HDBlog oppure (in inglese) Wired. Ho sentito anche alcuni wikipediani che si sono lamentati perché in questo modo Wikipedia introduce una differenza tra utenti di serie A e di serie B. Io personalmente non sono così negativo su questa novità, anche se ho dei dubbi sulla sua utilità pratica. Provo a spiegarvi il perché.

Innanzitutto, forse conviene partire dalle fonti originali: qui c’è la presentazione ufficiale del progetto sul blog della Wikimedia Foundation, mentre queste sono le FAQ, quasi tutte tradotte in italiano al momento in cui sto scrivendo questo post. Vi ricordo innanzitutto che la licenza d’uso di Wikipedia permette il riuso del materiale anche a scopi commerciali, e quindi non si può forzare nessuno a fare nulla. A questo punto l’unico modello possibile è quello di fornire un servizio freemium. Vuoi qualcosa più comodo? Paghi. Ecco dunque l’idea alla base di Wikimedia Enterprise: i pochi grandi player che hanno bisogno di tanti dati possono decidere di pagare per averli in modo più rapidamente usabile. Se non riterranno che il gioco valga la candela, continueranno a fare come ora: immagino che l’idea della Wikimedia Foundation sia che ci sarà una pressione esterna (“guardate XXX! Con tutti i soldi che guadagna non vuole nemmeno spendere du’ spicci per l’accesso Enterprise a Wikipedia!”). La cosa ha senso: nessuno ci perde, visto che le informazioni saranno sempre disponibili e a noi comuni mortali i metodi attuali per ottenerle da Wikipedia sono sufficienti. Fin qui per le buone notizie.

E le notizie cattive? La prima l’ho accennata all’inizio. La comunità dei wikipediani non è per nulla convinta di questa svolta. Un paio di anni fa la Wikimedia Foundation chiese al movimento quali dovevano essere le priorità per Wikipedia nel prossimo decennio; la creazione di queste API rimase in fondo alla classifica. Perché allora è stata implementata praticamente per prima? Ufficialmente perché era l’unica proposta la cui preparazione dipendeva solo dalla WMF. È possibile che sia successo effettivamente questo, ma da un punto di vista politico non mi pare una grande idea. La seconda è che la manutenzione di questo nuovo sistema potrebbe distogliere risorse dal miglioramento di altre caratteristiche tecniche di Wikipedia che sarebbero più comode per chi le voci le crea e mantiene in ordine. Questo non dovrebbe capitare, di per sé: ma cosa succederà se ci si accorgesse che certe scelte implementative rendono più complicato gestire Wikipedia Enterprise?

Ad ogni modo, nel breve termine noi utenti non vedremo nulla di diverso dal solito: inutile insomma fasciarsi subito la testa!

Stasera parlo io

03:04, Thursday, 18 2021 February UTC

live show
Intorno alle 18:30 (sono il secondo ospite) parlerò di Wikipedia e Wikimedia Italia al https://www.mariomoroni.it/liveshow. La chiacchierata dovrebbe essere di taglio più tecnico rispetto al solito, ma vi confesso che non so assolutamente che cosa mi chiederanno…

Chi volesse vedermi può scegliere tra YouTube, Facebook oppure LinkedIn.

Le mille insidie del copyright

11:32, Tuesday, 09 2021 February UTC

Conoscete la rivista La difesa della razza? È stata pubblicata tra il 1938 e il 1943, e come potete capire dal nome nasceva come braccio militante della campagna fascista contro gli ebrei (e le altre razze inferiori, dai negri agli zingari). Gli articoli della rivista erano spesso scritti da giovani letterati che poi hanno fatto carriera: Giorgio Almirante dovreste ricordarvelo in tanti, ma per esempio ho trovato un articolo di Vincenzo Buonassisi che almeno quelli della mia età conoscevano come critico gastronomico televisivo.

Secondo la legge sul diritto d’autore, la rivista è nel pubblico dominio, essendo passati 70 anni dalla sua pubblicazione. E in effetti potete scaricarla in vari posti, dalla Biblioteca di storia moderna e contemporanea a Wikimedia Commons. Fin qua sembrerebbe tutto chiaro. Però volevamo prendere la rivista e trascriverla su Wikisource: almeno per quanto mi riguarda è un documento molto importante e sarebbe utile averlo in un formato che permetta di copincollare il testo. Bene, la cosa non si può fare.

Come mai? Semplice (si fa per dire). Una rivista è definita come “opera collettiva”, il che significa che gli autori mantengono i loro diritti sui loro articoli, e questi diritti restano fino a settant’anni dopo la loro morte. Pertanto la rivsta come un tutto è disponibile, ma i singoli articoli no. Ma per come è fatta Wikisource, le singole pagine della rivista corrispondono a un file separato, e quindi si entra nel campo delle opere singole. Favoloso, vero?

Quando il deadname non era ancora morto

09:13, Monday, 25 2021 January UTC

Come probabilmente sapete, Caitlyn_Jenner nacque col nome Bruce Jenner, e con quel nome vinse la medaglia d’oro nel decathlon nelle olimpiadi di Montréal. La pagina di Wikipedia è per l’appunto con il nome Caiytlin (se uno digita “Bruce” viene rimandato alla voce con il nome femminile); quando finalmente sono state disponibili foto post-transizione con licenza libera esse sono state aggiunte; la voce usa generalmente il femminile per riferirsi a Jenner, e fin qua direi che è tutto ok.

Però la frase nell’incipit è “In carriera, prima della transizione, fu campione olimpico del decathlon ai Giochi di Montréal 1976, nonché detentore del record mondiale della specialità dall’agosto 1975 al maggio 1980.” Regolarmente qualcuno mette quella frase al femminile, e io regolarmente la rimetto al maschile. Perché? Perché in quegli anni non aveva ancora affermato pubblicamente di essere transgender, e perché scrivere “campionessa olimpica” e “detentrice del record mondiale” genererebbero equivoci. Certo, si potrebbe scrivere “campionessa olimpica del decathlon maschile” e “detentrice del record mondiale maschile”, ma io ritengo che siano frasi così arzigogolate da peggiorare comunque la situazione.

(Lo so, mi piglierò una bordata di insulti per questo post. Amen.)

Quei vigliacchi di Wikipedia

03:04, Tuesday, 19 2021 January UTC


Occhei, il post è di più di un anno fa ma l’ho scoperto solo in questi giorni. La pagina Facebook in questione ha questa descrizione:

«Questa pagina ha lo scopo di migliorare la qualità di Wikipedia attraverso la segnalazione di notizie inesatte, di notizie non riportate, di notizie riportate in maniera non corretta. Non saranno accettati post che trattano di altri argomenti.»

Come vedete, però, dopo alcuni mesi l’anonimo creatore della pagina ha pensato di non segnalare più, perché «questi buffoni da quattro soldi, essendo anche vigliacchi, usavano le mie informazioni per correggere e migliorare le pagine!» Premesso che non ho idea se le pagine in questione siano state corrette a causa delle sue segnalazioni o semplicemente perché qualcuno si è accorto autonomamente degli errori, credo che sia la prima volta che mi capiti di vedere qualcuno che si lamenta perché gli errori sono stati corretti. Ma non preoccupatevi! Il post continua così:

«Sto raccogliendo tutte le “le carenze” in una pubblicazione che renderà note, tutte insieme, lacune e bugie.
Ovviamente l’azione legale va avanti perchè anche se cancellano e correggono, tutto rimane nella cronologia.»

Dopo più di un anno non si è visto ancora nulla: probabilmente il raccogliente è vittima dell’effetto Tristram Shandy, e ci mette due giorni a recuperare tutti gli errori inseriti in una singola giornata…

Non si può vincere contro gli impaginatori!

10:45, Friday, 15 2021 January UTC


Stamattina Il Sole-24 Ore pubblica un articolo di Riccardo Oldani per i vent’anni di Wikipedia, con intervista alla presidente di Wikimedia Italia Iolanda Pensa. L’articolo termina con questo capoverso:

È dunque il caso di festeggiare per i 20 anni di Wikipedia. Chiunque volesse farlo, il 15 gennaio o nei giorni successivi, può anche regalare un contenuto a licenza libera, per esempio caricando una foto, inserendo una nuova voce o modificandone una esistente.
Lo fa anche Il Sole 24 Ore: questo articolo è rilasciato con la licenza libera Creative Commons Attribuzione – Condividi allo stesso modo 4.0. Buon compleanno Wikipedia!

e come wikipediani ringraziamo per il regalo. Però evidentemente gli impaginatori non erano della stessa idea, visto che come usuale l’articolo termina con Riproduzione riservata © come da articolo 65 della legge 633/41… Non preoccupatevi, però. È assolutamente legale che un’opera intellettuale abbia più di una licenza: in questo caso ogni utilizzatore può scegliere quella che preferisce. Perfino quando si scrive su Wikipedia si pubblica con più di una licenza: infatti, «Pubblicando, accetti le condizioni d’uso comprensive della informativa sulla riservatezza e accetti irrevocabilmente di pubblicare il tuo contributo sotto le licenze CC BY-SA 3.0 e GFDL.» È vero che in genere la doppia licenza serve solo per casi particolari, ma in questo caso appare chiaro che tutti coloro che riprendono quell’articolo lo faranno con CC-BY-SA 4.0. Resta però l’immagine buffa…